VIII – Non Credo in una luce da luce

“Dio da dio, luce da luce, dio vero da dio vero”…Blah!

Avete mai letto tante parole abominevoli una dietro l’altra? Il loro suono è una tortura per noi demoni. La parte di ciò che gli umani chiamano “Credo” che le mette in fila è, tra tutte, quella che mi farebbe più piacere cancellare.

“Dio”, quell’immenso imbecille che crede di essere più grande di noi. “Luce”, quella fastidiosa caratteristica dell’universo che l’imbecille di prima ha escogitato per rischiararlo. Qualcosa da cui scappare il più lontano possibile, se si tiene alla privacy, rivelatrice di ogni affare che si vorrebbe tenere nascosto agli occhi degli impiccioni. E soprattutto “vero”, l’insopportabile pretesa che le cose stiano come stanno e non come dovrebbero essere.

Luce, dice di essere. Ma cosa ne sa il Nemico-che-sta-Lassù, della luce? L’ha creata, ma non la capisce. L’unico che ne è veramente in grado è Nostro Padre che sta Quaggiù, che di essa ha fatto la sua bandiera e il suo ideale. Lucifero, portatore di luce, era il nome che possedeva quando era ancora solamente il più grande tra gli angeli. Lui la luce non l’ha mai svilita incarnandosi nel regno umano. Lui sì che l’ha mantenuta pura, come avrebbe dovuto essere: piuttosto di usarla impropriamente ha scelto di non usarla affatto. Degradarla usandola per illuminare? Non sia mai, ci fa orrore. Tutto ciò che è materia, che è opaco, tale deve rimanere: deve essere eliminato, non illuminato. Siamo contro gli usi impropri. O tutto o niente: come per il bene, se non si può essere perfetti allora tanto vale lasciare perdere, e agire come si ritiene meglio. Questo noi facciamo: lavoriamo incessantemente per la rovina di ogni vivente, in maniera che il vero ideale risplenda più puro.  L’abominio più grande è proprio pretendere, come fa il Nemico, di mischiare quello che è superiore con ciò che è inferiore. La ragione prima del nostro contrasto con lui.

Sebbene gli uomini siano materia opaca, e quindi per noi solo contenitori da cui succhiare le anime marce, , quando condividono questa nostra visione ci possono tornare utili.

Questi scimmioni che credono davvero di essere saggi possono essere, opportunamente guidati, i nostri migliori servi. Li spingiamo a considerarsi puri, immacolati, a disprezzare tutto ciò che è carnale. Si pensano migliori, e sono sempre in cerca di un inferiore da epurare. Lo trovano facilmente in chiunque non condivida la loro visione e la loro purezza, cioè praticamente tutti gli altri. Quanti schiavi del Nemico abbiamo eliminato mediante loro! Il nazareno stesso è stato loro vittima. Giustificano ogni efferatezza con il loro fine superiore. Quanto ci piacciono!

Nel partito dei puri il bene è sempre sotto forma negativa, come divieto di qualcosa, come assenza. Gioiscono nel disprezzare, e così hanno bisogno dello scandalo, lo desiderano, per potere meglio indignarsi e giudicare. La persecuzione dell’impuro è il loro sport favorito: chi non rientra nel loro canone deve stare bene attento.

Questo genere di associazione ci è particolarmente cara, perché è una delle strade migliori che abbiamo per portare alla dannazione i nostri avversari. Proprio perché l’adesione alla nostra dottrina si presenta come una virtù e non come uno sghiribizzo personale, anche i più buoni, quelli con sincero desiderio di bene, vi si ritrovano.
L’importante è che al centro rimaniamo noi, con i nostri consigli, con il nostro sprone, con il togliere ogni dubbio o rimorso.

Grazie al loro impegno, il credere a un dio vero sceso in terra diventa impossibile. Se non fanno parte della Chiesa del Nemico la combattono strenuamente, se ne fanno parte ne allontanano gli unici che ne avrebbero bisogno, cioè i peccatori. Il loro comportamento è talmente odioso che rendono insopportabile il nome del Nemico-che-sta-lassù a tutti quelli che li incontrano. Pensano di servirlo, e rendono invece servizio a noi.

Alla fine chi fa quel che gli pare e piace e chi segue invece una sua ideologia ai nostri occhi interessati pari sono. Ambedue sono in fondo persuasi che quel “vero da vero” della formula che vogliamo cancellare non sia la realtà ma una invenzione.

Il risultato è che per loro il reale diventa incomprensibile. Si sforzano di capirlo usando il loro metro; più si sforzano, meno ci riescono e più rabbiosi diventano. Questo, sarete d’accordo con me, per noi è magnifico. Ogni cosa, ogni persona  è nemica. Niente di quel che vedono li soddisfa, perché non è secondo il loro disegno. Sono infelici, e di questo accusano gli altri, che rovinerebbero il mondo e quindi andrebbero eliminati.

Una divinità che si affianchi alle sofferenze umane e le prenda su di sé è per loro inescusabile. Si troverebbero improvvisamente a non avere più niente da fare: più nessuno da contestare, nessuno scandalo da rivelare, nessun oppositore da espellere o imprigionare. Il gioco sarebbe condotto da qualcun altro. La luce non sarebbe più quella gelida della lampada da interrogatorio in una stanza buia, ma quella calda e dorata di un mattino di primavera. Il Nostro padre ce ne scampi!

Sì, compagni di dannazione: al di fuori della Chiesa del Nemico, quella che in lui confida, non troverete nessuno che osi affermare che quell’uomo era davvero Dio, era davvero la luce. Tutti gli altri non si sanno spiegare chi fosse, e tuttavia rifiutano quella scandalosa commistione tra il superiore e l’inferiore che il falegname affermava.

Anche tra i suoi servi qualcuno dubita. Anzi, c’è chi è convinto del contrario. Pensa di essere meglio lui del Nazareno, che fosse solo un uomo di altri tempi. Crede di potere adattare quello che lui ha detto alle circostanze, alla sua brama di proibito. Chi fa questo sono i più puri dei puri, che cercano una Chiesa così perfetta che non avrebbe posto per nessuno, e i sommamente impuri, che vorrebbero una Chiesa così imperfetta da adattarsi alla loro mortalità.

Per tutti e due questi tipi di uomo quel versetto del Credo non significa più niente. Qualcosa li guida, ma non credo sia luce. Quella l’hanno spenta.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 maggio 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Anche tra i suoi servi qualcuno dubita. Anzi, c’è chi è convinto del contrario. Pensa di essere meglio lui del Nazareno, che fosse solo un uomo di altri tempi. Crede di potere adattare quello che lui ha detto alle circostanze, alla sua brama di proibito. Chi fa questo sono i più puri dei puri, che cercano una Chiesa così perfetta che non avrebbe posto per nessuno, e i sommamente impuri, che vorrebbero una Chiesa così imperfetta da adattarsi alla loro mortalità.

    Per tutti e due questi tipi di uomo quel versetto del Credo non significa più niente. Qualcosa li guida, ma non credo sia luce. Quella l’hanno spenta.

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