Alla prova

L’immane massa di profughi che preme alle porte dell’Europa non è casuale. E’ il risultato di un preciso disegno, di scelte politiche. Ed è anche una prova per capire chi siamo realmente.

Per coloro che fuggono lontano spesso la meta sono nazioni che, in qualche modo, sono cristiane.
Ma l’Europa verso la quale scappano ha da tempo rinnegato le sue radici. Quelle radici che predicano l’accoglienza dello straniero, l’ospitalità al fratello sconosciuto, nel nome di Cristo.
Ci sono i grandi valori della laicità, l’illuminismo, e poi di quella sinistra che governa gran parte del continente. Giudicate dai fatti.
Quando il prossimo si fa davvero prossimo, quando non è più una sagoma distante ma una realtà sull’uscio, lì si vede.

Sappiamo bene cosa capita. Se la situazione a casa tua diventa intollerabile, se la minaccia alla vita è reale, si scappa. Fuggiremmo anche noi, credo. Se mai accadesse, e potrebbe accadere.
Affronteremmo anche noi la morte, prospettive incerte invece della certezza di fame e uccisioni. Pregheremmo anche noi che ci fosse qualcuno, là dove stiamo andando, che ci possa guardare come esseri umani, con una dignità, fratelli.

Sappiamo bene cosa è capitato. Le ragioni, le scelte di certi politici, di certe potenze ci saranno forse più chiare tra qualche decennio. Non è il caso, il fato cieco che muove tutte quelle persone. E’ una necessità artificiale, provocata. Voluta.
Una delle cause, almeno nel caso della Siria, è la persistenza dell’embargo, delle sanzioni decise ormai cinque anni fa dai governanti di quell’Europa di cui parlavamo. Quella che ha smarrito le sue radici.
Quei provvedimenti erano precise scelte politiche. Decisioni prese certo da più distante ancora delle nostre stanze del potere. Qualunque cosa si volesse ottenere, il risultato è stata una sofferenza tanto grande che ci è difficile comprenderla davvero.

Si sta per decidere il rinnovo di quelle sanzioni. Non c’è da illudersi che i grandi della Terra ci ascoltino. Hanno i loro programmi, i loro mezzi per piegare le idee e le opinioni. Anni di continue menzogne ce lo hanno insegnato. Ma possiamo rendere loro più difficile fare la cosa sbagliata.
C’è una petizione, aperta oggi, che raccoglie l’adesione di tanti di quelli che hanno sofferto sulla loro pelle le conseguenze dell’embargo. Ascoltiamoli, leggiamoli. Sentimo cosa hanno da dire, le loro testimonianze di prima mano da una terra in cui l’inferno si è fatto presente.

Firmiamo la petizione, e facciamola firmare. E’ un piccolo gesto, che a noi non costa. A noi che siamo messi poco alla prova, ma a cui comunque verrà chiesto conto di chi abbiamo accolto. Cosa abbiamo fatto per loro. Cosa abbiamo ignorato. Cosa ci siamo rifiutati di fare.
Da lì non potremo scappare, ma solo chiedere misericordia.

Firma qui

embargo

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 maggio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Ho provato due volte e continuo a non riuscire a concludere la pratica. In compenso da ieri le firme sono passate da trecento e rotti a più di milleddue.

  1. Pingback: Basta sanzioni alla Siria | VIETATO PARLARE

  2. Pingback: Videoclip – cessazione delle sanzioni UE alla Siria | VIETATO PARLARE

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