VII – Non Credo…in qualcuno nato prima di tutti i secoli

Non ci credo e non ci voglio far credere. Il che tutto sommato è facile: gli umani mica c’erano, prima di tutti i secoli. Noi sì. E da noi ci potete giurare, non scapperà neanche una parola in proposito. Nessuno riuscirà a farci testimoniare: quello che abbiamo visto resterà tra noi. Se vogliono saperlo, prima devono trovarci. E non è facile.

Fino a qualche tempo fa eravamo soliti intervenire direttamente nelle vicende umane. Non c’era nessuno che dubitasse davvero della nostra esistenza. Era un’altra epoca, e potevamo permetterci di essere molto più visibili di adesso.

Le circostanze sono cambiate. La civiltà moderna ci pone delle sfide alle quali noi dobbiamo essere pronti a rispondere. E se non lo sappiamo noi, che questa età l’abbiamo costruita secondo il nostro volere e desiderio, chi può saperlo?

L’uomo d’oggi neanche deve pensarci, ad un tempo prima del tempo. La nostra presenza potrebbe ricordaglielo. Allora per operare meglio dobbiamo nasconderci in quell’ombra che ci è congeniale. Sono da evitare tutte quelle azioni che possano anche solo suscitare dubbi sul fatto che noi esistiamo veramente. Dobbiamo portare al male, possiamo portare alla follia: ma con discrezione. Ci si nasconda dietro ad una malattia mentale, un disturbo della personalità o anche solo all’orgoglio: l’importante è che noi non veniamo percepiti come reali, che ogni atto malvagio, sadico, o autolesionistico non sia riconducibile a noi.

In questo siamo favoriti dall’essere invisibili alla scienza; o meglio, agli scienziati.
Quella degli scienziati è una particolare razza che abbiamo allevato con amore nel corso degli ultimi secoli. All’inizio avevano preso una brutta piega, sapete: facevano tutto per la maggiore gloria del Nemico. Poi siamo riusciti a convincerli che c’era qualcosa di meglio: la loro stessa gloria. Non è difficile ottenerla: basta non porsi alcuna domanda sul perché le cose accadano, anzi, organizzarsi per considerare queste domande prive di senso. Si trovassero davanti un’intera nostra squadra dotata di corna, alucce e forconi ci considererebbero non riproducibili sperimentalmente, quindi inesistenti e finirebbero con l’ignorarci.

La cosa bella dell’avere reso il nostro mondo invisibile agli occhi degli umani è che possiamo lavorare in pace. Mettere in testa ad una persona l’intenzione del peccato non è mai stato così semplice da quando si illudono che sia tutto istinto, io, super-io, condizionamento sociale o colpa degli eventi. Un tempo l’uomo si poneva lo scrupolo che sotto le tentazioni ci fosse il nostro zampino: ora, possiamo permetterci anche di mettere il nostro nome in chiaro su insegne di negozi e siti web, tanto chi ci crede che dietro ci siamo davvero noi? Non mettiamo più paura: in effetti, ci vengono a cercare. I vantaggi di essere poco conosciuti e avere buona stampa.

Se non credono alla nostra esistenza, figurarsi a quella dei miracoli: il sole può ruotare, le spine fiorire, i malati guarire inesplicabilmente e questi fessi troveranno mille modi per guardare da un’altra parte. Se giungono a negare le evidenze credete forse che si impressioneranno per un uomo che afferma di essere nato prima del tempo stesso? Considereranno la sua pretesa per qualche istante e poi proseguiranno senza minimamente chiedersi se sia vera o meno.

E questo, concorderete con me, ci va benissimo.

Ma ancora non ci basta. Non dobbiamo riposare sugli allori; dobbiamo portarci avanti, nella nostra opera di distruzione del Credo. Concentriamoci adesso su quel “nato”. Voi direte: che possiamo farci? E’ la maniera in cui il Nemico ha progettato le cose. E io vi risponderò: scemi, non siamo forse riusciti a corrompere ben altre evidenze? Se fino a ieri la nascita di un nuovo individuo era quanto di più simile ad un atto di amore gratuito che esistesse, adesso la nostra iniziativa sta cominciando a cambiare le cose. Un bambino comincia ad essere qualcosa che può essere comprato, preordinato, modificato, buttato via se non rispetta i canoni. Insomma, progettato.

Questo è il futuro, compagni miei. Se riusciremo a far guardare un figlio non come ad un dono ma un progetto allora tutta l’architettura celeste del mondo umano andrà a scatafascio. L’uomo è stato pensato dal Nemico a sua immagine e somiglianza: e ciò che costituisce il Nemico stesso, da prima dell’inizio del tempo, è di avere generato qualcuno da amare. Se invece di un amore gratuito abbiamo la pretesa, dove sparisce questa somiglianza? Il Nemico perderà ogni interesse per una specie per la quale ha letteralmente sacrificato se stesso e lo ripaga con il rinnegamento di ciò che lo costituisce. Tornerà a noi, dandoci mano libera con il mondo. E Nostro Padre infernale detterà le condizioni. Sì, perché sarà l’ora del Padre nostro che sta Quaggiù.
Credete forse che lui ci ami? Niente di così banale. Noi siamo suoi figli perché siamo forti, intraprendenti, secondo la sua misura. Non c’è pietà per chi sbaglia, per chi è debole. Sarà divorato, com’è giusto, da quelli più forti di lui, in modo che possiamo essere sempre più perfetti. Guardate me: pensate che abbia raggiunto la mia posizione grazie alla mia bontà? Pensate vi stia insegnando perché sono generoso? No, cari: la metà di voi che mi soddisferà di meno mi verrà data in pagamento.

Il futuro sarà così, come all’inferno così in terra: non ci sarà più spazio per una divinità che si divide in tre per potere amare meglio. Quello era prima di tutti i secoli. Il secolo presente è il nostro dominio, quello dove non si nascerà più per amore. Con l’illusione di un progresso, con parole di falsa benevolenza, con il miraggio di una felicità inesistente creeremo leggi per imprigionare l’uomo e divertimenti per inebetirlo, fino a quando non ci sarà più il tempo ma solo un eterno presente senza speranza di miglioramento.

Perché avremo la perfezione: esistenze artificiali secondo il nostro volere, nessuna nascita dato che non ci sarà nessuno da amare, non sarà permesso amare. Per tutti i secoli.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 maggio 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Ruggero Romani

    Ἦν ποτε ὅτε οὐκ ἦν, che problemi ha a pubblicare il Simbolo di Nicea?

  2. Io, Romani? Nessuno. Credo anzi che qualcuno l’abbia già persino pubblicato.

  3. Ruggero Romani

    ero io ma non riuscivo a vederlo sui commenti.

  4. Vedo adesso. Al filtro antispam evidentemente non piacciono commenti in solo greco.

  5. Ruggero Romani

    filtro ignorante!

  6. Il filtro è un evidente Classicofobo (nel senso del Liceo…).

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