V – Non Credo…in un solo Signore

Non credo in un solo Signore G…com’è che si chiamava?

E’ chiaro che noi diavoli non ci crediamo. E’ stato il più grande errore del Nemico-che-sta-lassù, questa incarnazione. Pensata chiaramente con l’intento di demonizzarci, se così si può dire. Non credete a tutta quella storia che l’abbia fatto per gli uomini. Noi sappiamo che sono bugie, come le altre che ci ha sempre detto. E’ stato palese fin dal primo momento, ed anche da un pochino prima, che non voleva altro che farci dispetto. Abbassarci, per così dire. Bene, c’è riuscito: adesso noi siamo quaggiù, ma ci vendicheremo: trascineremo con noi anche tutti i suoi cocchini.

C’è un solo Signore, per noi: ma il suo nome è diverso e ben più alto di quello di uno sconosciuto falegname  di uno sperduto villaggio, squallido persino per il metro umano. Noi non ci inchineremo mai a un uomo: e ai mortali insegniamo a imitarci.

Certo, sarebbe differente se fosse stato quel falegname ad inginocchiarsi davanti a noi: era arrivato a tanto così dal farlo davvero. Se non fosse stato per il suo orgoglio e la sua supponenza la storia sarebbe stata diversa. Adesso lui regnerebbe sulla terra con uno scettro di ferro, quale delegato di Nostro Padre-che-sta-Quaggiù. Aveva modo di suggellare la pace tra i nostri due imperi, ma ha rifiutato. Certa gente non capisce le opportunità quando le vede. Ne ha pagato le conseguenze con quattro chiodi e una lancia. Non si dovrebbe respingere alla leggera un’offerta fatta con la migliore buona volontà.

Ragione di più per sradicare dagli esseri umani una a una le righe del Credo: in particolare, proprio quella che afferma scioccamente che quel tale, quell’ibrido uomo-dio, possa essere il loro unico signore.

Le creature umane sono un ammasso di contraddizioni, frutto certo di cattiva progettazione. Da un lato vogliono essere come divinità, signori di loro stessi e del creato; e poi, non appena possono, lasciano ad altri la fatica di decidere e sono ben contente di farsi dominare.

Amano sottomettersi a qualcuno che si distingua, che colpisca la loro fantasia. Non per niente i dominatori che mettiamo in campo noi luccicano, incantano, imboniscono. Vesti dorate, corone, bellezza. Se non è il carisma, è la forza, i soldi, il potere.
Ah, sono facili da ingannare, gli uomini, il problema è mantenere a lungo l’inganno. Per questo i padroni, i divi che imponiamo loro cambiano tanto spesso.

Il Nemico no. Il Nemico sembra che goda a farsi rappresentare da mentecatti, da deboli, da bambini. La sua idea di Signore del Mondo? Un carpentiere di mezza età, vestito rozzamente, senza potere e senza ricchezza. Certo, aveva presa sul pubblico: ma niente che possa fare concorrenza ai nostri servi più scintillanti, i nostri prìncipi più potenti e convincenti. Prendete un umano qualsiasi: se il suo divo preferito dice il contrario del carpentiere, a chi credete che darà ascolto?
Celebrità che fanno quello che diciamo ne abbiamo quante ne vogliamo. Le persone di successo che ci devono un favore sono parecchie. Se no, non sarebbero di successo.

Mettiamo però che in qualche modo il discorso del falegname faccia presa. Che credano in lui.

Sono pronti ad accettare questa storia dell’“unico Signore”? Lasciare da parte tutte la altre fedeltà, comprese le proprie voglie e le proprie idee? E’ cosa assai dura per la bestia umana rinunciare alle proprie fissazioni e ai propri istinti animali. In questo fatica anche quando pensa di essere intelligente e profonda: perché in tal caso è dominata dall’orgoglio di quella intelligenza, e confida molto di più in se stessa che in una divinità e le sue leggi.
Non è difficile convincerli che seguire un Signore sarebbe pazzesco, che in realtà è molto meglio farsi dominare dai propri impulsi.
In fondo neanche quelli che avevano conosciuto davvero il falegname hanno creduto in lui fino in fondo. Dovevate vedere come scappavano, quando siamo andati a prenderlo.

Attenzione però ai passi falsi.
Quando ancora quel maledetto carpentiere non era uscito dal suo villaggio per andare a farsi ammazzare le cose erano più semplici. C’erano molti signori e molti dei: ed era facile indirizzare il cuore degli uomini verso quelli che più ci avvantaggiavano. Alla fine tutte le strade portavano a noi.

Adesso invece le strade del desiderio se le è prese tutte quel figlio dell’Uomo. Facendo credere ai mortali di essere lui il compimento di tutto. Si è fatto lui stesso strada.
Occorre impiegare tutta la nostra abilità per deviare il cuore e i passi degli uomini prima che imbocchino quel sentiero. Molto può essere fatto mimetizzandone l’imbocco. Unico Signore? Noi possiamo presentare una vasta varietà di scelta. Credono di entrare per la giusta porta, e si ritrovano in stanze che certo non si aspettavano. Accoglienti, almeno all’inizio, perché noi sappiamo bene come decorare le nostre esche.
Se gli uomini conoscessero davvero il loro Signore, saprebbero che dovrebbero sempre diffidare quando le cose appaiono troppo facili, troppo piacevoli. Quando ti lodano, quando tutto ti viene reso semplice, senza sforzo, quando non devi combattere ma solo seguire la corrente. Quello siamo noi.

Mi raccomando, sempre gentili e affabili con chi dobbiamo tentare; caustici con chi si oppone, con chi indica la croce. Se dovessero essere scontenti di qualche aspetto del simulacro di dio che gli stiamo porgendo, siate lesti a modificarlo. Adattate l’idolo che proponete ai loro gusti. Alla fine avranno trovato il dio perfetto, fatto a loro immagine e somiglianza. Sarà tardi quando scopriranno che quel dio è un imbecille incapace di salvarli dal loro destino. Perché esattamente uguale a loro.

L’unico in grado di salvarli è quello che noi abbiamo fatto appendere ad una croce ad invocare il suo paparino. Dovrebbero però avere il coraggio o la follia di seguirlo. Perché, però, quando ci sono signori molto meno esigenti?

Noi, per esempio. Noi non chiediamo la croce, ci accontentiamo di molto meno. La loro anima, da divorare ora e per l’eternità.

Cristo_Palatina_Cupola

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 2 maggio 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Cristina Cassandri

    Complimenti davvero!
    Utile, profondo, realistico…

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