La fragilità di quello che siamo

La fragilità di quello che siamo, è cosa seria. Perché il male è cosa seria. Il perdono non è un affare sentimentale, è un dolore duro, secco, che non si fa illusioni o sconti, che non si trascina senza scopo. E’ un sapore metallico in bocca, sono chiodi e spine che ti straziano, non è concesso alla leggera, non sono parole. E’ un non osare guardare e insieme un guardare negli occhi, è un piangere da uomini, in silenzio o singhiozzando, perché si è riconosciuto di essere fragili. Se non è questo, non è perdono, sono balle.

Il perdono non è per tutti. E’ nell’affermare un senso che dà significato al non-senso. Il perdono è dire che la vita è più importante della morte, che non finisce qui, che quelli che vogliono il male e perseguono il male e fanno il male non possono niente, alla fine non possono niente.
Hanno già perso, perché si distruggono, mentre ciò che pensano di avere distrutto vive. Vive, se era vivo. Se non esiste un significato nelle cose non può esistere neanche un perdono, perché non esiste un male da perdonare. Davvero il male non esiste?

Il perdono, e il rifiuto del perdono. Il rifiutarsi del perdono. Perchè questo si deve mettere in conto. Che il perdono possa essere rifiutato, ignorato, e si preferisca la morte. La morte e il male. Perdonaci, Signore, perché non sappiamo quello che facciamo. Abbiamo un cuore nero e marcio, anche noi, come tutti. Incapaci di vedere. Preferiamo l’odio all’amore, la morte alla vita, l’ignoranza al perdono, il continuare nel nostro male piuttosto che riconoscerlo. Piuttosto che riconoscerLo.

Perché è chiaro: quel perdono non ce lo possiamo dare da noi. E’ troppo grande il nostro male, è troppo vuoto il nostro vuoto, e non lo sappiamo riempire.

Cos’è che può farlo? Ve lo dirò: si chiama redenzione.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 marzo 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. La vita cos’è?
    È una gara senza senso e noi
    siamo soli nell’immenso vuoto che c’è…
    non ci sarà redenzione per i nostri peccati,
    e non c’è verità che non vada a pezzi,
    siamo pazzi, siamo dannati…
    Siamo fragili noi…
    Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è
    condannati a dare un senso al nulla…

    (Raffaele Riefoli 1996 Collezione temporanea)

  2. Ma non è così, grazie a Dio.

  3. “Out out brief candle!”

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