La cicatrice

Il ragazzo con il cappello e le cuffiette sta stravaccato sul sedile del bus. E’ ora di punta, il mezzo avanza a strattoni nel traffico. La vecchietta con il golfino blu, in piedi, non sa bene dove aggrapparsi. Una frenata improvvisa la manda quasi a gambe all’aria, è trattenuta con evidente fastidio solo da quelli che le stanno attorno. Il ragazzo la guarda con aria assente. Poi riprende a smanettare sul telefonino.

La vecchietta con il golfino blu sale a fatica le scale, entra nell’appartamento. Si cambia le scarpe, mettendo gli zoccoli di legno. Andando in cucina tira calci alle biglie di ferro che tiene sparse sul pavimento. Il premio è il pianto del bambino al piano di sotto. Così impareranno a sparlare di lei alla riunione di condominio. Sorride. Più tardi, prima di andare a letto, farà partire la lavatrice. Le ha tolto i gommini perché faccia più rumore.

L’impresario edile continua a sbadigliare. L’ha tenuto sveglio tutta la notte quel maledetto moccioso che non vuole saperne di dormire, per colpa della vecchiaccia al piano di sopra e dei suoi zoccoli. Un giorno o l’altro l’ammazza. Nel frattempo, firma la fattura. Sta chiedendo per una demolizione che ha effettuata il mese precedente cinque volte quello che aveva concordato a voce e dieci volte quello che sarebbe stato il prezzo giusto. Con un po’ di fortuna pagheranno, altrimenti confida nel giudice. Non ha niente da perderci. Ha bisogno di soldi per quell’altra, quella che di bambini non ne vuole sentir parlare.

La signora dai capelli a caschetto viola scopa con nervosismo. Quel maledetto muratore e la sua fattura le hanno rovinato la giornata. Nella paletta finiscono un paio di foglie dell’albero del vicino, di nuovo. Ce l’hanno tutti con lei. Cafoni, maleducati. Quand’è che abbatteranno quell’albero? Finito di raccogliere tutte le foglie delle sue piante e quelle altrui, le cicche e la sporcizia, con gesto abituale manda tutto dall’altro lato del muro, come ogni giorno negli ultimi vent’anni. Anche se l’abbattessero continuerei lo stesso, pensa con un sottofondo di soddisfazione.

Il ragazzo con il cappello e le cuffiette guarda il nuovo mucchietto di sporcizia che la pazza della porta accanto ha depositato sul vialetto. Che maledetta, quanto la odia. Se qualcuno non pulisse diventerebbe tutto uno schifo. Il ragazzo entra in casa e si sdraia sul divano. Dovrebbe fare i compiti, ma non ha voglia. Il viaggio in bus è stato stressante, è durato una cifra. Un po’ di videogiochi è quello che ci vuole.

C’è qualcosa nel cuore del ragazzo col cappello, della signora con i capelli a caschetto, dell’impresario stanco, della vecchietta con il golfino blu, di quell’altro al computer. Qualcosa che si agita. E’ un picchiettare distante, in un buio nel quale la luce non ha significato. Arriva da dentro una cicatrice, dove c’era una ferita che l’abitudine a perdonarsi ha chiuso. Non udito, ignorato. La cicatrice è spessa, forse troppo spessa. Ma il picchiettare continua, sperando oltre l’impossibile.
Dice “salvami”.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 marzo 2016 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. tutti questi personaggi sono un modo indiretto per confessare le sue autoassoluzioni? molto bello, bravo!

  2. In realtà io non mi assolvo per niente. Anzi.

    PS: “Martin”, come ho già chiesto sarebbe meglio usare un unico nick.

  3. “… Finché dura il rimorso dura la colpa”.

  4. Dunque nei 99 nomi di Allah nel Rosario musulmano manca praticamente una sola definizione sostanziale con la dottrina cristiana e notoriamente questo sostantivo è

    PADRE

    che è vera bestemmia in Islam. E questa è storia che sappiamo.

    Mi chiedo – leggendo questo articolo di supplica odierno – se fra quei 99 nomi c’è quello che nella mia vita è stato il più tangibile e cioè

    LIBERATORE

    e se ti capita, caro amico che mi leggi, dalla schiavitù dei tuoi peccati e dei tuoi vizi (e da quelli degli altri che si abbattono su di te) chi ti ha liberato fornendoti forza e senza dubbio discernimento per stare nella verità, nel pentimento, nella speranza?

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