il Lettore

Mise giù il libro elettronico con un sospiro. L’uomo dalla cravatta a farfallino stette un istante immobile, poi si voltò verso la donna dal cappotto marrone di ciniglia che stava in spasmodica attesa in un angolo del piccolo bar. Un vago sorriso e un cenno con la testa, e la donna con il cappotto parve sciogliersi. Rideva, piangeva, ringraziava, stringeva la mani all’uomo che accettava tutto questo senza scomporsi. Quando ritenne che fosse abbastanza, tossicchiò discretamente. La donna si ricompose, estrasse una busta bianca e spiegazzata da una tasca del suo cappotto. L’uomo l’accettò senza parlare, ne controllò il contenuto e l’intascò. Poi annuì alla piccola folla che stava in attesa.

Mentre la donna si ritirava, sempre ringraziando, i nuovi arrivati si fecero avanti. Erano una dozzina o più, di entrambi i sessi. Alcuni stringevano con mani sudate un plico, una mazzetta di fogli tenuti insieme da un elastico, un volume rilegato. Verso il fondo, un giovane con degli occhialini tondi si sporse a sussurrare al suo vicino.
“Ho sentito che fa anche i saggi, è vero?”
L’interpellato, un uomo di mezza età con barbetta e pancia prominente, replicò: “Lo spero, così dicono. Io sono qui per questo, sono quasi due settimane che sto cercando un Lettore che non si limiti ai romanzi.”
“E vero che i Lettori sono carissimi?”
L’uomo con il farfallino alla domanda lo fissò con un sorrisetto ironico. “Primo libro, eh? Dipende dall’argomento, ma per un saggio devi essere pronto ad andare sopra le tre nuove a pagina”. “Tre?” Il giovane strabuzzò gli occhi. “Non ho tanti soldi! Io pensavo…”
“Benvenuto nel mondo della scrittura”, rise amaramente l’uomo con la barbetta. “Per il mio libro su Mozart ho speso quasi ventimila nuove solo in lettori. Ma sai quant’è difficile trovare qualcuno che ne capisca abbastanza anche solo per comprendere le parole?”
“Io credevo che…” farfugliò il ragazzo.
“Che credevi? Che bastasse pubblicare su carta o, Dio ce ne scampi, su internet perché tutti morissero dalla voglia di leggerti? Sveglia, ci sono molti ma molti più scrittori che lettori, e questi ultimi diminuiscono sempre. Ho un amico che fa trattati di filologia romanza, ed è disperato perché l’ultimo lettore in grado di capirci qualcosa è morto l’anno scorso. Ti rendi conto? Scrivere ed essere certi che nessuno ti leggerà mai.” Scosse la testa “La letteratura è morta. Che fine triste”.
Il giovane si dondolò sui piedi, a disagio. “Ma è così grave? Pensavo fosse molto più semplice trovare qualcuno…”
L’uomo con la barbetta accennò alle persone che li circondavano. “Non vedi? Basta un annuncio che un Lettore sta per finire un libro e rendersi disponibile che gli autori gli piombano addosso a decine. Sai quanti sono i professionisti in città? L’iscrizione all’albo costa un sacco, non è che puoi solo sapere l’alfabeto. Certo, se ti accontenti puoi anche prendere un dilettante, ma il rischio è che si limiti a sfogliare le pagine senza capirci niente. Li paghi quasi niente, ma hai quello che hai pagato. Ci vogliono anni per formare un buon lettore, non è che si trovino sotto i ponti.” Sbirciò il ragazzo. “E tu? Perché non ti metti a leggere anche tu? E’ una professione. Sei giovane. Puoi farcela.”
Ma il ragazzo con gli occhialini scosse la testa. “Troppo complicato. Non ho imparato fino ad adesso, non credo che mi ci metterò. Per me la scrittura è un hobby.”
L’uomo con la barbetta arricciò il naso. “Usare un programma di scrittura non è veramente scrivere!”
“Perché, lei scrive ancora a mano? Sa leggere?”
L’uomo apparve lievemente imbarazzato “Uh, diciamo che sono fuori allenamento, ma…aspetta, è iniziata l’asta.”
Un donnone agitava la mano. “Offro tre nuove e un quarto a pagina, più cento per una recensione!” strillò all’indirizzo dell’uomo con il farfallino, che non si scompose. “Di cosa si tratta, e quanto lunga?” chiese il Lettore. “Un manuale di cucina automatica, duecentoventitrè pagine”, rispose la donna, “e molte pagine hanno figure.”
L’uomo con il farfallino storse la bocca. “Vedremo. Tu?”
La persona indicata, uno spilungone con un gran plico sotto il braccio, balbettava per l’emozione. “Centotrentotto pagine, offro tre e quaranta per pagina. Un trattato di storia.” aggiunse in fretta.
L’uomo con il farfallino indicò il plico. “E’ quello?” Lo spilungone annuì, fece per posarlo sul tavolo, ma l’altro lo fermò. “Per il cartaceo prendo il venti per cento in più. Sei disposto…No? Allora alla prossima.” Mentre lo spilungone, con la faccia scura, usciva dal locale, si fece avanti lo scrittore successivo.
Uno dopo l’altro i presenti fecero la loro offerta. Le cifre che offrivano per farsi leggere le loro opere erano ormai eccessive per il ragazzo con gli occhialini, che tuttavia rimase per vedere come si sarebbe conclusa l’asta. Alla fine restarono in lizza il tizio con la barbetta, che offriva quattro e ottanta nuove a pagina per una lettura completa del suo lavoro sui musicisti barocchi, e il donnone, che era salita a quattro e sessanta, più altri duecento a lettura terminata.
“Ultima offerta?”, domandò il Lettore. Tutti tacquero.
L’uomo con il cravattino fece un sorrisetto sornione. “Visto che la musica mi interessa più della cucina…”, cominciò, ma il donnone intervenne. “Cinque! Cinque nuove a pagina, anticipate” urlò, con gli occhi spiritati e il sudore che le inzuppava la camicia.
Un mormorio si diffuse tra i presenti. L’uomo con la barbetta scosse la testa. il Lettore tese la mano alla donna, che la strinse. “Un lettore! Qualcuno mi legge!” Ripeteva.

Dietro il bancone del bar, il barista e la cameriera guardavano allibiti. “Fanatici” disse la seconda. E l’altro annuì.

lettore

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 marzo 2016 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. bravo!!! degno di Dick e Bradbury!!!

  2. Ne sa una o due più di Bradbury, temo ;-)

  3. …e dovresti vedere per mollargli ventiquattro battute di blues…

  4. Gustoso. Ma questa situazione è la naturale conseguenza di un fatto che non ci appare così strano: ovvero che andare a scuola fino alle superiori è obbligatorio per tutti, e che (giustamente) la scuola dedica grandi energie all’insegnamento della lingua scritta, anche se non sempre con eccelsi risultati, bisogna dire. Se poi si aggiunge che (sempre giustamente) gli scrittori sono presentati come fari dell’umanità, non è affatto illogico che non dico tutti gli ex studenti, ma almeno una discreta percentuale voglia “provarci”. A incoraggiarli contribuiscono ulteriori fattori, ad esempio la scarsa necessità di dotazioni di partenza: per fare il chimico o l’astrofisico occorre un laboratorio che ti ammetta al suo utilizzo, per fare lo scrittore basta un quaderno e una penna o un computer. A dire il vero bisognerebbe anche essere uno scrittore, ma questo non è chiaro a tutti.

  5. Cavaliere di San Michele

    Se questa distopia fosse reale, però, farei miliardi…

  6. il lettore, come l’ascoltatore, è un mestiere pericoloso
    ba

  7. Oh beh (o anche ba) sì, il lettore di lingue estere all’università può essere uno della razza di certi attaché culturali delle ambasciate, solo provvisto, in paragone, di molte meno tutele diplomatiche. Di sicuro il mestiere di lettore può definirsi, allora, come pericoloso in misura …significativa. Anche se da quando sono stati sdoganati i te’ al polonio non è che si possa scherzare tanto neanche lì.

    D’altronde, il fatto che i professionisti della lettura vengano ricompensati con “nuove” è indizio inquietante del fatto che la loro attività è sempre più spesso esposta all’irradiazione di una noia mortale. Mi auguro che la legge 626 sia tempestivamente aggiornata al riguardo.

  8. Non così distante dalla realtà poi…

  9. Forse dovrei sul serio entrare in affari.

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