Hitler diffuso

Credo che buona parte degli avvenimenti storici sia merito di poche persone geniali. Non c’è dubbio che le aspirazioni e i desideri di un’epoca spesso si coagulino intorno ad un individuo particolarmente dotato, che prende quanto c’è nell’aria e lo innalza ad un livello superiore.
A volte queste persone non sono riconosciute durante il loro stesso tempo, o sono sottovalutate; mentre altre sono ampiamente sopravvalutate e finiscono prima o poi per uscire dai manuali di storia e dalla memoria.

Devo però anche riconoscere che non sempre questo accade. Ci sono movimenti, ideologie, convinzioni che si diffondono in maniera apparentemente acefala. Non hanno un vero leader, ma una serie di mezze figure, di prestanome, di imbucati. Di gente che si adegua. Eppure è indubbio che vengano spinti. Che ci siano persone che ci investono tempo e risorse. Che appoggiano, diffondono, organizzano. Ma rimangono nell’ombra. Non compaiono. I soldi arrivano, le lobby si attivano, ma non si vede nessuno che si possa identificare come un capo, una mente pensante, un organizzatore.

Riflettevo: cosa sarebbe del mondo d’oggi se, ad esempio, il nazismo non avesse avuto una volto identificabile? Se Hitler non fosse mai nato, il nazismo ci sarebbe ugualmente stato? Se non ci fosse stata una Germania e il suo Fuhrer a illustrare nei fatti cosa significa eugenetica, eutanasia, culto della razza e così via, cosa sarebbe accaduto? L’eugenetica era opinione comune, gli scienziati acclamavano alla razza, l’eutanasia era indicata come pratica nobile atta a ripulire il mondo. Erano alla moda, erano esaltati da libri e giornali e intellettuali, se non ci credevi eri un rozzo, un ignorante, un cristiano.

Forse quelle convinzioni avrebbero continuato a strisciare fino a riempire il nostro vivere, quietamente, silenziosamente, come un gas velenoso di cui non ti accorgi perché inodore e insapore. Ma da cui non ti svegli.
Ci siamo svegliati, ma al prezzo di milioni di morti.

Mi viene però da pensare: e se qualcuno, ora, con idee simili e temperamento diverso dal dittatore nazista avesse appreso la lezione e si guardasse bene dal manifestarsi apertamente? Qualcuno che si muove nell’ombra, che non vuole comparire, ma i cui progetti non sono meno devastanti e definitivi di quell’uomo che visse nel secolo scorso, genio a suo modo, nel male.
Un Hitler diffuso. La cui presenza si può solo arguire dalle conseguenze. Da cui rischiamo di non svegliarci più.

hitlerwarprid

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 marzo 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 32 commenti.

  1. L’Hitlet diffuso esiste. La deriva eugenetica è una realtà, come l’eutanasia o i tanti abomini ai danni della vita ( l’utero in affitto e l’utero artificiale sono a pieno titolo tra questi) che riempiono le cronache dei nostri tempi. Occorre pregate ed opporsi fattivamente in ogni modo.

  2. = 1
    (dice m. godwin che c’hai torto berli’. fattene una ragione)

  3. Ma r&s è un fan senza se e senza ma di Filippo Tommaso Marinetti o un giorno ci stupirà con un ragionamento?

    Comunque, è evidente a chi lo voglia vedere che ci sono forze – nemmeno tanto occulte – che spingono per introdurre certe novità. E si può anche intravedere che lo scopo non sono tanto le novità in sé, spesso in aperta contraddizione fra di loro. Basta guardare all’incongruenza della battaglia pro diritti gay che va di pari passo con la battaglia per fare arrivare in Europa milioni di persone provenienti da culture che sui gay hanno opinioni ferme e ben note. E le due battaglie sono combattute dalle stesse persone. La manovalanza sicuramente non arriverà a cogliere la contraddizione, ma le “menti” alla guida sì. Quindi è probabile che le due azioni siano in realtà strumentali a qualcosa d’altro.

  4. Però Hitler non ha semplicemente portato alle estreme conseguenze il positivismo darwinista (eugenetica, razzismo biologico ecc.) che, come dici giustamente tu, era abbracciato anche dalla borghesia acculturata e rispettabile.

    Hitler ha abilmente cavalcato una tempesta perfetta nata da due fronti, apparentemente inconciliabili: uno è appunto quello di cui sopra, l’altro è quello antimodernista di reazione non solo al marxismo ma in generale a qualsiasi pensiero internazionalista, cosmopolita, relativista (in tutte le accezioni, ivi inclusa la ‘fisica ebraica’) e in genere portato al dubbio e alla ‘negazione’* (della volontà di potenza, del patriottismo, dell’ordine sociale, della morale sessuale ecc.).

    L’antisemitismo, anche se mascherato da elucubrazioni pseudo-scientifiche, fa parte del fronte antimodernista e come tale apparteneva alla retorica di quasi tutti gli antimodernismi europei (paradossalmente invece tra i propugnatori del ‘razzismo biologico’ c’erano anche ebrei, come Lombroso), anche quelli più moderati.

    Quindi alla domanda: se non ci fosse stato Hitler? Io credo che sarebbe morta meno gente (ma comunque ci sarebbe stata una guerra o quanto meno molte guerre civili), e che le distinte brutture sarebbero state affrontate e superate separatamente, anche se forse più lentamente. Nell’Europa orientale e centrale avrebbero comunque preso il potere movimenti reazionari e antisemiti, e anche se forse non si sarebbe arrivati alla pianificazione sistematica dello sterminio i pogrom non li ha inventati Hitler (e quelli di fine ‘800 nell’Impero Russo avevano già sensibilizzato l’opinione pubblica mondiale) e, come si dice in ‘Maus’ di Spiegelman, i polacchi non avevano bisogno di grandi incoraggiamenti. E d’altra parte non è che il razzismo biologico sia scomparso nel 1945: la segregazione e le miscegenation laws negli USA sono arrivate agli anni ’60, e la sterilizzazione forzata di donne malate di mente negli USA, in Canada e in Svezia addirittura agli anni ’70, così come la persecuzione e discriminazione dei nativi in Canada e in Australia.

    * in un certo senso, entrambe le correnti sono ‘positiviste’, anche se in un senso molto diverso: comtiano la prima, pseudo-nietszchano la seconda. Il sogno neanche troppo segreto di Hitler era distruggere la chiesa e sostituirla con un ‘cristianesimo positivo’

  5. O forse non sarebbero state superate, Quente. Ci sarebbe stata una intellighenzia che impone leggi che magari, subito dopo la guerra, sarebbero sembrate orrende a molti ma ora sono il massimo della moda culturale.
    Quelle leggi sarebbero rimaste, e avrebbero fatto il loro danno. Giosamente, nel tripudio dei giornali e delle trasmissioni TV.
    Consiglio, a questo proposito, “Fatherland”, di Harris.

  6. Leggendo di Civati che propaganda l’eutanasia, due giorni fa ho appunto detto che Hitler è il grande maestro di pensiero dei nostri giorni.

  7. gli stati uniti non si opposero al nazismo per via dell’eugenetica, al contrario iniziarono a opporsi all’eugenetica, che praticavano anch’essi, per contrastare ideologicamente il nazismo. del resto stermini di massa su base etnica furono la regola nelle colonie, per esempio nel congo belga o nelle americhe. modello esplicito del terzo reich e di ogni totalitarismo e imperialismo occidentale è il sacro romano impero con le sue crociate ad extra e ad intra, per esempio contro ebrei e albigesi. questo modello, respinto con norimberga dal consesso delle nazioni, permane invece in certa teologia che vede l’autorità come mandato feudale da dio al clero ai laici. discende da ciò la dottrina teologica in base alla quale ciascun livello può essere giudicato solo dal superiore in grado, da cui ha ricevuto il mandato divino, mentre l’inferiore in grado deve sospendere il giudizio e quindi è tenuto comunque all’ubbidienza. infatti nel caso di abusi del clero sui fedeli la posizione della chiesa cattolica è stata che il peccato del prete si trasferisce come responsabilità al superiore, che deve risponderne al papa e a dio, ma di converso chi riceve l’abuso non può accampare diritti e anzi è punibile per insubordinazione se denuncia. questa eresia franca ‘cattolica’, che è poi all’origine del grande scisma, mi pare si stia gradualmente abbandonando verso una dottrina più vicina alla teologia delle chiese orientali, secondo cui una persona agisce per conto di dio nella misura in cui è ”colmata di Spirito Santo” quindi con riferimento all’oggetto dell’azione compiuta e non solo del soggetto. questa non è l’eresia donatista perché i segni sacramentali sono in persona christi comunque, poiché sono segni che ha stabilito la chiesa in comunione con lo Spirito Santo e il ministro è solo intermediario in tal caso, ma per tutto il resto invece conta il contenuto dell’azione per vedere se viene da dio o no (per esempio il discorso di ratisbona). così quando uno fosse pure il papa strumentalizzi il nome di dio per giustificare il proprio abuso di potere (e qui per esempio il gott mit uns discende direttamente dal deus lo vult) sta banalmente contravvenendo al terzo comandamento mosaico (secondo del catechismo romano) cioè ”non abusare il nome di dio” e mi pare di constatare su questo una pratica diffusa di predicatori non solo isis e affini ma anche sedicenti cristiani.
    il mercato che preme per la liberalizzazione delle manipolazioni genetiche può avere di riflesso anche derive eugenetiche guidate dal mercato (da condannare) ma non ha di per sé finalità ideologiche di tipo razzista al contrario cerca di costruire spazi di libero scambio sempre più grandi mischiando i popoli e per farlo usando ciò che trova, che può essere l’alfabeto latino, la lingua inglese, e anche la religione cristiana se maggioritaria. finora il cristianesimo si è sempre mosso dietro le vie dei commerci, dalla via della seta alle rotte atlantiche alle indie orientali e all’africa, e i contenitori creati dal mercato sono stati funzionali alla diffusione del cristianesimo, l’impero romano prima come gli stati nazionali e coloniali poi. anzi le migrazioni trasferiscono nel nord del mondo forze in cui lo stile di vita religioso, a base cristiana o musulmana che sia, è ancora nella fase ascendente del ciclo di vita.
    ba

  8. Mi pare evidente, dalle numerose distorsioni storiche sopra contenute, che “ba” parla di cose che conosce poco e che crede altresì di poter sommariamente giudicare.
    Il tutto per poter affermare che, quando il fine non è “razzista”, le trattative su geni e embrioni umani da tenere o scartare,… aprono spazi di libertà.

  9. si può sempre imparare, si scrive anche per questo. per giudicare però prima si dovrebbe leggere, dove le trattative su geni e embrioni ho scritto che sono ”da condannare”
    ba

  10. @ Ba. Tanto per cominciare, ancora nel 1935 gli Stati Uniti facevano piani di guerra in cui l’avversario da battere era la Gran Bretagna (mai sentito parlare di “War Plan RED”?). Quindi che si siano.
    Quanto alle “crociate” del Sacro Romano Impero contro gli ebrei, è faticoso dover ribattere sempre sugli stessi chiodi ma bisogna non stancarsi di ripetere che nel c.d. medioevo gli ebrei erano giuridicamente “servi regis” (o nel caso dell’Impero “servi camerae imperialis”), il che significa magari che il re o l’imperatore si riservavano di trattarli come la gallina dalla uova d’oro, ma appunto – visto che non erano mica scemi – significa pure che stavano attenti a non farla fuori, la gallina).

  11. @ba
    Pornografia, divorzio, aborto, eutanasia, produzione di esseri umani -non li posso chiamare “figli”- a beneficio omosessuale; il tutto “a richiesta”, prossimamente: incesto, pedofilia e necrofilia, e poi altro ancora.
    Questi purtroppo sono (e saranno) i nuovi diritti, e c’è poco da condannare, caro ba, perché non hanno l’etichetta infamante del “razzismo” o del “fascio-nazismo”, e perché rappresentano la vittoria della libera espressione umana contro i tabù imposti da una chiesa matrigna e sessuofoba.

    I danni sociali sono già enormi: basti pensare che le due ultime guerre mondiali hanno creato in Europa meno “orfani” di quanti non ne abbia prodotto in pochi anni l’introduzione del diritto al divorzio.
    Altro che bandiere arcobaleno!

  12. tonis non è che io non sia d’accordo con queste cose ma come dice anche gesù con la parabola della trave se uno vuole essere come cristiano sale luce lievito e quel che sia deve cominciare prima a mettere a posto le cose dentro e poi via via a sfoglie verso l’esterno. questo lo dice anche confucio. si potrebbe chiamare anche buon senso in effetti.
    ba

  13. “…basti pensare che le due ultime guerre mondiali hanno creato in Europa meno “orfani” di quanti non ne abbia prodotto in pochi anni l’introduzione del diritto al divorzio.”

    questa è meravigliosa. me la posso rivendere?

    (ma intendi dire che visto che i fanti della grande guerra erano quasi tutti ragazzini magari ancora non avevano figliato, e dunque…?)

  14. 3 milioni di divorziati/separati solo in Italia
    se non è guerra questa…

  15. ah, certo. pure io.
    ma io non avevo figli, puoi scancellarmi dalla statistica.

  16. Già fatto; ma, che ci vuoi fare, anche considerato… il totale resta comunque in difetto, infatti non può conteggiare i tanti non-coniugati con figli che si mollano.

  17. I non coniugati con figli, ecco la nuova Sodoma.

  18. Oh, mica tanto nuova…è da millenni che gli uomini fanno quel che cappero gli pare, incapaci di capire cosa sia la cosa migliore o, se pure lo capiscono, di farla.
    Se vogliamo la disgrazia moderna è più che altro teorizzare che il peggio sia meglio e, per i più idioti di tutti, crederci persino.

  19. Io ne farei più una questione di credibilità.

  20. @ “i fanti della grande guerra erano quasi tutti ragazzini”. Mica vero. Dal 1915 al tardo 1917 partirono gli adulti, quelli già in servizio e quelli della “territoriale”. Io ho avuto due bisnonni soldati, tutti e due sopra i trenta, sposati e con figli). I diciottenni partirono dopo Caporetto.

  21. Quente ingenuamente, non gliene faccio una colpa, scrive “se non ci fosse stato Hitler? Io credo che sarebbe morta meno gente”

    100000 aborti (solo quelli chirurgici) ogni anno, solo in Italia. Moltiplicare per 38 anni, e resta una stima al ribasso, perchè il numero è progressivamente diminuito e solo adesso è arrivato a 100000/anno. Ipotizziamo lo stesso numero (no, non lo è, perchè purtroppo è un numero anche di molto superiore) per ogni stato in cui simili leggi scellerate siano in vigore.
    Poi mi si viene pure a dire (non da Quente, ma da altri) che Berlicche esagera parlando di Hitler.

  22. Non vedo sinceramente cosa c’entri con l’esistenza storica o meno di Hitler e in genere con il mio commento. Aggiungo che, oltre che poco motivata, l’obiezione è totalmente illogica: io ho scritto ‘se non ci fosse stato Hitler sarebbe morta meno gente’, e tu mi metti di fronte il numero di aborti dal 1978 ad oggi, avvenuti in un universo in cui Hitler è nato, ha preso il potere, ha iniziato la seconda guerra mondiale ecc. ecc. (sempre che tu scriva dallo stesso mio universo, in caso contrario potresti rispondere alla domanda di Berlicche con cognizione di causa).

  23. La mia è evidentemente una considerazione scatenata dalla tua osservazione, che ritengo essere ingenua. L’esistenza o meno di un Hitler, nel senso di una persona identificabile, leader di un movimento cultural-filosofico-sociale-politico etc… a mio parere non sarebbe una garanzia di avere meno atrocità. Tu stesso scrivi che, secondo te, quello che Hitler ha rappresentato sarebbe uscito fuori comunque. Sarebbe stato meno violento? Secondo me no. Anzi, avrebbe potuto essere peggio.
    Porto l’esempio del numero di aborti perchè è un esempio di atrocità compiuta senza che ci sia un leader identificabile, trascinatore, promotore dell’ideologia in questione. In questo caso c’è un movimento culturale orchestrato lentamente, progressivamente, da fuori, da qualcuno di cui non si è mai visto il volto. Gli effetti però sono stati ben più devastanti del regime di Hitler stesso, se ci si limita alla conta dei morti.
    Spero che ora sia chiaro.

  24. Un po’ più chiaro, sì, grazie. Rimango della mia: ‘un’ Hitler (come dici giustamente tu: non per forza il signor Adolf nato il 20 aprile 1889, ma un leader carismatico di un movimento politico estremista nato dalle correnti di cui sopra), catalizzando certe contingenze socio-culturali, ha causato una quantità enorme di morte e di sofferenza che non ci sarebbero state con ‘semplici’ guerre civili e pogrom localizzati; e allo stesso tempo, un nuovo conflitto tra Francia, Inghilterra e Germania (reso quasi inevitabile dalle condizioni umilianti della prima guerra mondiale) non si sarebbe per forza allargato a mezzo mondo. E d’altra parte, come dicevo, le pratiche eugenetiche (eutanasia, sterilizzazione forzata) erano fenomeni rilevanti ma non massivi prima di Hitler, e sono rimaste in atto per alcuni decenni dopo. Posto che, per quanto aberranti, nell’ambito delle conseguenze del nazifascismo sono più un dettaglio atroce che non una componente centrale.

    ‘Gli effetti però sono stati ben più devastanti del regime di Hitler stesso, se ci si limita alla conta dei morti.’

    Secondo me questo paragone è più che altro una pietra tombale sull’equiparazione tra aborto e omicidio, che diventa moralmente insostenibile. Non penso che nessuno possa credere, sinceramente nel suo intimo, che i 3 o 4 milioni di aborti praticati dal ’78 in Italia siano una tragedia comparabile alla Shoah.

  25. In un certo senso peggiore, caro Quente. Mi stai dando ragione: l’hitler diffuso ti ha persuaso che quei bambini ammazzati siano niente, e la tua coscienza rimane a dormire. Ti indigni perché gl ebrei erano considerati indegni di vivere, ma non sei capace di indignarti davvero perché i Down sono quasi spariti. Se non avessimo combattuto qualcuno che ammazzava gli “inutili” ci saremmo forse messi a farlo molto prima, e adesso si vivrebbe in un mondo dove chi esula dalla norma è sistematicamente soppresso, malato o anziano che sia. Solo adesso, a memoria rimossa, stanno rispuntando quelle pratiche: perché più nessuno ricorda.

  26. Non è che la mia coscienza rimanga a dormire, al contrario il mio senso morale è totalmente respinto dal paragone, che ritengo offensivo. Tu una volta hai sostenuto che c’è una bussola morale in ognuno di noi, il problema è che senza avere chiaro qual è il Nord (cioè Dio) basta che si alteri la tarazione un po’ e si perde la strada. E’ una metafora efficace, anche perché effettivamente io non ho altri modi di trovare il Nord se non affidarmi alla mia bussola morale che, per quanto ne so, potrebbe essersi smagnetizzata. Quello che posso dire è che
    a) la mia bussola morale non considera ‘niente’ i feti abortiti, ma non riesce neanche a equiparare un aborto a un infanticidio. E’ il solito esercizio di etica pratica: c’è un incendio in un centro di procreazione medicalmente assistita, e puoi decidere se salvare un tecnico stordito dal fumo, o un centinaio di embrioni congelati. Che fai?
    b) la tua cronologia sull’hitler diffuso è secondo me totalmente sballata. Per come la metti tu, sembra che ci sia un passato in cui la realtà morale della dignità ontologica e giuridica dell’embrione o feto era palese, e che la propaganda sottile dei tempi moderni abbia mascherato subdolamente questa evidenza. In realtà non c’è mai stata tanta attenzione come oggi su questo tema, sia per la vivace polemica cattolica che per l’avanzamento della scienza e tecnologia (in primis l’imaging ultrasonografico). Non credo di dover ripetere per l’ennesima volta che per i padri della Chiesa l’animazione dell’embrione era ritardata rispetto al concepimento.

  27. Quente, se vai a vedere le opere apologetiche cristiane dei primi secoli, dove si citano le differenze tra i cristiani e gli altri cittadini romani, troverai esplicitamente “non praticano né l’aborto né l’infanticidio”.
    Quindi è la tua di cronologia ad essere sballata. Non basarti per un sentito dire: che alcuni ipotizzassero un momento in cui avveniva l’infusione dell’anima differito rispetto al concepimento non ha mai, checché lasci intendere la malafede laicista di alcuni commentatori, autorizzato gli aborti, fosse anche solo per un elementare dovere di prudenza.
    Se la tua bussola morale ti indica quello, forse è perché non ha meditato a fondo su cosa sia una persona umana. Nel caso che tu poni manca un componente essenziale: la madre. Senza una madre che li faccia crescere, tu percepisci più una potenzialità che la loro stessa vita. Se ognuno di quegli embrioni fosse all’interno della sua mamma, che faresti? Se fossero tutte madri al nono mese? E se il criterio che tu adotti è l’età, allora è preferibile sacrificare dieci bambini di un anno rispetto ad un adulto di venti?
    Passando all’altro lato, allora quanto più varrebbe un anziano? Eppure l’eutanasia la si teorizza comunque.
    Vedi, anche tu stai adottando ormai inconsciamente il criterio “vita che vale la pena di esser vissuta”, o che “non frega niente sopprimere”. Come qualcun altro, troppo tempo fa, oramai. E chi dovrebbe rimanere offeso?

  28. E’ proprio così.
    Perché, infatti, i milioni di bambini resi orfani grazie al divorzio e i milioni di feti eliminati grazie all’aborto, non contano nulla nella coscienza sporca della nostra società pacifista-antifascista fondata sulla chiacchiera e sullo spettacolo?
    Gli odierni profeti alla rovescia che condannano il passato, sono incapaci di giudicare l’orrore presente, ma incitano a proseguire e andare oltre.
    Dev’essere proprio per via di quell’antico pregiudizio pagano, mai sopito, che valuta la vita di un bambino inferiore a quella di un adulto, e la vita di un feto inferiore a quella di un bambino.

  29. il contrasto all’aborto e l’enfasi sul diritto naturale e famiglia tradizionale etc sono scaturiti come contrapposizione del mondo libero di fronte agli orrori causati dai socialismi (nazifascismo e comunismo sovietico), secondo una dinamica già nota a tertulliano (sanguis martyrum semen cristianorum) (i.e. iustorum) e prima ancora a paolo di tarso (che diremo dunque? faremo sovrabbondare il peccato perché la grazia abbondi?). favoriremo dunque gli abusi sistematici del clero sui fedeli al fine di generare in essi uno stato persistente di prostrazione e dipendenza verso le pratiche religiose così da poter poi imporre per loro tramite il diritto naturale a tutti come nuova e migliore ideologia? no di certo! se purtroppo o perfortuna la prima repubblica non si scorda mai ma almeno che la si rimuova dall’orizzonte degli eventi. questo vero stupro di massa delle anime (il papa che è più buono direbbe inseminazione artificiale) può far nascere nei cuori al più un sentimento del sacro che è il nome poetico dell’ansia, ma come cristiani saremmo chiamati a qualcosa di meglio, a essere come tanti san giuseppi che attendono che sia un altro sconosciuto, lo Spirito Santo, a effondere liberamente il suo semino. noialtri soliti noti siamo solo gli amici dello sposo o unto, che è Gesù che, come dice il salmo, del bufalo ha la forza ma sperabilmente non anche le corna
    ba

  30. Non so cosa desumi che utilizzo come criterio l’età. Secondo me ci sono due dogmi concorrenti che pongono una linea di demarcazione netta alla tutela giuridica, quello ‘pro-choice’ (il momento del parto) e quello ‘pro-life’ (il momento del concepimento).

    Il primo di questi dogmi è scientificamente assurdo (e quindi moralmente inaccettabile). Il secondo di questi dogmi è scientificamente discutibile ma soprattutto moralmente insostenibile. L’esempio che ho fatto non è a caso ambientato in una clinica per PMA (e non in un laboratorio di cellule staminali): una parte significativa di quegli embrioni sarebbero diventati bambini. E qualsiasi embrione alla prima settimana è una mera ‘potenzialità’: il tasso di aborti spontanei nel primo trimestre è piuttosto alto (che difatti non sono certo vissuti come tragedie, e non sono paragonabili a una morte in utero al settimo mese che d’altra parte è, secondo me, una tragedia meno grave di una morte in culla).

    Ma di questo abbiamo parlato mille volte. A me interessava il discorso dell’Hitler diffuso. So bene che Tommaso D’Aquino non era pro-abortista, ma in quale epoca più di adesso c’è attenzione al feto? Corsi di yoga per donne incinta, cuffie da pancia con Mozart per donne incinta ecc. ecc.

  31. Moralmente insostenibile, Quente? Personalmente non ho problemi a sostenerlo. Sta tutto nella tua percezione. Ti fa molti più problemi, immagino, la morte del tuo vicino di quella di mille cinesi. Ma forse stai perdendo di vista il punto: che anche se preferissi salvare l’uomo rispetto agli embrioni, la vita di quegli embrioni NON E’ nulla o trascurabile. C’è differenza tra valgono poco e non valgono niente, la stessa differenza che c’è tra l’essere e il non essere. Ma tu dicendo che valgono poco sei già sulla strada per dire che non hanno nessun valore.
    Ti faccio notare che, seguendo il tuo ragionamento, anche tu sei solo una “potenzialità”: il tasso di morti spontanee nei primi cento anni di un essere umano è piuttosto alto. In base a quale dogma tu asserisci che un trimestre va, un secolo no?
    In quale epoca più di adesso c’è attenzione al feto? Stai confondendo “attenzione” con dignità. Prova a dire alla generica consumatrice di Mozart o yoga che quel bambino ha un difetto congenito, o è Down. Cosa credi che accada?
    La volontà di avere un figlio perfetto vince sulla coscienza che quelo è suo figlio, troppo spesso. Grazie all’Hitler diffuso per cui si trova “normale” che quel figlio imperfetto venga ucciso. Benvenuta, eugenetica per le masse. Adolf ha vinto.

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