Sempliciotti e bambini

E’ sempre stata la prerogativa di sempliciotti e bambini far notare che l’imperatore non ha vestiti.
Ma un sempliciotto rimane un sempliciotto, e l’imperatore rimane un imperatore.
Neil Gaiman, The Sandman vol 9: the Kindly ones

Personalmente credo che, in un futuro più o meno prossimo, si guarderà alla giornata di oggi come una specie di spartiacque.
Pur di far passare un concetto inviso a larghissima parte della popolazione italiana, infatti, il nostro attuale premier e le forze che lo sostengono hanno buttato nel letame norme costituzionali, regolamenti, parole date, promesse, decenza, sponde politiche, rappresentanza, maggioranza, popolo, verità, diritti dei bambini, costumi, legge naturale e un po’ di altre cose che sarebbe lungo e inutile elencare. Su questa lista, più o meno, credo che possano concordare anche quelli che invece le unioni civili le hanno volute. Concordare magari anche solo nella loro mente, perché capisco che ad ammettere il vero si corrono rischi. Un po’ come chi, di fronte al calcio di rigore inesistente che consente la vittoria immeritata, si inventa improbabili giustificazioni con gli altri tifosi. Ma sotto sotto lo sa.

Più di così noi non potevamo fare. Noi siamo dei semplici, crediamo alla verità, che esiste. Se pensavamo che le leggi o la giustizia umana o persino la Costituzione potessero significare qualcosa adesso ci dobbiamo arrendere all’evidenza: sbagliavamo. Negli uomini io non ho mai confidato più di tanto, ma so di altri che sicuramente sono rimasti delusi. Dobbiamo ringraziare l’Imperatore e i suoi servi per avercelo fatto chiaramente comprendere.

Così, visto che per certo non siamo imperatori, non ci rimane che essere quello che siamo: dei semplici, che insieme con i bambini credono che la verità sia quella, e non sanno capire chi sceglie di manipolarla. O ignorarla.
Da sempliciotti, da poveri di spirito abbiamo avvisato voi e  tutti. Sapete, ma potete fare finta di non sapere. Chiedetevi solo cosa farà l’imperatore,  ora che sa che nessuno che non sia un semplice osa dirgli che è nudo. Chiedetevi cosa farà, con il potere che ora sa di avere su di voi.

Vi lasciamo ai vostri vestiti che non esistono. Noi semplici abbiamo altro da fare. Vivere, e sopravvivere agli sbagli dell’imperatore e dei suoi cortigiani idioti. Prima che ci arrestino ed eliminino, con l’accusa di essere troppo sempliciotti. O ci vendano, come fanno e faranno con i bambini.

shake-idioti

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 febbraio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 21 commenti.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi. (William Shakespeare)

  2. Ora questo giocattolo si è rotto, dovranno inventarsi qualche altro diritto fondamentale conculcato da introdurre per il bene di noi tutti. Purtroppo ce ne sono già alcuni in sala di aspetto che non fanno ben sperare.

  3. Purtroppo a governare (e non mi riferisco ai Renzi vari ma a quelli che li mandano avanti) non sono degli idioti ma delle persone intelligentissime.
    Sul fatto che invece i ciechi siano ciechi non ci piove.

  4. Ora che le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono consentite anche in Italia sono proprio curioso di vedere quale sarà il riscontro numerico delle stesse. Per mesi siamo stati martellati sull’urgenza di un simile provvedimento, come se riguardasse milioni di cittadini e fosse ormai non rinviabile. Chissà, perchè, invece ho l’impressione che sarà un fiasco totale e che tra 1 anno, quando si potranno tirare le prime somme, la conta delle unioni civili sarà molto misera. Immancabilmente arriverà anche la giustificazione: queste unioni non sono in tutto e per tutto equiparabili al matrimonio e sverrà imputato a questo il loro scarso successo. Ci attenderanno quindi ancora mesi e mesi di campagna pubblicitaria a favore della totale equiparazione tra unioni civili e matrimonio e dell’adozione libera. Malauguratamente prima o poi si rischia di arrivare anche a quello ma dubito che i numeri saranno mai davvero significativi e che l’insoddisfazione delle coppie omo verrà mai del tutto placata.

  5. Enrico, i numeri delle unioni civili prossime venture già ce li possiamo raffigurare con buona approssimazione. Nel censimento del 2011 era possibile indicare di essere una coppia omosessuale, e in Italia si sono dichiarate tali 7500. Non saranno le sole, ma se qualcuno non vuole dichiararsi in un censimento anonimo lo farà poi pubblicamente davanti a un ufficiale di stato civile e a due testimoni? E non è detto nemmeno che tutte le 7500 convoleranno a unioni civili: mica tutti quelli che convivono si sposano… D’altronde anche all’estero, dove già esistono i “matrimoni gay”, si viaggia su cifre analoghe. Ma sta’ tranquillo che a tutto questo non verrà mai data troppa pubblicità…

  6. Due precisazioni:
    1-non è ancora legge. Manca il passaggio alla Camera, eventuale altro passaggio al Senato, firma del Presidente, ricorsi alla Consulta vari.
    2-Il problema, non è mai stato, quante coppie lo faranno. Questa legge non è mai stata una battaglia per i gay, ma una battaglia contro la concezione culturale cristiana, contro il cristianesimo. Perché tutto quello che hanno ottenuto di per sé potevano averlo anche prima, anche se non ufficialmente. E non è neanche una questione di discriminazione, visto che i discriminati oggi sono piuttosto gli altri.

  7. Berlicche, sono completamente d’accordo. La conta delle coppie che eventualmente usufruiranno di questa legge sarà comunque una piccola soddisfazione, certo inutile, considerando la mala fede dei sostenitori (che mai ammetteranno che si è fatto un gran casino per una questione sostanzialmente irrilevante) ed il fatto che a loro non interessa tanto veder riconosciuti ufficialmente i diritti delle poche coppie omo quanto portare a termine una battaglia che è certamente anti-religiosa.

  8. Sono del tutto d’accordo anch’io, i cosiddetti diritti dei gay non erano certo lo scopo reale di questa legge. I numeri ne sono una controprova, casomai ci fosse ancora qualche dubbio.

  9. Federico Fasullo

    “ma una battaglia contro la concezione culturale cristiana, contro il cristianesimo.”

    Sai, mi incazzo poco di solito, ma questo vittimismo mi pare oltremodo offensivo.

    Buona giornata.

  10. Esempio di vittimismo applicato: cosa è accaduto in Inghilterra, cosa hanno già detto che faranno qui. http://it.radiovaticana.va/news/2016/02/26/unioni_civili_aibi_il_grande_bluff_delle_adozioni_gay/1211314

  11. Fasullo, una legge che dà all’offeso la facoltà di trascinare in tribunale l’offensore e di farlo condannare a qualche anno di galera è già stata approvata da un ramo del Parlamento. Arrivasse in Senato, potrebbe passare col voto di fiducia che il primo firmatario, che è anche componente del governo, potrebbe chiedere al suo Presidente (nonché segretario del suo partito). Abbi pazienza, è solo questione di tempo e poi potrai “sistemare” Berlicche che ti offende così tanto.

  12. Vado un po’ OT per chiedere a Berlicche come si situa nella sua narrazione delle recenti faccende (unioni civili, anche ‘stralciate’, come porta di ingresso della mercificazione dei bambini) il fatto che, consensualmente all’allargamento dell’istituto matrimoniale ai gay ci sia un sempre più forte movimento di opinione contro la maternità surrogata all’interno di categorie a tale allargamento favorevoli (femministe, sinistra)*.

    Aggiungo un elemento alla riflessione: il tema della maternità surrogata fino a pochi anni fa (quando era pratica adottata soprattutto da coppie eterosessuali ricche) era di scarso interesse generale. I cattolici erano, coerentemente, contrari, ma all’uomo della strada preoccupava molto poco.

    Non è possibile che quando la morale cambia (come successo per la considerazione pubblica di coppie omosessuali, anche con minori a carico) ci sia un progressivo adattamento che alla fine distingue pratiche illecite e lecite, desiderabili ed evitabili? Ad esempio una volta diradati i fumi della ‘rivoluzione sessuale’ degli anni ’60-’70 siamo rimasti senza tabù su vari argomenti (sesso al di fuori del matrimonio, omosessualità) ma con tabù rafforzati su altri (il consenso, la sessualità dei minori).

    *http://www.iltempo.it/politica/2016/02/29/la-sinistra-all-attacco-di-vendola-boldrini-l-utero-in-affitto-e-sfruttamento-delle-donne-1.1514256
    http://www.huffingtonpost.it/2016/02/01/parigi-convegno-maternita_n_9131554.html

  13. Come credo tu sappia, Quente, anche perché ne abbiamo discusso più volte in passato, la Chiesa è stata praticamente da sola a dire no alla fecondazione assistita. L’utero in affitto non ne è che la logica continuazione, una volta separata la fecondazione dall’atto d’amore tra coniugi.
    Tra le femministe, come tra i comunisti o i radicali, ci sono anche persone che non hanno buttato via del tutto la ragionevolezza, specie adesso che dette conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Non c’è bisogno, o non ci dovrebbe essere bisogno, di un cattolico per dire che prendere donne del terzo mondo per far “produrre” un figlio a comando pagando un paio di volte almeno il mio stipendio annuale a cliniche VIP non è il massimo dell’ecologia di sinistra. Che parlare di amore per un bambino quando ci son espresse clausole che impegnano la donna ad abortirlo se non venisse più che bene è quantomeno una presa per i fondelli. Il figlio visto come il cane di razza, che soddisfa la voglia e che magari se poi dà fastidio viene abbandonato. Perché una cosa è il figlio come dono, un’altra il prodotto di un sentimento egoistico.
    Vediamo la presa di coscienza di questa nuova forma di schiavitù si fermerà lì, o causerà esami di coscienza più profondi; o verrà cancellato dai tanti soldi e tanto potere in ballo.

  14. Ebbè, certo, come no… I cattolici vilipesi, ridicolizzati, azzittiti, oscurati, accusati e aggrediti per aver ravvisato qualche decennio prima attraverso i propri intellettuali di punta, e qualche anno prima come movimento di popolo, i mali insiti in certe ideologie, dottrine, prassi, pratiche e pretese… E quando poi si svegliano intellettuali della parte giusta, un bell’applauso a fautori sostenitori e operatori di quelle ideologie dottrine prassi pratiche e pretese, perché in fondo è merito loro se tutti gli altri si sono accorti…

  15. arrivo tardi, chiedo scusa, il commento era per Cachoroquente

  16. “L’utero in affitto non ne è che la logica continuazione, una volta separata la fecondazione dall’atto d’amore tra coniugi.”

    Questa è la parte della tua visione che contesto: che l’utero in affitto sia una ‘logica continuazione’, vuoi della fecondazione assistita, vuoi delle unioni omosessuali.

    Per me fecondazione eterologa, FIVET, maternità surrogata, adozioni a coppie di omosessuali sono quattro cose diverse che sollevano questioni etiche diverse e che meritano giudizi distinti, e non una generica condanna morale.

    Anche perché il discorso si potrebbe ribaltare, seguendo lo spunto di riflessione dell’ultimo post di Gilioli (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/03/01/bambini-dalla-luna/). Forse quello che spinge coppie eterosessuali sterili a ricorrere alla maternità surrogata e non all’adozione (e lo stesso si può dire delle coppie di omosessuali maschi nei paesi in cui possono adottare) non è tanto o solo la visione del bambino come premio e oggetto del desiderio, ma anche un’eccessiva importanza data alla componente genetica del concetto di famiglia e genitorialità.

    @gennarino: vedi io posso ammettere che la verità stia nel mezzo, tra la posizione ‘ogni pratica tecnologicamente possibile è lecita’ e quella ‘non si può separare l’atto sessuale dalla fecondazione’. In questo senso, per me non è un problema dire ‘i cattolici, in questo ambito, avevano ragione’. Ma il punto del mio intervento era contestare la teoria della ‘china scivolosa’.

  17. Quente, sono diverse ma hanno la medesima origine.
    Se un bambino non è un atto d’amore personale tra coniugi, ne segue che può non essere un atto d’amore, ma un commercio; che sia un’operazione tecnica, e non l’unione di due sessualità; tra chiunque, uniti o non uniti da un vincolo. Un giorno forse non lontano sarà andare in un negozio, acquistare un kit, e dopo tot mesi avere un nuovo bambino lì – sempre che non si cambi idea nel frattempo, e si butti tutto nella tazza del cesso.
    Se non sei d’accordo, spiegami: qual è il limite che tu metti, lo steccato non oltrepassabile? e con quali ragioni?
    Il post di Gillioli confonde diversi livelli. Non ho figli adottivi ma figli veri, e ho tanti amici che invece hanno figli adottati. Non è vero che un bambino possa essere allevato da qualsiasi entità: non è vero. Me lo conferma l’esperienza. L’articolista è del tutto immerso nella cultura del desiderio: lo faccio perché posso. Una cosa è prendere un bambino per crescerlo, un’altra generarlo appositamente già orfano. Oppure portarlo dentro una famiglia che si sa già incompleta, perché manca una di quelle componenti che consentono una crescita equilibrata.
    La verità NON sta nel mezzo. Praticamente mai. Tropo spesso dire che sta nel mezzo è per dire “Facciamocela andare bene lo stesso”. Ma il male a mezzo rimane male. Non puoi abortire mezzo bambino, generarlo a mezzo, comprarlo a mezzo. Non siamo mezzi uomini, siamo uomini interi.

  18. gattorandagio

    Egregio Cachorroquente, il problema non è tanto dei “cattolici” che, come correttamente dici, non hanno cambiato posizione sul tema, quanto dei “laici” (o “laicisti”) che solo ora (forse) si stanno svegliando.
    È mai possibile che in campo “laico” su questi temi bisogna andare a ripescare il povero Alex Langer (uno dei pochi politici di cui ho avuto stima, se penso che ora il suo ex partito è in mano a Vendola …) morto ormai da più di vent’anni oppure Giuliano Ferrara che viene sputacchiato a ogni parola che dice proprio perché non canta nel coro del politicamente corretto?
    Tu parli dell’uomo della strada, però io non so chi sia.
    Non che lo voglia incasellare a forza da qualche parte ma mi pare di capire da quanto dici che se prima non gliene fregava nulla, ora è contrario alla maternità surrogata perché viene concessa anche agli omosessuali.
    Ho forse sbagliato a capire?

  19. “Ma forse in futuro li pagheremo noi con le tasse”

    Ecco, qua le mie risate si fanno incontrollabili. Poter detrarre le spese per un figlio, ma solo se non lo metto al mondo gratis.
    Il prossimo figlio mi faccio falsificare dei certificati e dei referti e detraggo i pannolini, il latte in polvere e il nido facendoli passare per una costosissima gravidanza surrogata!!!

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