Nemico nostro – 8 – Permettici altre tentazioni

Cari colleghi demoni e simpatizzanti umani, siamo quasi al termine del nostro meticoloso esame della preghiera che noi tutti dovremmo innalzare al Nemico-nostro-che-è-nei-cieli.

Nemico nostro
resta lassù
sia dimenticato il tuo nome
distrutto il tuo regno
sia ignorata la tua volontà come nell’inferno così sulla terra
non darci niente
e noi ci terremo i nostri debiti
e i tuoi debitori…

La pretesa che prendiamo in considerazione quest’oggi riguarda la tentazione. E posso dire con sicurezza che non troverete esperti maggiori di me in questo campo. Tentare gli esseri umani è la mia professione, il mio hobby, e senza dubbio anche il mio più grande piacere.

Chi non ha mai provata la dolcissima sensazione di ghermire e fare proprio un innocente non può capire.
Hai davanti a te un mortale qualsiasi, in attesa di tuffarsi in quel male che non osa praticare, alleggerito da scrupoli morali, un’educazione troppo buona, e pure da quel bene che in fondo al cuore desidera.
Ma sai anche che la sua anima è predisposta al peccato, e che non vede l’ora di ingoiare l’esca che tu gli hai preparato. Allora gli fai ballonzolare davanti qualcosa su cui ha fantasticato, un qualche peccato che rimanga nei limiti di quello che ritiene accettabile. E poi aspetti.

Può essere anche qualcosa di piccolo, per cominciare. Di trascurabile. Anzi, meglio se è così.
Con l’esperienza posso dire che è meglio lavorarsela poco per volta, la preda. In questo modo non si rischia di spaventarla, o di lasciarsela sfuggire perché prende troppo presto coscienza di ciò che sta facendo, prima che la corruzione abbia fatto presa su di lei.

Il momento che amo di più è quando si accorge di ciò che gli sto offrendo. La vedi avvicinarsi, valutare. Resistere o no? Quando si comporta così, sai già di avere praticamente vinto. Se ignorasse l’esca e si allontanasse, allora sapresti che è finita: hai sbagliato, devi ri-tentare con qualcosa di diverso. Se però l’annusa, se ci pensa sopra, è fatta. E’ solo questione di tempo. Ha già ceduto, solamente che non se ne è ancora accorta.

Prima o poi l’ingoierà, quella tentazione, e il mortale rimarrà agganciato dal nostro amo. Che comincerà a trascinarlo verso il basso. Poco per volta o con uno strappo deciso, dipende dal tentatore, da chi conduce il gioco. Io preferisco muovermi piano per non lasciare capire al futuro dannato cosa gli stia accadendo. Continuerà ignaro a masticare quel magro piacere che gli offro, illudendosi di riuscire a tornare indietro in qualsiasi momento. Sì, come no.

E’ il vecchio trucco della rana bollita, per quelli di voi che hanno pratica con il mondo materiale. Butti la rana nell’acqua calda e quella salta fuori. Ma se la metti nell’acqua fredda e scaldi piano piano la rana lo trova fin piacevole, nuota placida fino a quando è troppo tardi per reagire e muore lessata.
Dato che, per qualche motivo, noialtri abbiamo sempre qualche difficoltà con i coperchi che potrebbero impedire alla vittima di balzare fuori dalla nostra pentola, non posso che raccomandare la gradualità.
Anche se l’efficacia del pentimento è sopravvalutata.

Alcuni, sapete, ci provano davvero. A fermarsi. A tornare indietro. Non dovrei dirlo, ma sono quelli che mi danno più soddisfazioni. Non si rendono conto dell’uncino che li strazia, fino a che non cominciano davvero a divincolarsi. Tirano loro, ma tiro anch’io. Io sono molto più forte.
Li trascino verso l’inferno. Tentano di liberarsi, talvolta riescono anche a risalire un poco verso la luce. A volte sono io stesso che do loro corda, per illuderli e poi togliere la speranza di colpo. Perché illusione si tratta. Non si rendono conto, quasi mai, di quanto sia conficcato in profondità il mio aculeo. E’ un piacere vederli dibattere sapendo che di lì a poco ti nutrirai comunque di loro. Sono crudele? Certo che sono crudele. Io sono un demone, ricordatelo.

Una cosa è il pentimento. Un’altra riuscire a metterlo in atto. Soprattutto visto che abbiamo convinto gli umani che se la possono cavare sempre da soli. Ah, l’orgoglio della volontà, quanti pasti ci ha procurato.
Chiedessero davvero aiuto al Nemico, per noi sarebbero dolori. Ma sono proprio pochi quelli che lo fanno. E spesso da poco convinti, a mezza bocca. Che non serve a niente.
La verità è che nella maggior parte dei casi non ci credono veramente. Non pensano che ci possa essere davvero qualcuno che lavora per attirarli a sé. Verso l’alto o verso il basso. E questa situazione ci va benissimo.

Va bene anche al Nemico. Oh, certo, sembra che ci faccia la guerra. Ma sono solo apparenze.
In linea di principio ogni anima può essere salva, scappare dalle nostre trappole. Di lassù fornisce tutti i mezzi; e bisogna ammettere che i suoi angeli fanno davvero i salti immortali per impedire che noi ci arraffiamo tutto il genere umano. Ma, se volesse, dall’alto potrebbero chiuderci i rubinetti in un attimo. Vietare tutte le tentazioni. Il Nemico potrebbe perfino portare in paradiso tutti quanti gli uomini, e lasciarci a morire di fame in un inferno vuoto.
Eppure non lo fa. Invece di fregarsene della giustizia e della libertà degli uomini lascia che li mettiamo alla prova. Ha questa mania del ritenere che il cielo uno se lo debba meritare. Prende con sé solo quelli che lo vogliono davvero. Ed è chiaro, noi ringraziamo dell’opportunità e non ci pensiamo due volte ad accaparrarci tutti gli altri.

Così io arrotolo la mia lenza e riporto a casa un’altra anima grassoccia di Grazia inutilizzata. Di questi tempi addirittura si azzuffano per ingoiare per primi la mia esca. Pare addirittura che vogliano balzare fuori dal mondo direttamente qui, senza che noi facciamo neanche la fatica di tentarli. Sembra che non attendano altro che soffrire in eterno. Probabilmente perché non capiscono più cosa voglia dire eterno, e nemmeno soffrire.

Lo sapessero, sarebbero sempre lì in ginocchio davanti al Nemico a domandare che non li induca in tentazione. Dovrebbero crederci, però, perché la nostra preghiera contrapposta è invece fatta con perfetta fede: Nemico nostro, permettici altre tentazioni. Per tirarci giù dabbasso ancora più anime, da succhiare a poco a poco per tutta l’eternità, che tentazione irresistibile!

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 febbraio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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