Le tempeste e i naufraghi

Lo scorso mese, durante una messa in ricordo di Don Bosco, ci è stato letto un pezzo degli scritti del santo dove esprimeva, con un certo vigore, la convinzione di vivere nel tempo peggiore mai esistito per la morale e la gioventù, e si domandava cosa sarebbe successo di quella generazione. Era il 1850 circa.

Pochi anni dopo il beato Henry Newman, in occasione della sua nomina cardinalizia, redigeva un magnifico discorso detto “del biglietto” che non è invecchiato di un giorno. Qualche esempio?

Il liberalismo in campo religioso è la dottrina secondo cui non c’è alcuna verità positiva nella religione, ma un credo vale quanto un altro, e questa è una convinzione che ogni giorno acquista più credito e forza. È contro qualunque riconoscimento di una religione come vera. Insegna che tutte devono essere tollerate, perché per tutte si tratta di una questione di opinioni. La religione rivelata non è una verità, ma un sentimento e una preferenza personale; non un fatto oggettivo o miracoloso; ed è un diritto di ciascun individuo farle dire tutto ciò che più colpisce la sua fantasia. (…)
Finora il potere civile è stato cristiano. Anche in Nazioni separate dalla Chiesa, come nella mia, quand’ero giovane valeva ancora il detto: “Il cristianesimo è la legge del Paese”. Ora questa struttura civile della società, che è stata creazione del cristianesimo, sta rigettando il cristianesimo. Il detto, e tanti altri che ne conseguivano, è scomparso o sta scomparendo, e per la fine del secolo, se Dio non interviene, sarà del tutto dimenticato.

Tutto questo nel 1879.

E proprio un secolo fa, Peguy:

«Quello che si vuol dire, quello che si sta dicendo, quello che si deve constatare è che ormai c’è un altro mondo, un mondo nuovo, è che c’è un mondo moderno e che questo mondo moderno non è solo un cattivo mondo cristiano, un mondo cattivo cristiano, il che non sarebbe niente, all’apparenza, ma un mondo incristiano, scristianizzato, assolutamente, letteralmente, totalmente incristiano. Ecco cosa si vuole dire. Ecco cosa bisogna dire. Ecco cosa bisogna vedere. Se fosse solo l’altra storia, la vecchia storia, se fossero solo i peccati ad aver risconfinato un’altra volta, non sarebbe niente mio piccolo amico, non sarebbe niente: ci saremmo abituati; ci si è abituati; il mondo ci è abituato. Sarebbe al massimo un cattivo cristianesimo, una cattiva cristianità, un cattivo secolo cristiano, un secolo cattivo cristiano, come tanti altri, dopo tanti altri. Ce ne sono stati tanti. Ne abbiamo visti tanti. Se si conoscesse bene la storia, e comunque come la conosco io, forse si saprebbe, si troverebbe forse che è stato sempre così, che tutti i secoli, tutti quei venti secoli sono sempre stati, sono tutti stati secoli di grande miseria cristiana, di grande miseria mistica, cattivi secoli cristiani, secoli cattivi cristiani. Cioè che il contingente dei santi è stato forse sempre misero, spesso infimo, di fronte ai peccatori, pari ai peccatori, in confronto al contingente dei peccatori […]. Era questo, ahimè purtroppo, il regime stesso. Erano proprio queste le miserie cristiane. Era questa anche la grandezza cristiana. […] Ma la cosa che non è più regime per nulla […] non è più la media, non è più la norma, ma è precisamente il disastro e la scristianizzazione, è che le nostre stesse miserie non sono più cristiane. La nostra stessa miseria non è più una miseria cristiana.

Inquietante, vero? Sarebbe preoccupante se non lo fosse: “Inquietatevi di non inquietarvi”, diceva Kierkegaard.
T.S. Eliot, quarant’anni dopo, nel suo cori dalla Rocca così scriveva:

Ma sembra che qualcosa sia accaduto che non è mai accaduto prima: sebbene non si sappia quando, o perché, o come, o dove.
Gli uomini hanno abbandonato Dio non per altri dei, dicono, ma per nessun dio; e questo non era mai accaduto prima
Che gli uomini negassero gli dei e adorassero gli dei, professando innanzitutto la Ragione,
E poi il Denaro, il Potere, e ciò che chiamano Vita, o Razza, o Dialettica.
La Chiesa ripudiata, la torre abbattuta, le campane capovolte, cosa possiamo fare
Se non restare con le mani vuote e le palme aperte rivolte verso l’alto
In una età che avanza all’indietro, progressivamente?

Un’amica, qualche giorno fa, mi descriveva gli strani riti e convinzioni che allignavano nell’università torinese negli anni ’70. Gruppi comunisti più o meno estremi davano per scontato che Marx (o Mao, o Lenin)  avrebbe trionfato inevitabilmente e organizzavano tribunali del popolo per i dissidenti o coloro che tenevano comportamenti non confacenti. Adesso tutto quello sembra demenziale, assurdo, impossibile.

D’accordo che, come si dice, la società adesso è liquida: ma la Rocca non può sciogliersi in essa. Ci deve essere un faro, un punto fermo nelle tempeste, come sempre è stato. Dove approderanno, se no, i naufraghi?
Termino ancora con la chiusa del discorso di Newman che, ricordo, aveva per motto “La santità piuttosto che la pace”, da leggere tutta con attenzione.

Ecco come stanno le cose in Inghilterra, ed è un bene che tutti ce ne rendiamo conto; ma non si pensi assolutamente che io ne sia spaventato. Certo ne sono dispiaciuto, perché penso possa nuocere a molte anime, ma non temo affatto che abbia la capacità di impedire la vittoria della Parola di Dio, della santa Chiesa, del nostro Re Onnipotente, il Leone della tribù di Giuda, il Fedele e il Verace, e del suo Vicario in terra. Troppe volte ormai il cristianesimo si è trovato in quello che sembrava essere un pericolo mortale; perché ora dobbiamo spaventarci di fronte a questa nuova prova. Questo è assolutamente certo; ciò che invece è incerto, e in queste grandi sfide solitamente lo è, e rappresenta solitamente una grande sorpresa per tutti, è il modo in cui di volta in volta la Provvidenza protegge e salva i suoi eletti. A volte il nemico si trasforma in amico, a volte viene spogliato della sua virulenza e aggressività, a volte cade a pezzi da solo, a volte infierisce quanto basta, a nostro vantaggio, poi scompare. Normalmente la Chiesa non deve far altro che continuare a fare ciò che deve fare, nella fiducia e nella pace, stare tranquilla e attendere la salvezza di Dio. “Gi umili erediteranno la terra e godranno di una gran pace” (Ps 37,11).

Mansueti hereditabunt terram,

Et delectabuntur in multitudine pacis.

stiAb

 

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 febbraio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. A Berli’
    Mort…. tua ma tu te le vai proprio a cerca’ ?!?! E dopo un articolo così luminoso, quale diga bloccherà quella schiuma rabbiosa che si scatenerà contro di te? Erano state costruite tenebre di straordinario spessore e tu ?? Non dico un fiammifero ma addirittura accendere un faro nella notte e nella tempesta violenta? Ma ti rendi conto che hai dato credito alla sua frase dell’ultima cena un poco prima di essere arrestato “IO HO VINTO IL MONDO” ?!?!?!

    E mo questo branco ferito dalle tue parole chi lo terra’ calmo ??

  2. Sì, sono d’accordo, bisogna sempre guardarsi dalla tentazione di pensare che tutto sia finito, che non ci siano più freni alla distruzione. Certe mode vanno e vengono in fretta, il male avanza ma poi deve anche retrocedere. Bertand Russell disse, dopo la seconda guerra mondiale, che non si poteva credere in Dio vedendo Hitler, Stalin e la bomba atomica. Settant’anni dopo possiamo dire che Hitler e Stalin sono stati sconfessati, le loro dottrine rigettate dall’umanità, e la bomba atomica, per quanto sia oggettivamente una cosa orribile, ha però garantito al mondo il più lungo periodo di pace nella sua storia…

  3. Bertrand Russell era semplicemente un nemico di Dio e del cristianesimo e ogni cosa al mondo era buona per portare acqua al suo mulino della cecità. Con hitler e Stalin poteva almeno trovare indizi che il diavolo esiste. E se il diavolo esiste ….. chi unico al mondo ne ha parlato senza imprecisioni? Daria Bignardi al grande fratello? Oppure la bibbia e il Vangelo. Bertran Russell !!! E la gente ancora gli va dietro, quando il semplice silenzio di Gesù lo affoga senza più riemergere

  4. ‘Insegna che tutte devono essere tollerate’

    Sia mai.

  5. spero lo stesso che la fine sia vicina e il Signore chieda il conto finale

  6. @Quente. E perchè no? Se “tollerare” significa “permettere che si esprimano nel rispetto delle altre” non vedo perchè non debba essere possibile. Se “tollerare” significasse crederle tutte espressioni di superstizione allora questa tolleranza sarebbe solo il primo passo di una strategia che le portasse alla repressione. Non è che tu pensi già alla “fase due”?

  7. Io penso che nel 1879 l’idea che tutte le religioni venissero rispettate ugualmente dalla legge era ancora alla ‘fase 0’, cioè considerata dai conservatori (che, allora come nel 1779 o nel 1679 o nel 79 avanti Cristo, si lamentavano di tempora e mores e in particolare della corruzione della gioventù, che dai tempi di Aristofane ormai dovrebbe essersi così corrotta da essere decomposta se non polverizzata) un pericoloso vezzo liberale.

    Per contestualizzare, fino al 1829 i cattolici in Inghilterra subivano limitazioni alla partecipazione alla vita pubblica; gli ebrei dell’impero d’Austria ottenero pieni diritti civili appena nel 1867.

  8. Don Bosco e compagnia bella parlavano al cuore, e nella esposizione di Berlicche tutti quelli citati nella compagnia bella hanno infiammato il vostro cuore. Ringraziamo alfine chi lo ha un poco ridimensionato per il tramite di flashes della storiografia ufficiale ove tutto sta in messaggi piccolini che fanno rima con pizzini. Comunque sia, non so se Nilla Pizzi ci ha capito qualcosa, ma io non ci ho capito niente. Niente di personale ma non ci ho capito niente.

  9. E perché mai, proprio oggi, dovremmo smettere di guardare verso il futuro con preoccupazione?

    Ci riteniamo davvero migliori dei nostri padri? Tutta questa infatuazione giovanilistica moderna è un segno di saggezza? Le ideologie rampanti che minano al cuore della natura umana, ci sembrano meno mostruose dei fascismi e dei comunismi passati? L’umanità è uscita dai vicoli ciechi del passato, e ha imboccato finalmente la strada giusta?

    Gesù era alquanto pessimista (v. Lc 18,8)

  10. Non vorrei avere trasmesso il messaggio sbagliato. Provo a chiosare.
    Don Bosco si lamentava. Ma non si è rassegnato. Proprio l’opera salesiana è quella che ha “raddrizzato” la gioventù, e la Chiesa, in un momento forse anche peggiore di questo come attacco.
    Newman si lamentava. Ha combattuto, come scrive, per decine di anni quella stessa eresia che è, nome mutato, quella odierna. Si è arreso? Proprio il contrario. Anche grazie a lui quel clima si è rovesciato.
    Peguy, Eliot, nel loro “piccolo”, hanno fatto cose immense culturalmente.
    Non ho citato l’esempio a me più vicino: Don Giussani che, constatato de visu la scristianizzazione, non ha perso tempo a lamentarsi ma ha creato un movimento che quasi da solo ha ribaltato il clima culturale di qeugli anni – e chi c’era lo sa, lo ricorda.

    Tutte queste persone si sono pre-occupate, ma poi si sono occupate di cosa stava loro a cuore.

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