Nascondino

Non ho chiesto io di essere qui. Non ho chiesto io di essere come sono. Il fatto di essere qui, di fare quello che faccio – scrivere queste parole, ad esempio – è semplicemente qualcosa che è successo.
Ho usato molte parole, finora, per difendere la verità. Adesso sono un poco stanco. E non sono convinto che sia stato così utile.
Vedo continuamente gente che mente, consapevolmente, agli altri e forse anche a se stessa. Che le parole le scollega dalla realtà.
Le parole senza realtà muoiono. Perdono sostanza, diventano suoni. Coloro che se ne nutrono muoiono una morte orrenda, disseccati, e non se ne accorgono.

Non ho chiesto io di essere qui. Ma io riconosco che ci sono, e devo prendere atto di tutto quello che c’è con me. Prendere atto. Le parole sono finite, non servono. Una parola in più sarebbe un inganno.
La verità va accettata, e basta. Si possono ingannare le persone, mentire a tutti, magari mentire anche a se stessi.
Ma la realtà non cambia. Non si altera se tu la distorci, se ne fai menzogna.
La verità non si sporca, perché niente di quello che dici la cambierà. Anche dovessero crederti tutti. Anche se tu dovessi credere a te stesso, poveretto.

Quindi, basta parole. E’ tempo di agire secondo la verità, o contro la verità.
Perché sei libero. Libero di non essere vero. Di sfuggire alla verità. Di non essere qui.
Ma da qualche parte sarai. E, sai una cosa della verità?
Alla fine ti trova.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 febbraio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 19 commenti.

  1. Mi duole molto vederLa così spossato e avvilito.

    Non so se l’ha già visto, ma questa sera mi è capitata la gran fortuna di gustare su RAI5 un film poderoso e semplice, su un’umanità sperduta, marginale eppure del tutto catturata nel groviglio terribile, soffocante tra bene e male che si viene a creare in una società — non importa quanto ristretta e separata dal grande flusso della Storia — profondamente corrotta, impastata di menzogne, finzioni, prevaricazioni, disperazione al punto tale che solo la morte (o il suo rovescio blando, cioé la fuga) sembra una soluzione agibile e “onorevole”.

    Ma la bellezza di questa pellicola sta nel porre in evidenza spietata tutto questo senza retorica, senza passionalità faziosa o introspezione morbosa e verbosa dei personaggi; tutto fiorisce con somma grazia e levità sotto gli occhi di chi guarda, purché lo faccia con genuino e solidale interesse per…l’umanità, senza definizioni aggiuntive.

    Il titolo del film è “L’angelo della spalla destra”, di Jamshed Usmonov, regista tagiko.
    Ne consiglio — scusandomi per l’ “off topic” forse un po’ invadente — caldamente la visione a tutti.

  2. No, non sono spossato e avvilito. Mi duole, per così dire, il cuore per il male che io vedo le persone farsi. E, quindi, fare a tutti noi attorno.
    Ma no, non spossato, né avvilito. La mia forza non è la mia.
    Grazie del consiglio.

  3. Macché spossato e avvilito, Marilù: Berlicche stava solo facendo stretching.

  4. “Quindi, basta parole. E’ tempo di agire secondo la verità, o contro la verità.”

    …ma mica dirai sul serio???

    dai, continua a dilettarci ed edificarci ancora per un po’.

    poi, agisci pure eh, per carità, fai.

    ma gnente “basta parole”. peffavore…

    (che sennò mi ricordi quelli del FrontePopolareDiLiberazioneGiudeo – o DeiGiudei – o DellaGiudea – boh nunmericordo:

    – I romani hanno arrestato Brian! non è più tempo di chiacchiere!
    – è vero, basta chiacchiere. faremo… un’assemblea per valutare il da farsi)

  5. Che poi, se Berlicche mi prendesse da parte e mi dicesse a denti stretti “sì, la narrazione è tutta una fregnaccia, ma è necessaria per la coesione del popolo e per convincerlo a mettersi a testuggine quando il nemico attacca”, quasi quasi mi convincerebbe ad arruolarmi e a fargli subito da uomo sandwich; a maggior ragione se mi si promette il basco con gli sberluccichi e che poi si meneranno le mani.
    Non sarebbe certo una novità: dopotutto la Storia è costellata da alleanze del genere.

    Chiaramente, allo sbattimento per sconfiggere – si spera – il nemico alle porte (e già in parte infiltrato tra di noi) dovrei aggiungere le fatiche necessarie per far tornare nella tana i Berlicche che invece alla narrazione ci credono davvero, e che, avendoci preso gusto, non credo si accontenterebbero di aver scongiurato il pericolo esterno.

  6. E invece ti dico: è la tua ad essere narrazione. Ti autoconvinci che la realtà non esista, la verità non esista, e che questa sia la verità e la realtà. Ma non riesci neanche a convincere te stesso, tant’è che ritorni qui. Perché, anche se tieni gli occhi chiusi nel tentativo di non vedere, qualcosa filtra lo stesso.
    Poveretto, combatti per qualcosa che affermi non esistere, e nel frattempo ti porta dove non vorresti.

  7. Ah, caspita, allora se uno di quei Berlicche che ci credono.
    Meno male che ti sei messo a fare l’ingegnere: non avresti mai fatto carriera, nelle gerarchie.

    P.S.: visto che ci credi, sappi che in “tant’è che ritorni qui” c’è una venatura di supponenza (che è l’anticamera della superbia).

  8. “Ma non riesci neanche a convincere te stesso, tant’è che ritorni qui. ”

    …vuoi dire che quando ho comprato harry potter e il principe mezzosangue è stato perché credevo in voldemort?

    (…è una possibilità. mo ce penzo mejo)

  9. (che poi: se avrei saputo prima che dumbledore era ricchione non ne avrei comprato nessuno. e anzi, vivo ce lo facevo mangiare il ritratto di dorian gray a jkr)

  10. R&S, ha ragione, Berlicche: tu sottovaluti le tue potenzialità in termini di intrattenimento.

  11. Carissimo Berlicche, non avevo la più remota intenzione di porre in dubbio la Sua giusta combattività e perserveranza.

    E’ che (ri)scoprirmi distaccata e insieme partecipe spettatrice di questa finzione fin troppo realistica e radicata tra i nostri contemporanei — come tra i contemporanei di tutti i “cuccioli d’uomo” del mondo e della storia — mi ha fatto bene; mi ha fatto identificare coll’unico autentico eroe del racconto, il bambino che, alla fine del film, in viaggio col ritrovato papà-dongiovanni-appassito-ribelle-perennemente in fuga dai suoi debiti/responsabilità/doveri/riconoscenze e riconoscimenti, richiude le dita della piccola mano sul gioiello donatogli dalla nonna morta (probabilmente suicida); e cos’è quel gioiello, se non la coscienza nitida e profonda di quegli imprescindibili legami, refrattari alle nostre cocciute negazioni e ai nostri vili rinnegamenti?

    Non potevo trascorrere vigilia del Mercoledì delle Ceneri più adeguata: ringrazio il mio Angelo della spalla destra (anche) per questo.

    Buona quaresima, caro Berlicche.
    Buona quaresima a tutti.

  12. Grazie, Marilù, sono comunque anch’io mortale :-)
    Così certe volte mi capita di dare più retta al demonietto della spalla sinistra…

  13. Forse non è neanche distorsione della verità, ma qualcosa di più semplice e banale. Ricordi i bambini alle elementari (ed erano tanti) che non tenevano sempre alla stessa squadra, ma a quella che di volta in volta era in cima alla classifica? Lo spirito di gregge e la voluttà di salire sul carro del vincitore, qualunque esso sia, è sempre molto forte. Mi dicono che ieri a una certa kermesse canora si sono visti cantanti che esibivano in bella vista coccarde arcobaleno. Che gesto coraggioso, che audacia a farsi paladini di una legge di fatto già approvata dal parlamento! Adesso forse andranno a San Pietroburgo a protestare contro lo zar Nicola, di cui non se ne può proprio più. Peccato che quando a sollevare la questione lgbt si guadagnavano solo sarcasmi (ed era solo qualche anno fa…), nessuno si indignava per questa grave lacuna nella nostra legislazione. Così va il mondo…

  14. Federico Fasullo

    “Peccato che quando a sollevare la questione lgbt si guadagnavano solo sarcasmi (ed era solo qualche anno fa…), nessuno si indignava per questa grave lacuna nella nostra legislazione.”

    eh? qualche anno fa era il “fascismo” o il 2005?

  15. Aldo, quei cantanti hanno fatto una scelta coraggiosa: volevano segnalare la loro voglia di combattere la crisi manifestando la disponibilità a lavorare a qualunque costo.
    “Tengo famiglia, mi è costata un sacco” come direbbe Elton John.

  16. Berlicche, una volta si diceva “che ss’ha dda fà ppe ccampà”…

    Fasullo, probabilmente sei giovane e pensi che il mondo sia sempre stato come lo vedi oggi. Documentati, anche solo guardando qualche commedia cinematografica degli anni Ottanta/Novanta. Vedrai che lo sfottò greve verso quelli che oggi si definiscono lgbt era un ingrediente fondamentale e immancabile, e ti garantisco che nessuno (a parte forse qualche omosessuale al quale non si dava retta) protestava, si stracciava le vesti o indossava coccarde arcobaleno. E alcuni di quelli che allora erano più pesanti nello sfottò sono oggi in prima fila per i “diritti gay”: ti potrei anche fare i nomi. (Cito il genere, preciso, solo a titolo di documentazione antropologica).

  17. Federico Fasullo

    @Aldo, be’ sono relativamente giovane. Quindi per me il mondo è cambiato poco. Per “sentito dire”, so che hai ragione.

  18. nessuno può comprare o vendere niente senza un segno arcobaleno sulla mano o sulla fronte. ma ecco uno di quelli che era con gesù tirare gli orecchioni al compagno del sommo sacerdote. e giustamente gesù gli ha detto stop stop stop, riponi la spada al suo posto cioè nel fodero e lascia ai mercanti quello che è dei mercanti. ma i discepoli fecero tutti orecchioni da mercanti e vi fu l’apostasia della gerusalemme terrena. allora fu indetto sulla gazzetta ufficiale un megaconcorsone mondiale per 144000 posti fissi nella gerusalemme eterna. terre furono disboscate, oceani riempiti dai rifiuti, sostanze chimiche nelle acque dolci, nell’aria polveri sottili, sugli uomini bombardamenti aerei e bulls on the ground. nell’ora delle tenebre venne un angelo dal cielo a consolarlo: dio ha promesso, non sarete sterminati del tutto come dopo il diluvio, ma ci siano ancora sette castighi finché l’annuncio della pace giunga a tutti i popoli, effetti collaterali della pazienza e misericordia di dio che lascia il grano accanto alla zizzania. e quando vedrete risorgere e ascendere al cielo i cadaveri dei due testimoni che erano nella piazza, sappiate che è vicino il progetto clericale di teocrazia mondiale. da lì in poi saranno veramente cavoletti amarostici di bruxelles per storpi, ciechi, zoppi, invertiti e checche varie.
    ba

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