Insopprimibili verità

Non stiamo discutendo se un omosessuale possa essere un buon genitore, ma se una coppia dello stesso sesso possano essere genitori adeguati.

Adeguati a che? La domanda è fondamentale. A mio parere c’è solo una risposta: adeguati al bambino.

Quando coltiviamo una pianta, dobbiamo stare attenti alle esigenze della pianta stessa. Non bastano acqua, terra, sole. Troppa acqua e la pianta marcisce, poca e secca; se gradisce l’ombra guai a metterla troppo esposta. Magari potrebbe venire qualcuno a chiederci: hai bagnato il tuo vaso? Noi rispondiamo sì, e quello va via considerandoci buoni agricoltori. Ma, nel frattempo, la nostra pianta è morta. Forse non sappiamo neanche perché.
Se così è per una pianta, figurarsi per un bambino. Che, in più del vegetale, ha una consapevolezza, ha un cervello che è un vulcano in ebollizione. Gli hai dato da bere? Sì. Gli hai dato da mangiare? Sì. Gli hai dato amore? Sì. Ah, allora va bene.

Ma era quello giusto?

C’è chi sostiene che la scienza afferma con certezza che essere allevati da una coppia omosessuale o eterosessuale sia lo stesso. Possiamo affidarci alla scienza, certo. Ma, per giudicare, abbiamo in questo caso anche qualcosa in più: l’esperienza.
Noi tutti siamo figli. In alcuni casi siamo anche padri, e madri.

Tra nostro padre e nostra madre c’era differenza, vero? A nostra volta noi siamo diversi da nostra moglie, nostro marito.
Sarebbe stato molto diverso se, invece di mio padre, avessi avuto due volte mia madre. O viceversa. Mi sarebbe mancato qualcosa: la forza, o la dolcezza. Il coraggio o la perseveranza. La pazienza o la tenacia. Come esempi, come insegnamento, ma non perché uno dei miei genitori fosse inadeguato, ma perché erano complementari. Complementari perché erano e sono un maschio e una femmina. C’è differenza. Voi sapete che c’è.

Un diritto che si invoca non può prescindere dalla realtà. Dire “è lo stesso” fa a pugni con la MIA esperienza.
Considerate adesso la vostra, di esperienza: è differente? No, non rispondete ideologicamente, subito.
Prendetevi un minuto.
Ricordate, pensate.

L’importante è che voi, proprio voi e nessun altro per voi, giudichiate in base a quello che è stato, quello che è reale.

E se anche per voi fosse o fosse stato differente, riflettete su questo: io e tanti altri abbiamo verificato, vissuto qualcos’altro. Chiunque lo neghi deve fare i conti con questa realtà; e la mia testimonianza, quella di tutti quelli che conosco invalida ogni perentorio giudizio ideologico che si possa avere. Perché noi ci siamo, esistiamo, occorre fare i conti con quello che diciamo. Ciò che nega l’esistente per affermarsi non può che essere una menzogna. (No, non è un ragionamento confessionale. Pensateci bene: niente di quello che ho detto lo è)

Non fatevi lavare il cervello da menzogne strumentali, da una finta scienza che alle prove dei fatti è una bugia. Pensateci bene, se non stiate avallando il falso.
Se lo è, chi ve lo fa fare?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 febbraio 2016 su Crudeltà spirituale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 139 commenti.

  1. Nel vangelo Gesù si autodefinisce “sposo” ma questa definizione così frequente nell’Antico Testamento ha
    nel Vangelo un degno copyright in Giovanni Battista che ha applicato per primo la definizione a Gesù. Il
    Battista, prima di sparire dalla scena, ci consegna una delle più belle immagini di Gesù. Ripetiamola ancora una volta : Gesù è lo sposo. E la sposa, chi è
    ? Gesù ci guarda, ci ama, ci tratta come uno sposo guarda, ama, tratta la sua sposa. Giovanni si ritira in disparte perché il suo compito è finito; la strada è stata preparata e lo sposo è venuto. L’immagine di Gesù come sposo dice tutta la grandezza e bellezza
    di un amore. Gesù è venuto a fare qualcosa di ben diverso dalla fondazione di una religione. Egli è
    venuto ad amare con una novità, una pienezza, una dedizione che mai prima gli uomini avevano immaginato. Gesù è lo sposo che ama fino alla fine, dando la vita per la sua sposa. Il demonio, nemico di Gesù e della umanità intera sua sposa, li sa e perciò ci attacca li’ proprio nel matrimonio schierando menzogne passioni interessi crimini.

  2. “L’importante è che voi, proprio voi e nessun altro per voi, giudichiate in base a quello che è stato, quello che è reale.”

    …e infatti io continuo a chiedermi quanti

    fra i ladri, gli ipocriti, i prepotenti, gli iuventini, gli psicopatici – insomma, gli stronzi in genere – che ci sono IN ATTO*, ovvero i presenti** ***, non i futuri ed ipotetici

    sono stati allevati da coppie gay.

    e continuo a rispondermi: NESSUNO. almeno fra quelli che conosco io.

    …hai dei dati diversi? puoi presentarli?

    * e a titolo di concessione preparatoria al dialogo aggiungo all’elenco gli omosessuali ed eterosessuali che esigono di perpetuare il loro-proprio-il-loro inestimabile patrimonio genetico costi quel che costi.
    ** tu compreso in quanto ipocrita
    *** io compreso in quanto psicopatico e stronzo in genere

  3. @ricco&spietato

    A parte il dramma (insanabile) di essere juventini, stai dicendo di fare esperimenti sui bambini?

    L’umanità è composta di uomini e donne perché dovrei privare una creatura di “tutta” l’umanità è fornirle solo metà?

    Creare orfani, per quanti “genitori si possa avere” è bene o male?

  4. Chi argomenta “non c’è nessuna prova che sia sbagliato per un bambino avere due padri (o due madri)” dovrebbe poi avere un minimo di coerenza e aggiungere: “Chi se ne importa del riscaldamento globale, della scomparsa della foresta amazzonica, dell’estinzione del panda, delle megattere e della foca monaca, non c’è nessuna prova che tutto questo sia sbagliato”. Perché – sempre per non fare discorsi confessionali – è poi la Natura che ha stabilito l’esistenza di un padre e di una madre per i bambini. Se possiamo fregarcene della Natura e fare come più ci piace, perché non sterminare le balene se ci piace il sushi che se ne ricava? Ma chi osasse dire “w la caccia alle balene” sarebbe – tranne che in Giappone – condannato senza appello. Non è neanche ipocrisia, è mancanza di lucidità e di ragionamento.

  5. aleudin:

    “…stai dicendo di fare esperimenti sui bambini?”

    ma scusa, dove lo hai letto?

    (ma ve lo insegnano a scuola quadri questo trucchetto di mettere in bocca agli altri quello che vorreste sentir loro dire? e da quando? …perché quando andavo all’oratorio io si usava con più delicatezza…)

  6. Forse, r&s, c’è un’altra domanda: quanti, nel mondo, sono stati allevati da coppie gay? E quanti ne conosci, tu? Perché, sai, non è così diffusa come disgrazia. Ma forse la tua realtà è un’altra.

  7. ecco, berlicche, vedo che ci stiamo avvicinando.

    forniscili tu questi dati.

    quanti sono stati allevati da coppie gay?

    quanti di essi sono disturbati e/o infelici?

    tale tasso è significativamente diverso da quello riscontrato nel gruppo di controllo, ovvero i figli di sante famiglie come dio comanda?

    …avanti, berli’. mentalità da ingegnere, mi raccomando.

  8. Ecco la risposta, r&s: tu non ne conosci NESSUNO. Come abbiamo ampiamente visto nelle scorse settimane poni casi inesistenti e poi sfidi a dimostrarli. Bene, vivi pure nel tuo mondo. Noi viviamo in questo.
    Ah, e il post parla d’altro.

  9. …veramente ne conosco uno*, de facto se non de iure. ma non lo scodello perché a parte il fatto che non posso fornirne le generalità perché lo si possa controllare**,

    è evidente che una* rondine fa poca primavera.

    sei tu che poni casi inesistenti: orde di derelitti allevati da coppie gay.

    …sempre con la massima deferenza alla Corporazione degli Ingegneri, sia chiaro.

    * due (10), per pedanteria: due (10) gemelli
    ** non voglio ridurmi a fare quello che “ehi ho conosciuto uno nel seicento che j’è ricresciuta la gamba – questa è la parte tua in commedia

  10. @Riccoespietato

    pensavo che intendessi dire: “siccome tutti gli psicopatici etc non sono stati allevati da coppie gay chessaràmai? proviamo…”

    Non è così?

    Creare orfani, per quanti “genitori si possa avere” è bene o male?

    Privare un bambino di due esempi differenti fornendone uno solo è bene o male?

  11. aleudin:

    “pensavo che intendessi dire: “siccome tutti gli psicopatici etc non sono stati allevati da coppie gay chessaràmai? proviamo…”

    Non è così?”

    evidentemente, non è quello che ho scritto.

    “Creare orfani, per quanti “genitori si possa avere” è bene o male?”

    questa frase mi è incomprensibile. se vuole essere una vera domanda e non una supercazzora per favore riformulamela in termini più semplici; e già che ci sei tieni conto, se vuoi, del fatto che a me la scheda del bene e del male mi si è bruciata più di vent’anni fa.

    “Privare un bambino di due esempi differenti fornendone uno solo è bene o male?”

    …non ti faccio responsabile di non conoscere il mio pensiero precedentemente espresso in proposito anche in questa sede; non mi credo mica Aristotele…!
    perciò te lo riassumo: in questo ambito non esistono né il bene né il male, epperò esiste “il peggio”: l’ORFANOTROFIO.
    rispetto all’orfanotrofio, “fornirne uno solo” non sarà bene, forse.
    però è meglio.

  12. @Riccoespietato

    Dipende: se l’orfanotrofio è di qualità e gestito con amore il bimbo avrà tanti genitori e tanti fratelli, una grande e bella famiglia, tanto vale farlo stare lì o no?

    Inoltre i numeri parlano chiaro: non c’è alcun bambino lasciato in orfanatrofio per la carenza di richieste d’adozione che superano abbondantemente “l’offerta”. Quindi il problema nemmeno si pone.

    Privare volontariamente i bambini della loro madre o del loro padre (uteri in affitto, eterologa, etc.), cioè renderli orfani, è meglio o peggio rispetto ad una tanto vituperata famiglia biologica?

  13. @r&s
    Una curiosità…tu credi sia giusto acquistare o vendere un bambino? Visto che sei ricco e spietato non penso tu abbia problemi a dichiarare il tuo pensiero! ;) Dopo..e alla luce del tuo pensiero si discute

  14. @Ricco e spietato
    “evidentemente, non è quello che ho scritto.”

    Spiegami cosa hai scritto, chiaramente non ho capito.

  15. Facciamo una novena per ricco e spietato e poi non rispondiamogli più per tutta la vita. Può darsi che ne troverà giovamento.

  16. aleudin:

    ” se l’orfanotrofio è di qualità e gestito con amore il bimbo avrà tanti genitori e tanti fratelli, una grande e bella famiglia, tanto vale farlo stare lì o no?”

    ah, va bene, facciamo il gioco dei se. io rilancio:

    d’altra parte anche essere adottato da jodie foster e gentile signora potrebbe essere una bella botta di culo. o no?

    “Spiegami cosa hai scritto, chiaramente non ho capito.”

    no, sei tu che devi mostrarmi dove ho scritto

    “siccome tutti gli psicopatici etc non sono stati allevati da coppie gay chessaràmai? proviamo…”

    o almeno spiegarmi cosa avevi fumato quando lo hai letto. non dico il principio attivo o il nome commerciale, ma almeno il telefono del pusher.

    elelai80:

    “Una curiosità…tu credi sia giusto acquistare o vendere un bambino?”

    a me personalmente ripugna, ma non mi aspetto che le leggi si facciano per assecondare i miei gusti e le mie superstizioni.

  17. mario, tesoro, grazie. ma una novena è troppo. un pateravegloria basta e avanza.
    (me raccomando il pater in versione originale – apparte che me piace deppiù, nun so’ mica tanto convinto che dio abbia cambiato idea sulle tentazioni, sai?)

  18. @riccoespietato

    intanto la mia era appunto una domanda.

    “…e infatti io continuo a chiedermi quanti

    fra i ladri, gli ipocriti, i prepotenti, gli iuventini, gli psicopatici – insomma, gli stronzi in genere – che ci sono IN ATTO*, ovvero i presenti** ***, non i futuri ed ipotetici

    sono stati allevati da coppie gay.

    e continuo a rispondermi: NESSUNO. almeno fra quelli che conosco io.”

    cosa significa questo paragrafo?

  19. Dalla tua risposta al gioco del se deduco che io e te abbiamo una idea decisamente diversa su cosa sia importante e cosa no.

    Continuiamo con il gioco: Tu venderesti per una vita agiata il ricordo dei tuoi genitori bio?

  20. “Sarebbe stato molto diverso se, invece di mio padre, avessi avuto due volte mia madre.”

    Però nessuno propone di clonare le donne e farle sposare tra di loro o di dare in adozione bambini a coppie di gemelli/e. La domanda che devi farti è: i diversi contributi che hanno dato i tuoi genitori alla tua educazione sono riconducibili esclusivamente, o prevalentemente, al loro sesso?

  21. xQuente: al loro sesso (al loro essere padre e madre, due cose differenti) mediato attraverso la loro personalità.
    Ma anche tu sei fuori tema: lasciamo stare la mia, quel è la TUA personale esperienza? (non sei obbligato a rispondermi, mi basta che ci pensi onestamente)

    Naturalmente la risposta è anche per altri che stanno vagando nel reame della fantasia, dimenticandosi la loro concretissima vita.

  22. aleudin:
    il paragrafo significa: nessuna delle persone in qualche modo spregevoli di mia conoscenza è stata allevata da coppie gay.

    …è più chiaro così?

  23. chiaro è chiaro ma non capisco cosa significhi nel senso di “qual è la morale?”

  24. qualunque sia la morale, tu sei autorizzato a trarla e anche a immaginarla, ma non a metterla in bocca a me.

    come puoi vedere, se ho qualcosa da dire posso fare da solo.

  25. ah aleudin:

    scusa, m’era scappato il seguito del gioco…

    “Tu venderesti per una vita agiata il ricordo dei tuoi genitori bio?”

    avoja. ma – considerato che un soffio di alzheimer può strapparmelo oggi stesso – non solo per una vita agiata. anche per un pacchetto di svapore. pure cominciato, guarda.

  26. mi tocca ripetere che ti avevo fatto una domanda, appunto per sapere dove andavi a parare.

    Non ti ho messo in bocca nulla, ho chiesto, bastava rispondere si o no.

    Tornando a noi:

    “nessuna delle persone in qualche modo spregevoli di mia conoscenza è stata allevata da coppie gay.”

    E quindi?

    ovviamente puoi anche non rispondere.

  27. @Riccoespietato

    riguardo al gioco: a ok allora hai vinto.

  28. aleudin,
    adesso si vede la domanda.

    mi secca molto essere didascalico – questo è campo di berlicche, soprattutto qui – ma anche alla luce di tutto il tempo che mi hai dedicato, avrai la tua risposta:

    la mia osservazione sugli spregevoli era riferita al post di berlicche (lo hai letto, vero?) e in particolare alle proposizioni

    “L’importante è che voi, proprio voi e nessun altro per voi, giudichiate in base a quello che è stato, quello che è reale.”

    da me già richiamata
    e

    “…se una coppia dello stesso sesso possano essere genitori adeguati.”

    “e quindi”

    il mio intervento significa:

    secondo la mia esperienza (proposizione uno) del reale la coppia di genitori eterosessuali HA GIÀ DIMOSTRATO chiarissima inadeguatezza al compito, allevando ogni tipo di gente spregevole.

    “e quindi”

    può darsi che le coppie gay (proposizione due) riescano a essere all’altezza; ma per ora non ho riscontri;

    (e comunque dovranno impegnarsi a fondo, direi)

  29. (in quanto al gioco rifiuto la vittoria e ti offro invece la seguente onorevole patta:

    accetto il tuo orfanotrofio di qualità e amore,

    ma

    ci devi aggiungere cab calloway che mi “insegna l’arpa in cantina”)

  30. “può darsi che le coppie gay (proposizione due) riescano a essere all’altezza; ma per ora non ho riscontri;”

    Io invece, da padre, ritengo che aggiungerebbe ulteriore difficoltà.

    Per quanto riguarda l’orfanotrofio-top-class la mia era una estremizzazione che però aborro.

  31. Caro r&s, la prossima volta leggi meglio il post. La domanda era “una coppia eterosessuale è davvero assolutamente interscambiabile con una omosessuale nel ruolo di genitori?”
    Tu ti sei posto una domanda diversa e, ragionando ideologicamente, ti sei dato la risposta.
    La sola cosa che sei riuscito a dimostrare è il tuo distacco con il reale, con le esperienze vere che io, aleudin, gli altri lettori in generale hanno. Esperienze di madri e padri, la propria mamma o papà.
    Mi dispiace per te, davvero, che tu non riesca a pensarci.

  32. “La domanda era “una coppia eterosessuale è davvero assolutamente interscambiabile con una omosessuale nel ruolo di genitori?” ”

    ma no, berli’.
    chiama il berlicche che sa leggere e chiediglielo, se non vuoi credere a me.

    nel post c’è scritto:

    “Non stiamo discutendo se un omosessuale possa essere un buon genitore, ma se una coppia dello stesso sesso possano essere genitori adeguati.”

    (voglio essere generoso e offrirti un pretesto per censurarmi:

    quando nel millennio passato ero io stesso un bluesino brotherino, le mie pinguine mi dicevano spesso

    “chi non capisce la sua scrittura è un asino di natura”.

    …non oso immaginare che animale avrebbero tirato in ballo per uno che non cqpisce la sua scrittura STAMPATA…)

  33. Caro r&s, hai continuato a leggere dopo la prima riga?

  34. @r&s Ti ripugna la compravendita di un essere umano.Io ci rifletterei un po’ su questo tuo sentire. Perchè il tuo sentire nasconde spesso maggiore verità delle mille parole che scrivi in tutti i post.Se fossi nato 2500 anni fa, con buona probabilità il tuo senso di ripugnanza non ci sarebbe stato.Ma ohibò…che piaccia o meno, è nato Cristo e le cose sono cambiate…tanto che perfino chi mozzava le teste dei preti gridava Egalité, Fraternité. Ora, se due uomini vogliono un figlio, o se lo comprano, o se lo comprano. Fammi un fischio quando l’evoluzione fa un nuovo salto e ci riproduciamo ‘stile ameba’.
    Ti prego solo una cosa ..non tirare in ballo la solita storia lacrimevole dei bambini in orfanotrofio( ormai peraltro chiusi da tempo)… ah dimenticavo, sei ricco e spietato quindi mi risparmierai la solita solfa. :D

  35. Grazie, è questa la strada, l’esperienza personale. I migliori risultati nel far prendere coscienza anche io li ho avuti grazie alla storia dell’altro, colui con cui discutevo.

  36. “Caro r&s, hai continuato a leggere dopo la prima riga?”

    maccerto berli.

    come dicevo sopra ad aleudin, io non mi credo aristotele.

    ma tu continua pure a crederti santagostino.

  37. Oh, r&s, io so chi sono, non certo S.Agostino. E tu certo non sei Aristotele, ma uno che non è neanche in grado di interrogare la propria esperienza personale per capire la realtà. E che crede di sapere cosa dice un articolo meglio di chi l’ha scritto. Vedo un nesso in tutto questo. Converrebbe che pure tu lo vedessi.

  38. @r&s
    Sai dirmi nel corso del 2015 quante vittime della strada sono addebitabili a guidatori sotto i 14 anni?

    E in merito al computo degli spregevoli allevati da mamma e papà, mi pare tu tralasci viziosamente dalla logica del tuo ragionamento i pregevoli

  39. povero&misericordioso

    @r&s
    che stai a fa qua? seriamente, che ci stai a fa?

  40. “una coppia dello stesso sesso possano essere genitori adeguati al bambino” tendenzialmente penso anche di no, ma siamo commissariati dall’europa ormai da cinque anni e la sovranità nazionale vaga nel reame della fantasia. peraltro esistono già molti altri tipi di coppie, pur non intrinsecamente sterili, poco adeguate ai figli e che non si pensa di sterilizzare a forza in base a un family planning statale (persone che vivono in strada, con problemi economici, di salute, fisica e non, con dipendenze, famiglie divise o allargate, o banali psicopatie borghesi etc). quindi alla fine il tema è come accostarsi a una qualsiasi situazione ”strana” in una famiglia, o para-famiglia, che volente o nolente si viene a creare. se io bambino che vivo un disagio anche grave mi sento rispondere “vabbe’ ma in famiglia…finché non fate le orge va tutto bene!” acquisisco un modello di autorità fondato sull’obbedienza e sull’omertà che va bene in stato di guerra, ma non è né vero, poiché ipostatizza l’autorità, né mi aiuta perché non mi consente di riconoscerne gli errori e di contestarli, e viceversa da genitore non mi prepara a migliorarmi ascoltando i feedback né a confrontarmi con famiglie simili, o anche diverse.
    ba

  41. Strani certi modi attuali di ragionare intorno al sesso.
    A seconda di ciò che voglio sostenere
    – un giorno posso froidianamente dire che nella differenza sessuale in cui si innesta ogni singola esistenza umana, risiede la forza che plasma tutto il suo equilibrio psicofisico,
    – il giorno dopo, per stare dalla parte dei diritti gay, posso declassare la differenza sessuale a mero accessorio, senza alcuna reale importanza nemmeno nella formazione di una qualche forma di famiglia.

  42. Ba,

    ma che c’entra sterilizzare le famiglie con gravi disagi economici e/o di salute dei coniugi-genitori? Perché il negare l’adozione alle coppie gay dovrebbe necessariamente inquadrarsi in una società il cui ordinamento giuridico prevede la sterilizzazione più o meno forzata di simili famiglie pesantemente segnate dal disagio e dall’incapacità di superarlo con le loro proprie risorse, senza aiuti esterni di alcun tipo? Dove vede la stringente consequenzialità logica tra le due impostazioni legislative?
    Non capisco.
    Né mi sembra che impedire, per via legislativa, alle coppie gay di strumentalizzare per il proprio tornaconto i corpi di terzi (acquistandone lo sperma, o gli ovuli o prendendone a noleggio l’utero) debba NECESSARIAMENTE implicare la concessione — legalmente riconosciuta e tutelata — ai papà e alle mamme etero di maltrattare, trascurare, angariare in qualsiasi modo i figli, purché si astengano dallo stuprarli o coinvolgerli anche solo visivamente in “orge”, come da lei scritto.
    Di nuovo, lei crea nessi logici sulla base di sue fantasie o, nella migliore delle ipotesi, opinioni,
    Opinioni che io sarei portata a definire calunniose.
    Ma è solo una mia opinione, naturalmente.

  43. “E che crede di sapere cosa dice un articolo meglio di chi l’ha scritto.”

    berli’ l’articolo dice

    Non stiamo discutendo se un omosessuale possa essere un buon genitore, ma se una coppia dello stesso sesso possano essere genitori adeguati.

    se però intendeva dire un’altra cosa, semplicemente: è scritto male. fattene una ragione.

    “Vedo un nesso in tutto questo. ”

    eh lo so. non è da oggi che so che tu vedi cose che non esistono. ma mi piaci per questo, non cambiare.

  44. bri:
    1) no.
    tu sai dirmi quanti portieri under15 sono mancini? oh, solo in europa, lascia perdere le altre federazioni; però se mi dai i dati disaggregati maschi/femmine ottieni un bonus
    (attinenza più o meno pari, direi…).

    2) è vero.
    …è che le persone pregevoli sono troppo facili da contare.

  45. povero&misericordioso:
    (l’aveva già detto mario tempo addietro, questo. se non sei lui sei un copione, sallo)

    …ho l’influenza, porco qua e porco là. se no sarei fuori a vivere. a correre, probabilmente.
    pregate per me.

  46. @r&s
    Attinenza pari intenzionalmente a quella della tua domanda del primo post.
    Se tu esprimi l’opinione ragionata che dato che le coppie etero han dato ampia prova di essere inadeguate al compito e quindi può darsi che le coppie omo riescano ad essere all’altezza
    Io esprimo per analogia l’opinione che dato che i guidatori maggiorenni hanno ammazzato caterve di persone dando prova della loro inadeguatezza alla guida può darsi che i tredicenni riescano ad essere guidatori migliori e pertanto in mancanza di riscontri propongo di patentarli

    Che attinenza ha tutto ciò? Nessuna proprio come il valore del tuo ragionamento. Perdona la sincerità

  47. marilù, mi pare di non aver detto quanto lei ha compreso
    ba

  48. @r&s
    Dimenticavo di rispondere alla domanda sui portieri mancini. Di seguito i dati per anno di nascita:
    – 2002 – tutti quelli non destri e non ambidestri
    – 2003 – idem
    – 2004 – idem

    Non è che se giochi a fare il fenomeno dialettico non ti si possa pigliare in giro spero :-)

  49. tanto per chiarire sono contrario al commercio di sperma, ovuli, sangue e organi umani ben da prima che un conoscente mi mostrasse la sua collezione di reliquie acquistate su ebay.
    sarei pure sufficientemente contrario alla schiavitù, alla prostituzione, al nolo dell’utero, alle nutrici, le babysitter, le lezioni private, i contratti a progetto, il lavoro nero e le false partite iva. putroppo però la filosofia di vita di barbara d’urso se lo desideri accade almeno per me non ha mai funzionato :(
    la frase sulle orge non era una mia deduzione illogica ma un riferimento all’esperienza come si suggeriva nel post. non le preciso il contesto in cui è stata pronunciata per quanto non sarebbe una calunnia. il salto logico da opinione sulla realtà a proposta di legge poi è tutto suo
    ba

  50. accidempoli, bri,

    duns scotus t’ingrassa i scarpini, a te. altro che berlicche…

    mi dichiaro disarmato, vinto e convinto.

    vado subito a cercare un confessore, e poi una portasanta aperta di sabato pomeriggio, anche se non sarà facile.
    e se cammin facendo mi imbatto in un sodomita, lo allontano dal popolo e lo metto a morte; non dubitare.

    (a parte: quanto agli autisti preadolescenti:
    da un po’ mi chiedo, in effetti, se sarà spazzato via prima il matrimonio dalla popolarizzazione dell’analisi del dna
    o
    il feticcio dell’automobilismo dalla guida robotizzata.
    tu che ne pensi?)

  51. ” non perché uno dei miei genitori fosse inadeguato, ma perché erano complementari. Complementari perché erano e sono un maschio e una femmina.

    Immagino che la complementarietà non riguardi esclusivamente la varietà fenotipica, il dimorfismo sessuale (per parlare come mangio, l’abbinamento di cazzo, figa e tette), ma che più verosimilmente indichi la presenza articolata di elementi caratteriali, di temperamento che mediamente si possono incontrare in una coppia di persone (nella fattispecie, eterosessuale).
    Se si parla di questo, e non ho dubbi che sia così, temo che tali caratteri non siano immancabilmente sussistenti, divisi e distribuiti tra i due componenti della coppia etero come i modelli ideali maschili e femminili (e come le connotazioni più ataviche dei due tipi di cervello) ci vorrebbero far credere.
    Anzi – visto che qui si parla di esperienza – la mia mi insegna che le cose spesso vanno molto diversamente, e che la tenerezza, la dolcezza, la comprensione, l’autorità, la fermezza, il carisma ecc. (tutti elementi che contribuiscono alla crescita dell’individuo) mica si incontrano nel componente in cui ci aspetteremmo di trovarli sulla base dei modelli di cui sopra; e, a volte, sono assenti in entrambi i genitori, anche se sessualmente assortiti.

    Per questa ragione non sono contrario all’omogenitorialità, almeno finché non emergono evidenti e incontrovertibili controindicazioni (immagino che lo scopriremo nei decenni prossimi, omertà permettendo).

    Diversamente – ma non vorrei allargare troppo il discorso – ho fortissime perplessità sulla pratica della madre surrogata (quindi a prescindere dalle coppie omo), perché vedo la consuetudine* del distacco del neonato dalla gestante subito dopo la nascita come una frattura psicologicamente veramente molto pericolosa per il primo. Crudele, addirittura.

    *sempre che le cose stiano effettivamente così

  52. @r&s
    Penso che la febbre può scendere così come salire

    (A parte: quel che fai ai sodomiti son fatti tuoi che non divulgherei)

  53. “quel che fai ai sodomiti son fatti tuoi che non divulgherei”

    e perché no? se qualcosa va storto posso sempre dire “following orders” come eichmann e cocciolone…

  54. Caro Marcoz, è verissimo quello che dici (mia mamma si è sempre definita “una vera donna con le palle”), ma mettiti una mano sul cuore e dimmi: tu priveresti volontariamente un bambino dell’abbraccio, delle carezze e del calore di una madre (naturale o adottiva)?!

  55. Edo, istintivamente, d’acchito, direi no, non lo farei.
    Ciononostante, non riesco a evitare di sospettare che il mio immediato sentire sia mosso sensibilmente da una elaborazione a posteriori (per la mia storia, la mia esperienza, per la narrazione sui rapporti sociali a cui sono stato esposto), che mi fa presupporre una necessità che il bambino – tabula rasa – in realtà non ha. Come posso dare per scontato che un bambino piccolo (che non si pone questioni come se le possono porre gli adulti “contaminati”) non trovi altrettanto scontate e soddisfacenti l’abbraccio, le carezze e il calore di due maschi, così come nella mia esperienza è stato soddisfacente il mio rapporto con una femmina?
    Il problema, semmai, è quanto dicevo prima, cioè l’interruzione prevista nella prassi dell’isteroprestito, tra gestante e neonato (questione che non si pone nei casi di individui non “ordinati” ma dati comunque subito in adozione, dove questa interruzione c’è già stata).

  56. Non ti nascondo che per me tutto quello che dici è una follia.
    Nella prima parte non si capisce perché negare ad un bambino l’abbraccio e l’affetto di un padre e di un madre (naturali o adottivi), così come, grazie al cielo, li ho avuti io e spero li abbiano tutti i bambini. Cioè stiamo parlando di una madre, la persona forse più importante della nostra vita, che ci ha messo al mondo, che ci ha allattati e nutriti per prima! Se vado a chiedere alle 7 miliardi di persone che abitano questo bel pianeta, sono certo che tutti sanno che cos’è una madre. Per te, quindi, non è una violenza o una tortura impedire ad un bambino di dire “mamma”?! Dimmi una parola più naturale, più connaturata all’essenza umana di questa? Non è forse la prima parola che un bambino impara?! Chissà perché? Mi sembra veramente di star parlando di aria fritta e non della realtà: ma da chi sei nato? Da chi nasciamo e perché nasciamo proprio così? Ci sarà un motivo, no?! Non ti basta il buon senso a capire che, se un bambino deve chiamare mamma un uomo, avrà qualche problemino in più degli altri a rapportarsi con l’altro sesso? Mettiamoci a fare esperimenti su bambini, perché no? Guardare in faccia la realtà e prenderne atto sono troppo difficili?

    Nella seconda parte prendo atto che per te la donna è comodamente riducibile ad un’incubatrice ed il bambino ad un pacco che si può ordinare, salvo fare attenzione a non allontanarlo troppo velocemente da chi lo ha portato in grembo nove mesi: non si sa mai che il bambolotto resti traumatizzato a non avere il calore e il latte della madre, pardon, della gestante! Se non restasse traumatizzato, non si capisce perché la maggior parte degli orfani ricerchino ossessivamente le proprie origini. Nel momento in cui dalla notte dei tempi nasciamo tutti da un padre e da una madre, di cui conserviamo le caratteristiche fisiche e psicologiche, ci vuole evidentemente un genio o una laurea per capire che creare degli orfani a tavolino (per amore, of course) potrebbe, eh, potrebbe creare dei problemini alla merce, che magari un giorno potrebbe chiedersi (dannazione!) perché è così e non cosà, e soprattutto dove ha la madre o il padre.

    Spero che tu possa ritornare alla realtà (soprattutto sul rapporto tra madre e figlio) leggendo questo articolo: http://www.magdicristianoallam.it/blogs/verita-e-rivoluzione/il-bambino-ha-bisogno-di-una-madre-e-di-un-padre-naturali-se-non-volete-concepirlo-lasciate-perdere.html

  57. “milioni di farfalle”

    una fonte davvero inattaccabile.

    (io sono sempre stato convinto del fatto che la mamma in indoeuropeo si chiama così perché “ma” è uno dei primi suoni che il bambino riesce a emettere – ma magari è nata prima la gallina, e me potrei sbaja’…)

  58. &r&s
    Orders di chi?

  59. @Edo

    ”Non ti nascondo che per me tutto quello che dici è una follia.”
    Anch’io vedo cose folli, in giro. Ti posso capire.

    non è una violenza o una tortura impedire ad un bambino di dire “mamma”
    Messa in questi termini, direi proprio di no.

    ”perché nasciamo proprio così? Ci sarà un motivo, no?
    Stiamo per imbarcarci in una digressione infinita su Progetti Intelligenti o su cosa è naturale e cosa no, con te che fai il giusnaturalista e io che tiro in ballo la questione essere/dover essere di Hume? Spero di no.

    ”Non ti basta il buon senso a capire che”
    Purtroppo il buon senso – a cui spesso sono tentato pure io di appellarmi – non basta (basterà quando inventeranno uno strumento per misurarlo).

    ”se un bambino deve chiamare mamma un uomo, avrà qualche problemino in più degli altri a rapportarsi con l’altro sesso?”
    Forse. Ma mi si dovrebbe spiegare perché, senza appellarsi a un generico “si è sempre fatto così” o simili. E portare dati a conferma della teoria.

    ”Nella seconda parte prendo atto che per te la donna è comodamente riducibile ad un’incubatrice”
    Se proporsi come madre surrogata ha un minimo di garanzia di equilibrio tra necessità/libertà di scelta (“legge” a cui, in un modo o nell’altro, sottostiamo tutti), per me la donna è libera di farlo.
    Tuttavia questo è solo un giudizio a sé stante sulla prospettiva della donna, limitatamente all’isteroprestito, che comunque è irrilevante riguardo le potenzialità positive o negative della c.d. omogenitorialità, che è il tema principale.

    ”non si capisce perché la maggior parte degli orfani ricerchino ossessivamente le proprie origini. “
    Ossessivamente? È un avverbio messo lì per caricare di significato quello che dici o è un dato reale documentato? E se sì, qual è la causa effettiva: una sorta di richiamo della foresta, una irrefrenabile – magari masochistica – curiosità, un risvolto del valore sociale attribuito alla discendenza o cosa?

    ”salvo fare attenzione a non allontanarlo troppo velocemente da chi lo ha portato in grembo nove mesi”
    Non ho affermato questo. Anche una prassi del genere mi convincerebbe poco.

    L’articolo segnalato in pratica ripercorre quelle che sono le mie perplessità riguarda l’utero in affitto, al quale proposito ho precisato, in relazione alla omogenitorialità, che la “questione che non si pone nei casi di individui non “ordinati” ma dati comunque subito in adozione, dove questa interruzione c’è già stata”, ribadisco, per cause estranee alla pratica dell’utero in affitto.

    Buona serata

  60. r&s
    Molto interessante la tua ipotesi. Allora ma (mater) / me (meter) / mo (mother) per apofonia?

  61. @Berlicche ‘Ma anche tu sei fuori tema: lasciamo stare la mia, quel è la TUA personale esperienza? (non sei obbligato a rispondermi, mi basta che ci pensi onestamente)’

    Ci ho pensato, onestamente. Posso arrivare a dire quali tratti di carattere ho (per imitazione o per DNA) ereditato dai miei genitori, e quali insegnamenti espliciti ho ricevuto, ma questo è evidentemente un livello molto superficiale di riflessione. Se mi chiedi invece di spiegare come quello che sono dipenda dai miei genitori, e ancora di più quali parti di me abbia in maggiore considerazione e come esse possano derivare dall’esempio materno e paterno, dovrei più che ‘pensarci onestamente’ fare un lavoro di introspezione che richiederebbe anni di analisi o la produzione di un romanzo proustiano.

    Quello che so è che i miei genitori erano e sono due persone diversissime, e che questa polarità è centrale nel modo in cui interpreto il mondo. Ma, almeno che mi venga in mente adesso, non trovo nessuna di queste qualità opposte che non riesca a immaginare in due donne o due uomini.

  62. la mia non è una ipotesi, è una congettura. sono un glottologo da settimana enigmistica.
    e comunque i bimbetti inglesi – sentiti con le mie orecchie – per quanto i grandi lo scrivano “mum” dicono mam. forse perché ancora non sanno leggere?

  63. L’archetipo umano consta di due tipologie costruttive, M e F. I due edifici sono per diversi aspetti simili, ma l’edificio F presenta delle varianti strutturali per attendere a funzioni non previste per l’edificio M.
    Queste varianti si ripercuotono sull’aspetto esteriore e sul “carattere” della costruzione, progettata per generare e alimentare al sua interno una nuova vita.
    Quella nuova vita, totalmente immersa in F, condivide lo stesso respiro e lo stesso nutrimento, partecipa delle stesse ansie in un rapporto, si potrebbe dire, di “comunione” che comprenderà perfettamente quando potrà anche “vedere dall’esterno” chi l’ha ospitata, e emetterà il noto suono labiale.
    Nessun maschio, nessuna provetta e nessun utero artificiale o preso in prestito, potranno fare lo stesso.

  64. “nessun utero artificiale (…) potr[à] fare lo stesso”

    Non ne sarei così sicuro.

  65. xQuente (e gli altri)
    Fermo immagine un attimo sulla tua ultima frase “non riesca a immaginare”.
    Il problema è esattamente questo: “immaginare”. Nell’istante in cui immaginiamo come “dovrebbe” essere una cosa ci siamo già allontanati da come la cosa è. Possono volerci anni, come affermi, a separare i contributi, oppure molto semplicemente ricordarsi di quando eravamo piccoli, e poi crescendo. Vostro padre avrebbe mai fatto le cose che faceva vostra madre, e viceversa? Marcoz, Quente, se si parla di studi scientifici, tu sai o dovresti sapere che ne esistono un sacco che evidenziano le immani differenze strutturale nel corpo e nella mente di donne e uomini, progettati per fini differenti. Un uomo, pur mettendoci tutta la buona volontà, molto difficilmente può sperare di riprodurre quello che il suo corpo e la sua psiche non sono attrezzati a fare.
    Ho passato la serata con persone diverse delle quali con figli in affido o in adozione. Abbiamo parlato delle difficoltà e dei problemi che si incontrano con questi ragazzini, di quelli che si sono sentiti rifiutati dai loro genitori originali, delle terribili sofferenze che si portano dentro. Dei bambini di coppie separate, di quanti sfracelli possa fare ai piccoli questo. Del fatto che un genitore da solo non riesce, per quanti sforzi sfaccia, a supplire l’altro.
    E si è parlato di visi e volti concreti, di facce e di nomi. Non teorie.
    Mi mettono i brividi coloro che su argomenti come questo discettano come se una madre fosse un concetto antropologico e non una persona viva, un figlio un diritto e non una persona viva. Ma che genere di infanzia hanno avuto, che mancanza d’amore hanno dentro? Che solitudine?
    Ma voi tutti che commentate, pensate un attimo quale dovrebbe essere il massimo per un bambino: una madre vera, un padre vero, una famiglia unita. Perché volete una legge che sancisca che non deve essere così? Consapevolmente, cioè, volete il male per un bambino?

  66. Berlicche,
    nei miei interventi ho lasciato ben poco spazio all’immaginazione, se di riflesso mi si vuole attribuire questo.
    Ho portato principalmente la mia esperienza di individuo della generazione del boom demografico degli anni ’60 che è stato molto a contatto con i coetanei e i relativi genitori.

    Non ho neppure negato la sussistenza delle differenze evoluzionistiche, di natura (“le connotazioni più ataviche dei due tipi di cervello”, scrivevo); solo che ho spiegato come la mia osservazione empirica mi impedisca di dividere con l’accetta il modello femminile da quello maschile, spogliati delle loro “apparenze”.
    Non ci si dovrebbe sorprendere di questo, perché ogni soggetto, al di là della sua manifestazione fenotipica, è portatore dei geni dell’altro, da cui la psiche del singolo – ognuno a modo suo – può subire influenze di vario genere.

    Inoltre, ho ribadito l’importanza del processo a cavallo tra la gestazione e le primissime fasi di vita del bambino, che evidentemente mi mette nella posizione di rifiutare il blocco dell’affermazione secondo cui la “mamma è un concetto” (posso accettarlo solo in parte per tutto ciò che sia evidentemente riconducibile a un costrutto culturale*, come potrete accadere per qualsiasi modello sociale).

    “Ma voi tutti che commentate, pensate un attimo quale dovrebbe essere il massimo per un bambino: una madre vera, un padre vero, una famiglia unita.”
    In questo passaggio si cela una petizione di principio.
    Posso solo replicare dicendo cosa ritengo importante, determinante (da cui non prescinderei mai, potendo) per un bambino: la salute, una famiglia unita – il più possibile armonica, in una situazione economicamente accettabile.
    Il resto è opzionale.

    Quindi, riassumendo, ribadisco la mia non contrarietà alla omogenitorialità di figli dati in adozione, mentre rimango sostanzialmente di segno negativo per la pratica dell’utero in affitto.

    *Per esempio, dove lo collochiamo, secondo il metro culturale medio di un italiano, il tosto soldato israeliano di cui ho visto la foto che, in una pausa del servizio e comunque in postazione con fucile in spalla, se ne stava tranquillamente seduto a ricamare un pizzo?

    P.S.: “Vostro padre avrebbe mai fatto le cose che faceva vostra madre, e viceversa?”
    Mio padre no. Però io faccio le cose che faceva mia madre e che, in teoria, dovrebbe fare mia moglie. Devo forse incominciare a preoccuparmi?

  67. “Ma voi tutti che commentate, pensate un attimo quale dovrebbe essere il massimo per un bambino…”

    berli’, ma tu davvero pensi che una legge – qualsiasi legge – deve regolare “il massimo”?

    cioè, tu pensi che dovrebbero vietare la circolazione di tutte le automobili che non siano rolls royce o lamborghini?

    e che nei forni dovrebbero vendere solo brioches?

    …in forza di legge?

    (se io dico: il massimo per un bambino è essere pronipote della regina di inghilterra E DUNQUE revocate la patria potestà a quel plebeo fallito di berlicche…?)

  68. Caro Marcoz, allora non dovresti essere tu a portare dati incontrovertibili sull’assenza di danni derivanti dalla “omogenitorialità”? A te il primo onere della prova, no? Bene, che cosa aspettiamo a trasformare i bambini in oggetti da laboratorio su cui sperimentare forme diverse di “genitorialità”? Perché non affidarne qualcuno a tre persone, che si amino ovviamente? La realtà vorrebbe che ci sono due sessi complementari per figliare e che, grazie ad un papà ed una mamma, il bambino impara a conoscerli e a rapportarsi con entrambi, ma noi siamo avanti e non vogliamo negare niente a nessuno, quindi, parafrasando Virgilio, “spargete bambini a piene mani”: basta che ci sia l’amore e tutto è possibile.
    E se venissero fuori danni più o meno gravi, cosa facciamo? Ci scusiamo con i bambini (che ormai saranno cresciuti) e offriamo loro tarallucci e vino?
    Forse non c’entra niente (e in questo caso me ne scuso con tutti) il paragone con l’esperimento che sembra essere stato fatto da Federico II su dei bambini (ne dà notizia la Treccani): per scoprire quale fosse la lingua originaria dei bambini, l’imperatore ordinò che alcuni di loro fossero allevati da balie mute, ma tutti morirono. Poveretti, esperimento miseramente fallito. Quei bambini hanno dato l’assenso a sperimentare su di loro? Qualcuno potrà risarcirli?

  69. No, r&s. Sto parlando di una legge in cui ti obbligano a mangiare merda pur avendo a disposizione del cibo vero e succulento. Per far piacere ai fabbricanti di merda, e ai loro amichetti che non sanno o non vogliono sapere cosa sia un buon pasto. Basta che ce l’abbiano loro.

    Marcoz, non sono i lavori che fai o non fai, o ricamare i pizzi che fanno di un uomo un uomo e viceversa. Se pensi questo direi che non ci siamo proprio capiti. Il ruolo della madre è accudire e proteggere il figlio piccolo, il ruolo del padre proteggerlo e insegnargli ad andare nel mondo. E poi staccarlo dalla madre e da sé e lanciarlo lontano.
    Questo fanno una madre e un padre, e quando non lo fanno la personalità del figlio cresce spesso patologica. L’ho visto molte volte. Per quanto un uomo possa atteggiarsi a mamma, non è una mamma. Non ha i cavi giusti, per così dire. Come la mamma non ha i circuiti per fare da padre. In caso di mancanza un figlio cerca di aggiustarsi, quando sono chiare le ragioni della mancanza; ma se riceve i segnali sbagliati, allora il suo cervello non riesce più a interpretare correttamente gli impulsi, e tutto comincia ad andare storto.
    Non è una petizione di principio. Te lo ripeto, sono cose viste. Sono cose conosciute, se appena si affronta l’argomento con realismo e non ideologia.
    PS: sono cresciuto sapendomela cavare da solo, e questo comprende cucinare, lavare, spazzare e via (solo no stirare, odio stirare). Sono cose che faccio spesso, specie visto i rispettivi orari di lavoro e la necessità di casa. Non mi sento per niente sminuito nella mia mascolinità. Ma nel confronto con i figli, indubbiamnete il mio ruolo è padre, quello di mia moglie è madre, perché siamo fatti così. Dentro.

  70. Il ruolo della madre è accudire e proteggere il figlio piccolo, il ruolo del padre proteggerlo e insegnargli ad andare nel mondo.
    Berlicche, le cose non vanno sempre così. Gli individui che ho conosciuto, cresciuti in ambienti dove questa suddivisione di ruoli non è stata rispettata, non sono diventate persone disturbate.
    Mi correggo, scusa: sono disturbate nella media.

    Se adesso mi dici che la mia casistica non è sufficientemente rappresentativa, non potrei certo obbiettare, però ti ricorderei che ho seguito la tua esortazione a guardare all’esperienza.

  71. “Sto parlando di una legge in cui ti obbligano a mangiare merda pur avendo a disposizione del cibo vero e succulento.”

    la miseria fa proprio questo (il cibo succulento è dietro a una vetrina dietro a un viglilante armato) con tutti da sempre.

    ah, se voi bravi figli di dio impiegaste contro di lei un centesimo delle energie che dedicate a tenere quattro froci lontani dalla pensione di reversibilità…

  72. Edo, non vorrei ricevere, di questo passo, la richiesta di dimostrare l’inesistenza degli unicorni rosa.
    Ma mettiamo pure da parte l’epistemologia.

    Per il momento la prevalenza dei contributi in tal senso, cioè se l’omogenitorialità sia per costituzione e in concreto dannosa al bambino, tendono a escludere una spiccata differenza rispetto alle situazioni etero.
    Devo dire, comunque, che mi pare molto presto per tirare somme conclusive, e che personalmento prendo questi primi giudizi con le pinze.

    Per quel che riguarda ciò che identifico come principio di prudenza, se lo volessimo applicare a 360 gradi, anche in forma retroattiva, faremmo una lista di cose (compresa la macchina che ci consente di comunicare) la cui stesura ci impegnerebbe fino a dopodomani.
    Il punto è che non tutti diamo la stessa stima di quale sia la soglia oltre la quale dovrebbe scattare il diveto assoluto.

    Introducendo l’elemento del risarcimento, metti il dito nella piaga.
    Ma di tutti tutti, mica solo dei bambini cresciuti in famiglie omo.

  73. la miseria fa proprio questo (il cibo succulento è dietro a una vetrina dietro a un viglilante armato) con tutti da sempre.
    Certo: sono i tuoi amici, ricco e spietato. Vediamo tutti da che parte stai.

    Marcoz, se questa è davvero la tua esperienza, veritiera, confermata, analizzata e giudicata, bene. Io ho esperienze diverse.
    Interessante, quel “disturbate nella media”. Mi domando cosa intendi, con media.

  74. Intendo dire che nessuno può affermare con certezza di non avere qualche “paturnia”. L’importante è che questa non diventi patologica e che, per qualche ragione, rappresenti un fattore sensibilmente invalidante rispetto a uno standard accettabile di “operatività” della psiche del soggetto e dei rapporti con gli altri.

    Nanetto.
    Ricordo una puntata di una trasmissione radiofonica dove uno psicologo rispondeva alle domande degli ascoltatori.
    Si presentò una donna, una casalinga con marito e figli, che confidò con tono un po’ preoccupato come tutte le mattine sentisse la necessità di alzarsi presto e lavare i pavimenti della zona giorno. Allorché lo psicologo chiese se la donna vivesse male questa situazione e se, in qualche modo, ciò fosse fonte di problemi con gli altri componenti della famiglia; quindi, al responso negativo dell’ascoltatrice su tutta la linea, le disse più o meno: “E allora, signora, di che si preoccupa?”

  75. Marcoz, io vedo che quando non c’è stata una madre che stesse dietro loro come madre da piccoli, i figli sono cresciuti incapaci di amore, o così assetati di attenzioni da cercarle ovunque. Se il padre è stato assente nessuno ha dato loro le regole, e la mancanza di regole è stata letale crescendo. Se la madre era forte sono diventati incapaci di rapportarsi con il mondo, mammoni o peggio, viziati.
    I bambini sono esserini elastici, quando manca qualcosa lo cercano disperatamente. Individuano qualcuno che sostituisca quello che è stato sottratto loro. A volte lo trovano, non sempre. Ma mi spezza il cuore vedere la loro sofferenza.
    Forse talvolta siamo così abituati all’anomalo che non riusciamo neanche più a vedere come le cose è giusto che siano.

  76. berli’ ma quel problema è tuo. io, spietato o no, non ho mai sostenuto* che tutti dobbiamo avere il meglio o niente. grattatela da solo ‘sta rogna…

    * io semmai proclamo che “il gioco è assurdo e l’unica mossa giusta è non giocare”, ma sospetto che questo ti orripilerebbe addirittura più della pensione di reversibilità a i froci.

  77. Quanto illustri sarà sicuremente un esito delle possibili combinazioni di “reazione chimica” tra temperamenti, figure famigliari e ruoli sociali poi.
    Tuttavia se guardo alla mia esperienza diretta (mi limito a questa di cui ho certa padronanza) gli effetti da te illustrati sono stati totalmente disattesi (padre inesistente sotto il profilo educativo, finché poi non ci ha lasciati – nel senso che è morto – quando ero adolescente; madre caratterialmente forte e decisa nel sostituirlo).

  78. Io mi son sicuramente perso qualcosa nel corso del dibattito

    Se la domanda è da chi deve essere cresciuto un bimbo, la risposta è “dai suoi genitori” con tutte le imperfezioni del caso
    Se il ragionamento è su chi possa allevare MEGLIO un bimbo già si va nell’assurdo di cercare qualcosa che non ha senso: forse anche la sofferenza di una giovane vita porterà molti frutti da adulto, quindi cercare il meglio che vorrebbe dire?

    Il punto per tornare all’intro del post e cioè se una coppia dello stesso sesso possano essere genitori adeguati è che questo dubbio è già mal posto. Non sono infatti nè mai lo saranno una coppia di genitori (che è il vero concetto antropologico) pur essendo coppia e pur potendo essere rispettivamente genitori. Potranno al più essere rappresentanti di una sola delle due metà della coppia maschio-femmina cui è lasciato in dono da sempre la possibilità di generare prole. Ergo, qualcosa deficiterà per natura. Sic et simpliciter.
    Quindi, al di là delle possibili risultanze del loro amore per i piccini, la risposta logica deve essere solo e unicamente no.

    Oh, poi c’è la vita vera, e gli orfani, e gli uteri, e i padri ubriachi, e le mamme single … ma … tutte cose che vengono dopo l’essere coppia di genitori … e scusate se mi ripeto … non serve cercare il meglio. Non è cosa del gioco della vita. Basta non consentire di voler imporre a un bambino il già non adeguato in partenza. Voler imporre a un bambino, ho scritto.

  79. R&s, infatti tu sostieni che si debba avere la merda invece del cibo, perché …perché…il perché non mi è chiaro. Forse dovresti dircelo tu. Dal mio punto di vista, imporre il meno quando si ha la possibilità del di più è la definizione di male.

    Marcoz, non voglio certo entrare nel tuo privato, però pensa a due cose. Primo, chi ti ha insegnato il rispetto delle regole, chi ti ha spinto fuori da nido, per così dire. Se sei stato spinto (non ti conosco). E poi se non avresti desiderato un padre che su questo ti educasse – anche se, di fatto, con l’adolescenza il ruolo diretto dei genitori termina. No, non rispondermi, ragionaci solo su.

  80. “R&s, infatti tu sostieni che…”

    gnente da fa’. è proprio un imprinting. l’hai succhiato col latte di mamma.

    …fossi stato allevato da due camalli di la spezia magari questo tic non ce l’avresti, va’ a sape’…

  81. Ci ho ragionato, Berlicche. Il risultato è che confermo quanto detto in precedenza.

  82. Va bene, Marcoz. In effetti, le nostre vedute in merito a quanto sia bene e male divergono abbastanza da dire “ci sta”.

  83. Sul bene e il male, su cosa sia lecito e cosa no, legge naturale eccetera mi pare che io e te la pensiamo in maniera abbastanza discordante, giusto? Quindi è senz’altro possibile che questa nostra disparità di vedute sorga dalla maniera in cui siamo cresciuti.

  84. È un’eventualità che va messa senz’altro in capitolato, in assenza di un’analisi comparata delle nostre due storie che possa in qualche modo escluderla.

  85. Ba,

    ammetto che non avevo capito che la storia del “vabbe’ ma in famiglia…finché non fate le orge va tutto bene!” (suo commento del 5 febbraio alle 20:33) non si riferiva a una ipotetica vignetta di Vauro o comunque a uno stereotipo del bravo ragazzo cresciuto in una — stereotipata — famiglia tradizionalista; non avevo proprio capito che si trattava di un caso particolare da lei conosciuto e citato, spiacente (soprattutto per il bambino/la bambina in questione).

    L’uso dell’aggettivo “calunnioso” è dipeso da una scelta infelice del termine da parte mia, prima ancora che da una incomprensione della faccenda di cui sopra; intendevo infatti dire che una visione così angusta e distorta dell’educazione impartita ai figli da parte delle famiglie etero e — per di più — contrarie ad attribuire ruoli genitoriali adottivi a coppie gay, è pregiudizievole, caricaturale, denigratoria.

    Ma ora che apprendo che lei parlava di una famiglia eterosessuale particolare, e non di TUTTE o almeno di molte fra quelle che finora le è capitato di conoscere e osservare, sono rincuorata: di certo lei non vede nella genitorialità gay la soluzione auspicata all’evidente, dilagante incompetenza dei papà e delle mamme oppressi e menomati da un fenotipo e un genotipo così banalmente e conformisticamente accordati l’uno all’altro.

    Quanto al riferimento alla proposta di legge, è lei che nel suo primo commento del 5 febbraio (ore 22:33) ha esordito parlando di comunità europea e sovranità nazionale, per introdurre tutto il resto delle sue considerazioni. Strano tipo di esordio, per chi non intende far nessun riferimento alle leggi in discussione (da noi) o già approvate (all’estero) sul tema in oggetto.

    Nel suo ultimo intervento, poi — quello del 6 febbraio alle 16:00 — mi racconta addirittura di un suo conoscente collezionista non solo di sperma e ovuli, ma persino di organi umani, acquistati direttamente su e-bay.
    Urca, ba, ma che gente frequenta? E dopo l’aperitivo con gli Adams e la cena da Hannibal de Cannibal, che fa? Si consola con i programmi di Barbra d’Urso?

    Eh, ma allora, qui non c’entrano i gusti sessuali. Lei ha proprio cattivo gusto, scusi. Non è che per caso fuma troppo?

  86. La questione è che “fare” un bambino PER :
    solitudine, frustrazione da sterilità, tristezza, noia, rapporto amoroso a rischio, far felice il/la partner è sbagliato.

    I bambini non si fanno PER; i bambini “concretizzano” spontaneamente l’unione di corpo e anima tra un uomo e una donna.

    In Friulano i bambini non a caso di dicono Fruts, frutti.

  87. @cachorroquente,
    ma quanto ci tieni a fare la famiglia omogenitoriale?
    Sei un medico. Ho sempre pensato alla medicina come a una “scienza umana” secondo la vecchia concezione, non solo perché “solet plerumque medicus ex sua vivendi ratione aegris medicinam facere”, non solo perché comporta l’etica e la filosofia morale (oggi la bioetica), ma perché poi esercitandosi sul caso singolo (scienza del particolare), ha per oggetto l’uomo concreto, che non è una macchina biologica, ma è sintesi inscindibile di ciò che è materiale e ciò che non lo è, e dunque questo territorio a mezzo, specificamente “umano”, è il piano operativo della medicina (altrimenti starebbe alla veterinaria come ci sta l’avicoltura).
    Tu invece prima sei disposto a considerare concepimento, gestazione, parto e nascita come accadimenti meramente biologici e fisiologici, e in quanto tali non significativi per i soggetti coinvolti (e non ho capito in questo caso quale peso dai alla letteratura scientifica sulla vita prenatale); poi cura, allevamento ed educazione, maternità e paternità, come fatti disincarnati, meramente spirituali, in cui non ha rilevanza la fisicità della madre, l’etologia dei tratti pertinenti, l’interiorizzazione di questi ultimi e del modello maschile/femminile ecc. Infine torni a una posizione di equilibrio quando per i tuoi pazienti terminali vorresti una qualche cura spirituale.
    Mi pare anche di ricordare che in passato sostenevi che nulla avesse a che fare con la battaglia per “matrimonio” e famiglia omogenitoriale la campagna per l’educazione improntata alle teorie di genere – che sarebbe stata tesa esclusivamente ad abbattere la piaga sociale dei diffusissimi pregiudizi contro i transessuali fra i bambini in età (pre)scolare (e al limite contro le donne astronauta o carpentiere refrattarie al femminicidio). Mi sembra che le risposte a questo post abbiano ben confermato che la posta da conquistare è sempre stata la genitorialità, e gli “stereotipi” da sradicare gli archetipi di mamma e papà.

  88. Vedo qualcuno insistere sulla reversibilità negata agli omosessuali. Da anni faccio questa previsione: la reversibilità non vogliono estenderla, ma eliminarla. Una volta che abbia definitivamente perso il suo specifico significato di provvidenza statale per gli orfani e le vedove di biblica memoria che ha spiegato Berlicche, ovvero, ancora una volta, di interesse sociale alla tutela della famiglia in quanto procrea (il che comporta di continuare ad assecondare almeno un minimo di diversificazione dei ruoli familiari), e sia ridotta a mera prestazione assicurativa, che possa destinare a chi mi piace, sarà trattata da tale: privatizzata o meno soggiacerà al mercato (paghi la cifra che ti abbiamo abituato a pagare in cambio di un assegno inferiore e soprattutto incerto: se vuoi che ti vendiamo un poco più di presunta certezza paga ancora di più). D’altronde fin da subito qualcuno di quei radicali allocati a destra (quelli più cinici e meno piagnoni, ma sempre due facce dello stesso progetto) sosteneva che per fare l’eguaglianza meglio ancora sarebbe stato abolire il matrimonio tout court, perché la famiglia era un fatto privato che non rivestiva interesse per la società.

  89. I criteri legati alla pensione di reversibilità vanno riveduti e corretti, perché così come sono previsti attualmente si prestano facilmente ad abusi, oltre al fatto che in molti casi danno ormai rilevanti vantaggi a chi già ha e non è in reale stato di necessità.
    Il risparmio di un’operazione del genere potrebbe, almeno in teoria, dare modo di intervenire più efficacemente laddove sopravvive il coniuge debole economicamente, soprattutto se ancora con figli a carico.
    Ed anche se si ipotizzasse una eliminazione di detta pensione, è come minimo ovvio che dovrebbero essere messi a punto strumenti sostitutivi proprio per intervenire nelle situazioni di bisogno effettivo.

  90. …la reversibilità non sarà eliminata, si estinguerà assieme alla sua mamma, la pensione.

    con la precarizzazione anche del pubblico impiego, la pensione* e relativa reversibilità sarà fra trent’anni un privilegio per pochi carabinieri, magistrati, alti ufficiali e mandarini nominati alle cariche rappresentative. e poi forse un gruppetto minuscolo di super-raccomandati paracadutati nelle grandi imprese e sulle cattedre universitarie.

    anche per questo insistere a negarla a cento o duecento frocetti/e mi sembra una crudeltà inutile.

    * per pensione intendo qui un assegno in qualche modo paragonabile a un reddito; la “cometa” avrà una lunga coda, suppongo, di gente che ha versato dieci anni di contributi ed avrebbe diritto a una pensione di sessantacinque euro…

  91. Per cortesia, R&S, la prossima volta metta un avvertimento, un discaimer, per le persone sensibili come il sottoscritto, quando intende somministrare forti dosi di realtà.
    Grazie.

  92. Caro Marcoz, si estinguerà assieme alle mamme. Quando tu e gli altri “amici dei frocetti” (cit. da r&s) vi accorgerete che il sistema pensionistico si basava appunto sulla famiglia che tentate in ogni modo di sconsigliare, svuotare e distruggere temo che a quel punto potreste persino cambiare idea. Se non avrete già fatto coerentemente uso dell’eutanasia che è il passo successivo. Sì, perché, senza più famiglie, chi li guarderà voi vecchietti? I figli acquistati, e che quindi avrete educato a pensare anche la persona come frutto dell’economia? Vi stanno addestrando a liberare il mondo della vostra ormai ingombrante presenza, dopo che avrete dato tutto ciò che potevate per la causa dell’autodistruzione.

    Sì, in effetti, sulla reversibilità ci potrebbero essere abusi. Potrebbe anche utilizzarla una madre che ha privilegiato i figli rispetto al lavoro: e chi la merita una madre così?

  93. Berlicche, sei passato al baretto, dopo il lavoro?

  94. Volevi la realtà, Marcoz? Facci i conti. Vatti a vedere la natalità in Italia. Domandati il perché.

  95. Lo so: per via dei condom.

  96. Povero Marcoz, non è la verità che vuoi.

  97. E dilla, ‘sta verità. Non farti pregare, mica sei Dio.

  98. Caro Marcoz, allora il post dopo questo, che pure hai commentato, non l’hai letto.
    Non si fanno più figli perché qualcuno ha ritenuto oppurtuno svincolare dal matrimonio il destino, il sesso dal matrimonio, l’amore dal sesso, i bambini dall’amore. E quel qualcuno sei tu, caro Marcoz. E tanti altri.
    Che adesso non rieescono più a mettere insieme tutti i termini, e li pérdono uno dopo l’altro. Il condom? Tzé. Non può fare niente da solo. Ci vuole qualcuno che lo usi.

  99. Ahperò, svincolare il matrimono dal destino, addirittura.
    E io che pensavo che fosse a causa del benessere che si facessero meno figli.

  100. Che strano. Io avevo sempre pensato che con il benessere si potessero fare più figli, dato che è più semplice mantenerli.

  101. Il benessere non prevede solo la capacità di mantenerli, ma pure un contesto dove la mortalità – infantile e non solo – è più bassa. In queste condizioni nasce spontaneo incominciare a fare meno figli. È una tendenza naturale che va da sé, che non necessita di “cattivi maestri”.

  102. E quindi non se ne fanno più del tutto?
    La tua spiegazione non sta in piedi. Vorrebbe dire che uno i figli sceglie se farli in base ad una statistica.

  103. Va detto, comunque, che anche il secolarismo ha influito, in particolare per il mutato ruolo della donna che ha progressivamente dedicato sempre meno energie e tempo alla procreazione per dedicarsi ad altre attività.
    Come Rosy Bindi, per dire.

  104. “E quindi non se ne fanno più del tutto?”
    Perché non ci sono più nascite?

  105. Ahimé, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. E scambia la causa con l’effetto.

  106. A parte che non intendevo essere specifico con “per dedicarsi ad altre attività”, mi spieghi che differenza c’è tra non fare molti figli perchè ci si vuole mettere a fare altro e mettersi a fare altro perché non si vogliono fare molti figli?

  107. E tu mi spieghi perché sei così riluttante a cercare di capire, o ammettere, l’origine vera di tutto ciò?

  108. Non ho alcun problema a farlo.
    La ragione di tutto è che ci sono sul pianeta carrettate di persone che devono mettere insieme il pranzo con la cena e che sentono di tanto in tanto l’esigenza di intascarsi qualche soddisfazione (materiale e immateriale). Questo fa sì che si debbano predisporre sistemi di controllo per evitare che l’ambiente finisca immancabilmente in una tripperia sempre aperta. Perciò, in maniera differente a seconda di tempo e luogo geografico, e di risorse disponibili, si sviluppano diverse tecniche di gestione del problema (dalla repressione con la forza bruta alla persuasione sottile, passando per i c.d. “lavaggi del cervello”, con tutte le sfumature del caso).

    Questa la sintesi sintetica delle sintesi.

    Poi, tutto ciò, ovviamente, ha una serie di ricadute grandi e piccole (drammatiche, comiche e drammaticamente comiche).
    Tra quelle più divertenti segnalo una che ci riguarda da vicino, cioè le discussioni su quale regime di controllo sia meglio: se quello di predicatori vestiti di bianco e di nero che ti insegnano l’obbedienza a divinità o a altari della patria, oppure quello di qualche oscura massoneria che ti rimbambisce fino a che non riesce a rifilarti ogni sei mesi il cellulare o il computer di ultima generazione che produce, e che sarà usato prevalentemete per raccontarsi delle gran minchiate.
    Alla fine, come dicevo a un mio ospite riguardo a un altro sotto-argomento, è solo una questione di preferenze, di abitudine (di tradizione, oserei dire). E ognuno ha le proprie.

    Tornando esclusivamente alla percezione della realtà del sottoscritto, desidero fare una precisazione: anche se so di dare l’impressione opposta, il realtà non riesco, nel profondo, a biasimare chi ha gusti differenti dai miei.

    Detto questo, Berlicche, credi che sia il caso di andare oltre, provando a misurare la tua e la mia visione di insieme, per vedere qual è la più lunga?

  109. Non è una spiegazione, Marcoz. Perché sembri dare per scontato che non esista una verità, un bene. Se così fosse, allora tanto vale consegnarsi mani e piedi a quelli di cui parli. Perché fare tanta fatica se non eiste niente di vero?
    E allora la tua “botta di realtà” è fasulla. Non scrivere più una riga, tanto è tutta illusione. Lunga, la tua visione? E’ cortissima: non esiste.
    Nella mia visione, invece, vale la pena di lottare per ciò che è vero. Perché la verità rende liberi. Non riesco ad immaginare niente di meglio, tu?

  110. “Nella mia visione, invece, vale la pena di lottare per ciò che è vero.
    Perdona la pignoleria: per ciò che tu credi vero.

    “Perché fare tanta fatica se non eiste niente di vero?”
    Nella mia visione non si ricorre alla parola verità come sei abituato a fare tu, e, per quanto riguarda l'”azione”, semmai ci si adopera per stare il più possibile lontani dal raggio di intervento dei due casi estremi che ho citato.
    So che non mi crederai, ma ti posso assicurare che è una fatica che vale proprio la pena di affrontare (ammesso che serva veramente a qualcosa e che non sia esclusivamente una questione di fortuna, come temo).

    Saluti

  111. Marcoz, ribadisco: per quello che è vero. Se quelo che io credo non fosse vero, allora devo cercare quello che lo è, perché per il falso non c’è scopo a battersi, a meno di non essere amico della menzogna.
    E tu, per cosa ti batti? No, non importa, l’hai appena detto.

  112. “Se quelo” che io credo”

    A volte i refusi risultano essere dei veri e propri capolavori.

  113. Così come a volte le risposte che non dicono niente sono le più illuminanti.

  114. Ma no, Berlicche, non hai bisogno di illuminazioni. Tu già sai.

  115. “Ma no, Berlicche, non hai bisogno di illuminazioni. Tu già sai.”

    …e via da capo.

    (ma nel frattempo io sono quasi guarito. forse era questo che aveva in mente la DivinaProvvidenza – o il GranLibro, come dice la mia seconda moglie)

  116. Non starei qui a scrivere a parlare, se io sapessi tutto. Non staresti qui a cercare di cambiare discorso se non sapessi che c’è, una verità.

  117. Lo sai che ci sono momenti in cui credo che tu non sia vero? No, non un fake; intendo proprio un’allucinazione della mia mente.

  118. Bene, credo che siamo arrivati al punto in cui il solo modo di evitare le mie domande sia di rimuovermi o squalificarmi in qualsiasi maniera. Auguri per la vostra fuga dalla verità. PS: lei alla fine acchiappa tutti.

  119. Guarda che tu ti sei perso qualche mio commento. Oppure non hai formulato con chiarezza la domanda, Harvey.

  120. Perché, hai detto qualcosa dalle 16:32 comprese in poi?

  121. Non mi risultano domande inevase, da quell’ora in poi.

  122. Benissimo, Marcoz. Allora vuole a dire che hai parlato a vanvera, e io non mi sono perso niente.

  123. Ah, ho capito, stiamo a fare i pignoli.

    Non mi risultano domande inevase, da quell’ora in poi.
    E neppure prima.

  124. Marcoz, vivi pure nella tua tranquillità. La verità non esiste, e neanche io. Volevi sentire questo, no? E adesso smettila di ingombrare un blog che non c’è.

  125. Va bene, sgombero. Se cambi idea e ti decidi di dirmi a quali domande non avrei risposto, sai dove trovarmi.

    Orvuàr.

  126. Certo… si, va bene…discutiamo, epperò nun me dite er vero che me s’addrizza er pelo!

  127. Ma che cos’è, un virus?

  128. Per sicurezza sono andato a rileggere i commenti e, effettivamente, c’è una domanda a cui non ho risposto.
    Me ne scuso, prima di tutto, però dividerei la responsabilità della mancanza col padrone di casa, che parte subito con le prediche (“Ahimé, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.”), le quali non aiutano a stare sul pezzo in una conversazione che, per motivi contingenti, è già spezzettata di suo.

    “E quindi non se ne fanno più del tutto [di figli]?”
    C’è chi non fa più figli del tutto. Beh, è naturalmente vero. Oltre a una media bassa di figli per coppia, ad accentuare il fenomeno ci sono questi casi.
    A cosa si può attribuire il risultato zero, escludendo di netto le patologie legate all’infertilità e lo spostamento sempre pù in avanti dell’età media in cui si procrea (e facendo già la tara dei processi evoluzionistici, sempre in atto)? Possiamo attribuirlo a scarso senso civico, all’incapacità di prendersi responsabilità, a puro egoismo; ma possiamo anche attribuirlo alla consapevolezza della procreazione, alla preoccupazione di cosa si potrà offrire al nuovo venuto, alla convinzione di non essere obbligati moralmente a mettere al mondo un figlio.

    A questo punto, sento già la nuova domanda: “queste sono conseguenze a loro volta, Marcoz. Qual è la vera causa?”
    Quel po’ di alfabetizzazione che c’è stata nel secolo scorso e, ovviamente, l’emancipazione sessuale.
    “Aha!”, direte voi.
    Allorché io vi rimanderei a questo post di Malvino (col quale, ci tengo a precisare, non sono sempre d’accordo), in cui spiega sinteticamente come la vera (!) causa sia una scelta troppo morbida del Cattolicesimo, nei metodi di convincimento della popolazione [e qui mi ricollego a quanto già detto precedentemente sulle operazioni di controllo di massa (depositate prima della pubblicazione di Malvino) che sono sempre a monte].

    Precisazione, perché intuisco già le obiezioni: tutto ciò va visto non nella prospettiva della sopravvivenza della specie (che sopravviverà, credetemi, meteoriti o altre catastrofi analoghe permettendo), ma di quella della tribù.

  129. Certo Marcoz, la mia risposta si è trasformata in un post: https://berlicche.wordpress.com/2016/02/10/chiedo-perdono/
    E anche di questo mi scuso.

    PS: dire che le cause sono alfabetizzazione ed emancipazione sessuale equivale a dire che chi fa tanti figli è ignorante e vive il sesso come una costrizione. Lo dirò a tutti i miei amici laureati con famiglie numerose, li allieterà.

  130. “equivale a dire che chi fa tanti figli è ignorante”
    No, significa che le persone hanno maggiori possibilità di maturare sensibilità e scelte diverse. Non vuol dire che avere una famiglia numerosa sia da ignoranti (esclusi i casi più estremi, come quelli di operai con moglie 8 figli a carico).

    La tua risposta trasversale, per quel che riguarda quanto dico io, non tiene conto della mia precedente chiusa: “tutto ciò va visto non nella prospettiva della sopravvivenza della specie (…), ma di quella della tribù.”

  131. Perbacco, operaio di un’ignoranza estrema?
    E io a pensare che l’operaio con moglie a carico, desiderasse molti figli in quanto proletario, e vedesse nei figli la sua unica vera ricchezza, e una ragionevole sicurezza! Nonostante le pensioni, e la reversibilità, e l’idea che di una prole numerosa si potesse fare tranquillamente a meno…

  132. “vedesse nei figli la sua unica vera ricchezza”
    Finché non permetteranno ancora di mandarli a lavorare nei campi a 10 anni compiuti, è una strategia fallimentare per il bilancio della famiglia.

    P.S.: sono consapevole dei miei limiti espressivi, per cui preciso che “estremo” voleva riferirsi all’eccezionalità del numero dei figli, non all’ignoranza.

  133. Che vuoi farci, ToniS, qualcuno dovrebbe avvisare i nostri amici che si stanno contraddicendo. Hanno finito per ammettere che le famiglie numerose invece di aiuti ricevono mazzate, e ancora le denigrano senza più pensare alla pensione che rimpiangevano poco fa. Probabilmente di famiglie numerose hanno letto sui testi di scuola o su Repubblica, e non ne hanno mai conosciuta una. Per questo sono così fuori dalla realtà. Pensano che le case dell’INPS si potranno rimpinguare con uteri in affitto, e inseminazioni artificiali, magari a spese della mutua. Perché, se il figlio è un diritto, lo Stato lo deve “passare”. Chiaro, no?

  134. Berlicche, ma mettere in bocca agli altri cose che non hanno detto ti viene naturale o ho hai fatto un corso specifico?

  135. Insomma, Marcoz, deciditi: se esplico le mie “potenzialità in termini di intrattenimento” come chiedevi poi ti lamenti lo stesso, sono giorni che mi sberleffi con commenti OT e ti offendi se traggo le conseguenze dalle tue affermazioni, sostieni che la verità non esiste e poi mi accusi di mentire…sei troppo rigido, rilassati.

  136. È un dono, è un dono.

    (E chi si lamentava?)

  137. Caro ricco e spietato, come noterai il tuo ultimo commento è stato disapprovato. Consideralo come un avvertimento: non saranno accettati più commenti OT, insultanti, di linguaggio dozzinale neanche da parte tua – ti ho abbuonato parecchio per la tua lunga permanenza da queste parti. Come usuale, al terzo commento rimosso anche l’autore è invitato a farsi un giro di qualche giorno altrove.
    Direi che hai passato il segno che delimita il cinico dallo puramente sgradevole da un po’, magari questo ti aiuta a rendertene conto.

  138. naturalmente sei padrone in casa tua.

    …il commento lo hai letto – scrivici un post, e magari rispondi alla domanda. o anche no…!

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