Una gita di famiglia

E’ un tentativo. Un post itinerante, che cresce. Un po’ come una famiglia. Perché è di questo che stiamo parlando, no? Di famiglia. Anche se il resto della mia è rimasto a casa a dormire. Chissà se qualcuno si è già svegliato, a quest’ora? Abbiamo fatto tardi, ieri. A mezzanotte ero ancora in piedi. Alle quattro la mia sveglia interna ha squillato, due minuti prima di quella vera. Ottimo lavoro. Mi sono preparato il panino, e via.

Le persone alle cinque di mattina sono lente. Io ho la partenza rapida, so già che pagherò dopo. Parcheggio, via a piedi alla stazione. Sono in perfetto orario. Facce conosciute, accoglienti. Siamo molti, qui a partire per il Family Day. Roma non è poi così lontana.

Frecciarossa. Cerchiamo di capire quali sono i nostri posti. Si parte, veloci. Milano dista meno di un’ora. Molti dormono, si parla. C’è il wifi, ma il portale di trenitalia è tremendo. Alla  fine uso la linea telefonica, per scrivere questo post. E cominciare a dire di noi.

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Il tempo è coperto e nebbioso, qui tra le colline toscane. Un’antica cascina pallida e solitaria mi guarda da in mezzo ai campi rasi, ombreggiata da enormi pini marittimi. E’ abbandonata, in rovina. Mi chiedo perché, e se dal treno chi un tempo vi dimorava guarda talvolta ad essa con il rimpianto di chi si lascia le cose belle alle spalle. Ma già è sparita in lontananza, mentre corriamo veloci verso Roma.

E a Roma siamo. Sbarramento di fotografi all’uscita della stazione, neanche le rockstar. Ci avviamo a piedi, in mezzo alle rovine di una civiltà. Facciamo sosta a s.Nicola in carcere per la Messa. Rivedo facce note, ci si saluta. E poi via al Circo Massimo.

Per strada qualche politico. E poi famiglie, gente allegra. Il cielo per converso appare cupo, grigio di nuvolaglie. Il catino del Circo è già mezzo pieno. Ci mettiamo sugli spalti, proprio dietro la telecamera.

E si attende che tutto inizi, o forse è già iniziato.

Il mio tentativo di fare un post itinerante è fallito di fronte al milione di telefonini che cercavano di  connettersi contemporaneamente. Non vi voglio descrivere adesso la bellezza di quella piazza. Non adesso: più tardi, quando riuscirò a scrivere senza perdere il testo due volte su tre.

Nel frattempo, solo questo vi dico: chi pensa che un certo popolo non esista più, che il destino ineluttabile sia un mondo di solitari cercatori di piacere alla ricerca di qualcuno che li accontenti in ogni capriccio, si sbaglia.  C’è qualcuno che non solo non si rassegna a questo, ma è già andato avanti. Verso un futuro che è negato a chi si nega un futuro.

E con questo chiudo il post. Al prossimo, che vi racconterà cosa ho visto.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 gennaio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Anche noi partiti da Milano con italo. A presto!

  2. Hanno oscurato lo streaming su TV2000, davvero un bel comportamento….

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