Ciò che non si vede

Le due figure stavano sedute in alto, nel tramonto sulla città, ma sembravano del tutto indifferenti alla bellezza del panorama attorno a loro. Sembravano piuttosto concentrate su quanto avveniva nella strada al di sotto, attorno ad un portone dal quale entravano ed uscivano in continuazione persone.
La sagoma più grande era quasi immobile, mentre la più piccola si agitava e contorceva, così che di tanto in tanto pareva quasi un verme, o un tarlo biancastro estratto dal proprio foro. Appollaiato sul medesimo cornicione un piccione solitario ruotava la testa curiosa a destra e sinistra come se percepisse qualcosa ma non riuscisse a vederlo. Si sa: i piccioni non sono molto intelligenti.

La figura più minuta per un attimo guardò a sua volta l’uccello, poi riportò l’attenzione su quanto avveniva sotto di loro nella strada. “Zio,” sussurrò, “non capisco”.
Il suo compagno sospirò, o sembrò farlo. “Cosa non capisci questa volta, nipote disgraziato?”
“Questi umani. Questa cosa del sesso.”
L’altro si girò come una fiamma oscura ad un soffio di vento e lo fissò severamente. La creatura più piccola continuò.

“E’ un comportamento assurdo. Cercano l’amore, vedono che quelli che sono soli sono infelici, eppure non fanno altro che andare contro questa natura. Ci sono studi, e statistiche che dicono che è un gran disastro, e basterebbe guardarsi attorno, ma sembra non gliene importi niente. Pensano che separare l’amore dal sesso, dalle larve…”

“Figli. Il termine tecnico è ‘figli’. O , al limite, ‘piccoli’.”
“Sì, quelli…dicevo, pensano che separare amore e sesso sia meglio, e istruiscono anche le loro lar…i loro piccoli così. Addirittura fanno leggi, come ora, per dire che è meglio, e non si accorgono che…uh…”

Colui che parlava alla fine si accorse dello sguardo del suo interlocutore e abbassò la voce fino a farfugliare. Poi la figura più imponente rispose, e c’era del gelido fuoco nella sua voce.
“Per prima cosa: hai letto di nuovo delle statistiche? Mi sembrava di averti già spiegato che o le inventiamo noi, e in tal caso non c’è niente da imparare da esse, o sono reali e veritiere, e quindi non vogliamo avere niente a che fare con esse.“

“Ca-capito.” Farfugliò l’essere più piccolo. Ma l’altro non aveva finito.

“E allora dimmi: chi insegna che tutto è apparenza e niente è vero, conta solo il proprio diritto e il vederlo riconosciuto? Chi è che consiglia di fregarsene quindi del matrimonio e spinge per le unioni libere, educando a questo i ragazzi, per poi vendere loro preservativi per mettere in atto quegli insegnamenti? Chi offrirà loro gli aborti per rimediare alle gravidanze indesiderate che di solito seguono a pratiche così insicure? Chi è che procurerà loro, in seguito, sperma, ovuli e uteri per ottenere quei figli che non riusciranno più ad avere normalmente? Chi sfrutta le voglie delle persone per vendere loro quello che li spinge a desiderare, e poi vende il rimedio per i danni causati da quello che ha loro venduto? Chi ci guadagna ad ogni anello della catena, preparandosi ad ogni passo il terreno per il passo successivo?”

“I-io non…”
Man mano che l’uno parlava sembrava crescere, e quello più piccolo farsi più minuto ancora.

“Perché sai, sono gli stessi. Ti era sfuggita la connessione? Gli stessi che invece di passare a un capofamiglia lo stipendio per mantenerla, eliminando la famiglia pagano ad ogni individuo quanto appena è sufficiente per lui solo: il lavoro di due al prezzo di uno. Vedi, quelli di cui parlo hanno tutto l’interesse a che quella famiglia non esista, non possa essere né pensata né desiderata, e perciò la umiliano, insultano, snaturano con ogni mezzo immaginabile. Per loro il matrimonio è una perdita secca, l’amore eterno una malattia, i figli una patologia a cui rimediare. Per questi di cui parlo gli esseri umani sono solo mezzi utili ai loro scopi. Il loro scopo è creare una società senza amore, di gente che si usa a vicenda per il proprio piacere, di cui loro sono i tenutari. E sai a chi mi riferisco?”
La figura ormai piccolissima rispose, con vocina flebile “N…no…”
“SIAMO NOI, INUTILE VERME!” Ruggì l’altro, ormai alto come un palazzo eppure inconsistente più di qualsiasi fumo. “NOI, e i nostri agenti. Stiamo parlando dell’ABC della tentazione, che tu continui ad ignorare!” Sembrò farsi più alto e minaccioso ancora. “Non ti è saltato in mente che tutto ciò non è un caso, ma il frutto del nostro lavoro? O meglio”, si corresse, “del lavoro di autentici demoni e non di loro pallide e ridicole imitazioni?”

Si riaccomodò sul cornicione, riassumendo proporzioni quasi umane. Il piccione, percependo qualcosa che non riusciva a comprendere, prese a tubare.
“Per questo siamo qui. Per un altro passo in questa direzione. La vedi quella gente laggiù? Tra non molto decideranno se permettere e favorire alcune delle pratiche di cui ti ho parlato. E’ una questione di libertà: se fare e farsi un poco più di male. Oh, non è che già non lo compiano, nel cuore loro: diciamo che una legge sarebbe un…incoraggiamento.”
Rivolse lo sguardo verso il verme biancastro che si dibatteva accanto a lui. “Capito meglio, ora? Adesso vai, e svolgi il tuo compito. Entra in quelle orecchie e sussurra non cosa è bene che sentano, ma cosa devono sentire.” Con lo zoccolo diede un calcio alla larva, che precipitò verso il basso.
Guardò la caduta con una sorta di sorriso. Poi spiegò un paio di ali nere, nere come una notte non di questo mondo, e si gettò a sua volta giù, giù.

Il piccione percepì che qualcosa era cambiato, ma non riuscì a stabilire cosa. E quindi continuò a guardarsi intorno, nella luce declinante, all’erta per qualsiasi cosa che potesse vedere.

R600x__PICCIONI

Advertisements

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 gennaio 2016 su fiaboidi, le lettere di berlicche. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Bella la foto. Ci siamo proprio (quasi) tutti: noi e chi ci rappresenta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: