Ogni giorno è il Family Day

Il male vince sempre grazie agli uomini dabbene che trae in inganno; e in ogni età si è avuta un’alleanza disastrosa tra abnorme ingenuità e abnorme peccato.
(da “Eugenetica e altri malanni”)

La cosa più saggia del mondo è gridare prima del danno. Gridare dopo che il danno è avvenuto non serve a nulla, specie se il danno è una ferita mortale.
(da “Eugenetica e altri malanni”)

Si va a Roma. Si è andati a Roma, se leggerete queste parole dopo il 30 gennaio 2016. Si va a Roma per due ragioni, che sono quelle che le due citazioni di Chesterton che aprono questo post dicono con tanta chiarezza e acume.

Si va a Roma perché ci sono tanti uomini per bene, tanti ragazzini imbottiti di youtube e slogan fessi, tante tante persone che non hanno mai riflettuto seriamente su chi sono veramente, e cosa vogliono. Non hanno mai pensato cosa voglia dire crescere senza padre o senza madre, o se sia davvero una condizione così desiderabile. Non hanno mai capito davvero cosa sia il matrimonio, che no, non è due che stanno insieme dato che si vogliono tanto tanto bene, un contratto, una formalità. Tanta gente – ma poi così tanta? – che chiede una legge che in fondo vuole solo tre cose: la reversibilità della pensione per gli omosessuali, la possibilità di andarsi a ordinare e acquistare un figlio, la distruzione del concetto stesso di matrimonio. Perché tutto il resto, tutti i diritti individuali, in una maniera o l’altra già ci sono. Leggi e sentenze alla mano.

Allora andare a Roma tutti quanti può essere un modo per farli pensare. Un poco. Alcuni. Perché la stragrande maggioranza se ne frega di questa legge, omosessuali compresi. Se davvero gli omosessuali tutti volessero questa legge allora l’imbarazzante manifestazione svegliaitalia a favore della Cirinnà non sarebbe andata quasi deserta. Altro che un milione, come gente senza misura né pudore ha sostenuto esserci .

Andare a Roma può essere un modo per risvegliare anche certi politici che là abitano o vorrebbero abitare. Per ricordare loro che essere banderuola può servire durante le legislature, ma difficilmente quando è ora del voto. Quando in genere si sceglie di votare gente che sa cosa vuole e fa quel che dice di volere. E quel che vuole è ciò che vogliono pure i loro elettori.

A questo potrà servire il family day. Per quanto ci saranno tentativi usando ogni trucco e menzogna di minimizzare quanto succederà al Circo Massimo, dopo ci sarà sicuramente un’ingenuità meno abnorme. Il peccato, quello rimane. Finché non è chiesto perdono.

E il grido lo si deve lanciare adesso. Non dopo, quando diventa pianto e rimpianto.

Ma c’è una terza ragione per andare.

Non basta opporsi. Non basta reagire. Se no combattiamo sempre una battaglia di retroguardia, sempre in ritirata, sempre in fuga. Quando siamo noi ad avere la bellezza, il senso, la gioia. Quando invece potremmo sbaragliare i fantasmi e le nebbie della menzogna in ogni momento.

Non dobbiamo aspettare Roma. Roma non c’è ogni giorno. Ma ogni giorno può essere un family day, se lo diciamo, se lo annunciamo, se facciamo vedere che la realtà vera siamo noi. Noi, da sempre, dai millenni che sono stati a quelli che verranno.

C’è chi ha perso la speranza, chi dà per scontata una sconfitta. Saremo sconfitti solo se smetteremo di combattere, e combattere nel nostro caso vuol dire semplicemente far vedere che il vero c’è, la bellezza c’è, la realtà c’è. Dirlo. Non avere paura di chi mente, perché sono loro ad essere già sconfitti, dentro. Morti senza saperlo.

E’ tempo di alzare la testa, e dire che ogni giorno è un giorno della famiglia, perché la famiglia è quella che c’è ogni giorno, da che giorno è giorno e il sole sorge e tramonta sull’uomo e su questa terra.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 gennaio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 27 commenti.

  1. “…solo tre cose la reversibilità della pensione per gli omosessuali, la possibilità di andarsi a ordinare e acquistare un figlio, la distruzione del concetto stesso di matrimonio.”

    Il primo punto è inutilmente polemico (se si ritiene la pensione di reversibilità un diritto per una coppia sposata eterosessuale senza figli, non si capisce perché non dovrebbe averlo una coppia omosessuale). Il terzo punto è un non sequitur. Il secondo punto è, semplicemente, fattualmente sbagliato: nulla impedisce ora a una coppia (omosessuale o eterosessuale) di ‘ordinare o acquistare un figlio’ (all’estero), nulla nel DDL Cirinnà lo rende materialmente più facile. Se una coppia omosessuale ‘ordina’ un figlio, generalmente uno dei membri ne è il padre biologico, quindi anche legale per la legge italiana. Si può al massimo dire che, in assenza di una legge come quella in lavoro adesso, la coppia potrebbe essere dissuasa dall’affidarsi a questa procedura nel timore delle conseguenze della morte precoce del padre biologico; ma ammettere ciò vuol dire anche implicitamente riconoscere che il DDL tutela il figlio (al di là dal giudizio etico, mio tuo o della Cirinnà, della decisione a monte) e sancisce un dato di fatto.

    A me pare che siano i vostri slogan ad essere sempre più vuoti, a stare perdendo l’appiglio con la realtà, a essere vaghi anche per opportunità politica. Tipo ‘Non contro le unioni civili,ma dalla parte dei bambini che hanno diritto ad avere un padre ed una madre’ (un Twit di Tajani, ma potrebbe essere chiunque). Già il fatto di dichiararsi ‘non contro le unioni civili’ vuol dire ammettere di essere una retroguardia* (basti tornare col pensiero ai tempi dei DiCo)… ma è il ‘diritto ad avere un padre ed una madre’ che non ha nessun fondamento giuridico e logico. Non c’è una legge contro la maternità di una donna single, o lesbica, non c’è una legge contro il divorzio. Magari vi piacerebbe che ci fosse, ma non avete nessuna speranza di tornare indietro.
    E se proprio vogliamo anche difendere l’unicità dell’istituto del matrimonio civile, come osserva un insolitamente sobrio Malvino, è alla fine per la chiesa cattolica una lotta di retroguardia.

    Basta vedere come nei sondaggi di opinioni sulle unioni civili si distribuiscono le fasce d’età degli intervistati per capire perché le gerarchie cattoliche stanno assistendo al Family Day odierno con relativo disimpegno.

  2. La validità delle leggi “positive” è la loro conformità alla ragione, architrave di ogni ordine sociale (Cicerone)

  3. Color che si dichiarano favorevoli e assonanti all’abominevole e surrettizio DDL CIRINNÀ (letale carcinoma legislativo da cui origineranno vaste metastasi: mercificazione della vita umana, compravendita di bambini, prostituzione procreativa, dissolvenza dei legami famigliari al pari di quelli sociali) hanno dismesso l’uso della ragione e si son avvoltolati nello sterco di una inumana e putrescente ideologia

  4. L’aggettivazione selvaggia, l’argomentazione ab auctoritate, i toni apocalittici, le metafore oncologiche non hanno su di me un grande effetto.

  5. Vabbé è vero che qui il trend è stato lanciato dalle stime implausibili delle manifestazioni di sinistra della prima decade dei 2000 ma ‘due milioni’ forse si faceva miglior figura a non dirlo.

  6. Per cachorroquente, sulla reversibilità e le coppie senza figli, cose ripetute da tanti tante volte, ma evidentemente repetita…
    Per te cosa qualificherebbe il patto matrimoniale come condizione sufficiente e necessaria, cosa ne postula la rilevanza di istituto giuridico civile? Il sentimento? La convivenza e comunanza di interessi? Conosco (davvero) due sorelle nubili, tutta la vita insieme, l’una spende tutti i risparmi comuni per assistere e curare l’altra in malattia e, sopravvivendole, con la sola propria più modesta pensione non è in grado nemmeno di mantenersi la casa dove hanno sempre vissuto. Perché avrebbe meno diritto alla reversibilità di un convivente omosessuale? Allora piuttosto l’esercizio di una attività erotica? A questo proposito, più corretto sarebbe chiamare l’omosessualità “omoerotismo”: l’eterosessualità è LA sessualità, i sessi sono tali l’uno in rapporto all’altro, nella loro complementare differenza biologica, fisiologica, genitoriale ecc. Comunque, fosse questo, ci vorrebbe di definire a norma di legge le effusioni sufficienti e necessarie (sapresti farlo?), e di dare mandato, chessò, al medico delle visite fiscali per accertamenti random. Resta solo LA sessualità di cui sopra, quella complementarità sessuale, fisica, fisiologica, di ruoli genitoriali (e quindi, residualmente, sociali) che è alla base della riproduzione umana (che è ciò che l’istituto del matrimonio intende ultimamente tutelare). E quando la riproduzione non c’è? Penso sia come quando hai diritto di voto anche se non vai a votare: come si chiamerebbe quel ragionamento per cui se io, essendo cittadino e maggiorenne, non esercito il diritto di voto, allora chi come me non lo esercita, non essendo maggiorenne né cittadino, sarebbe in quanto non lo esercita uguale a me e dunque dovrebbe averlo?

  7. Sono curioso d leggere prossimamente quanto Quente scriverà a proposito dell’esempio delle due sorelle… e francamente sono un po’ deluso dal fatto che Quente si limiti ad una interpretazione letterale della step child adoption senza discuterne la principale implicazione: l’esistenza di questo meccanismo incoraggerà la pratica dell’utero in affitto e la produzione (mi permetto questo termine certo che Quente non se ne avrà a male perché penso riconosca che di questo alla fine si tratta) di molti nuovi orfani di madre.

  8. Caro Quente, fai bene a non avere un grande effetto da “Monica” perché è il solito troll anticattolico* che usualmente mi riempie di insulti e peggio. E’ dalla “tua” partem, per così dire: un esempio delle illuminate istanze.
    E ora, ai tuoi punti.
    “Il primo punto è inutilmente polemico”.
    Davvero? Non mirano ai soldi? Chiedo scusa, allora. Ma sai, la pensione la pagano i figli che fanno gli eterosessuali, NON gli omosessuali, per manifesta incapacità. Che una coppia etero non abbia figli è un incidente, per la coppio omo è inevitabile. Non è polemica, è natura. E’ la natura per la quale è stata istituita. L’ingiustizia è piuttosto che si voglia l’accesso ad un diritto che non si ha intenzione di supportare.

    Il secondo punto è, semplicemente, fattualmente sbagliato: nulla impedisce ora a una coppia (omosessuale o eterosessuale) di ‘ordinare o acquistare un figlio’ (all’estero)
    Ma il DLL Cirinnà non solo non l’impedisce, l’incoraggia. Dice: sfrutta pure il corpo di una donna povera per quattro soldi, al ritorno noi ti PREMIAMO. Facciamo di un bambino che hai comprato un orfano di madre, una madre che è viva ma mai conoscerà. Per darlo a chi ha sfruttato sua madre trattandola come un oggetto, una schiava. Sai cos’è sbagliato? Dire che la Cirinnà tutela il figlio. E’ una immensa menzogna: tutela i ricchi aprofittatori. Il figlio, è un “diritto”: chi lo considera?

    I nostri non sono slogan vuoti, perché sono pieni di fatti concreti: mamme, papà, figli. Veri, non fasulli. Tipo il tuo ragionamento purtroppo demenziale: “diritto ad avere un padre ed una madre’ che non ha nessun fondamento giuridico e logico”
    . Fondamento giuridico? Logico? Quente, i bambini HANNO una mamma e un papà. Sei così fuori dalla realtà da non saperlo? Da pensare che davvero ci voglia una legge per stabilirlo? Mostrami un bambino che non ha una mamma e un papà, uno su otto miliardi o quanti ce ne sono al mondo, te compreso. Mi dispiace, ma nelle tue parole c’è tutta la follia di chi ha dimenticato chi siamo.
    Caro Quente, oggi al Family Day era pieno di ragazzi e di bambini. Facile capire perché: “voi” non ne fate. Siete voi quelli senza speranza. Noi ce l’abbiamo, eccome. Sono proprio loro.

    *Nominato, arriva

  9. @n: Da una rapida ricerca (http://pensioni.quotidiano.net/dossier/2014/03/29/superstiti-e-pensionati-come-funziona-la-reversibilita/) mi risulta che se effettivamente le sorelle del tuo esempio sono nubili e se la sorella superstite ha solo la pensione minima, avrebbe diritto alla reversibilità.

    E’ vero che in questo caso la sorella ha meno diritti, o diritti più condizionati, rispetto a un coniuge (o a un eventuale convivente secondo Cirinnà). E’ giusto? Non lo so. Non credo che la legge descriva perfettamente la società o ne possa prevedere tutte le possibili configurazioni; c’è un lavoro di adattamento e in questo caso il DDL va nella direzione giusta.

    Ti faccio un contro-esempio: le due signore nubili del tuo anedotto sono sempre due amabili vecchine, devote cattoliche, che non si sono mai sposate e che si sostengono a vicenda. Però non sono imparentate tra di loro. Cosa impedirebbe loro di ricorrere a una dichiarazione di ‘unione civile’, anche se sono a malapena consapevoli dell’esistenza dell’omosessualità femminile? A una veloce lettura non mi risulta il DDL Cirinnà (http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/39314.pdf) parli di eroticismo, o sessualità, o effusioni minime richieste. Il concetto chiave è quello di famiglia, non di sesso.

    @Berlicche e Eppe: il bambino in questione è orfano di madre anche senza la stepchild adoption. La madre biologica ha rinunciato alla maternità, sia che l’unico genitore legale sia il membro della coppia che è anche il padre biologico, sia che lo siano tutti e due. Se si oppone la pratica della maternità surrogata (e mi pare di aver detto chiaramente che non ne sono neanch’io un fan) la critica che si può muovere al DDL Cirinnà (ma se vogliamo, all’istituto della stepchild adoption in genere, visto che anche le coppie eterosessuali in certe occasioni ricorrono all’utero in affitto) è di sancire un dato di fatto che origina da una procedura intrinsecamente immorale (e illecita per la legge italiana). Che però incentivi effettivamente il ricorso alla pratica non mi pare così matematico.

    D’altra parte, se si ritiene la maternità surrogata un male assoluto, e si considera ogni atto lecito per ridurre anche di poche unità* gli orfani di madre che sono creati da essa, perché allora non aprire l’istituto dell’adozione alle coppie omosessuali? In questo momento, per due omosessuali maschi che vogliono un bambino l’utero in affitto è l’unica possibilità. E’ matematicamente certo che, avendo anche l’opzione dell’adozione, un numero superiore a zero di coppie sceglierebbero quella piuttosto.

    E almeno in questo caso, credo, la creazione di un orfano non sarebbe imputata a loro. A meno, naturalmente, di non rivangare la correlazione tra omosessualità e catastrofi naturali.

    * perché ricordiamoci che stiamo parlando di una minoranza di una minoranza di una minoranza (cioè, le coppie regolarizzate di omosessuali maschi genitori che hanno utilizzato una madre surrogata).

  10. xQuente:

    -Ancora non hai capito cos’è la reversibilità? Era un aiuto dato alle vedove che si ritrovavano, alla morte del marito, senza nessuna fonte di reddito per loro e i loro figli. Perché le donne non lavoravano, lavoravano i mariti. NON mi viene in mente alcuna ragione perché una coppia omosessuale, o di adulti indipendenti, dovrebbe poterne godere: ovvero, perché uno dovrebbe essera a carico dell’altro. O meglio, esempi mi vengono, ma sono troppo vergognosi per potere essere descritti. Vuoi davvero alimentare con i soldi che dai allo Stato, e non sono pochi, dei ricchi mantenuti invece che bambini bisognosi? Se sì, allora pe te la Cirinnà è OK.

    -Il bambino non è ORFANO di madre. La madre è in vita, ma è stata affittata da qualcuno che se lo può permettere. Non è matematico che incentivi? Per favore, cerca di essere serio. Abbiamo sentito ragionamenti analoghi anche su altri argomenti. E poi c’è gente che dice “siccome è legge, è giusto”. Aspetta, non lo sostieni forse anche tu?
    E’ indicativo poi che ancora tu pensi solo al “bene” (o al desiderio, o al capriccio) di quei “poveri” omosessuali. “Poveretti si sentono tristi: diamo loro un bambino”. E al bambino, che desidera solo una mamma E un papà, chi ci pensa?
    A quanto pare non tu. Se sei a favore dei riccastri e parlamentari vari (minoranza di minoranza, per usare le tue parole, non certo le persone comuni) che comprano i bambini e vogliono che fgli si dica anche bravi!, allora OK Cirinnà!

  11. @cachorroquente,
    hai ragione che esistono nelle normative provvidenze varie (varia farrago), quote di pensione di varia entità (anche risibile) secondo il reddito, le circostanze ecc. (per esempio figli studenti secondo scaglioni di età): suggerirò che si controlli per la vecchina, che è reale, ma probabilmente risulta “fuori” magari perché l’abitazione è in zona centrale della capitale o perché la pensione non è proprio la minima (quello che approva la decostruzione degli stereotipi nelle menti infantili forse non ha pensato che la mia amabile vecchina potrebbe non essere cattolica o devota o potrebbe aver lavorato).
    Ma se permetti non controllo per risponderti, perché non è quello il punto. Il punto è che per nessuna delle provvidenze con le quali si cerca di tamponare disagi sociali o perseguire una maggiore equità si invoca l’estensione o uno statuto analogo a quello specifico del matrimonio, mentre (non barare) per le unioni omosessuali si tratta di questo, come da cartello che mi sventolavano davanti all’ultimo sentinellaggio: “STESSO AMORE STESSI DIRITTI”. La Cirinnà, astenendosi convenientemente dall’addentrarsi sulla qualità del rapporto che dovrebbe unire i contraenti, evita solo di mettere in discussione il proprio presunto fondamento dandolo per scontato, perché non su altro su niente altro vuole fondare un’analogia che consenta di parlare di (omo)genitorialità, adozioni, figliastri ecc. (per le due vecchine nessuno ha mai pensato ad una “legge di adozione di un – eventuale ipotetico – FIGLIASTRO”, ma solo all’assegnazione da parte del giudice minorile al parente prossimo o a figura di riferimento – cosa a cui chi è contrario alla legge non si oppone per gli omosessuali).

  12. @Berlicche: sei ancora in modalità manifestazione. Capisco, ci sono passato. Poi magari rileggi il mio commento e provi a capire cosa stavo dicendo. La pensione di reversibilità di cui stiamo parlando è quella in vigore oggi, non negli anni ’50, e vale anche per una coppia di professionisti agiati senza figli. Se ci secca pagarla con le nostre tasse allora cambiamo la legge, subordiniamola alla presenza di prole, o limitiamola ai coniugi superstiti che non lavoravano.

    “Il bambino non è ORFANO di madre.”
    Sei tu che hai introdotto questo termine, impropriamente, dicendo che si ‘creano orfani di madre’. Orfano di madre è un bambino la cui madre è morta. La madre surrogata, in vita, rinuncia al bambino sia che sia in vigore la stepchild adoption sia che non lo sia; non è che al momento dell’adozione da parte del marito o convivente un sicario uccide la madre biologica.

    @N: per le due sorelle non si parla dell’estensione di un istituto simile o pari al matrimonio perché, in quanto sorelle, nessuno toglierebbe loro la qualifica di famiglia. Che poi la legge non prenda in considerazione in maniera uguale e completa tutte le possibili configurazioni di unità sociali nucleari, due sorelle, tre amici, due ‘coinquilini’ (come Formigoni e Perego), è inevitabile. Ma che per due persone conviventi dello stesso sesso che hanno una relazione affettiva/sessuale esclusiva si voglia negare una possibile analogia con l’istituto matrimoniale, o credere che l’ottenimento di tale possibilità sia motivato da hubris anti-cristiana, velleità di rapitori di bambini o semplicemente per avere la pensione di reversibilità (dopo decenni, alla morte del congiunto) è ideologico e offensivo.

  13. bravi.

    avete tenuto ancora una volta la pensione di reversibilità fuori dalle grinfie dei ricchioni mediopoveri.

    e un numero piccolo ma comunque – come già è stato fatto notare – superiore a zero di orfani veri e attuali al sicuro all’orfanotrofio di timisoara.

    se fossi dio* sarei fiero di voi**

    * “e potrei anche esserlo – se no non vedo chi”
    ** posso dirlo perché se anche non fossi dio, sono fatto a sua immagine e somiglianza…

  14. @cachorroquente
    Ti contraddici: adesso mi torni a confermare che si tratta di estrapolare “tra le possibili configurazioni di unità sociali” il caso specifico di “due persone conviventi dello stesso sesso” che, specificamente sul fondamento dell’intrattenere tra loro “una relazione affettivo/sessuale esclusiva” (torno a chiederti: te la senti di stabilire cosa dovrebbe rendere “sessuale” una relazione omoerotica?), dovrebbero fondare il loro diritto ad un “istituto analogo al matrimonio”. Aggiri in tutti i modi il punto, cioè che il matrimonio non è inteso a tutelare una relazione affettivo/sessuale (o più propriamente erotica, vedi sopra), ma la specialissima relazione affettiva e propriamente sessuale che è universalmente l’origine della generazione umana. E, aggiungo, tutelandola anche nel caso la procreazione non avvenga (anziani, sterili, renitenti) non fa che tutelarla meglio (come il mio diritto di voto, garantito anche se non lo esercito, garantisce anche quello degli altri). Mentre se sradichi il matrimonio dalla sua specifica configurazione, ottieni sia di indebolirlo privandolo del vero significato, sia (ed è esattamente quello che si vuole) di usurpare quel significato – la procreazione – e manipolarlo trasformandolo in produzione. In altri termini: il matrimonio non è più quello che unisce due che in teoria potrebbero essere madre e padre, ma chiunque dichiari di amarsi in un certo senso, così prendo quel carattere essenziale dei primi e lo trasformo in un accessorio da elargire (o non elargire…) a chiunque a certe condizioni, che oggi possono essere commerciali e domani chissà.

  15. Io non sono in “modalità manifestazione”, Quente, sono in modalità realtà. Non sto dicendo niente di diverso da ciò che io o altri abbiamo sempre detto. Mi sembri piuttosto tu ad essere in modalità “contestazione”: difendi a spada tratta cose di cui, a latere, parli malissimo o dichiari di non essere d’accordo. Sembra che il tuo unico criterio sia di dare addosso a me in particolare, o al cristianesimo, e per questo ti batti per le istanze dei furbastri e dei potenti. Dimmi, non ti pare di essere in contraddizione con te stesso? Qual è il tuo vero io?

    Certo che la pensione di reversibilià è quella che è in vigore oggi. Ha la stessa ratio, non quella che ti stai inventando tu, cambiandola drasticamente. La pensione non si eredita. L’atto sessuale non vale come contributo. Fattene una ragione.

    Io non ho detto che il bambino sia orfano. Ho detto che viene fatto orfano, il che è ben diverso. E’ una finzione orribile che tu vorresti fosse fatta legale. Sei tu che vuoi ufficializzare quella compravendita di esseri umani. Stai di fatto incoraggiandolo, perché chiunque abbia voglia di farlo si sentirà impunito. L’hai detto tu, no? “Sarà legge”. Guardati questo documentario, tutto se riesci. La faccia della madre al minuto 25-26, e dimmi di che cosa sei a favore: https://www.youtube.com/watch?v=pqbey65nitk

    Per il resto, n ti ha risposto bene.

  16. Certamente sai, r&s, che meno della metà delle coppie che fanno domanda di adozioni internazionali riesce a portare a termine la pratica. Certo non c’è bisogno di falsi genitori, c’è eccedenza di coppie vere. Perché sai, i disegni dei bimbi negli orfanotrofi sono sempre di loro in mezzo ad una mamma e di un papà, mai altre figure.
    Ho detto “certamente sai”, ma probabilmente avrei dovuto dire “potresti sapere se veramente te ne fregasse qualcosa”. Ah, dimenticavo, ti consideri dio, quindi sai tutto…

  17. “…meno della metà delle coppie che fanno domanda di adozioni internazionali riesce a portare a termine la pratica.”

    si. sono spesso occhiuti e incontentabili i guardiani*; o quantomeno è ciò che affettano.

    [avrei una domanda un po’ “laterale”, se un giorno ti avanza tempo:

    come forse saprai, le leggi del Marocco prescrivono che solo le coppie musulmane possono attenere un minore in affidamento, e dunque le coppie interessate si convertono all`’uopo all’Islam, senza battere ciglio.

    la domanda è: li devo mandare all’inferno tali apostati e miscredenti secondo te?

    (oh, dai, “secondo te”.
    non mi tirare una supercazzora sull’infinita misericordia e gli imperscrutabili disegni eccetera. al limite lascia stare del tutto…)]

    * tanto a ‘na certa chiudono la cartellina e se ne vanno a casa – all’orfanotrofio mica ci rimangono loro…

  18. e. c.: ove “attenere” leggasi “ottenere”.

    ammazza che dio in ribasso che so’.

  19. Non ti tiro supercazzole, r&s, perché a te le risposte non interessano. Neanche le domande, ad occhio. Probabilmente perché sai già tutto.

  20. beh, adesso non farmi il superbo.

    o credi che quando ho parlato con lot non sapessi già quanti giusti c’erano in città?

  21. (ti confesso che avevo anche pensato di mandare a trovarlo due angeli femmina; ma poi mi sono detto che non avrebbe funzionato così bene)

  22. Anche tu caro Berlicche sei stato preso di mira. Per la prima volta noi ci Croce-via abbiamo ricevuto messaggi di insulti scriteriati e blateranti, quasi da vergognarmi del genere umano. La qual cosa significa questo : i piani traballano; e non sono abituati a scossoni simili chi si crogiuola nel mainstream convincendosi di essere tanto liberale quanto menefreghismo nei confronti degli errori altrui.

  23. Menefreghismo = menefreghista. Ops!

  24. @N: “Ti contraddici: adesso mi torni a confermare che si tratta di estrapolare “tra le possibili configurazioni di unità sociali” il caso specifico di “due persone conviventi dello stesso sesso” che, specificamente sul fondamento dell’intrattenere tra loro “una relazione affettivo/sessuale esclusiva” (torno a chiederti: te la senti di stabilire cosa dovrebbe rendere “sessuale” una relazione omoerotica?), dovrebbero fondare il loro diritto ad un “istituto analogo al matrimonio”. Aggiri in tutti i modi il punto, cioè che il matrimonio non è inteso a tutelare una relazione affettivo/sessuale (o più propriamente erotica, vedi sopra), ma la specialissima relazione affettiva e propriamente sessuale che è universalmente l’origine della generazione umana. E, aggiungo, tutelandola anche nel caso la procreazione non avvenga (anziani, sterili, renitenti) non fa che tutelarla meglio (come il mio diritto di voto, garantito anche se non lo esercito, garantisce anche quello degli altri). Mentre se sradichi il matrimonio dalla sua specifica configurazione, ottieni sia di indebolirlo privandolo del vero significato, sia (ed è esattamente quello che si vuole) di usurpare quel significato – la procreazione – e manipolarlo trasformandolo in produzione. In altri termini: il matrimonio non è più quello che unisce due che in teoria potrebbero essere madre e padre, ma chiunque dichiari di amarsi in un certo senso, così prendo quel carattere essenziale dei primi e lo trasformo in un accessorio da elargire (o non elargire…) a chiunque a certe condizioni, che oggi possono essere commerciali e domani chissà.”

    Non è che mi contraddico, è che l’argomento è complesso e non sempre riesco a spiegarmi bene. Dal mio intervento precedente forse sembrava che mi facessi schermo con l’esempio delle due amiche per dire che le unioni civili non hanno nulla a che fare con il matrimonio: non è così, anzi rivendico le somiglianze dei due istituti giuridici. Il ddl Cirinnà nasce per legami affettivi/sessuali, non ho nessun problema a negarlo: il mio era più che altro un contro-contro-esempio a quello delle sorelle, per dire appunto della varietà dei tipi di relazione sociale e di come essi possono venire presi in considerazione dalla legge (il fatto che anche due amici ‘platonici’ forse potrebbero dichiarare un’unione civile era poco più di una riflessione personale).

    Su quelle che tu dici caratteristiche inscindibili del matrimonio ho discusso tante, troppe volte con Berlicche e altrove. Io ti invito (come ho già fatto con Berlicche) semplicemente, la prossima volta che assisti a un matrimonio in chiesa, ad ascoltare le formule pronunciate dal prete e dirmi se la procreazione è così centrale o non è invece uno degli aspetti dell’unione che sono celebrati e raccomandati. Io, d’altra parte, che sono da qualche mese entrato in quello ‘scandaloso concubinato’* che è il matrimonio civile posso dirti che il motivo per cui lo stato ha ritenuto di inviare un suo rappresentante a convalidare la mia unione è che riconosce il ruolo sociale della famiglia coniugale, costituito anche ma non solo dall’allevamento e cura della prole**. Non vedo in che modo il mio stato d’animo, la propensione a prendermi cura della coniuge e la fiducia nell’aspettarmi la stessa premura siano diversi da quella dei due amici (maschi) e invitati al ricevimento che stanno insieme da diversi più anni di noi, e hanno condiviso scelte di vita e momenti difficili con reciproco sacrificio personale. Io sono consapevole che per un cattolico il matrimonio è qualcosa di diverso e più sacro, mi limito a chiedervi di lasciare che ci balocchiamo con il nostro matrimonio-giocattolo, e magari anche che lo lasciamo usare ai nostri amici omosessuali.

    @Berlicche: non mi pare tu abbia troppa voglia di dialogare, per questo parlo di ‘effetto manifestazione’, non perché hai idee diverse dal solito ma perché, come capita quando si è galvanizzati dalla compresenza di decine di migliaia di menti affini, si diventa più bellicosi. Io non ho nessuna faida personale contro di te e, più il tempo passa, come già credo ti dissi, meno sono anti-cristiano: nel senso che ho sempre meno intenti di proselitismo della mia visione del mondo, e se la maggioranza degli altri italiani ne hanno di diverse quella cattolica mi va tanto, tanto meglio di molte altre. Il mio interesse è solo la convivenza pacifica.
    Ciò detto: vogliamo parlare di maternità surrogata? Parliamone, l’abbiamo già fatto. Ho espresso i miei dubbi in merito, contribuito con degli interessanti testi di femministe contrarie alla pratica, sono stato trattato (semplicemente perché sospendevo in parte il mio giudizio) come se avessi in cantina una dozzina di neonati vietnamiti e aperta su un’altra scheda di Google Chrome eBay. Quello che sto provando a dire è che il ddl Cirinnà non incentiva l’utero in affitto’ più di quanto non lo faccia la step child adoption per le coppie eterosessuali. Ti faccio una domanda: se fosse possibile discriminare i bambini nati da madre surrogata, tu saresti d’accordo sulla step child adoption per le coppie omosessuali? Ad esempio, la convivente di una donna che ha avuto in precedenza un figlio (non riconosciuto dal padre) ha diritto o meno di adottarlo? Perché su questo si gioca il vero conflitto tra me e te (e gli altri partecipanti al Family Day, quanto meno quelli che sono ben informati sulla questione): per me la risposta è un sì sicuro, per te credo proprio un no. L’utero in affitto è semplicemente un tema che suscita una forte risposta emozionale, ma che è sostanzialmente al di fuori del nostro margine di azione: come con l’immigrazione, cercare consensi elettorali lamentandone i disagi è un goal a porta aperta, ma le possibilità che ha Salvini di far finire la guerra in Siria e stabilizzare il Nord-Africa sono più o meno le stesse che hai tu di vietare la maternità surrogata in tutti gli altri paesi del mondo. L’unica possibilità seria per disincentivarla non è bloccare il ddl Cirinnà ma togliere la potestà genitoriale a chi ne fa uso. Tu saresti pronto a seguire una strada di questo tipo?

    “Dimmi, non ti pare di essere in contraddizione con te stesso? Qual è il tuo vero io?”

    Il mio vero io ha la seguente caratteristica: fino a quando mi sento in contraddizione con me stesso, sono rassicurato. Per farti capire cosa intendo esco dal tema ‘matrimonio’ per passare all’altro grande classico ‘fine vita’. Io quotidianamente ho a che fare con pazienti con vari tipi di terminalità (oncologica, neurologica, ecc.) e con problematiche di scelta di intensività terapeutica-diagnostica e di strategia per l’idratazione e la nutrizione. ‘Quotidianamente’ non è un’iperbole: questo sabato avevo in reparto tre diversi (sic!) pazienti con demenza avanzata che si rimuovevano il sondino naso-gastrico. Affronto ognuno di questi casi cercando un equilibrio tra la mia visione del mondo, il principio ippocratico della difesa della vita, le esigenze della società, la letteratura scientifica, la legge, le aspettative e la volontà dei familiari e, quando (purtroppo non spesso) possono esprimerla, dei pazienti. Ogni soluzione che trovo è precaria, discutibile, frutto di un compromesso, difficilmente mi lascia indifferente e totalmente sicuro di me, sia quando sono più ‘conservativo’ che quando sono più ‘interventista’. E’ la contraddizione intrinseca, insanabile, di un agnostico, di fronte alla morte (ho provato a parlarne anche in un commento al tuo post su David Bowie). Mi piacerebbe dire che invidio la prospettiva dei credenti in questo campo se non fosse che la cultura politica cattolica ha partorito degli obbrobri in merito, e che non vedo grandi benefici della fede nei miei pazienti e nei loro familiari in questo frangente***.

    * scandaloso concubinato solo per mia moglie, che è battezzata, in realtà. Io, tecnicamente, potrei considerarmi un buon selvaggio

    ** la generazione della prole invece non è un ruolo sociale ma una funzione fisiologica dei nostri corpi, che difatti è assolutamente indipendente dallo stato civile ma anche dalla presenza di un legame affettivo stabile o anche se vogliamo dalla capacità di intendere e di volere dei due interessati

    *** però sono aperto all’ipotesi (anche perché supportata dalla letteratura scientifica, secondo cui la ‘chapelainship’ tra le altre cose riduce il rischio di accanimento terapeutico) che in realtà la fede possa aiutare. Mi stupisce molto che il sacerdote viene chiamato quasi sempre solo per l’estrema unzione, quando il paziente ormai è agonico, e intervenga poco nelle fasi precedenti. Alle volte sono tentato di chiedere: ‘Ha piacere di parlare con un prete?’ perché so che verrebbe visto come un abbandono del medico (messaggio implicito ‘lei non ha speranze, ha solo bisogno del prete’). Ecco, questo è un campo in cui sarei solo che contento se la chiesa aumentasse la sua sfera di influenza

  25. Cachorroquente,
    scusa mi era sfuggito l’ultimo commento qui, che ho trovato tornando e scorrendo a ritroso.
    1. Mi inviti a considerare le formule di rito: sarebbe anche necessario ripercorrerne la storia, cosa che francamente non sarei ora in grado di fare. Ti ho parlato del matrimonio come istituto inteso a riconoscere e inquadrare nel sistema giuridico positivo la cellula naturale della società (padre-madre-prole) al fine di tutelare la maternità, ovvero i figli, e insomma la procreazione umana, e ho inteso che proprio per perseguire al meglio questo fine il matrimonio vi tutela già adesso che ancora non avete figli e continuerebbe a tutelarvi se non ne aveste. Il riconoscimento del valore sociale del vostro solo coniugio si è prodotto come un frutto “collaterale”, che è buono, perché non è in contraddizione, ma rinsalda e arricchisce l’ordito (un po’ come curo tutto il terreno e non solo i punti dove è caduto ciascun seme).
    1.1. Se invece devo far riferimento al matrimonio religioso, in lume di fede la medesima constatazione del valore della coppia di per sé trova una spiegazione non meccanicistica, perché per il credente – dal momento che nel creato e nel suo ordine si esprime il Creatore – tutto è in un certo modo segno sacramentale, pregno di senso e significato. Così il fatto di essere padre e madre, in una valenza più ampia, è ricompreso nel fatto che siano maschio e femmina: nella prospettiva religiosa tu e tua moglie siete già padre e madre, per voi per gli altri e in quanto coppia, se assecondate questa vostra naturale disposizione piuttosto che rinnegarla (non è un’idea tanto strana: per esempio, di nuovo in una prospettiva non religiosa, non smetteresti di considerare un padre e una madre quelli a cui fossero morti i figli).
    1.2. Torno all’obiezione che ti ho certo lasciato in sospeso sopra: “e non è una cosa buona che rinsalda e arricchisce l’ordito anche l’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali?” Non lo è, sta già corrodendo e distruggendo quel tessuto, perché invece è in contraddizione: in un sistema, un codice per esempio, puoi introdurre entro una certa misura e anche con profitto elementi di ridondanza, non elementi contraddittori. Non te lo argomento di nuovo, lo constato. Sento e leggo una folla di persone negare la realtà che i bambini abbiano una madre e un padre; sostenere che la madre è ora solo un concetto; rimangiarsi l’irriducibile specificità dei due sessi e l’incidenza delle rispettive figure genitoriali; mettersi in fila per accedere a tecniche di manipolazione della procreazione che riducano quella madre ad una fornitrice di ovuli, ad una fattrice, ad un contenitore, che trasformino il patrimonio genetico di un essere umano in ingredienti di produzione; pretendere leggi in contraddizione con quelle esistenti che riconoscono i legami di diritto naturale… A quest’ultimo proposito, per fare un esempio, possiamo consentire per legge che una donna che partorisca un figlio si sottragga senza sanzioni all’obbligo di prendersene cura, decadendo dalla potestà genitoriale, proprio per proteggere il bambino; ma se per uso e per legge stabiliamo che quella che concepisce un figlio o quella che lo partorisce (mi tocca distinguere appunto a causa di queste pratiche distruttive che devono restare illecite) non è sua madre, con annessi e connessi diritti e doveri dell’uno e dell’altra, abbiamo liquidato tutto il diritto (naturale) familiare e ci siamo consegnati schiavi. Ma insomma, prova a immaginarti accanto a tua moglie in sala puerperio che attendete il funzionario o la caposala con l’esito della pratica per sapere se potete adottare il bambino che ha partorito!
    2. Ti auguro di cuore che vi nasca presto un figlio, che ti induca a rivedere le priorità e ti convinca che non sarebbe giusto separarlo dalla sua mamma, né venderlo né comprarlo né regalarlo. E che insomma generazione e allevamento non sono come vorresti una sul piano biologico e l’altro su quello sociale, perché dal momento che sono la generazione e l’allevamento di qualcuno a cui riconosci piena dignità di essere umano, questa piena dignità si esprimerà su tutti i piani che all’essere umano competono (o il bambino assurgerà a dignità umana e sociale non in quanto uomo, ma nel momento in cui tu lo riconoscerai per figlio, come presso gli antichi?). Insomma non mi puoi distinguere su un piano la generazione, sull’altro cura e allevamento: la generazione della prole è sì un fatto biologico e fisiologico per tutti gli animali compreso l’uomo, ma è un fatto anche e necessariamente sociale, e affettivo, razionale, morale, spirituale, religioso, culturale ecc. per l’uomo, che è un animale sociale ecc (d’altronde si può essere o non essere avventati distratti o impulsivi nel concepire come in tutto il resto, sarebbe comunque umano, mentre non umano ma animale o peggio è il trattamento come di un prodotto, in qualsiasi “fase”). Su questo però obietto anche più avanti, dove appunto tu ed altri avete rivendicato l’irrilevanza della madre ecc.
    PS: A parte che mi pare di avere la massima considerazione per il matrimonio civile, è un po’ imbarazzante per me che tu mi consideri qualcuno a cui chiedere (sia pure ironicamente) di lasciarti baloccare col tuo “matrimonio giocattolo” e “scandaloso concubinato”. Non solo ho zie devote e zie no, ma a mia volta proprio non posso dire di parlare da un qualche pulpito. Solo suppongo che questo non rivesta alcun interesse (magari attendo in proposito una eventuale dritta di Berlicche).

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