Palloncini

A gennaio, al buio, ci fanno fare le sentinelle. D’altra parte il nemico quando arriva, arriva. Meno male che fa freddo sì, ma non così tanto. Questa volta ci hanno imboscati in una piazzetta fuori mano, vicino alla stazione, e il sole che ha scaldato il pomeriggio non c’è già più. Bisognava far posto all’altra manifestazione, al “Pride” delle sveglie, al fondo della stessa via. Magari dando la possibilità agli interessati di “partecipare” ad entrambe.

Mentre mi dirigo alla “mia” piazza, decido di dare un’occhiata a quella degli avversari. Piazza Carignano, che noi avevamo riempito a suo tempo. E’ centrale ma piccolina, e dato il forte battage propagandistico – manifesti da ricca campagna pubblicitaria, volantini, sindaci e politici assortiti che intervengono – mi aspetto con un po’ di tremore di trovarla traboccante.
Una volta arrivato ci metto qualche istante a orientarmi. E’ semivuota. Qualcuno sta gracchiando al microfono. Da un lato un padiglione colmo di bandiere e gadget, in fondo un palco, e sotto i manifestanti con bandierine e palloncini, assiepati in non più di un quarto della piazza. Faccio i calcoli a mente: occuperanno forse venti per trenta metri, diciamo mille persone al massimo. Viste le premesse, è un flop. La sera poi leggerò che Repubblica e la Stampa attribuiscono alla manifestazione ottomila, diecimila partecipanti facendo della povera piazza il luogo più affollato del pianeta, densità da quindici persone per metro quadro. Diecimila, sì, come no, includendo tutti i passanti del centro. Devo fare i miei complimenti ai fotografi, anch’io guardando le loro immagini sono rimasto perplesso finché non mi sono accorto che il monumento che sembra distante un chilometro è in realtà a trenta metri dall’obbiettivo. Lo sprezzo dei numeri è anche maggiore per gli organizzatori nazionali, che millantano un milione di presenze, dato che non si avvicina neanche lontanamente alla somma delle cifre già gonfiate. Ma a quanto pare la sincerità non abita da quelle parti. O la matematica.

I numeri, nella nostra piazza Lagrange, sono certamente minori. D’altra parte ci vuole un pochetto più di gambe e di coraggio a stare fermi un’ora, al freddo, in silenzio, a subire insulti rispetto allo sventolare bandierine rosa. La nostra piazza la riempiamo tutta, anche se con la caratteristica bassa densità. Saremo forse centocinquanta, duecento, dietro l’usuale sbarramento di cortese e professionale polizia, che ci frutterà l’abituale insulto di conigli vigliacchi. Già, perché finita la “loro” manifestazione i tollerantissimi cirinnisti sono venuti da noi per il solito sbeffeggiamento. A dire la verità più fiacco del solito, stavolta non provano neanche a fare irruzione, e tra chi ci guarda con coccarde arcobalenate colgo visi scuri e lunghi. Suonano campanelli, e talvolta accennano a qualche coretto abbastanza stonato. “Com’è bello far l’amore da Trieste in giù”, sulle note della Carrà: e mi verrebbe voglia di chiedere loro cosa c’entra il sesso ostentato con l’amore, quello vero, o con le unioni civili o i bambini. Improvvisano anche “l’alleluja delle lampadine”, che talvolta si canta a Messa, e mi domando con un brivido questi che l’intonano da dove arrivino e come mai sian finiti qui. Ma un Alleluja è sempre un Alleluja, e anche se qualcuno ci urla “Gesù vi odia” (aggiungendo “se esistesse”, come ripensamento tardivo) in un certo senso è come un sorriso dall’alto. Ad un certo punto gridano”Medioevo, medioevo!” Mi viene voglia di urlarlo anch’io, dire: condivido, magari. Meglio il tempo di Dante di quello precedente, di Nerone. O posteriore, delle ghigliottine e delle picche con in cima le teste. Anche il ritornello “Vergogna, vergogna” mi dà da pensare: sì, noi sappiamo ancora cosa sia la vergogna, riteniamo che ci sia qualcosa di cui ci si possa vergognare. Proprio questa è l’accusa che ci fanno.

La veglia prosegue come usuale, con il freddo che mi costringe ad alternare le mani che reggono il libro. Ci è stato fornito un lumino a testa, di quelli a cera, che ogni refolo di vento rischia di spegnere. Così il mio lo tengo protetto, tra i piedi, custodendo la fiamma come una piccola creatura. Leggo Testori, il grande drammaturgo milanese, che confessa la sua vita e le illusioni che la morte imminente ripulisce. Un passaggio in particolare mi colpisce:
“Figlio ero;
E di che altro avevo più bisogno?”
La sua omosessualità non gli ha impedito di vedere il vero, e implorarlo.

Ma ormai è buio, la notte è scesa, fortunato io che sotto il lampione distinguo ancora le parole sulle pagine. La veglia finisce, usciamo dal recinto per le strade inconsapevoli. Sono affollate di gente che guarda le vetrine e fa shopping. Gente che magari neanche sa perché siamo stati lì, a vegliare in silenzio, o poco gliene importa. Ma va bene così. E’ questo il ruolo della sentinella, vegliare perché gli altri possano riposare tranquilli, invece che svegliati a forza e portati dove non sanno.
Passa una che ha in mano il palloncino a forma di cuore che distribuivano al “Pride” della piazza accanto. Ma è già sgonfio.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 gennaio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 15 commenti.

  1. A noi hanno urlato “Siete un caso antropologico!”. Un complimento di cui vado ancora fiero. Paolo.

  2. Grazie per il lumino stretto un’ora tra i piedi;
    grazie per il libro di Testori che quel lumino ha contribuito a illuminare, anche per me che ne ignoravo del tutto (tanto per cambiare…) l’esistenza, nonostante l’incalzare della notte (e delle tenebre), dal basso della sua tremolante fioritura di fiamma passeggera sì, ma comunque più resistente di cuori-pallone sgonfiati dopo due passi fuori rotta (ideologica);
    grazie per il sorriso a quell’alleluja che voleva essere scanzonato, ma è risultato solo malignamente canzonatorio e stonato molto più per il contesto che non per il pentagramma.

    Ah, e poi ancora un’altra cosa, volevo dirLe: grazie!
    (intese come quelle che, anche in virtù di semplici gesti come questo Suo, pioveranno, anche nel pieno della siccità più ostinata, per e su tutti, belli e brutti, santi e peccatori, passanti forzati su questo Pianeta-Purgatorio).

  3. Grazie anche da parte mia. Oggi, ahimè, ho dato buca e ringrazio chi ha fatto anche la mia parte. Ho fatto una piccola e breve rassegna stampa on line e pare che tra ieri e oggi c’erano in giro solo “gli sveglioni”.
    Anche nei giornali locali, quelli che ti fanno pagine intere sull’aiuola pubblica del paesino più sperduto della provincia con i gerani che fioriscono in anticipo, nulla.
    Che le Sentinelle siano in realtà trasparenti?

  4. Non è vero, Gatto! Su più quotidiani (online, almeno) ci sono ampi servizi sui contestatori alle sentinelle…

  5. Anch’io questa volta non c’ero e ti ringrazio per esserci stato.
    A sentire i telegiornali, le Sentinelle sono proprio trasparenti, infatti anche oggi ho visto solo panorami delle oceaniche folle arcobaleno. In particolare quella che affollava piazza del Pantheon. Dico in particolare perché ricordo – quando in detta piazza c’erano andate le Sentinelle in Piedi – una dotta disquisizione sulla esiguità di tale piazza, per cui bastavano poche decine di persone a riempirla. Questa volta invece, a vedere le riprese, ci stava dentro una metà buona della Grande Armée. Si vede che è elastica…

  6. Grazie! Io ero a vegliare a Cantù ma sembrava di essere dov’eri tu. Come sempre hai descritto quello che proviamo in maniera magistrale. Applausi!

  7. Poveri gay! Ho tanta pena per loro. Non si sono neanche accorti e non si accorgono che una falsa ideologia ha rubato a loro oltre che alla fede e alla carità un’altro inestimabile dono: la SPERANZA.

  8. brunella.rosano@tin.it

    Bello! In effetti Piazza Carignano sembrava piena (servizio del tg regionale). E sono stati ben molesti con i campanelli delle biciclette! Beh, questa settimana: preghiera intensa e digiuno! E sabato: ROMA!!! Buona giornata, Brunella (esercizi a Rimini)

  9. Mi ha colpito in modo particolare la chiusa.
    E’ vero, non sono i numeri che contano alla fine, le sentinelle non devono essere più di coloro che custodiscono , ma devono essere lì per permettere agli altri di continuare a vivere in pace.
    E anche per provare a proteggere i contestatori stessi, anche se non lo sanno.
    Ecco che mi sento – a posteriori – un po’ più orgoglioso del mio Sabato pomeriggio, ricordando Isaia: “Custos, quid de nocte?”
    Grazie !

  10. xBrunella: anche fosse stata piena, e non lo era, quella piazza fa 88*33 metri quadri, cioè 2900 – comprendendo anche monumento, fioriere, marciapiedi, tavolini e piccioni.
    Per arrivare a 10000, oppure 8000 (La Stampa) o 7000 (Fassino) persone bisognerebbe ipotizzare densità costanti di tre persone almeno a metro quadro. Sarebbe stato un momento estremamente intimo…. In ogni caso, come più persone hanno fatto notare, sommando anche solo i numeri delle piazze ipergonfiati non si arriva a 100000, figurarsi un milione; la mia stima è che non siano arrivati neanche a 50000. Data l’organizzazione professionale, uno smacco.
    Come, per converso, ho letto di 50 sentinelle. Posso capire che ci si sbagli a contare le migliaia, ma per le decine bisogna essere parecchio miopi o in cattiva fede. Eravamo 11 fila, sulla mia fila c’erano 15 persone, ma i numeri erano un po’ variabili e non vedevo davanti (io ero in fondo). Il numero era quello che mi aspettavo, considerando il freddo, il buio, il sito, sabato prossimo, l’ovvia contestazione, cioè più o meno uguale alle altre volte. Le sentinelle non tappezzano la città di manifesti e i giornali di annunci, non cammellano sindacati o ragazzini (come quelli che facevano casino – parecchi erano così giovani che facevano tenerezza).
    I campanelli non davano troppo fastidio, ma ero dalla parte opposta. Si saranno spelati le mani, poarelli.

  11. Pur sapendo bene che sui media questi temi sono trattati in stile Pravda ed essendo orgoglioso del fatto di non aver ceduto al lavaggio di cervello, riesco ancora a stupirmi nel leggere articoli come quelli di Repubblica che sbattono subito nelle prime righe le dichiarazioni dell’Arcigay sul milione di persone, prendendole per oro colato e senza metterle minimamente in dubbio (quando ad una veloce occhiata dei presunti partecipanti delle singole città appare evidente che il dato aggregato è clamorosamente inferiore, di almeno 10 ordini di grandezza). Fossi favorevole alla causa, mi sentirei comunque a disagio nel vedere la mia posizione supportata da soggetti che hanno così in poco conto la verità dei fatti.

  12. BeatoAngelico72

    Io sono di Roma, e leggere PIAZZA DEL PANTHEON GREMITA fa veramente ridere..è la piazza storica più piccola di Roma, un buco di piazza.. mi stupisco continuamente di come si possa negare la verità contro ogni ragionevolezza.. confesso che il panorama mediatico di ieri è stato deprimente, Presa Diretta e le Iene hanno fatto parlare anche i bambini con una strumentalizzazione da far orrore … molto deprimente

  13. …E’ chiaro
    Che il pensiero dà fastidio
    Anche se chi pensa
    E’ muto come un pesce
    Anzi un pesce
    E come pesce è difficile da bloccare
    Perchè lo protegge il mare
    Com’è profondo il mare… Lucio Dalla

  14. Bellissimo pezzo, Berlì. Complimenti!

    “Ad un certo punto gridano”Medioevo, medioevo!” ”
    Coloro che usano come insulto i termini “Medioevo” e “medievale” si qualificano, seduta stante, come dei poveri ignoranti, se non peggio.
    Un europeo, e un italiano in particolare, dovrebbe solo essere orgoglioso dell’ “oscuro Medioevo”.
    Altro che orgoglio gay!
    Ci vorrebbe il Medieval Pride. :-)

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