Mi perdono

Se non si hanno sensi di colpa, vuol dire che o non ci sono colpe o non c’è il senso.
Direi che la prima non è realistica. E’ decisamente più probabile la seconda.
C’è gente che discetta sull’importanza di perdonarsi. Per lungo tempo l’uomo ha supposto ci volesse Dio per perdonare i peccati. A farlo da soli, chi pensiamo di essere? Problema già visto, vedi all’etichetta “peccato originale”.

Qualcuno potrà dire: beh, tanto Dio ci perdona tutto. E no, eh. Dio ci perdona se ci pentiamo e lo chiediamo, questo perdono. Se pensiamo di essere già a posto, col cavolo.
E’ per questo genere di autoassoluzioni che i confessionali  sono vuoti come le chiese che li ospitano. Se credo di essere automaticamente a posto qualsiasi cosa io faccia, che ho ancora da andare a sentire qualche prete?

Ma se non ci si perdona da soli non si rimane angosciati e prigionieri dei nostri sbagli? No, se crediamo che Dio ci salva. Però il farlo è qualcosa che spetta a Lui, non a noi. Non giudicare significa anche evitare di assolvere se stessi, magari ancora prima dell’udienza.

Il senso di colpa è un bene come il dolore di una ferita, perché ci dice che abbiamo fatto del male. Come il paralitico della vicenda evangelica sì, dobbiamo prendere su il nostro lettuccio e tornare a casa. Ma col cavolo che ci riusciamo da soli, se non è Cristo a dircelo.
E col cavolo che ce lo dice, se non andiamo da Lui.

paralitico

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 gennaio 2016 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 58 commenti.

  1. Quando il perdono lo amministrano certi moderni sacerdoti, non sono più sicuro che sia sempre Cristo a perdonarmi, ma l’Avversario…

  2. dio fa sorgere il suo sole sopra i giusti e sopra gli ingiusti. dio non interviene nel mondo a correggere i malvagi e a premiare i giusti. è la promessa dell’alleanza con noè dopo il diluvio. dio ha già posto una legge nei cuori, non troppo in alto perché alcuno possa dire: chi la prenderà per noi affinché si possa attuarla. ciascuno è giudicato dalla propria misura di giudizio. tutti si sono corrotti, non c’è nessuno che faccia il bene. per l’indurimento dei cuori si è reso necessario scrivere la legge su tavole di pietra, stabilire rituali religiosi, e un tempio, e un regno terreno. ma la giustizia umana non è mai la giustizia di dio. come mai il giusto è oppresso e l’empio prospera? si dovrà attendere che dio punisca le colpe dei padri nei figli? e se anche allora dio non opera, forse le punirà nella terza generazione? o nella quarta? e il giusto che è nella prova avrà mai una retribuzione per la sua pazienza? sarà mai risarcito per le sue pene? avrà forse una seconda vita? oppure davvero tutto è vanità? chi è infermo dalla nascita quale colpa sconta? forse i genitori hanno peccato nel concepirlo? i miei pensieri non sono i vostri pensieri. l’unica cosa certa è che il male richiede una punizione. a ciascuno il suo. in abramo dio ha promesso una via di riconciliazione.chi salirà il monte del signore? chi ha mani innocenti e cuore puro. un giusto espierà per gli ingiusti. e uno solo è buono: dio. summum ius, summa iniuria: egli stesso è stato annoverato tra i malfattori! e questa ingiusta condanna è condanna della pretesa di ogni potere religioso e civile di incarnare e anticipare la giustizia divina. a me il giudizio, io dò la retribuzione. nessuno è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli. non giudicare. sospensione del giudizio. epochè.
    ba

  3. Caro ba, la sua promessa è il centuplo quaggiù e l’eternità, in sovrappiù. Centuplo, e chiunque può constatarlo. La via del malvagio o dell’imbelle è una vita vuota e senza sapore, per quanto si abbuffi. Se no non si spiegherebbero le conversioni, o la ricerca di senso di ognuno di noi. Sì, i conti saranno veramente chiusi dopo, quando sarà data a tutti giustizia; ma che Dio non agisca o non ci sia, ora, qui, questa è cecità.

  4. ” La via del malvagio o dell’imbelle è una vita vuota e senza sapore, per quanto si abbuffi.”

    l’hai consumata personalmente o hai solo letto qualche recensione?

  5. L’ho consumata personalmente. Scusami se mi infilo nella domanda rivolta a Berlicche

  6. E soprattutto ringraziò il mio Liberatore

  7. Caro r&s, nemmeno io sono nato santo. Ma, grazie a Dio (letteralmente) riesco ancora a capire quando sono fuori strada, e cercare di tornare a quel meglio che ho visto. Non c’è paragone, mi dispiace per chi non lo sa.

  8. il punto, svicolone mio diletto, è un altro:

    io – ahimé – personalmente sono solo un imbelle, per temperamento prima e per scelta poi;

    ma ho conosciuto fior di malfattori (ex, in realtà, ormai a riposo per sopraggiunte inadeguatezze psicofisiche) che descrivevano “la via del malvagio”* come tutt’altro che vuota e insipida. con nostalgia, più che altro.

    per questo chiedevo; e a causa della tua evasiva risposta continuo a considerare la tua recensione** frutto di un pregiudizio.

    * che sound orientale, mi piace. l’adotterò e, se mi ricordo, ti citerò pure…
    ** non ti sto dando torto, eh… solo, non credo che tu sappia poi così bene di cosa parli

  9. Svicolone, r&s? Io ti ho risposto chiaramente: se preferisci da imbelle non sforzarti a capire, non chiamarmi in causa.
    Comunque è indicativo che tu non ritenga che siano piuttosto loro a non sapere quanto quella vita di malvagi fosse in effetti vuota. O piuttosto, che lo sappiano benissimo, ma non lo ammettano. Ne ho conosciuti parecchi, così, sai. Anch’io.

  10. vedo che il concetto di “dubbio” continua ad esserti alieno. magari vivi meglio, buon per te.

  11. Alieno al dubbio, r&s? Quando ti ho appena detto di dubitare che le tue “testimonianze” siano così attendibili? Forse la tua definizione di dubbio è “tutto ciò che non affermo io”.
    Ho dubbi su quello che non so, non su quello che so di sapere. Ma puoi rimediare, se vuoi: portami esempi reali di gene cattiva che viva una via piena di senso, di luce, di bellezza, che ami e sia riamata, insomma una esistenza piena di gusto e sapore. Forza, mettimi in crisi…

  12. sai di sapere.

    wow bravo. metterti in crisi è impossibile.

  13. r&s, ti ho chiesto di mettermi in crisi portandomi esempi reali e non chiacchere. Se non lo fai, evidentemente è perché sai di non potere.

  14. a berli’, me stai a perde’ colpi. te ricordavo più sottile.

    io te dico – nomi di fantasia – ravello francesco, pastorel ugo, del signore benito, cortese anna laura, benvenuti antonio, e tu me dirai “e chi cazzo so’?”

    immagino che tu mi stia sfidando a sparacchiare nomi tipo hari mata, secondo filippo, el din salah, gontxa agnesa, di tarso paolo…

    il fatto è che io non li conosco abbastanza questi signori*. e, per quanto tu “sappia di sapere” (e reitero il wow) NON LI CONOSCI NEMMENO TU, palloncino mio…

    * il secondo gruppo – ma tuttosommato nemmeno il primo; mai fatte non dico dieci miglia ma nemmeno dieci yarde nei loro mocassini…

  15. Caro r&s, ti chiedo dati e tu mi rispondi con fuffa? Vedi, io ho la mentalità di un ingegnere. Tu stai facendo affermazioni senza fornire uno straccio di prova. Vuoi che ti creda? Fammi verificare quello che affermi. In mancanza di un dato certo, o quantomeno probabile, sono autorizzato a ritenerti uno che parla ideologicamente, di cose che non conosce o si inventa. Insomma, una sòla.
    Da parte mia non conosco nessuno che corrisponda al ritratto che tu affermi esistere. Nessuno. E di assicuro che di gente ne conosco. Anche di quelli che, secondo una certa mentalità, “si divertono”, o si sono divertiti. Oh, anch’io talvolta mi sono divertito un po’, purtroppo.
    Forza, dai, basta anche un solo esempio per smentirmi.
    Forse io non sarò sottile, ma a te ti si vede in trasparenza.

  16. “Tu stai facendo affermazioni senza fornire uno straccio di prova. Vuoi che ti creda? Fammi verificare quello che affermi. In mancanza di un dato certo, o quantomeno probabile, sono autorizzato a ritenerti uno che parla ideologicamente, di cose che non conosce o si inventa. Insomma, una sòla.”

    e va bene. parliamo del miracolo di calanda, eheheh.

    poi magari possiamo parlare di eric priebke, per esempio.

  17. (ah, e mi raccomando: il miracolo di calanda con “la mentalità di un ingegnere”…)

  18. Di quel miracolo, r&s, ci sono le prove. Tu smentiscimi le prove.
    Oppure non cambiare argomento e dimostra invece di non avere detto solo un sacco di balle.

  19. prove? ma tipo radiografie e analisi del dna della terza gamba*?

    …passiamo a priebke, vuoi?

    * honi soit…

  20. C’è quello che poteva esserci al tempo: la testimonianza giusto di qualche *centinaio* di testimoni oculari e un faldone di processo grosso così, tra cui il referto medico dell’avvenuta amputazione. Esaminato dalla commissione di fronte all’amputato, ora nuovamente in possesso di entrambe le gambe.
    Peraltro, ci sono miracoli di “ricrescita”, per quanto meno clamorosi di un’intera gamba, anche in tempo di radiografie, con intere sezioni ossee ricomparse. Informati.

  21. dile, anche lei è ingegnere, per caso?

    (si vede dalla mantalità, se lo lasci dire…)

  22. (“mEntalitá”, naturalmente…)

  23. R&s, bastava che dicessi “Non so rispondere perché ho detto un sacco di balle” e ti avremmo capito, davvero. Non devi sforzarti così per cambiare argomento, se no va a finire che ti si scambia per un troll.

  24. berlicche, quali prove? soddisfano “la mentalità di un ingegnere”?

    non rivoltare la frittata, svicoloncino…

  25. No, veramente insegno lettere.

  26. è ben noto come i miracoli possano essere opera ingegneristica finalizzata ad arpionare al cielo i tiranti che tengono sollevato il cielo di carta del mondo ideativo, in attuazione della direttiva “farete opere maggiori di queste” all’aumentare della koinonia.
    esempio personale: il tal medico, presentato a papa giovanni paolo ii dal suo futuro genero, chiese una pergamena di benedizione per l’imminente matrimonio della figlia, nel ricevere la quale gli fu allegato un plico contenente due radiografie toraciche una con una macchia tumorale l’altra priva di essa e accanto una nota con i dati anagrafici della paziente le date delle due radiografie e la descrizione della guarigione della stessa con preghiera di certificarla. inutile dire che il medico potè certificare la successione cronologica delle radiografie e l’assenza di interventi medici tra le stesse esclusivamente sulla fiducia che nasce dalla koinonia. invano faticano i costruttori, se prima non si costruisce la casa dell’interesse comune. il miracolo è quel tipo di opera d’arte che l’autore aliena da sè stesso rifiutandosi di riconoscere come proprio prodotto e può così costituire un appoggio fluttuante nell’aria fritta su cui potersi arrampicare verso i cieli empirei.
    ba

  27. Caro ba, per tua sfortuna ho qualche contatto con il mondo dell’accertamento di miracoli, e anche delle bufale. La documentazione dei miracoli è disponibile, niente di più concreto. A parte forse la malignità con cui si cerca di cancellarli.

  28. ” …ho qualche contatto con il mondo dell’accertamento di miracoli…”

    certe cose è sempre bene sottoporle anche alla mentalità dell’ingegnere, in effetti.
    meno male, adesso siamo tutti molto più tranquilli: miracoli ISO.

    oh, e priebke?

  29. Insomma, r&s non ha argomenti, e quindi piagne e usa argomenti a caso. Ecco l’ateismo, signori miei!

  30. “a caso”…

    (c’è qualcuno che sa leggere, in sala…?)

  31. “oh, e priebke?” quando si stava parlando di miracoli.

    Ora fai pure la vittima! Sei proprio ridicolo, come tutti gli anticlericali: vogliono essere nemici di Dio e riescono ad esserlo solo del sagrestano!

  32. giuliano carrone

    richard xke’ nn prendi + il lexotan?? ricky m fai stare in pensiero!!

  33. (cielo berli’, dì ai tuoi che a volte può essere utile leggere una discussione prima di saltarci dentro – glielo direi io, ma a me non crederebbero…)

  34. Ocime, hai letto gli articoli che hai postato? Se lo hai fatto in maniera critica e se ti sei documentato sul caso, puoi verificare facilmente che questi articoli, per far tornare il ragionamento, ignorano bellamente alcuni fatti chiave ed altri li tralasciano. A scuola ero abituato a risolvere i problemi matematici con le ipotesi che mi venivano date in partenza e se non ero in grado di trovare una soluzione, lasciavo l’esercizio incompleto, non modificavo i dati di partenza nè ne tralasciavo alcuni di comodo pur di arrivare ad una conclusione. La razionalità di un ragionamento la valuto guardando a questi aspetti, non dal titolo che una associazione si dà.

  35. a te t’hanno insegnato solo a mena’ il can pe’ ll’aja, er miracolo de lo storpio e’ la solita fregnaccia de quer fesso di messori

  36. Caro/a Ocirne, se lei davvero crede che un re di Spagna del Seicento si sarebbe inginocchiato a baciare la gamba di un mendicante così tanto per fare qualcosa, l’accusa che rivolge a Messori se la può prendere, incartare e portare a casa. Ci sono cose più impossibili e incredibili del re-innesto di una gamba tagliata. Tra esse c’è un tale comportamento da parte di Yo el Rey.

  37. Ocirne (Carrone, ecc) è il solito troll che, da qualche giorno, è tornato a bersagliare il blog con insulti e peggio. Come scritto nelle regole del blog i suoi interventi, provenendo da un anonimizzatore, sono cancellati. Non vale la pena neanche leggerlo: so chi è, un poveraccio.

    R&s, Ago ha ragione. Se la tua voleva essere una risposta seria, direi che non stai messo bene.

  38. ricco&spietato | 22 gennaio 2016 alle 12:12
    “Tu stai facendo affermazioni senza fornire uno straccio di prova. Vuoi che ti creda? Fammi verificare quello che affermi. In mancanza di un dato certo, o quantomeno probabile, sono autorizzato a ritenerti uno che parla ideologicamente, di cose che non conosce o si inventa. Insomma, una sòla.”

    e va bene. parliamo del miracolo di calanda, eheheh.

    poi magari possiamo parlare di eric priebke, per esempio.

    berli’, ti riposto il commento sopra e ti invito, se non ti è improbo, a ritenerlo soddisfazione del TUO commento che lo precedeva.

    vedo che questa di scrivere senza leggere è una disfunzione abbastanza diffusa in questo blog.

    comincio a sospettare che sia una tattica, o magari una direttiva (soprannaturale?).

    e continuo – nel senso che è un po’ che me lo dico, ma d’altra parte ancora mi diverte – a sospettare di star giocando a scacchi col leggendario piccione…

  39. non so come mai si sia passati dalla chiamata alla conversione a parlare di miracoli, comunque effettivamente nella bibbia i miracoli sono dei segni che rimandano alla presenza del soprannaturale e stimolano alla conversione e al pentimento. come mai il roveto arde e non si consuma?… mi levo i sandali perché ho a che fare col divino. come mai giona fu sputato dalla balena? … credo alla sua predicazione e mi converto. come mai le bende sono afflosciate nel sepolcro? … credo che gesù è risorto e non ho più paura della morte. ancora nel medioevo era così per i miracoli eucaristici, mentre oggi nella chiesa i miracoli non sono più considerati segni che garantiscono dell’autenticità di un messaggio divino, al contrario è il giudizio di conformità del messaggio ideologico portato dall’evento che trasforma la credenza popolare in un miracolo autentico doc (o iso). le notizie e documentazioni di eventi prodigiosi attorno a una persona o un luogo non sono ritenute indizi di attività soprannaturale fino a che non sia possibile valutare in maniera irrevocabile e definitiva la conformità ideologica della persona e dei fenomeni ad essa correlati alla dottrina ufficiale della chiesa (per esempio si attende la morte del presunto taumaturgo o la conclusione dei supposti fenomeni mistici) e solo a seguito di esito positivo della valutazione di ‘conformità ideologica’, le notizie di eventi prodigiosi per le quali fino ad allora si era espresso parere di non soprannaturalità (per esempio le stimmate di padre pio) sono recuperate e trasformate in autentici miracoli da sottoporre alla pietà popolare al fine di meglio puntellare il neonato santino da sacrestia nel cielo di carta del cattolicesimo. quella che definisci ‘malignità con cui si cerca di cancellare un supposto segno divino al fine di non convertirsi’ la chiesa la definisce prudenza, poiché gesù ha lasciato scritto che negli ultimi tempi “molti verranno nel mio nome, e faranno anche prodigi…” mentre soltanto “le mie parole non passeranno”. io non saprei dire se hai ragione o torto su questo pensar male, quello che però mi sembra di capire è che per la chiesa i miracoli attuali non sono come i segni biblici del passato. come diceva quel tale, la bellezza è disarmata…(e si avvia verso una brutta fine).
    ba

  40. No, r&s, parliamo del tema del post, o di quello a cui hai rifiutato di rispondere prima.

  41. m’arrendo, berli’. vattene pure “in giro tutto impettito come se…” in pace.

  42. Non ho capito cosa c’entri Priebke.
    Oltre ad essere un esempio di auto-assoltosi, se ci si basa sul cosiddetto “testamento”.

  43. cacciatrice,è “l’esempio” (di un malvagio che ha avuto una vita tutt’altro che vuota e insipida) che era stato reclamato dal piccione all’inizio di tutto lo strepito.

    calanda serviva per calibrare “la mentalità dell’ingegnere” che infatti è emersa nel prosieguo in tutto il suo splendore.

  44. Cacciatrice, prova a domandargli come fa a sapere che Priebke “ha avuto una vita tutt’altro che vuota e insipida”.
    Tutto questo serve solo a calibrare la mentalità del troll.

  45. E questo, r&s, risponde alla domanda?

  46. cos’è, hai abbassato la glicemia e adesso vuoi il dibattito?

    se ti dicessi che CI HO PARLATO PERSONALMENTE* con priebke ci crederesti?
    …o bisogna essere un soldato spagnolo del seicento per passare il vaglio della mentalità dell’ingegnere?

    * tu c’hai i contatti con l’ISO dei miracoli – ammetterai che è possibile che anche gli altri girino e vedano gente…

  47. Se lo affermi ci posso credere. E ti ha detto che ha avuto questa vita piena di cui parli, esempio e sprone per tutti, e secondo te è vero?

  48. “E ti ha detto che ha avuto questa vita piena di cui parli, esempio e sprone per tutti, ”

    non mettere in bocca agli altri le battute che ti piacerebbe sentire… questo funziona coi piccioni e con gli umani sotto gli otto anni…

  49. Se non sbaglio era qualcosa del genere che cercavamo, no? Allora, dillo con parole tue: vivresti volentieri la vita che ha vissuto lui?

  50. “Se non sbaglio era qualcosa del genere che cercavamo, no?”

    no.

    “r&s, ti ho chiesto di mettermi in crisi portandomi esempi reali e non chiacchere. Se non lo fai, evidentemente è perché sai di non potere.”

    …e invece ci sono più cose in cielo e in terra, mio vezzoso YankeeDoodle…

    era questo che cercavamo.

  51. Cioè, mi porti un esempio che non è un esempio e non serve a niente. CVD.

  52. Il punto non è se lui vivrebbe la vita di Priebke, è che Priebke immagino si dicesse per nulla turbato da quel che aveva fatto e contento della sua vita successiva al ’45.

    Pensa a quanti re sono morti tranquillamente nel loro letto, apparentemente soddisfatti di se, dopo aver fatto le peggio cose. Possiamo anche immaginarci che in realtà si rendessero conto della loro malvagità – ma è una supposizione. Probabilmente per molti non era così.

  53. Mah. Leggendo le sue ultime parole (che sono passate sulla stampa nazionale, alla sua morte) emerge un grande fastidio e insofferenza per il fatto che tutti gli chiedessero delle Fosse Ardeatine.
    E cambia argomento a ripetizione, quasi schizofrenico (anche l’età ci mette del suo, ovviamente).
    Mi ha messo una grande tristezza, come una persona che si sia auto-convinta (anche perchè convinta da altri ai suoi tempi) di non aver fatto nulla di male nella vita.
    Ma non serena e gioiosa. Quello proprio no. Semmai nostalgica di un passato luminoso (peraltro mai esistito) e rimbambita per l’età, con tutto il rispetto.

    Berlicche vuole l’esempio di una persona che abbia compiuto male azioni, che non sia pentita, e che tu, incontrandola, abbia invidiato e abbia desiderato di prendere a modello per la felicità che irradiava. Questo esempio non è stato ancora fatto.

  54. È interessante la menzione di Priebke perché è un ottimo esempio del tentativo di felicità che istintivamente cerchiamo di seguire: una condizione interiore di continua autoassoluzione e autoadorazione. E qui secondo me ricco&spietato ha le sue ragioni, perché questa operazione, se perseguita con continuità può riuscire fino alla fine della vita. C’è una risposta provocatoria che C. S. Lewis diede durante una trasmissione radio quando gli chiesero secondo lui quale religione al mondo garantisse la maggior felicità. La risposta forse è volutamente paradossale (copioincollo in inglese):

    “While it lasts, the religion of worshipping oneself is the best. I have an elderly acquaintance of about eighty, who has lived a life of unbroken selfishness and self-admiration from the earliest years, and is, more or less, I regret to say, one of the happiest men I know. From the moral point of view it is very difficult! I am not approaching the question from that angle. As you perhaps know, I haven’t always been a Christian. I didn’t go to religion to make me happy. I always knew a bottle of Port would do that. If you want a religion to make you feel really comfortable, I certainly don’t recommend Christianity. I am certain there must be a patent American article on the market which will suit you far better, but I can’t give any advice on it.”

    Attenzione però alle prime tre parole “while it lasts”. Può darsi che in una vita tranquilla un uomo non sia messo seriamente di fronte ai suoi limiti. O può prendere la decisione interiore che quello che sta al di fuori dei suoi limiti non è interessante, non vale niente. In effetti da un punto di vista bio-fisico questo scelta può avere i suoi vantaggi, e credo che sia per questo che ricco&spietato ha tirato fuori Priebke: la longevità di molti ex-nazisti potrebbe in effetti derivare da una mancanza di stress interno, grazie all’abitudine di tacitare qualsiasi conflitto interiore. Di certo è meno stressante di una vita orientata verso l’esterno in modo distorto: uno che si macera perché il vicino ha un Suv più grande del suo, ad esempio, è molto più a rischio di incidenti cardiovascolari (ma sostituite pure il Suv con una donna attraente, un riconoscimento accademico ecc.). In fondo (ipotizzo) esiste anche una specie pace del male. Posso solo immaginare la psicologia di un grosso narcotrafficante o di un signore della guerra somalo, ma forse ha la stessa “serenità” di un ex-nazista: quello che ho è tutto, se se me lo tolgono muoio (nel senso che mi ammazzano davvero), nel frattempo lo difendo ammazzando. E al di fuori di questo pezzetto di mondo che posso comandare non c’è nulla. Per un nazista incarcerato il pezzetto di mondo può anche ridursi al solo “io esisto e mi basta”: molto cartesiano.

    Ma scegliere questa via per la felicità mi pare un po’ rischioso. Credo che la schizofrenia di cui parlava cacciatrice di stelle non sia dovuta solo all’età di Priebke: se per “stare bene” ti abitui a ritrarti in un io illusorio che corrisponde al tutto ad un certo punto cominci a perdere la presa sulla realtà, che potrebbe rimandarti un’immagine non corrispondente a quella della tua mente. Sicuramente tutti hanno dimestichezza con personaggi simili, anche letterari. Basti pensare ai Dursley di Harry Potter (che poi credo siano ispirati ai parenti di Jane Eyre).
    Cito i Dursely perché c’è anche un’interessante pensiero di J. K. Rowling sui rischi di chiudersi in se stessi. Vi sono incappato qualche tempo fa leggendo un discorso che tenne nel 2008 fa ai neolaureati di Harvad (leggetelo, è insieme divertente e profondo: http://news.harvard.edu/gazette/story/2008/06/text-of-j-k-rowling-speech/).
    Ad un certo punto la scrittrice parla di una sua prima esperienza lavorativa dentro Amnesty International (che non vorrei fosse un’associazione problematica dentro questo blog, ma tant’è). Comunque ad un certo punto racconta di come le terribili esperienze di vita con cui entrò in contatto in quel periodo le fecero venire gli incubi. Ma anche così, chi non è capace di empatia, corre rischi peggiori:

    “And many prefer not to exercise their imaginations at all. They choose to remain comfortably within the bounds of their own experience, never troubling to wonder how it would feel to have been born other than they are. They can refuse to hear screams or to peer inside cages; they can close their minds and hearts to any suffering that does not touch them personally; they can refuse to know.

    I might be tempted to envy people who can live that way, except that I do not think they have any fewer nightmares than I do. Choosing to live in narrow spaces leads to a form of mental agoraphobia, and that brings its own terrors. I think the wilfully unimaginative see more monsters. They are often more afraid.

    What is more, those who choose not to empathise enable real monsters. For without ever committing an act of outright evil ourselves, we collude with it, through our own apathy.”

  55. Grazie, Zimisce. E’ solo nella realtà che vivere conta. Oppure, per dirla con un pezzo molto famoso di Chesterton…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: