Davvero unico

La mia attenzione, stamattina, è stata attirata da una pubblicità su twitter, quella che vedete qui sotto

proposta da sogno
“Non chiederle solo di sposarti, rendi davvero unico quel giorno.”

Mi ci è andato qualche secondo per capire cosa mi suonasse strano. Poi ho capito. “Solo”? “Davvero unico”?
Ed ho avuto una botta di nostalgia. Per i tempi in chiedere ad una donna di sposarti era davvero una cosa unica nella vita.
Perché voleva dire desiderare un amore eterno; voleva dire un vincolo indissolubile; voleva dire non riuscire neanche a concepire che ci potesse essere una seconda, una terza, una quarta occasione di fare quella domanda a qualcuno…

Forse sono troppo all’antica, ma non riesco che a pensare male di chi ritiene a priori che una tale occasione sia tutto meno che unica. Dare quasi per scontata la ripetizione. La mancanza di certezza su chi ti sta davanti. Anzi, la mancanza di convinzione come sola certezza. Ti amo finché dura.
Sono all’antica, sì: credo ancora che l’amore – per chi sposi, per i figli – non sia un diritto, non voglia dire possesso, ma qualcosa di più profondo, davvero unico e irripetibile.

Vediamo il bicchiere mezzo pieno: si sta comunque parlando di matrimonio. E’ raro, di questi tempi. Quasi unico.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 gennaio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Fa il paio colla corrente pubblicità della Citroen; quella in cui la sposa dice allo sposo “questo (il giorno delle nozze) “è il secondo giorno più bello della mia vita”. Il primo è quello in cui le hanno dato le chiavi dell’auto nuova.

  2. Allora tra gli spot “segni dei tempi” bisogna aggiungere quello di Natalie Portman per Dior.
    La bella Natalie è nel giorno delle nozze, ma rimane turbata quando il fattorino dell’hotel la saluta chiamandola “madame”, tanto che aggiunge “it’s still miss”. Dopodichè la scena si sposta al matrimonio vero e proprio, dove all’ultimo momento scappa con un “sorry dad” (nessun sorry per il fidanzato :)) ) e strappandosi l’abito da sposa corre per paesaggi maestosi e sale sulla scaletta lanciatale da un sensuale pilota di elicottero.

  3. “Ed ho avuto una botta di nostalgia. Per i tempi in chiedere ad una donna di sposarti era davvero una cosa unica nella vita.”

    vabe’ che in quanto demone gli anni ce li hai tutti, ma: mi puoi dire in che tempo e in che luogo hai visto ‘sto film?

  4. Oh, r&s, dalle mie parti si usava un sacco.
    Se tu sei vissuto dove non era così, molto spiacente per te.

  5. boh.
    “dal dì che nozze e tribunali ed are” a me risultano poligamia, ripudi, divorzi* e divorzi all’italiana.

    mesattanto che “dalle tue parti” è un libro di harry potter – l’unico posto che conosco dove tutti sono monogami.

    * “annullamenti” inclusi

  6. Quelli che tu elenchi, r&s, erano cadute o inganni; e sì, le cadute o gli inganni ci sono sempre stati.
    Ma per cadere da qualcosa occorre esserci, per ingannare occorre che ci sia una verità.

  7. Grazie ancora Berlicche! Solo un consiglio: lascia stare “il bicchiere mezzo pieno”… vale la pena di “tenere d’occhio la bottiglia!” E’ ancora più calzante e adeguato il paragone.
    Maurizio

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