Fatta la festa – 2 – Epifania tutte le feste si porta via

Demonietti miei belli e anime purulente, come vi va? Oggi interrompiamo nuovamente il nostro esame della preghiera del bravo diavolo e parliamo invece di un’altra ricorrenza del mondo umano, quella che è nota come Epifania.

Oh, brontolate quanto volete, ma sono cose che dovete sapere se ci tenete a mangiare. L’improvvisazione, in materia di dannazione, non conduce a niente. Raramente gli uomini si possono portare all’Inferno in base ad un impulso. Bisogna pianificare accuratamente, per evitare che gli esseri umani sotto la nostra protezione possano ricadere verso l’alto. Guardate cosa ha fatto il Nemico-che-sta-lassù: voi forse credete che la sua incarnazione sia stato il ghiribizzo di un momento? Evidente che no. Erano ere intere che preparava le sue mosse. Ha avuto anche l’impudenza di fare tutti quei teaser, quelle profezie che dicevano e non dicevano. Ci siamo rotti le corna a forza di rivederle, commentarle, cercare di capirle. Ci domandavamo: che mai avrà voluto dire? Che sequel vorrà mai dare a tutta quella storia di Adamo e Abramo e Davide e via andare?
Aveva tenuto tutto segreto, dopo il disastro dei prequel. Quelli dove era intervenuto lui personalmente e le cose gli erano andate veramente storte. Eden, Caino, diluvio, devo aggiungere altro? Noi trionfanti, ad un passo dalla vittoria totale. Il mondo saldamente nelle nostre mani.

Bisogna dargli atto: ci ha provato. Apriva mari, suscitava colonne di fuoco e fumo, donava manna, guariva dal morso dei serpenti. E cinque minuti dopo quelli che aveva salvato se ne erano già dimenticati, a dire che si stava meglio prima, okay, schiavi, ma vuoi mettere con vitto e alloggio sicuri?

Gli esseri umani li conosciamo meglio noi di lui. Sono una razza pretenziosa, che non imparano dal passato e non sanno capire il futuro. Vogliono sempre di più, non basta loro mai niente. Oh, lo so che è stato lui a crearli così. Ma probabilmente non sapeva cosa stava facendo. Non aveva capito le conseguenze, no.

Non basta passato o futuro, deve essere presente ogni momento. Stare loro appresso continuamente, o quelli vagolano. Va a farsi una passeggiata? Mentre è via loro mangiano il frutto proibito. Sta scrivendo le leggi per loro? E quelli nel frattempo adorano un vitello. Va bene, forse anche noi qualche stimolo ce lo abbiamo messo. Ma, e qui sta il punto, i nostri consigli li hanno seguiti. Noi in fondo siamo innocenti. Alla fine sono loro a decidere, se no non vale.

Questo era il suo piano: un modo per esserci sempre. Per rivelarsi, senza fare fuori quella libertà a cui tiene tanto. Si è mostrato per quello che è. Si è fatto adorare. Epifania. Come divinità, ma anche come essere umano.

Ci sarebbe da chiedersi se non l’abbia fatto apposta per farci dispetto. Lo sa bene: a Nostro-Padre-che-sta-Quaggiù e a noi ci sono poche cose che causano più dolore e sofferenza interiore quanto il vedere sminuiti gli attributi divini. Farsi uomo? Conoscibile? Incontrabile? Qualcuno da chiamare amico, fratello persino?

Improponibile. Orrendo. Un buttare alle ortiche qualsiasi pretesa di divinità. Solo perché ha creato un universo ciò non vuol dire che si debba mettere al suo livello. Nemico nostro, se tu fossi davvero un creatore come si deve avresti dovuto astenerti del mischiare te stesso con quella feccia informe e traditrice.
Il mondo gira bene anche così. Lui lo fa essere, e noi gioiosamente lo corrompiamo rendendolo adatto alla nostra eterna fame. Che bisogno c’era di fare ancora vedere la sua faccia da queste parti?

Il suo piano sta procedendo. Ma non si deve illudere. Adesso la gente sa di lui, ma riusciremo a farlo dimenticare anche stavolta. Certo, è più difficile. Ha dato loro tutta quella confidenza, e adesso sono infatuati di lui. Ma non durerà.

La sua presenza fisica in mezzo a loro, quel pane e quel vino, occorre ci sia qualcuno per farne memoria. Li distrarremo ancora, come abbiamo sempre fatto. Già adesso l’anniversario della sua manifestazione pubblica, quell’Epifania che tra poco ricorre, non dice niente a nessuno. Nemmeno sanno più che vuole dire. Non la capiscono. Non si rammentano più come era prima, prima che scendesse a spiegare come stanno le cose. Che desse un senso alla misericordia, alla pietà, all’amore.

Manco più i suoi servi nelle prediche lo ricordano, e non saremo certo noi a farlo per loro. Anzi, il nostro consiglio è sempre quello: attenersi a quella vaga spiritualità, quel vogliamoci bene che sono solo parole vuote perché non sono una carne da adorare.

Una spiritualità sentimentale non è niente che un umano possa seguire. Non le può portare doni, non si inginocchia davanti a lei. Non le deve dare niente di sé. Non deve cambiare per seguirla, perché la può cambiare per farsi seguire. Un Re dell’Universo invece dà fastidio anche se mangia e beve con te, perché se capisci cosa è bene per te devi stare ad ascoltarlo, stargli vicino, e fare come ti chiede.

Se gli umani dimenticano cosa è l’Epifania, il disvelarsi di quel Re, di quella venuta, continueranno a fare come piace loro. Non sapranno. Zitti, zitti, non destiamoli dal loro sonno ebete.
Invece di festeggiare la loro salvezza, facciamo loro appendere calze al camino in attesa di dolci e regalini. Parliamo di scope e Befane. Rimuoviamo ogni memoria di quell’origine. Chi osasse parlarne non sia che un fondamentalista arretrato legato ad un passato ormai sconfitto.

Così il mondo moderno, il mondo che viene, sarà esattamente uguale a quel mondo che è passato, su cui noi esercitavamo il nostro dominio indiscusso e d indiscutibile. Saranno dimenticate le profezie, sarà svuotata quella venuta, il piano del Nemico sarà rovinato. Questo perché non basta che le cose accadano; devono anche essere conosciute per avere un effetto.

Il Nemico e suo Figlio torneranno ad essere sconosciuti, leggende, fiabe, storielle, nulla. La distruzione dell’Epifania è ciò che ci permetterà di tornare nel nostro domino. E, stavolta, per sempre.
Niente più feste.

Demons28-1

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 gennaio 2016 su Fatta la festa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Scusami, correggi il “sanno” con “saranno” prima di: dimenticate le profezie. E grazie, con tutto il cuore.

  2. Grazie a te di aver indicato il refuso, Fabiola.

  3. Bellissima questa Epifania che rima così bene con Eucarestia — peraltro senza che quest’ultima sia esplicitamente nominata neppure una volta, come si conviene al bon ton dei demòni d’alto (cioé, ehm, basso) lignaggio.

    E trovo molto ben centrata anche questa osservazione:

    “Un Re dell’Universo invece dà fastidio anche se mangia e beve con te, perché se capisci cosa è bene per te devi stare ad ascoltarlo, stargli vicino, e fare come ti chiede”.

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