Colori invisibili

Sono uno sprovveduto. Davvero speravo di arrivare lì, alla mostra di Monet, entrare immediatamente…tanto, è aperta da mesi, è il pomeriggio di un giorno feriale, il giorno è sereno…chi vuoi che vada in un museo?

In effetti, nel museo ospitante non c’era quasi anima viva, un custode in crisi di solitudine mi ha persino attaccato bottone. Ma per arrivare lì, e a Monet, mi sono fatto quasi due ore di coda.
Che poi sono state dimenticate davanti a quelle tele. Una sola di esse vale comunque più di quasi tutta la paccottiglia contemporanea del museo, sia pure firmata Picasso. E non sto parlando di soldi.

Quello che vi volevo raccontare è però un piccolo episodio a margine. Sono al termine del mio giro, davanti ad uno dei quadri per me più belli (quello indegnamente riprodotto qui sotto): “Il gelo”. Vicino ho due ragazzini, probabilmente fratello e sorella. Otto, nove anni direi. Il ragazzino più piccolo guarda la tela ed esclama: “E’ tutto blu e bianco!”
Io sobbalzo. Non so trattenermi. “Blu certamente, ma di bianco non ci trovi neanche una pennellata in questo quadro. Controlla pure.” Accenno all’opera. “Azzurro, rosa, viola…quelli sì. Ma Monet il bianco non l’utilizzava praticamente mai”
I due ficcano il naso sulla tela. “E’ vero!” “No, lì c’è una pennellata bianca!”
“Guarda meglio,” replico: “è azzurra. E’ questo il genio di Monet: ti fa vedere il bianco dove il bianco non c’è.”
I due ragazzini rimangono a bocca aperta a fissare quei colori invisibili. Come non accorgersene, adesso?
Strizzo loro l’occhio, saluto con un cenno del capo i genitori, e mi avvio all’uscita.

Sì, amici. Le opere di Monet sono piene di nevi, nuvole, vestiti bianchi che bianchi non sono. E, mentre uscivo, mi domandavo se lo stesso non accada il tessuto della realtà, che spesso a noi appare in bianco e nero quando le pennellate del suo geniale Autore sono molto più ricche di colore.
Ma bisogna guardarlo da vicino.

Claude-Monet-The-Frost

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 dicembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Buon Anno caro Berlicche, a te e a tua moglie!

  2. Parzialmente off topic, ma non resisto: l’hai visitata ieri, la mostra?
    Se sì, sappi che sto ridendo come una cretina. Ieri, in vena di vedere cose belle, io e mia mamma ci siamo fiduciosamente incamminate verso la mostra di Monet, convinte per l’appunto di entrare, fare il biglietto, e via. Ci siamo traumatizzate nel vedere la coda chilometrica che probabilmente contribuivi ad allungare :-P e, più pavide di te, abbiamo fatto dietrofront.
    “Andiamo a curiosare alla mostra di Matisse!” ci siamo dette.
    Code un po’ meno inquietanti, ma sempre inaffrontabili.
    “Proviamo Palazzo Reale!”.
    Idem.
    “Vabbeh, davanti a Palazzo Madama non c’è nessuna coda, andiamo lì!”.
    Non c’era nessuna coda perché il martedì è giorno di chiusura.

    Sconvolte da tutta questa massa di gente presa dall’impellenza di visitare mostre d’arte nel pomeriggio di un giorno feriale, alla fin fine abbiamo deciso di rifugiarci al Museo del Libro, e lì, quantomeno, siamo riuscite a entrare.
    Però… che shock :-P

    Ok, scusa per l’off topic: quanto al resto del post, mediterò sulle tue sagge parole quando/se mai riuscirò ad entrare alla mostra ;-)

  3. … e magari guardarlo con l’aiuto di una buona guida, che conosca bene le opere dell’Artista …

  4. x Gattorandagio: c’è da dire che con i cartellini a ciascun quadro e i pannelli più grandi hanno fatto un ottimo lavoro. Almeno dal punto di vista storico; poi, qualcuno che spieghi le tecniche, le scelte, eccetera, se non si sanno, quello sì.

    xLucia: sì, l’ho visitata! Perché o adesso mai più. Ti confesso che dopo la prima ora di coda ho pensato che avremmo fatto meglio a filarcela subito, appena abbiamo capito quanto fosse lunga; ma, per fortuna, è andata bene così, anche se mi sono mangiato tutto il tempo che volevo dedicare alle bancarelle dei libri. A posteriori: prenotare! Si entrava quasi subito.
    Eh sì, noi torinesi eravamo abituati “troppo bene”…

  5. Proseguendo allegramente nell’off topic: ma guarda, io attraverso praticamente ogni giorno Piazza Castello (quindi, musei e mostre a gogò), ma code così lunghe non ne ho mai viste, nel pomeriggio di un giorno lavorativo, salvo davanti al Museo Egizio quando aveva appena riaperto.
    Secondo me, l’altroeiri è stato un mix di turisti in vacanza + tante persone in ferie + pullman a metà prezzo, perché davvero è una cosa mai vista!

    Eh, prenotare…
    E’ che io entro gratis con l'(ottimo e convenientissimo e consigliatissimo) Abbonamento Musei, e temo che così non sia possibile effettuare la prenotazione (che di base è una prevendita; ma se io non pago…).

    Buon anno! :-)

  6. Grazie, Anna, altrettanto!

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