Forza, sveglia!

Inaspettatamente, o forse no, sono ancora qui a commentare un “Guerre stellari”.
Cominciamo piano, senza spoiler.
Come preparazione mi sono riguardato tutti e sei i film precedenti. Il magnifico originale, l’entusiasmante “Impero colpisce ancora”; il ritorno dello Jedi, che qualche sospetto pur lo dava. E poi l’inguardabile episodio I, l’insulso episodio II, il deludente episodio III. Il nuovo film di fatto cancella, almeno per il momento, tutta la trilogia dei prequel, ridandoci quel realismo fantastico di olio motore e terra che in quella si era smarrito.
E’ un film da vedere. Bello, senza dubbio, con attori più che buoni, un ritmo incalzante che senza pause sospinge tra citazioni, rivelazioni e battaglie. Gli effetti speciali sono ormai tanto avanzati che sono diventati realmente indistiguibili dalla realtà.
Ma…

(piccoli spoiler da qui in avanti)

Il regista, JJ Abrahams, ha girato anche il reboot di Star Trek. In che maniera? Prendendo la vecchia serie, rovesciando alcune caratteristiche – ehi, Spock ha la ragazza! – ma recuperando le vecchie trame.
Ahimé, con Guerre stellari ha fatto lo stesso.
Ahimé, perché se da un lato fa piacere ritrovare oggetti, luoghi e personaggi che avevamo sognato fin da ragazzi (e veramente “siamo a casa”, come opportunamente dice uno dei protagonisti), dall’altra ci avrebbe fatto piacere una trama davvero originale. Che non c’è. La trama è Guerre stellari. Episodio IV, con qualcosa dal V e del VI. Che, intendiamoci, è una gran bella trama. Ma l’abbiamo già vista. Sappiamo già dove va a finire.
I colpi di scena sono telefonati. In effetti, il colpo di scena maggiore è quando un personaggio si toglie la maschera, e il suo carisma precipita da “Nuovo Darth Vader” a “Che?” (Leo Ortolani lo chiama il “il Frignetta”. La sua recensione ultraspoilerosa mi ha fatto venire la ridarola). I suoi poteri sono tanto tremendi all’inizio, maggiori anche degli Jedi “storici”, che quanto accade a fine film lascia parecchio perplessi.

Il problema maggiore è proprio questo: la mancanza di carisma. Non basta fare una superarma più grossa della Morte Nera per farle fare paura come o più della Morte Nera. E qualcuno dovrà prima o poi trovare un progettista che non metta ai pianeti da combattimento un punto debole bello allo scoperto in superficie, protetto solo dal portinaio. Insomma, hai trovato i fondi per costruire un’arma immane, metterci le telecamere di sicurezza o un pulsante di reset degli scudi no, eh? I neonazisti impomatati del Nuovo Ordine non valgono un decimo di Moff Tarkin. E del cattivo abbiamo già detto.

Per un purista dello spazio come me, poi, che la distruzione di un pianeta lontano lontano si possa vedere in diretta solo alzando lo sguardo, beh, è un erroraccio da matita blu che fa perdere parecchio punteggio. Mi si sono aggrovigliate le viscere, proprio come mi era successo con l’analoga fine di Vulcano in Star Trek. Qualcuno al regista prima o poi l’astronomia e la fisica gliela dovrà pur spiegare. Posso solo cercare di dimenticare, come per i midichlorian e gli ewok.

Alla fine, sembra più un remake che un nuovo episodio. E se la curiosa inversione del cattivo ci sta, osare un poco di più nell’innovare, nel raccontare una storia più originale, avrebbe giovato.
Perché alla fine chi ha amato Guerre stellari sarà turbato dalla sua somiglianza, chi non l’ha visto non potrà cogliere la citazione.

Ma, signori, è comunque un bel vedere. Sediamoci sulla poltrona: si va da qualche parte, speriamo verso una galassia lontana lontana.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 dicembre 2015 su gusto e disgusto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Un mio conoscente ha ribattezzato il film “Spaceballs 2”

  2. Spiacente ma per me senza Harrison Ford non si guerreggia negli spazi siderali…

  3. @senm_webmrs: allora devi vedere il film!

    @Berlicche (SPOILERS AHEAD): sono combattuto sul film. Cioè, non sul fatto che mi sia piaciuto perchè mi è piaciuto, eccome; sono combattuto a un livello critico un po’ meno basilare.

    Il film è, tecnicamente, riuscito: convince nella creazione di un universo visivamente coerente, spettacolare ma concreto, e nel coinvolgere lo spettatore, mantenendo un rispetto filologico per gli originali. Naturalmente questo non è sufficiente.

    Che sia più un remake (o reboot come si dice ora) che un sequel è sicuro. Cinicamente, J.J. Abrams può addirittura ascrivere i più grossolani buchi di sceneggiatura (tipo la super-base spaziale cattiva con il punto debole che fa esplodere tutto) ad omaggio alle ingenuità dell’originale. Una possibile interpretazione, negativa, del film è che sia semplicemente ‘fanservice’: una rievocazione dell’atmosfera e della trama dell’episodio IV, con miriadi di citazioni, per i vecchi fan (e per nuovi possibili fan che alla fine si trovano con un prodotto comunque più solido del Marvel Movie medio). Non che mi lamenti: 10 euro di biglietto li varrebbe sicuro anche così. Li avrei pagati anche per dieci minuti di siparietti tra Han Solo e Chewbacca (che sembrano non aver fatto che recitare insieme per gli ultimi trent’anni), d’altra parte. Però sarebbe una mezza delusione.

    Ad andare più a fondo il giudizio è per me però più positivo. Il carisma, intanto, c’è. Rey è una grande protagonista (che non può non ricordare alcune eroine myiazakiane: la sua prima apparizione è quasi una citazione da Nausicaa); Finn mette insieme la spaesatezza di Luke a una buona dose di sano eroismo; Po deve ancora dimostrarsi un acquisto utile invece (Han Solo purtroppo non ci accompagnerà per il resto della trilogia; Leia, per gravi motivi personali – Carrie Fisher, peraltro sceneggiatrice esperta più che brava attrice, ha passato gli ultimi anni tra cliniche di disintossicazione e ricoveri per una brutta depressione – non contribuisce molto).

    Se passiamo a Kylo Ren (a cui darò un giudizio dopo averlo visto in originale: Adam Driver è un ottimo attore, il doppiaggio mediocre) devo fare il passo successivo, e cioè parlare delle differenze tra Il risveglio della forza e episodio IV, cioè la cosa più interessante. Il ribaltamento di Kylo Ren è non da poco (un reverse Anakin Skywalker, tentato dalla luce – dovrebbe piacerti! – ). Ma anche il punto di vista di uno stormtrooper è inedito, e potenzialmente un game changer. Qua ti do ragione: è mancato il coraggio di innovare, all’interno della stessa struttura archetipica; la Morte Nera 2.0 ne è l’esempio lampante, non solo per la banalità, ma anche per il fatto che è incoerente con l’universo che ci viene presentato (e che sarebbe stato interessante approfondire), una galassia allo sfascio, in balia a scontri tra bande, non un impero galattico onnipresente con le risorse di costruire un’arma così devastante.

    Voto da fan decerebrato: 10 politico.
    Voto ragionato: 8.

  4. Non l’ho ancora visto il film, anche se l’intenzione, da fanatica quasi tossicodipendente, della fantascienza in tutte le versioni, c’è stata e rimane. Non so se vari disguidi e contingenze sfavorevoli, ancora da superare, mi permetteranno di acciuffarne la proiezione in qualche sala dei paraggi, prima che il film passi oltre come il “nexus” di ‘Star Trek-Generazioni’; comunque vada, non posso che condividere appieno la conclusione della recensione qui sopra: “si va da qualche parte, SPERIAMO verso una galassia lontana lontana”.

    E qui si rivela, immancabilmente, il fatto che è ancora molto lunga la strada per me, prima di convertirmi/conformarmi in pienezza a quella Sapienza fatta carne giacché “pone le Sue delizie tra i figli dell’uomo” (Proverbi, 8, 31), proprio gli stessi che Ne fanno strame dovunque e ogni giorno, e a volte solo così, tanto per gradire.

    Perciò auguro anche a me stessa, insieme a Lei, caro Berlicche, e a tutti un Nuovo Anno, per davvero innovativo e…carico di delizie, sia per noi della Via Lattea sia per Chi l’ha creata e percorsa milioni di volte, sempre per venirci incontro e mai per tirarsi indietro (Beato Lui!).

  5. xQuente: concordo con te. Il mio voto sarebbe 8- (il ragazzo si è impegnato, ma manca di originalità). Forse proprio l’approfondimento sull’universo circostante, che suggerisci, avrebbe evitato quella sensazione di “buttiamoci dentro anche una morte nera più grande, tanto sono in saldo”. Con un espediente narrativo meno impegnativo si sarebbero forse potute evitare queste sensazioni di deja vu (qualcuno ha notato le guardie imperiali, ops, novordinali che parlavano di modelli di speeder?) troppo esasperate, come accade quando la citazione diventa trama. Se non altro, avendo ricapitolato in uno solo film la Trilogia Originale, il prossimo dovrebbe andare per altri territori…a meno che non sia un ricapitolo di episodio 1.
    PS: già quando erano usciti i trailer avevo ipotizzato, discutendo con gli amici, che sarebbe potuta essere una riedizione di Ep.IV, e mi ero spinto fino ad identificare abbinamenti tra i personaggi di uno e dell’altro e, per ridere, interi episodi. Ci ho azzeccato in parecchi casi, oltre quanto io stesso potessi immaginare. Sarà stata la Forza? Ma non è che ne sia così contento…

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