Qualcosa di vivo

Sfogliavo stamattina il giornale, zeppo di pubblicità natalizie. Non una che ricordasse un certo bambino, nato per noi in una sera di tanti anni fa.
Gli auguri che ricevo sono buone feste, buone ferie. Nessuno più dice Buon Natale.
Si dice che a Natale si sia più buoni. Forse è solo un film hollywoodiano, quei moralismi zuccherosi che non reggono due minuti alla realtà. Un film in bianco e nero, di quelli che ormai non trasmettono più.

Quel bambinello sembra sparito dall’orizzonte, un pretesto non più necessario. Un buon sentimento ne ha preso il posto.
Un buon sentimento è qualcosa che passa, un impulso, un’astrazione, qualcosa che non ti cambia davvero. Il sentimento lo prendi da dentro di te. Ma è una moneta che non possiamo stampare. Una volta spesi i risparmi accumulati rimaniamo a mani vuote, incattiviti e affamati, e quelle mani si stringono a pugno.

Che differenza con un bambino vero. Che è sempre ciò che non ti aspetti, qualcosa di vivo, che non puoi in nessun caso ridurre ad un tuo pensiero. Non una cosa che ti sforzi di essere, ma un dono ti è dato. Non qualcosa che senti: il tempo ci rende sordi, come ci rende ciechi a ciò che significa quella nascita.
Quel bambinello è proprio venuto per questo: per far sentire chi non sente, per far vedere chi non vede. Una sola cosa ci chiede: che lo cerchiamo.
Perché, se lo cerchiamo, non possiamo non trovarlo.

Buon Natale.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 dicembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. Io ho ricevuto due “buon Natale” che potrebbero suonare inaspettati: erano due mussulmani.
    Altri italiani sono impacciati. Sembra quasi che potrebbero offenderti a dirtelo.
    Questa ritrosia è davvero triste.

    Buon Natale a te!

  2. Nella mia famiglia il natale viene celebrato la sera del 24, con tradizioni di impronta mitteleuropea: la sala da pranzo, con l’abete (scomparso nel corso degli anni perché un inutile orpello produttore di infiniti aghi secchi, e sostituito con un più duraturo ficus) e un gigantesco presepe (con figurine tradizionali napoletane e spurie ‘etniche’ collezionate nel corso degli anni da mio nonno, che aveva anche creato con cartone e DAS tutta una cittadina; viene tuttora allestito, in scala un po’ ridotta, anche dopo la morte del patriarca), era off limits per noi bambini fino al momento in cui qualcuno suonava una campanella: era Gesù bambino che portava i regali (che fosse una metafora l’ho sempre saputo, anche nella prima infanzia, perché la fonte dei regali stessi – mamma nonna o zio – era esplicita).

    Parliamo di qualcosa di cui ho esperienza dalla seconda metà degli anni ’80: che io sappia, eravamo l’unica famiglia tra i miei amici e compagni di scuola ‘servita’ da Gesù bambino e non da Babbo Natale (tra l’altro mio nonno era un cattolico molto atipico, che probabilmente per diversi degli anni in cui ha portato avanti questa tradizione è stato molto vicino all’agnosticismo). Né ho tanti ricordi di mangiatoie, buoi e asinelli nelle pubblicità anche allora.

    Non posso ricordare se all’epoca se si parlasse già di questi argomenti, ma ho l’impressione che la polemica sulla laicizzazione del natale sia di diversi decenni in ritardo, e attizzata dalle pulsioni identitarie di gente a cui di Gesù bambino e dei pastorelli non frega niente. E’ una battaglia che io invece facevo già allora, contrastando il rito pagano di Babbo Natale (che ho sempre odiato, anche se ora mi interessa come esempio di mito sincretico molto ben documentato) nelle trincee della kulturkampf della scuola elementare.

  3. Buon Sol Invictus a tutti quanti!

  4. Buon Natale, dunque.

  5. E’ vero che il mondo pare che neghi sempre più l’evidenza di un Fatto. Il tuo e nostro “Berlicche” sostiene invece la Verità.
    Mi sono scelto degli amici che, come insegna il nostro card. Scola, rappresentano una “nuova parentela”. Propiziata da Gesù dall’alto della Croce:”Giovanni ecco tua Madre, Maria ecco tuo figlio”. Un’amicizia che, per la lunga Storia che ci accomuna, è più forte della carne e del sangue. Questa Chiesa mi piace e mi riempie di Speranza! Buon Natale; un anno… santo a Te e a tutti gli Amici.

  6. “Che differenza con un bambino vero. Che è sempre ciò che non ti aspetti, qualcosa di vivo, che non puoi in nessun caso ridurre ad un tuo pensiero.” (cit.)

    E se lo dice un ingegnere… allora davvero Buonissimo Natale a tutti! Auguri di cuore a Lei, Berlicche, a tutti i Suoi cari, vicini e lontani, e a tutti i viandanti che attraversano questo sito.
    Con sincera stima, marilù.

  7. Non sarò molto originale, ma mi unisco a Marilù e auguro (un po’ in ritardo come mio solito) un Buon Natale a tutti.

  8. FedericoFasullo

    Buon natale!

    FedericoFasullo sloggato

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