Imperatore e Zar

L’articolo che segue, scritto quasi tre mesi fa per l’edizione cartacea di Pepe, non ha perso di attualità. Semmai ha definito meglio i suoi contorni: oggi, che una guerra totale nella incosapevolezza quasi totale dei media sembra imminente. L’abbattimento del caccia russo, il bombardamento NATO di posizioni di Assad, l’invasione turca dell’Irak, l’annunciata invasione siriana di sauditi e alleati con il pretesto di distruggere quell’ISIS che finanziano, il dispiegamento “assurdo” di soldati NATO, tra cui italiani, in Irak…tutto parla di una escalation verso un conflitto che Putin ha ammonito potrebbe non essere convenzionale. Il suo spostamento di sistemi d’arma avanzati in Siria, l’allerta dei missici balistici intercontinentali in Russia dicono che dovremmo essere molto, molto preoccupati.

***

Non confidate nei principi né in alcun figlio d’uomo
Salmo 146

Con i Gran Sovrani d’Occidente, l’Imperatore Obama e i suoi amici, che hanno deciso di cancellare gli effetti pratici della religione dalla vita civile – e un paio di frecciatine in proposito, nella sua ultima visita, il Papa le ha scagliate – appare quasi naturale per il cattolico occidentale rivolgersi alla sua storica antitesi, il Gran Sovrano d’Oriente, in cerca di quell’appoggio e rifugio che sia in Europa che in America faticano a trovare. In questo mondo, che a quelli vecchi come me appare curiosamente speculare rispetto alla loro infanzia, la Russia da nazione mangiacristiani sembra in qualche maniera essersi trasformata nell’ultimo rifugio possibile per i chierici d’occidente, scacciati dalle loro case e dalla loro patria da un laicismo sempre più sfrenatamente arrogante.
Se coloro che credono ancora, se non nel cristianesimo, quantomeno in una serie di valori che da esso derivano, viene impedito dall’Imperatore di parlare in nome di una supposta libertà, Lo Zar si pone come difensore di quegli stessi valori. Appare quindi naturale rivolgersi a lui come fonte di speranza in un’epoca che vuole essere sempre più buia tanto più quanto dice di illuminare. Già ci si accontenterebbe di uno che non perseguita; figurarsi di chi si erge a paladino di quello che i nemici negano.

La situazione non è certo nuova per i lunghi secoli di storia cristiana. Ora come allora, la dottrina di Gesù e il suo lascito nella forma più pura è inconciliabile con il potere. E’ di un altro ordine, quindi non può essere sottomesso: rappresenta un’incognita per l’Imperatore, perché non può dominarlo.
Le soluzioni che i potenti hanno trovato per questa anomalia sono sostanzialmente due: da una parte il tentativo di distruggerla, dall’altra quello di usarla. Ambedue queste soluzioni sono state messe in pratica più e più volte, in qualche occasione anche contemporaneamente. Quanti sono stati i regimi autoritari che nel corso dei millenni hanno cercato di crearsi una loro chiesa privata, staccata da quella garanzia di imparzialità che è il Papa? Ancora oggi abbiamo, ad esempio, la Chiesa Patriottica in Cina. Le più longeve di queste strutture create dal potere e ad esso succubi sono state le Chiese Ortodosse; e la straordinaria forza del cristianesimo è testimoniata dal fatto che in esse è comunque rimasto acceso un lume di Verità.

A ben guardare, cosa sono gli attuali conati di ribellione di alcune chiese, soprattutto del nord Europa, volti ad un adeguamento della Chiesa ai “tempi moderni”? Sono il tentativo, tanto più pericoloso perché subdolo e non esplicito, da parte di un potere ormai sovrannazionale, di crearsi una sua Chiesa privata, adagiata nell’ideologia corrente. Un’ideologia programmata e decisa dal potere stesso, e al suo concreto servizio.
Non illudiamoci: nemmeno il Gran Sovrano d’Oriente ha realmente a cuore il centro della fede. E’ solo un’altra maniera di usare la Chiesa, che può apparire conveniente di primo acchito rispetto a chi trama la sua distruzione, ma che avrà il suo prezzo. Lo strumento usato, se non fa bene il suo lavoro, che nel frattempo è diventato compiacere il potente, viene scartato.

Il cristiano sa che fa parte del mondo, ma non è del mondo. Come avvertono i profeti e i Salmi, non dovrebbe mai fidarsi dei prìncipi. Tenteranno di usarlo, e di solito sono molto più astuti di lui. Ma i signori sono molti, e il Signore uno solo. Alla fine, è sul fare la Sua volontà che si fonda la nostra felicità e il nostro scopo nel mondo. Per quanto luccicanti siano le cose che potenti e imperatori ci offrono.

CARLO MAGNO (742-814) Ritratto eseguito da Durer.

CARLO MAGNO (742-814) Ritratto eseguito da Durer.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 dicembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Bello e molto vero. Alla fine, regine e principesse che hanno veramente avuto a cuore la volontà di Dio prima di tutto e di tutti, hanno dovuto abbandonare corti e aule del potere e ritirarsi in convento, per restare irremovibili nel loro proposito di discepolato autentico del Cristo. Penso, in particolare, a Santa Elisabetta d’Ungheria e a Santa Brigida di Svezia.

    Mi viene in mente solo un’eccezione: San Luigi, re di Francia.
    Forse dipende anche da noi, semplici fedeli qualunque, che non preghiamo abbastanza per chi ci governa, come raccomanda a più riprese nelle sue lettere San Paolo.

  2. Per curiosità: cosa c’è esattamente di “assurdo” nel dispiegamento dei soldati italiani in Irak? Si parla di difendere i lavoratori italiani che saranno impegnati nella riparazione di una diga, mentre già sul posto ci sono alcuni istruttori dei soldati curdi e quattro Tornado addetti a compiti di ricognizione. Mi sembrano compiti molto modesti e assolutamente non controversi, tenendo anche conto del fatto che in Irak il bersaglio (peraltro indiretto) delle nostre forze (e anche delle forze NATO in genere presenti in loco, tolti i Turchi) può essere solo l’ISIS; che il governo legittimo iracheno è, a quanto ne so, favorevole alla loro presenza; e che in Irak Russi non ce ne sono, e quindi non ci sono rischi di escalation. In Siria le cose stanno molto diversamente, ma lì gli Italiani non sono presenti.

  3. xGiuseppe:
    Perché assurdo? Perché è assurdo. Una struttura cruciale e vitale per una nazione viene data in gestione ai militari di un paese straniero, che provvede con un contingente nutrito (450 soldati!) probabilmente ospitati in un campo che non può non diventare bersaglio privilegiato. Tatticamente e logisticamente non ha senso. Ha senso solo da un punto di vista strategico non esplicito, e probabilmente non è davvero un caso che sia stato annunciato adesso, in contemporanea con gli altri fatti che ho elencato. Diciamocelo chiaramente: se si giungesse alla resa dei conti in Siria, da dove passerebbero russi e iraniani? La mossa turca va vista anche in questo senso.
    Tutto si giocherà nei prossimi giorni, quando presumibilmente la novella coalizione sunnita vorrà mandare truppe di terra in Siria con la scusa di combattere l’ISIS e Assad non vorrà farli entrare, e come replicherà L’ONU alle proteste dell’Irak.

  4. @Berlicche:
    Mah. Il link che tu stesso hai dato non dice che la struttura verrà data in gestione ai militari italiani; dice che i militari proteggeranno i tecnici italiani che devono riparare la diga. Il contingente non mi sembra affatto troppo nutrito, considerata la situazione sul posto (Mosul è ancora in mano all’ISIS) e le scarse capacità militari finora mostrate dagli Irakeni. Né mi pare – ripeto – che la cosa sia stata fatta in opposizione al governo irakeno (notoriamente in ottimi rapporti con l’Iran, vista la comune fede religiosa), che contrariamente a quello che ha fatto (molto vocalmente) nei confronti dei Turchi, non sembra almeno finora essersi lamentato dell’iniziativa italiana.
    Gli Iraniani sono già presenti a migliaia in Siria, e ci sono arrivati in aereo. Se si rendesse necessaria la presenza di mezzi corazzati e altri mezzi pesanti, difficilmente trasportabili per via aerea, potrebbero benissimo farlo per nave. Oppure semplicemente chiederebbero il permesso agli Irakeni. A quel punto a quale titolo si potrebbero interporre gli Italiani? (Se capisco bene sarebbe questo il vero scopo della nostra presenza, secondo te.) E ce lo vedi un governo italiano che fa una mossa simile? Nota poi che la diga di Mosul è distante una ventina di chilometri dalla strada Mosul-Tal Afar-Sinjar – ammesso che gli Iraniani passino di là, e non invece seguendo l’Eufrate fino a Qa’im.

  5. xGiuseppe: In caso di confronto globale NATO-Russia/Iran, o se si acuisse la crisi, una base ufficiale proprio “in mezzo”, a un tiro di cannone dalle linee ISIS, con posizione assolutamente strategica (la strada, la diga stessa) di un paese NATO (come ricordo è l’Italia), che pensi servirebbe?
    Per nave, da dove? dai Dardanelli, in mano turca? E gl aerei, da dove passerebbero?
    Temo che, se le cose andranno innanzi in un certo modo, all’Italia spetterà il compito dell’utile idiota che fa da casus belli.
    Poi può darsi che mi sbagli, eh. La mia è un’ipotesi basata sull’osservazione e su alcune premesse molto ciniche su alcuni potenti.

  6. @Berlicche:
    “In caso di confronto globale NATO-Russia/Iran” non servirebbe più una provocazione da parte italiana, non ti pare? Idem se la Turchia bloccasse gli Stretti: a quel punto saremmo già in guerra. Ripeto comunque che se si rendesse necessario un passaggio via terra di truppe, gli Iraniani sceglierebbero semplicemente di attraversare l’Irak.
    Non vedo poi davvero un governo italiano che dia l’ordine a 450 uomini di attaccare colonne corazzate di migliaia di Iraniani e Russi in movimento verso la Siria. Ed essendo un pochino cinico anch’io – anche se molto meno di te :-) – non credo che nessuno abbia interesse a una guerra totale NATO-Russia. I leader mondiali hanno appetiti assai più terra-terra, e ben poco apocalittici. Anche se poi le guerre possono scoppiare pure se nessuno le vuole, purtroppo.

  7. La spada e la croce son sempre andati assieme.

  8. Quella era una lancia.

  9. se la chiesa oggi avesse il potere temporale che aveva una volta……. nessuno di questi potenti infidi e falsamente cristiani farebbe i danni che fa
    un abbraccio

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