Il silenzio e l’entusiasmo

Anche stavolta il primo spunto mi arriva da una di quelle trasmissione radiofoniche che ascolto nei miei viaggi in auto. Un commentatore sta narrando la vita di Christopher Hitchens, il noto polemista deceduto qualche anno fa. Associandosi in maniera evidente al pensiero di colui che descrive, chi parla ricorda il fulcro delle accuse che a suo tempo il fu diresse contro Madre Teresa di Calcutta. Di essere, cioè, cattolica. E dirlo. Di tirare in ballo ad ogni occasione tutte quelle corbellerie cristiane circa il divorzio, l’aborto, Dio, eccetera. Indifendibile, per l’ateo di cui sopra.

Il cristiano, nel mondo, dovrebbe stare zitto, non aprire bocca per propagare quella sua visione vetusta e dannosa.

E qui mi sono ricordato di un paio d’articoli che ho letto recentemente di Stella Morabito, una brava articolista americana. Nel primo, “Bufera mortale: prima silenzio imposto, poi entusiasmo obbligatorio“, dice la Morabito:
“Quando le elite spingono un’agenda, il primo passo è silenziare l’opposizione. Il politicamente corretto è uno strumento che manipola l’universale paura umana di essere emarginato socialmente per schiacciare il dissenso”.
E’ la spirale del silenzio: si preferisce tacere piuttosto di opporsi. E il silenzio cresce come un cancro, diceva una canzone di mezzo secolo fa.
Ma, ricorda sempre la Morabito, è solo il primo passo. Le agende non sono in grado di sostenere scrutini o dibattiti, perché, si direbbe in italiano, hanno le gambe corte. Così il silenzio non basta. Per mantenere l’illusione, ci vuole l’entusiasmo obbligatorio.

Guardate, dal minuto 2:00. questa clip del film del 1940 “Bufera mortale”:

E’ bene espresso ciò che accade. Ci sono due scelte: il silenzio, che non fa che aggravare il problema, o il coraggio di opporsi. Se uno si oppone,rischia di perdere tutto. Gli amici, lo stato sociale, anche la vita.

Nel secondo articolo, La Marsigliese e la sfida alla tirannia una persona alla volta, l’autrice ci presenta una situazione simile ma con un risultato ben diverso. Questa clip probabilmente (spero per voi) l’avete già vista:

E’ tratta da “Casablanca”, il mitico film del 1942 con Humphrey Bogart. Anche qui abbiamo un coro nel silenzio generale. Ma poi una persona si alza e canta una canzone diversa. Coloro che erano in silenzio, ad uno ad uno, iniziano a intonarla anche loro. Fino a fare tacere, sconfitto, il coro iniziale.

Se Laszlo, nel film, non avesse iniziato a cantare, che sarebbe accaduto? Tutti avrebbero continuato a sedere tristi, in silenzio, o sarebbero stati cammellati anche loro nel coro dei (pre)potenti.
Ma così non è stato. Termina la Morabito:
“(…)il Potere sembra saperla più lunga di noi. Per questo insiste sul nostro silenzio come una passaggio obbligato sul suo percorso verso il controllo totale. Così, non nascondiamo la nostra luce.”

Mi associo anch’io. Non lasciamoci intimidire da insulti, calunnie, minacce, campagne giornalistiche che vogliono farci tacere. Hanno paura, perché sanno che la nostra canzone è più forte. Perché ha un senso, perché è bella, perché è vera.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 dicembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    “(…)Il Potere sembra saperla più lunga di noi. Per questo insiste sul nostro silenzio come una passaggio obbligato sul suo percorso verso il controllo totale. Così, non nascondiamo la nostra luce.”

    Mi associo anch’io. Non lasciamoci intimidire da insulti, calunnie, minacce, campagne giornalistiche che vogliono farci tacere. Hanno paura, perché sanno che la nostra canzone è più forte. Perché ha un senso, perché è bella, perché è vera.

  2. Cavaliere di San Michele

    No, non la conoscevo (l’unico Casablanca visto effettivamente e’ quello di Topolino).

    Ma riesce a rendermi simpatica, per la prima volta, la Marsigliese…

  3. Casablanca è uno di quei film che, per motivi inesplicabili, riescono ad essere quasi perfetti. Bella la versione di Topolino, ma l’originale…
    Da vedere.

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