Contabili e cavalieri

L’idolo del nostro tempo è il contabile.
Mi perdonino i contabili. Non sto parlando della professione, ma della categoria dello spirito.
Per contabile qui io intendo qualcuno che pone il senso della vita in qualcosa che si può numerare.
I soldi, sicuramente. Ma anche il numero di auto che si posseggono, o la cilindrata delle stesse. La percentuale nei sondaggi. Il numero di accoppiamenti. Oppure la posizione in classifica di squadre, canzoni, libri.
I contabili sono coloro che padroneggiano queste cifre. Il grande finanziere, il politico, il cantante. Quelli di moda, che piacciono ‘na cifra. Adorarli significa vivere di numeri, incapaci di capire che quei numeri non hanno significato reale. Sondaggi, percentuali, statistiche, misure, possono dare l’impressione di conoscere la realtà, ma non possono né descriverla del tutto né spiegarla.
Un voto in pagella può indicare quanto uno studente sa. In concreto risulta spesso essere quanto quello studente è bravo a ripetere una lezione magari mandata a memoria. Non implica, generalmente, il possesso della materia, la profonda comprensione di quello che sta studiando, l’attitudine ad usarlo nella realtà. La percentuale di consensi di un politico non dice quanto questo sia adatto a governare. Un capocannoniere ha fatto molti gol, ma questo non ha in alcun modo influenza sulle ragioni del perché vive. Lui, o io.

All’opposto c’è la figura che potrei chiamare cavaliere. Anche questa, beninteso, con poca attinenza a certi cavalieri reali. Per cavaliere intendo colui che cerca, ed è al servizio di qualcosa di più di una cifra. Ogni numerazione gli va stretta, perché niente di ciò che è numerabile gli riesce a bastare. Il contabile si accontenta, il cavaliere no. Il contabile vorrebbe tutto incasellato, il cavaliere non vede l’ora di cavalcare fuori dalla scatola. Sa che c’è altro.
Il contabile può essere ridotto ad un numero; il cavaliere è irriducibile. E’ questo che da fastidio, è questo che i capocontabili vorrebbero eliminare. Estirpare. Far dimenticare.

Forse il problema del nostro tempo è avere come modello non il cavaliere, ma il contabile.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 11 dicembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. E beato — dunque — chi NON SI SCANDALIZZA del “Fedele” e “Verace” in groppa al bianco destriero, che “giudica e combatte con giustizia” e “porta un nome che solo Lui conosce” (Matteo, 11,6 e Apocalisse 18,11 e ss.).

    Anche l’Apocalisse, in fin dei conti, è questione di prospettiva.

  2. Cavalieri… Mi dice qualcosa…

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