Non va tutto bene

Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi.
Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;
abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».
Luca 19, 41-44

Quando leggerete queste parole può darsi che la grande paura sarà già passata. La gente tornerà alle sue occupazioni, senza più domandarsi se la macchina che sta arrivando contenga terroristi islamici armati, se ci sia una bomba sotto quel giubbotto, se stasera si debba morire. E’ successo molte altre volte. Ricordo bene le false notizie di attentati nei supermercati e la voglia di stare a casa e le imbelli parole, sempre uguali, di tanti. Seguite dal ritorno ad una normalità dimentica, indifferente, vogliosa di essere coccolata: va tutto bene.

No, non va tutto bene.

Voi forse sarete già rassicurati ma, mentre scrivo, il Vangelo del Giorno è Gesù che si ferma a contemplare Gerusalemme, e piange.
Gerusalemme sarà distrutta. Questo lui lo sa. Dice anche perché: perché ha rifiutato la pace, quando questa si è annunciata, si è presentata alle sue porte. Aveva la possibilità di salvarsi. Ma non lo ha capito. aggiungo io: non l’ha voluto capire.

La distruzione di Gerusalemme non è una punizione. E’ una conseguenza. Credevano di essere i più furbi. Pensavano che se la sarebbero cavata. Pensavano che quello che si fa non abbia conseguenze, come i bambini. No, non come i bambini: molti bambini sanno bene che, quando combinano qualcosa, ci saranno conseguenze. No, come i bambini viziati.

Il bambino viziato crede di potere fare tutto. Crede che la vita consista di una festa continua. Se non è una festa, la pretende. E’ suo diritto, avere la festa, divertirsi. Di questo è convinto.
A volte nessuno glielo ha mai detto, nessuno gliel’ha insegnato cosa vuol dire essere uomini. Cosa vuol dire avere responsabilità, in primo luogo di se stessi.
Altre volte, la salvezza ha bussato, ma non è stata riconosciuta.
Forse alla porta è andato un cattivo maestro, che ha detto: “Grazie, non abbiamo bisogno di niente. Abbiamo tutto”.
Forse ad aprire è andato il bambino stesso. Ma, alla prospettiva di cambiare abitudini, ha preferito rimanere com’era.

Il bambino viziato talvolta si spaventa. Ha visto da lontano uno sconosciuto minaccioso. Qualcuno bussa ai vetri. I vicini sono stati assaliti, gli hanno detto. Ma è un timore che dura poco.
Spalanca di nuovo le porte, beve fino a stordirsi, balla, ascolta musica a tutto volume. Gira nudo. Per dimenticare quanto sia nulla e vuoto tutto questo. Per scordare il freddo che fa fuori.
No, non va tutto bene, ma non gli importa. Non pregate per me, dice, perché so quello che faccio.

Noi lo guardiamo, e piangiamo.

top10-rivolte-fallite-06

Articolo scritto per Pepe il 19/11/2015

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 dicembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. benvenuti a casa

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