Piloni pericolanti

Avevo intenzione di parlare di tutt’altro, ma ascoltare alla radio un monsignore che esortava a rinunciare a canti natalizi e presepi per “non alzare steccati, ma costruire ponti”, mi ci ha fatto ripensare.

A parte che non ho ben capito che steccati ci possano erigere con delle statuine, il pensiero mi è corso subito a certi viadotti nostrani dove le fondamenta dei piloni hanno ceduto. E, ovviamente, ad una certa esortazione evangelica a costruire sulla roccia e non sulla sabbia. Se vale per le case, figuriamoci per i ponti.

Ho appreso stupito pochi minuti dopo che è proprio quello il Vangelo di oggi. E mi sono domandato che razza di ponti costruisse il santo che sempre oggi si ricorda, San Francesco Saverio, che viaggiò letteralmente dall’altra parte del mondo per annunciare Cristo. E convertì popoli interi.
Chi, o cosa, annunciamo noi?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 3 dicembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. …ho pensato anche io la stessa cosa dopo aver letto a messa la prima lettura…

  2. Noi chi? Noi cristiani, noi cattolici, noi cattolici adulti, o intendevi noi occidentali che leggiamo questo blog? Non annunciamo niente perché abbiamo rinnegato la nostra identità, l’abbiamo sacrificata sull’altare della laicità. Ascoltavo ora in TV l’intervista ad una mamma favorevole ad eliminare le attività scolastiche ispirate al Natale, favorevole perché la fede deve rimanere “rinchiusa” dentro i nostri cuori. . . . Che tristezza.

  3. Intendo dire io e te.

  4. Esatto: io, te, noi, ognuno di noi…

  5. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Anche Berlicche, pure se può non sembrare dal titolo, riflette sui presepi e sul messaggio di conversione che questi portano. Conversione che passa per l’annuncio, per l’evangelizzazione. Il problema e il solito. Tanti, troppi,anche sedicenti cristiani, mettono un presepe in bella mostra per dire semplicemente che bisogna essere buoni!

    Ma buoni di che? Il presepe anticipa la Croce. Le braccia stese del bambino rifiutato che nasce in una grotta con vicino solo Maria, Giuseppe e pochi pastori anticipano le braccia tese e piagate del Crocifisso, rifiutato anche lui, con solo la Madre, il discepolo prediletto e poche donne vicine…

    Tanti troppi cristiani tutto annunciano tranne il Vangelo. Anzi, dicono che annunciare il Vangelo è fare proselitismo. Invece è il primo dovere! Andate e fate discepoli in tutto il mondo, fino ai confini del mondo, è la richiesta del Cristo. Ed è una richiesta che non può essere elusa.

  6. La modernità ci ha illuso che si potesse sostituire la fortezza con la liquidità, la roccia con la mota, l’ecumenismo evangelico con il pluralismo. San Francesco Xavier portava il Cristo ai pagani dell’estremo oriente, oggi un altro Francesco gira per il mondo snocciolando pillole di comunismo e possibilismo sui preservativi.
    Preghiamo per tutti, ma preghiamo soprattutto per lui.

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