Non ho paura

Ho sentito molti esprimere, dopo i recenti attacchi terroristici, la loro paura.
Io non ho paura.
Io so di essere strano. So di avere, su molte cose, un’atteggiamento non comune. Così ho cercato di capire per quale motivo io non avessi paura. Incoscienza, o ragione.
Dapprima mi son detto, sarà perché ho letto e studiato tanto, e so che quei fatti non sono eccezionali, sono la normalità di tanti secoli di storia. Anzi, vivamo in una delle epoche più sicure di sempre. Ci sono stati giorni ben peggiori, probabilmente altri ci saranno. E poi, non ci è stata forse predetta la persecuzione?
Però poi ho ricordato quegli operai, quei manovali, sgozzati perché hanno dichiarato di essere cristiani. Hanno presentato la loro gola di martiri al coltello. Non è che avessero studiato, loro. Chissà quanto ne sapevano di storia. Magari sì, probabilmente sì, avevano paura. Ma ciò non ha impedito loro di fare quello che dovevano.

L’altro giorno, da volontario al Banco Alimentare, ho accolto un tizio con un carrello colmo di spesa. Cosa vuole darci per la raccolta?, ho chiesto, e lui “tutto quanto”. Il carrello era bello pieno. “Sì,” ha soggiunto, “se si fa una cosa si deve farla bene, fino in fondo”.
Io, con la mia coppia di orette di lavoro, e poi il giro nel supermercato per comprare un paio di scatolette da donare, mi sono sentito umiliato. Di quelle umiliazioni che ti costringono a specchiarti, a capire chi sei. Che cosa vuoi. Perché fai. “Se si fa una cosa si deve farla bene”, cioè non bisogna metterci la propria misura credendo basti.
Mi è divenuto più chiaro perché non ho paura. Perché ho, della vita, una visione del tutto positiva: cioè non sono io che domino il tempo, le circostanze, la storia, ma è tutto segno di una saggezza che non è la mia. Non ho paura perché non ho niente da perdere, e non ho niente da perdere perché tutto mi è donato. Da qualcuno che fa bene tutte le cose.
Non sono un santo, è solo che questo l’ho capito bene, per grazia. Grazia: anche averlo capito mi è donato, oltre la mia vigliaccheria di uomo.

Non abbiate paura, qualcuno ha detto e qualcun altro ha ripetuto. Bisogna solo scegliere di fare le cose bene, fino in fondo, e affidarsi a quelle parole. Che non sono solo parole. Sono la maniera in cui si può vivere la vita. Senza paura. E’ un bel vivere.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 novembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. ok, una cosa è dirlo, una trovarsi vicino alla morte. Spero di avere il coraggio di non avere paura.

  2. Eh, lo so bene…
    Chissà, forse davvero saremo messi alla prova.

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