Una sgradevole sensazione

L’intervento diretto di Putin in Siria ha reso pubblico ciò che era già ovvio da tempo: Turchia e Stati Uniti, per usare un termine tecnico, ciurlano nel manico. L’impegno americano e della NATO contro l’ISIS era poco più di una facciata.
Da un lato bombardano i ribelli, dall’altro li riforniscono di armi – in larga parte proprio da quelle colline sul confine che la Russia stava colpendo con l’aereo abbattuto. Si stracciano le vesti per i loro abusi e li finanziano. Vengono a fare i grandiosi in Europa cercando di imporre le loro agende e fanno di tutto per destabilizzare i paesi circostanti.

Qualsiasi persona con un minimo di acume poteva chiedersi come mai non si interrompesse con la forza il traffico di petrolio che era fonte di finanziamento primaria per lo Stato Islamico. O il traffico d’armi, se è per questo. Domandina: se tutti gli stati unanimi rifiutano quel regime del terrore, allora chi…?

Le bugie hanno le gambe corte o il naso lungo, diceva qualcuno. Non corrono, sono facili da vedere se si guarda con attenzione. Quando Putin è intervenuto e ha cominciato a fare le cose sul serio era quasi comico vedere l’imbarazzo degli americani colti con le braghe abbassate nel mezzo di un rapporto impuro.
La strategia della menzogna sembra alla fine avere distrutto ogni credibilità degli USA (Europa, non pervenuta) in Medio Oriente e non solo. La Francia, per fare sul serio, si è rivolta ai russi.

Anch’io ho una sgradevole sensazione. Io, cresciuto con il mito dei marines e America forever. Quella di essere, stavolta, dalla parte sbagliata della storia; di poter finire, come in un filmetto di qualche anno fa, a domandarsi quasi piagnucolando: “Ma allora, eravamo noi i cattivi?!?”

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 novembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 16 commenti.

  1. Anch’io, in effetti, ho sempre più spesso questa “sgradevole sensazione” e sono sempre più perplesso sui marines ed i cow boys della mia infanzia. Non sono ancora putiniano ma …

  2. Le Sue osservazioni, Berlicche, sono quanto mai pertinenti e acute, ma allora, a questo punto, a me viene da continuare a pormi domande, quali, per esempio:

    Visto che le stragi e le barbarie imperversano in Siria da ormai cinque anni, come mai Putin è intervenuto solo adesso? Troppo occupato con Ucraina e Crimea, prima? Tra l’altro, intervenendo prima, avrebbe impedito alle truppe del Califfo di raggiungere e dominare vaste aree dell’Iraq e così aumentare la propria autonomia finanziaria e di azione, com’è purtroppo accaduto dal momento in cui è riuscito a impossessarsi di pozzi di petrolio e dei proventi della vendita di quel greggio.
    Quale alleato “dottor stranamore” doveva favorire, lo Zar moderno già straricco di fonti energetiche primarie di suo, prima di decidersi a mostrare i muscoli contro i “nemici della Civiltà”?

    Mi sa che qui non si tratta di scoprire di essere finiti dalla parte dei “cattivi”, ma che i “buoni” sono proprio scomparsi dal teatro delle grandi manovre internazionali. O perlomeno dalla “sala comando” delle operazioni.

    Eccetto quell’unico, instancabile pellegrino di pace, che però è e rimane a capo di un esercito equipaggiato di alabarde e al massimo di qualche beretta, non certo di portaerei, cacciabombardieri, missili e bombe all’uranio impoverito o al fosforo. Il frastuono di queste ultime sovrasta, per le orecchie indurite di questo secolo, il suono della sua voce di “brezza leggera” che non spegne il lucignolo fumigante né spezza la canna incrinata, “finché non abbia fatto trionfare la giustizia”.
    La giustizia di Dio, non quella di Hollande, Putin o Assad — o del Califfo fantasma.

  3. Cara Marilumari, la domanda è certamente pertinente; in un articolo che ho scritto il mese scorso per Pepe ma non ancora pubblicato avverto di non fidarsi troppo del principe, di qualsiasi principe. C’è da dire che per Putin l’Iraq è ancora off-limit, in quanto appaltato a USA e soci; per quanto riguarda la Siria, anche qui ci sono giustificazioni geopolitiche tra cui quelle che cita.
    In ogni caso, nella gara a chi mente di più, tra ieri e oggi la Turchia si è distinta. La sua ricostruzione non ha il minimo senso; a prescindere dal resto, chi spara al vicino che taglia la sua siepe se mette un piede al di là del muretto?

  4. Marco 10

    Maestro buono, che debbo fare etc etc ?

    Perché mi chiami buono? Solo Dio e’ buono!

    E Gesù’ e’ Dio e solo lui e’ buono

    Come volevasi dimostrare

  5. @ Mario

    Eh sì, proprio così; “vangelo!”, direbbe Forrest Gump….

    @ Berlicche

    A proposito di Gump, caro Berlicche, devo confessare che non ho mica capito chi sarebbe il rissoso attaccabrighe che punisce con rappresaglie esagerate il minimo sconfinamento del vicino. Si riferisce a Erdogan con i curdi? Chiedo scusa, ma temo di non aver afferrato. Non ho seguito con la Sua stessa meticolosa attenzione tutti gli sviluppi di questa ‘sporchissima’ guerra.
    Grazie.

  6. L’altro ieri i turchi hanno abbattuto un aereo russo. Mi riferivo a questo.

  7. E’ surreale, ma i giorni che stiamo vivendo sono già stati profeticamente descritti da Robert Hugh Benson nel romanzo “Il padrone del mondo”. L’uomo può fare la storia e, nella sua libertà, ha il potere di scegliere da che parte stare: quella del suo bene, oppure quella del suo male. Auguriamoci che questa Europa (?) scristianizzata abbia almeno un sussulto di buon senso e ri-scopra le sue radici di identità e di civiltà.

  8. Saggio non fidarsi dei prìncipi (certo, se Artù tornasse da Avalon, sarebbe un altro paio di maniche – e sì che anche lui di difetti ne aveva… :-) )
    In ogni caso, però, ora come ora il nemico del mio nemico è il mio amico.

  9. Non é che pensi che Putin sia un santo ma probabilmente ha aspettato ad intervenire all´inizio della campagna elettorale americana il punto piu debole dei politici US. Ha una paura matta dei cowboys. E io anche.

  10. @ Blaspas59

    Non credo che abbia una gran paura dei cowboys, lo Zar di tutte le Russie odierno. Gli faceva così bene il verso, decenni fa, ospite di Bush, col cappellone texano ben calcato in testa e il sorriso a 32 denti smaglianti, in favore di telecamera, in perfetto stile hollywoodiano.

    Piuttosto, i sempre giovani “padri pellegrini” d’oltreoceano dovrebbero assimilare il detto di non ricordo più quale politico, in base al quale conviene “non sfidare MAI i Russi a scacchi”. Il condizionale è d’obbligo, perché comincio a pensare che non si siano nemmeno accorti che la partita è iniziata già da parecchi anni (e che il Bianco non è dal loro lato della scacchiera).

    Una data e un luogo? Sarei tentata di fornire quella del Natale (cattolico e protestante) 1979, a Kabul. Probabilmente dovrei retrocedere il fischio d’inizio al 1978, con le prime manifestazioni anti-Shah in Iran, fomentate al principio dai feddayyin-el-khalg (volontari del popolo) di ispirazione marxista. Ma forse, così facendo, infliggerei un grave torto ad altri abilissimi, millenari e…imperiali giocatori di scacchi e di guerre per procura, astutamente camuffate.da insurrezioni spontanee.

    Resta il fatto che gli ultra-ronzanti “Wasps” atlantici finiscono per ritrovarsi a giocare, sì, ma in qualità di p(r)edoni — per di più, anche loro, in favore di telecamera.
    Fossi nei loro panni, sarei nera. Nerissima.

  11. Galuppini, di fronte a questo tipo di filmati mi sono sempre chiesto perché gli autori, invece di frugare su internet, non alzino il sedere dalla sedia e vadano ad intervistare il panettiere antistante o il ragazzo che c’era. Non sarebbe così difficile, e pensate che scoop se non confermassero. D’altra parte c’è da domandarsi perché tutti quelli che c’erano – i locali erano pubblici – se fosse stato tutto fasullo non siano saltati su a dirlo. Mi pare in qualche maniera assurdo e così contorto che non vale la pena dedicarci un minuto (naturalmente, non assumendo che siano proprio questo genere di teorie le false flag).
    PS: naturalmente fossi uno dei parenti degli uccisi avrei parole un pochetto più dure per simili cervellotiche elaborazioni. Ci sono stati tanti funerali: intervenire a qualcuno per vedere se si trattava di persone vere no, eh?

  12. Non c’è più niente da fare: la nube tossica del materialismo storico ha ammorbato l’aria dell’ex occidente cristiano, infriltrata dapprima nelle coscienze delle élite ha presto contagiato il popolo di Dio e anche quello senza. Non sono state risparmiate nemmeno le alte e altissime cariche della Chiesa.

    E ora, tra una brioche e un caffè, quasi sdraiati, con la fissazione delle mani pulite, vogliamo stare sempre un passo indietro, al riparo dagli errori, al riparo dalle responsabilità.
    Meglio dire: dov’è il nemico? io non stò né con questo, né con quello… Non si sbaglia mai.
    E pazienza se un cristiano ci rimetterà la testa, se un soldato morirà. Se qualche infelice verrà torturato.

    Ma anche, e ancora: pazienza se un bambino non nascerà e alla sua anima non sarà consentito di incarnarsi. Pazienza, se un bambino non avrà più diritto a una madre e a un padre. Pazienza, se a un bambino non sarà più fatto incontrare Gesù.
    Preoccupiamoci piuttosto che al bambino non manchi tutto il resto, e lo si educhi per bene alla pace e alla raccolta differenziata. Amen

  13. A Berlicche

    La sensazione oltremodo sgradevole che si riceve dalla lettura di siti come quello è che si tenta — e, purtroppo, spesso, con successo — di affogare in un intruglio di pretese ricostruzioni dei fatti fin troppo fantasiose e aberranti altre, autentiche notizie che sono realmente significative e sconcertanti, come quella da cui si apprende la morte sospetta della giornalista americana di origini libanesi Serena Shim, autrice di una scoperta davvero imbarazzante non solo per le autorità turche, ma anche e sopratutto per quelle mondiali (si veda l’articolo del dailymail: http://www.dailymail.co.uk/…/mystery-american-journaliist-killed-car-crash-turkey-just-days-claimed-intelligence-services-threatened-coverage-siege-kobane.html., particolarmente al passaggio in cui si legge: “In the short interview she alleged that she had been approached and accused of spying after a report in which he said she claimed to have received images of Islamic State terrorists being smuggled over the Turkey-Syria IN VEHICLES BELONGING TO THE WORLD FOOD ORGANIZATION (!) and other aid groups.”).
    La tecnica del cocktail — se posso definirla così — mira proprio a questo, ossia a far storcere il naso e annebbiare la mente al punto da rifutare in blocco tutti i contenuti riportati, solo perché la fonte che li riferisce si mostra così poco affidabile da screditarli tutti, automaticamente.

  14. Capisco il senso globale del ragionamento di Berlicche, ma non condivido la domanda finale che si autorivolge (“Ma allora, eravamo noi i cattivi?!?”).

    No, Berlicche! non eravamo i cattivi, ma non eravamo neanche totalmente i buoni!
    Non si può dividere il mondo in due blocchi completamente distinti e immutabili nel tempo divisi tra buoni e cattivi!

    Il mondo è sì, fatto di parti, ma di parti che si evolvono (non sempre in meglio) che fanno cose buone e cattive a seconda degli eventi in itinere e di chi li comanda.
    Il fatto che anni fa gli Usa osteggiassero quello che era un regime totalitario e antiumano non gli dà il certificato di bontà perenne; pure Stalin ha combattuto contro Hitler…
    Comunque sono anni che mi chiedo fino a quando dovremmo sottostare agli Usa per il fatto “che se non c’erano loro a quest’ora parlavamo tedesco o russo”. E’ vero anche ciò, ma fra altri 70 anni dovremmo ancora raccontarci la storia del “se non c’erano loro…” per giustificare la nostra SUDDITANZA?!!!!!

    Va bene che la guerra l’han vinta loro l’ultima, ma sarà mica far guerra agli Usa e vincerla l’unico modo per staccarci dal loro controllo?!

  15. xSignora: per parafrasare un altro noto film, cattivo è chi cattivo fa. Non mi sogno divisioni manichee, ed ho perduto con l’accumularsi degli anni e delle conoscenze persino parecchie illusioni sulla stessa guerra mondiale. Quando però scopro l’assoluta fasullaggine di certe posizioni, la menzogna sistematica, e le vere motivazioni (almeno: motivazioni più vere di quelle spacciate per tali) non posso farmi l’illusione di essere tra i buoni.
    I buoni è esattamente la parte in cui vorrrei stare, per quanto possibile. Appunto: se non è possibile, me ne vado altrove.

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