Il monumento

A Torino, il proseguimento di via della Consolata si chiama corso Siccardi.
Il santuario della Consolata sorge proprio dov’era uno degli angoli dell’antica città romana. Sono visibili, qualche metro sotto l’attuale piano stradale, le fondamenta dell’antica torre angolare. Il santuario è di un sovrabbondante barocco sorvegliato dall’alto da un massiccio campanile medioevale. Al suo interno vi riposano spoglie di santi e beati piemontesi: Cafasso, Frassati…
Chiamare corso Siccardi il proseguimento della via che porta al luogo di culto più popolare e frequentato della città non è stato un caso, ma un deliberato insulto. Così come non è casuale il monumento eretto al centro di una piazzetta che sorge lungo la stessa via, a pochi metri dal santuario stesso. Il monumento è un obelisco la cui epigrafe incisa recita così:

Abolito da Legge IX Aprile MDCCCL il Foro ecclesiastico, popolo e municipio posero IV Marzo MDCCCLIII

E’ certamente inconsueto per uno stato celebrare una delle sue leggi con un monumento; ma bisogna capire cosa siano state e cosa abbiano significato quelle leggi che portano proprio il nome di Siccardi, guardasigilli dell’epoca. Esistevano degli accordi firmati, tra Stato e Chiesa, che furono infranti.
Il foro ecclesiastico era il principio per cui il clero era giudicato da un tribunale, appunto, ecclesiastico. Fu abolito; come diretta conseguenza, il governo piemontese potè mettere liberamente in prigione vescovi e preti che si opponevano o criticavano il loro regime. Praticamente finì incarcerata la maggioranza della gerarchia ecclesiastica dell’epoca.
Fu abolito il diritto d’asilo; gli oppositori del regime non trovarono più un posto dove rifugiarsi.
Fu abolita l’inalienabilità dei beni della Chiesa; lo stato si appropriò della quasi totalità delle terre, degli edifici, dei conventi da tempi immemorabili in possesso degi ordini religiosi e li espulse dal paese. In tal modo i componenti del governo e loro amici si si arricchirono a dismisura, e trovarono i fondi per finanziare l’abnorme esercito con il quale invasero il resto dell’Italia. L’espropriazione e la cacciata proprio di quelle istituzioni che proteggevano i più poveri fu anche causa di quella esplosiva situazione sociale a cui tanti santi cercarono di porre rimedio, e che causò l’emigrazione di milioni di italiani negli anni seguenti.

Quel monumento è affine alle statue dei dittatori che abbiamo visto in tanti paesi: segna il trionfo del propotente sull’inerme. Non è un caso, l’abbiamo detto, che stia dove sta. E non è un caso che sia un obelisco, simbolo per eccellenza della massoneria.

Chi sia stato quel Siccardi che promulgò le leggi lo sappiamo se l’abbiamo studiato a scuola, e se lo ricordiamo. L’obelisco non lo legge nessuno, e sarei stupito se più di un torinese su cento sapesse cosa rappresenta davvero.
Il Santuario della Consolata è ancora là.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 3 novembre 2015 su 150. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 35 commenti.

  1. vai un weekend a worms, così poi puoi raccontarci di quei senzadio di federico e martino…

  2. Ciao Berlicche, ho quasi il sospetto che il tutto fosse stato fatto per fare un favore alla Chiesa, per farla tornare povera per i poveri…..

  3. Ho come idea, Oreste, che fare un favore alla Chiesa sia l’ultima cosa che certuni hanno in mente. Farla tornare povera, certo; ma intascandosi la differenza.

    Caro godparent, devo essere onesto: la battuta è di una tua antica compagna di banco…

  4. Ruggero Romani

    Berlicche, tu confondi le leggi Siccardi che abolirono il foro ecclesiastico con le leggi Valerio sull’eversione del patrimonio ecclesiastico. Sul significato del foro ecclesiastico ti consiglio di leggere ” Clero Criminale” di Mancino e Romeo, potrai farti un idea del comportamento del clero …

  5. Caro Romani, non confondo niente. Forse non ti è chiaro che, senza l’abolizione della manomorta e del foro ecclesisatico (leggi Siccardi) sarebbe stato impossibile o quantomeno molto più complicato tutto il resto. Sull’argomento ho approfondito un bel po’. Tu (forse, dato i precedenti) avrai letto quel libretto appena appena di parte che, tra parentesi, copre anni e luoghi diversi; io, della questione, come detto negli articoli che linko, mi sono andato a cercare i documenti contemporanei e originali. Fallo anche tu. Così magari apprenderai che Lorenzo Valerio, commissario Regio per le Marche, abolendo gli ordini religiosi e incamerando allo stato i beni ecclesistici nel 1861, non fa che ricalcare pedissequamente quanto già avvenuto in precedenza nelle altre regioni e per primo in Piemonte.

  6. Ruggero Romani

    Crede che gli uomini ( e i preti) siano migliorati tea il 600 e l’800?

  7. Ruggero Romani

    Il libretto che ho letto io si intitola “chiesa e stato in italia negli ultimi 100 anni” di Arturo Carlo Jemolo, lo ha presente?

  8. Lo ha letto davvero? Mi pare, dalla sua uscita su le “leggi Valerio” mai esistite (si trattava di un decreto) che stia cercando solo di atteggiarsi. Non so se poi ci sia stato un miglioramento tra 500 e 800, ma di ‘800 si parlava; però ho il sospetto che, prima che glielo dicessi io, il contenuto della sua “lettura” manco lo conoscesse.
    Direi che almeno l’approssimazione che ha dimostrato in passato in alcuni mesi non sia migliorata affatto.

  9. Ruggero Romani

    il libro, di oltre 400 pagine è sul mio scaffale, però ha ragione leggi valerio è un lapsus memoriae, si trattava delle leggi rattazzi.( che però lei ha confuso con le leggi siccardi)

  10. Ancora non hai capito, o voluto capire; non hai seguito i link, ai miei articoli più approfonditi sull’argomento, e immagino che il libro sia sì sullo scaffale, ma quello di qualcun altro. Contento te.

  11. Ruggero Romani

    Elli é bugiardo e padre di menzogna…

  12. Grazie, è un onore, Ruggeri.
    Mi spieghi solo quale è la menzogna. Nei link? In quello che le ho spiegato? Nel fatto che dubito che abbia davvero letto ciò che lei adduce come sua fonte, solo in seconda battuta dop averle fatto notare l’inconsistenza della prima, un “libretto” (sic) di oltre 600 pagine del ’49 e non più pubblicato da prima che nascesse ma che ha il pregio di uscire per primo dalle ricerche di google?
    Se è nel suo scaffale, non dovrà essere difficile per lei dimostrarmelo. Poi potrò anche credere che la gaffe su Valerio sia davvero una gaffe e non un’altra ricerca su Google mal letta e peggio capita.

  13. Se non ricordo male, l’elenco di nomi di cui l’obelisco è fregiato per tutta la lunghezza indica i contributori alla colletta lanciata dalla “Gazzetta del Popolo” di Felice Govean, per finanziarne la costruzione. Chi era Felice Govean lo potete leggere qui http://www.treccani.it/enciclopedia/felice-govean_(Dizionario_Biografico)/

  14. Per chi vuole farsi un’idea di cosa sia stata la “Gazzetta del Popolo”, oltre che andare al Museo del Risorgimento, su Google è possibile trovarne parecchi numeri digitalizzati, al pari di altri giornali dell’epoca, ad esempio “Civiltà cattolica”.

  15. Ruggero Romani

    esistono le bancarelle dei libri usati…prima di accusare senza prove bisognerebbe saper riflettere, diavolo mio.

  16. Ruggero Romani

    dopo l’indice il libro è dedicato ” ALLA CARA CERCHIA FAMILIARE EA TE ADELE…” le basta o devo continuare?

  17. Io consiglierei per esempio di sfogliare la “Gazzetta del Popolo” per cercare i riferimenti a un certo “prete Bosco” «l’uomo che la bigotteria o dirò meglio l’impostura dei clericali torinesi vorrebbe far passsare per santo e profeta…»

  18. Mi fa piacere che sia arrivato già fino a quel punto a leggere. Se lo trova interessante, continui pure.

    Comunque so che esistono le bancarelle dell’usato, sono tra le mie principali fonti librarie dato il magro budget, così come pure esistono le biblioteche. Ma ad una persona che in risposta al mio invito a cercare di capire cosa volevo dire, invitando a leggere i link e a consultare fonti originali mi cita come fonte autorevole un tomo di oltre sessant’anni fa fuori catalogo chiamandolo “libretto”, bene, la prima cosa che viene in mente è che è uno sborone che vuole evitare di rispondere e mimetizzare i suoi clamorosi svarioni. Anche perché molta acqua è passata sotto i ponti, e il libro indicato sulle vicende di cui si è detto dedica tutto sommato neanche poi tanto dato che il respiro è un pochino più ampio. Di libri sullo specifico ce ne sono, anche molto più recenti. Ma chiaro, non posso pretendere che si conoscano.
    Detto questo, confesso di non avere il benché minimo interesse a che lei il libro lo abbia effettivamente letto o sia andato su google books e abbia guardato questa pagina per burlare ancora un po’.
    Rimane il fatto che non ha espresso uno straccio di opinione corroborata da fatti, senza i quali credo che smetterò ancora una volta di perdere tempo con lei.

  19. Ruggero Romani

    se questo è il massimo di scuse che riesce ad esprimer quando è sbugiardato dopo una calunnia, non posso che compatirla…

  20. Scuse? Forse ha di nuovo letto male, tralasciando ancora una volta i link. E con questo chiudo davvero.
    PS: può sempre mandarci una sua foto della copertina…

  21. Ruggero Romani

    Ecco il libro: https://dl.dropboxusercontent.com/u/9010932/libro.jpg

    Lo guardi e chieda scusa.

  22. Romani, il suo tesserino è scaduto da quasi 5 anni!

  23. D’accordo, Romani. Effettivamente ha lì una copia del libro in oggetto. Non posso sapere se sia davvero suo, o se l’abbia letto, ma data la prova fotografica accetterò la sua parola al riguardo, e quindi mi scuso se ho dubitato lo possedesse veramente e per le espressioni usate.
    Dando ora per scontato che, come dice, sia da questo volume che parte, può cortesemente venire al punto di quale sia la critica che in base ad esso mi muove?

  24. “Dando ora per scontato che, come dice, sia da questo volume che parte, può cortesemente venire al punto…”

    complimenti per l’adamantina (lignea, magari…) tenacia, berli’.

    io dopo una figura così donerei il computer ai poveri; e per buona misura mi farei anche staccare la luce.

  25. Figura? I miei dubbi erano più che legittimi, r&s. E ancora non ho reali contestazioni. Esattamente come da parte tua.
    Probabilmente è più comodo additarmi quale mostro che non crede che un tomo del ’49 possa essere stato letto piuttosto che lasciarsi interrogare da quello che dice il post. Se è così, non sono io che dovrei staccare la luce, quanto tu: tanto, se questo è il livello di commento, ti è inutile.

  26. …quand’anche uno te lo recitasse a memoria tipo fahrenheit tu osserveresti che non lo ha capito. ribadisco l’ammirazione.

  27. Proprio no, r&s. Come anche tu sai, ad obiezione puntuale rispondo sempre. Ed anche a Romani ho risposto alla sua obiezione, cioè che avessi confuso le leggi Siccardi con disposizioni precedenti o successive. Ho indicato i link a risorse mie e non presenti nel corpo di quell’articolo, e altri: ma, a questo, come mi è stato replicato? Suppongo che basti leggere lo scambio.
    Caro r&s, c’è troppa gente che scrive solo per criticare senza sapere o capire una cippa. Qualcuno di esperto e davvero interessato avrebbe discusso puntualmente sui fatti; non richiamato un vecchio testo come se il fatto di possederlo fosse bollino di autorevolezza.
    Sai, ci sono persone in gamba con cui è un piacere discutere persino se alla fine si riconosce di avere torto, anzi, ciò vuol dire che si è imparato. E poi ci sono gli imbecilli che cercano solo di spargere letame. Bisognerebbe sempre domandarsi a quale categoria, anche temporaneamente, si appartiene.

  28. ” Come anche tu* sai, ad obiezione puntuale rispondo sempre.”

    quando avrò smesso di ridere attaccherò con i novantadue minuti di applausi che questa – lignea, come già detto – affermazione merita.

    * ma io quale? il dislessico? il troll? …specifica, ché come sai, “siamo molti”…

  29. Caro r&s, parlavo a te. Quando hai finito di ridere abbondantemente, puoi indicarmi una sola occasione in cui non l’ho fatto? Su quasi 50000 commenti, non dovresti avere difficoltà. Perché se no potresti rischiare di confonderti con quegli imbecilli di cui dicevo pocanzi.

  30. adesso lo chiedi a me, lo screenshot… sei irriducibile davvero.

    convoca il berlicche “che sa leggere”, e falla fare a lui la ricerca.
    (ma anche no; vai così che vai bene, ruganti’. e in effetti ce piaci pe’ quello)

  31. R&s, tua la critica, tuo l’onere della prova. Se no l’identificazione è completa.

  32. …ma come, la critica…?

    …se sono due giorni che ti sto facendo la ola!

    (seriamente, qualcuno svegli il berlicche che sa leggere, che qui si fa increscioso il dibattito…)

  33. Il Berlicche che sa leggere è sveglio e attento. E anche, credo, gli altri che leggono e giudicano. Buon proseguimento, r&s.

  34. Buon proseguimento a Lei, Berlicche; sento il dovere di augurarGlielo, perché di fronte a certa insistenza, la (vera) perseveranza rischia di non bastare mai.

    Però mi sento in obbligo anche verso Eppe e la sua meticolosità nella lettura di testi apparentemente più….leggeri, ma non per questo meno carichi di informazioni e significato. Insomma, gentile Eppe: grazie!

  35. Di nulla, cara marilumari! Sono soltanto uno dei tanti che leggono, come scrive poco sopra Berlicche, e che si trattengono dall’intervenire anche perchè certe uscite si giudicano da sè.

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