I malanni di Malacoda – Eh?

“In quel tempo, Gesù insegnava alle folle.
Un notabile lo interrogò: «Maestro buono, che devo fare per ottenere la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi dici buono? Siamo tutti buoni. Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre, sii tollerante delle diversità». Costui disse: «Tutto questo lo so, me ne hanno parlato fin dalla mia giovinezza, e sono a posto con la mia coscienza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: lascia tutto quello che hai, poi vieni e seguimi». Ma quegli, udite queste parole, divenne assai triste, perché era molto ricco e si era appena risposato per la settima volta.
Quando Gesù lo vide, disse: «Quant’è difficile, per coloro che possiedono ricchezze entrare nel regno di Dio. È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio! Quindi lascia stare i comandamenti, rimani pure così, se è troppo difficile ti verremo incontro e troveremo la maniera. L’importante è che tu sia a posto con te stesso». Quelli che ascoltavano dissero: «Allora chi potrà essere salvato?». Rispose: «E’ impossibile agli uomini, quindi non ci provate nemmeno. Comunque vedrete che non ci sarà problema, si aggiusta tutto, troveremo una scappatoia». Giuda disse «Evviva!»
Pietro allora disse: «Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, e possa ritenermi legalmente responsabile. Era meglio tenersi tutto nel tempo presente, che tanto la vita eterna è nel tempo che verrà, mica adesso». «Ma non avremmo ricevuto cento volte tanto, già ora, se lasciavamo tutto per seguirti?» Chiese Giacomo. «Eh?» Rispose Gesù.”

“Malacoda! Malacoda!”
“Sì, Capo?”
“Hai finito di scrivere quel papiro, che lo dobbiamo seppellire?”
“Un attimo, Capo, asciuga l’inchiostro ed è pronto!”
Malacoda posò l’originale e rilesse quello che aveva trascritto. Questi piani a lunga scadenza di suo zio…a sentir lui, questa versione taroccata sarebbe tornata utile tra qualche secoletto. “Non avrò esagerato con le modifiche?” si chiese. “Mi domando chi potrebbe cascarci…”

WritingDevil

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 2 novembre 2015 su Apocrifatti, diavolerie e cattiverie, le lettere di berlicche. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. Mi par di ricordare che chi ha rinvenuto il papiro fosse un tal commendator Migliavacca.

  2. Mi piacerebbe riportarlo ma certe persone sono così ottuse nel vedere ciò che vogliono vederci nel Vangelo, che ho paura potrebbero prenderlo seriamente, non cogliendo lironia

  3. Sorry. Col tablet faccio un sacco di errori

  4. Una cortesia: chi era il commendatore Migliavacca?

  5. Quest post, come concezione, non è del tutto originale. Il primo a scrivere di Vangeli così come vorrebbe fossero il mondo fu il grande Cardinale Biffi. Nella sua finzione, questo fantomatico Quinto Vangelo fu scoperto proprio dal Commendator Migliavacca.
    Se riuscite a mettere le mani sull’originale, ve lo consiglio davvero: sebbene certe cose siano datate – allora, 1970, il comunismo avrebbe per certo dominato il mondo secondo l’opinione di tanti – molte altre invece sono dolorosamente le stesse.

  6. grande come sempre e più ancora! grazie, Berlicche!

  7. Migliavacca miseria, non lo conoscevo mica questo lato così…effervescente del fu Cardinale!
    Va bene, un po’ di aria nuova nell’acqua e nel vino ecclesiali non può far poi così male.
    O no?

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