Piccoli segni di speranza

A leggere di questo viaggio in una Siria devastata nei cuori più ancora che nelle cose, davvero le cronachette di casa nostra sembrano robetta. E’ ben spiegato chi siano i disperati che bussano alle nostre porte chiuse. I figli di una terra da cui tutti vogliono scappare, consapevolmente fatta tale dalla cattiveria degli uomini.

Noi non sappiamo, noi non capiamo. Ci occupiamo di mille cose vuote. E’ difficile accettare l’immane sofferenza che l’uomo può arrecare all’uomo. Se è così doloroso per noi, che non ne vediamo che una piccola parte, che non comprendiamo quello che vediamo, quanto immensa deve essere la sofferenza di quel Dio che ci ha fatti tutti, che tutto vede, e che ci ama. Il Padre che vede i figli sbranarsi. E i loro fratelli perdersi nel nulla da loro stessi immaginato.

Solo i piccoli segni di speranza, di bellezza, di pace così ben descritti nell’articolo possono gettare un poco di luce in quel buio fitto di morte e di male. Una speranza incredibile, immotivata, inesprimibile, che solo può nascere da qualcosa di più grande degli uomini. Anche se saranno forse le armi a distruggere le armi, non saranno le armi a ricostruire.

monastero e memoria vescovi

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 ottobre 2015 su testi-moni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Bellissimo reportage, tanto più necessario in quanto sui media tradizionali le notizie riguardanti le condizioni del popolo siriano, che lotta pacificamente per restare in patria, sono del tutto assenti, mentre quelle sul conflitto e i profughi sono ridotte a un anodino bollettino di guerra per tifosi di uno o l’altro schieramento in campo e a un lugubre elenco dei ‘dispersi in mare’.
    Dunque Le rivolgo un grazie molto sentito per il link che ce lo fa conoscere.

  2. Da una devastazione all’altra, senza speranza.
    La nostra carità senza nessuna verità, nemmeno dentro le nostre chiese: di questo devono oggi accontentarsi le masse di profughi in marcia verso un’europa disperata, svuotata nell’anima.
    Povere masse in fuga da un semideserto di pietre verso un immenso deserto di cuori.

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