Maledetti beati – VI – Pura libidine

Ancora una volta, cari colleghi e discepoli nella difficile arte della tentazione, prenderemo in esame una differente categoria di quei mortali chiamati “beati”. Per quanto sia disgustoso affrontare certi argomenti è necessario conoscere bene il proprio nemico. Non volete restare digiuni, vero? E allora seguitemi con attenzione, perché imparare a conoscere e neutralizzare questi odiosi esseri è fondamentale per continuare ad avere le ottime performance produttive degli anni passati. Non si porta alla perdizione il genere umano se si ha paura di poche anime belle.

Quelle di cui parliamo oggi sono proprio le più fastidiose creature che potrebbe capitarvi di incontrare. Per nostra fortuna si tratta di un genere in estinzione: il nostro obbiettivo come azienda globale è la loro totale eliminazione entro una trentina di anni umani. Stiamo parlando di quella specie elusiva nota come i “puri di cuore”.

La beatitudine promessa ai puri di cuore è quella di vedere D-, ahem, il Nemico-che-sta-lassù. E’ conseguenza dei fatti. E’ cosa risaputa che quanto più sei impuro, contorto ed egoista tanto più distante vuoi restare dal nostro avversario. Non per niente noi ci rintaniamo qui sotto, quanto più lontano è possibile da quella fastidiosa luce del bene. In una certa maniera anche noi siamo puri: ma all’estremo opposto. Nostro Padre Infernale esige dai suoi figli l’assoluta mancanza di misericordia e amore. Se uno di noi avesse un pensiero che sia meno che menzognero e perverso dovrebbe immediatamente fare un esame di coscienza per liberarsene.
Puro significa senza scorie; se non c’è manco una sfumatura di perversione, il bene scorre liberamente in quelle menti troppo ottuse per capire la gioia di procurare sofferenza. Logico che stiano alla presenza del Nemico. Lui è tutto così. La sua luce le attraversa senza difficoltà, senza proiettare neanche un’ombra. Quelle ombre dove noi viviamo.

Si potrebbe dire: bene, se piace tanto, che ci vadano. Il guaio è che un puro spicca in mezzo agli altri mortali come un faro su una collina. La luce che diffonde permette alle persone di vedere meglio tutte le nostre trappole e le nostre promesse menzognere. Capite anche voi che questo non deve essere permesso. Un beato di questo tipo per noi è veleno.

Coloro che possiedono questa purezza devono essere perciò i bersagli privilegiati per tutti i nostri attacchi. Devono essere eliminati prima che si può.

La purezza è di due tipi: una arriva dal non sapere, l’altra dal non volere. La prima modalità, tipica dei cuccioli umani, può essere curata facilmente.
Il cuore dell’umano deve essere, appena possibile, sporcato. Basta poco: anche una singola venatura di sudiciume, se opportunamente coltivata, porterà nel tempo alla completa contaminazione del nostro soggetto.

I nostri sforzi, con gli anni, sono diventati sempre più precisi e meglio diretti, tanto che ormai quasi più nessun mortale oltrepassa la fase della crescita con il cuore intatto. Questo risultato eccezionale si è ottenuto convincendo coloro che dovrebbero vegliare sulla purezza che essa è una disgrazia.

Quanti falsi miti abbiamo dovuto creare! Quante menzogne architettare! Ma, per quanto sia stato piacevole, ormai possiamo dire che ulteriori sforzi non sono quasi più necessari.
Siamo arrivati al punto che se un bambino non è venuto a conoscenza dei fatti della vita, desta orrore e preoccupazione. E con “fatti della vita” noi demoni intendiamo ogni modo di usare e abusare dell’altro.
Fin dalla più tenera età il mortale è bombardato dalle immagini dei peggiori peccati e vizi, che gli sono illustrati nei particolari dai suoi educatori. Lo scopo dovrebbe essere levare loro l’ingenuità, ma ingenui sono coloro che lo pensano davvero. Facciamo in modo che conoscano il male perché lo possano scegliere.
Abbiamo tolto infatti dalla loro educazione tutto ciò che avrebbe fatto capire le conseguenze delle loro decisioni. Senza criteri di giudizio, se ogni cosa vale l’altra, se non esiste una verità, perché non provare tutto?
Se la malvagità è superstizione e non una scelta che sono chiamati a fare, sarà proprio quella scelta la prima che compiranno. Sapete come me quanto sono marci i mortali.

Come farà, l’anima che conosce tutto ma non sa il valore di niente, a resistere al luccichio con il quale non manchiamo mai di cospargere le nostre tentazioni?

Se la scuola non basta, ci penseranno gli amici; niente di più contagioso del peccato comunicato con malizia, magari ammiccando. Le tecnologie di comunicazione sono strumenti imprescindibili per i nostri traffici. Basta anche solo il contatto superficiale con un’immagine, una parola sporca per iniettare nel giovane ancora puro il seme della sua caduta. Quella venatura di sporcizia che contaminerà irrimediabilmente la sua limpidezza.

E per questo che i puri più complicati da trattare non sono coloro che non sanno, ma coloro che non vogliono sapere. Rifiutano ogni nostro suggerimento deviato, capiscono la menzogna e non vogliono averci a che fare. Sanno cos’è una bugia, ma non è roba per loro. Per quanti vantaggi noi illustriamo, per quanto seducente sia la prospettiva, niente, la rifiutano. Potere. Denaro. Sesso. Riescono a vedere cosa siano davvero, e li mettono da parte. Il loro cuore non è tanto puro, quanto purificato. La loro stessa presenza ci riempie di dolore, perché è forte attraverso loro quella luce velenosa del vero che abbiamo rifiutato tanto tempo fa.

La nostra sola strada è allora farli rifiutare, isolarli, additarli come dei poveri ebeti, degli illusi. Schernirli come ignoranti dei fatti della vita, relitti dei tempi passati, inguaribili ingenui, bambini mai cresciuti. E se coloro che li circondano dovessero, vedendoli, provare a loro volta dolore per quello che sono diventati, per la perdita della purezza originaria, beh, allora dovete essere svelti a consolarli con le gioie della mancanza di quella purezza.
Che saranno pure vuote ed effimere, ma che delizioso sapore di pura corruzione danno all’anima!

Chiara-Badano-castelvetrano

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 ottobre 2015 su Maledetti beati. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Chapeau!!!!!

  2. Complimenti per la scelta della foto :)

  3. Sì, è molto indovinata l’immagine della beata Chiara “Luce” Badano. Come lo sarebbe quella di Giulia Gabrieli.

    O quella, per sempre perduta per noi mortali (anche perché divorata, letteralmente, dalla lebbra) di Noemi detta Maria Dolores, morta nel primo scorcio del XX secolo in un lebbrosario colombiano, lontana da decenni dalla sua famiglia, rifiutata e calunniata anche dai suoi stessi compagni e compagne di sventura, visitata in extremis da un pietoso sacerdote e dal suo Amato, sotto le specie eucaristiche, che però non poteva più vedere con gli occhi della carne, perché la malattia le aveva rubato anche la vista.

    A volte lo Sposo si mostra molto, molto geloso delle Sue Elette più preziose e splendenti, e ciò accade proprio quando sembra abbandonarle senza scudo nè rimedio alla furia devastatrice e oltremodo vendicativa del Nemico.

  4. lo avevo già letto su “la croce” ma con la foto della beata mia coetanea mi è piaciuto di più…..

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