Maledetti Beati – V – Misericordia!

Cari compagni di tentazione, l’argomento di oggi del nostro corso sull’identificazione e la neutralizzazione dei beati affronta una categoria di questi pericolosi mortali che è tra le più nefaste: i misericordiosi.

I misericordiosi sono chiamati beati dal Nemico-che-sta-lassù perché, dice lui, troveranno misericordia. Cosa sia la misericordia e come si combatta praticamente è un tema complesso, sul quale la nostra organizzazione tiene corsi mirati per gli operatori sul campo. Quest’oggi mi limiterò ad affrontare la domanda: cosa fare se incontriamo uno di questi beati?

Intanto, mantenere la calma. Questa specie di mortali è purtroppo abbastanza diffusa, eppure noi ci divoriamo la nostra anima quotidiana senza grande sforzo. Anche il peccatore più incallito, il nostro protetto più promettente può cadere, ed essere indotto a compiere un atto di misericordia. Rassicuratevi: dissetare o sfamare qualcuno, visitare un ammalato o un prigioniero di per sé non manda automaticamente in paradiso, ci mancherebbe. Ma sarebbe altrettanto grave, per il bravo tentatore, trascurare la pericolosità di tale atto. Di lassù, infatti, il Nemico sta molto attento a questo genere di cedimenti della generale propensione al male dell’umano tipico. Se percepisce un minimo moto di pietà apre subito una linea di credito per quel mortale: e il cambio è spesso sfavorevolissimo per noi. Potrei citarvi i casi in cui una singola opera di misericordia ha redento un’intera esistenza di malvagità. Decenni di preparazione, di impegno, di quotidiana dedizione ai peccati più sordidi e infami e poi una sola azione buona manda all’aria tutto il nostro lavoro accuratamene pianificato. Mi avete capito: prendete ogni provvedimento perché in nessun caso l’uomo mortale che avete in custodia arrivi a compiere anche uno solo di quegli atti.

Dovesse pure, niente è compromesso se agiamo con decisione. Sì, troverà misericordia lassù; ma se la rifiuta, quella mano tesa dall’alto, allora neanche quel passo nella direzione sbagliata riuscirà a salvarlo.

Tutto questo vale tanto per il soggetto che abbiamo in custodia che per quanti lo circondano. La misericordia, infatti, è contagiosa: isolare il misericordioso e neutralizzare la sua opera potrà evitare il salvataggio da parte del Nemico di tante altre anime che potrebbero paradisizzarsi per contatto.

Tanti sono i modi in cui l’accorto tentatore può impedire l’uso di misericordia. Grazie alla previdenza dei nostri enti centrali esistono programmi su misura per distogliere ogni tipo di umano da queste pratiche devastanti. Ne citerò alcuni:

  • Buttarla in politica. La misericordia verso “quelli” non si può avere perché sono avversari, perché mostrarla sarebbe di destra\sinistra\centro. Alla stessa maniera la misericordia ideologica del campo avverso, fatta senza neanche guardare in faccia, ha valore zero per lassù.
  • Disprezzo per l’inferiore. L’idea che facciamo passare è che chi chiede misericordia non ha diritto a misericordia. Dovrebbero sapere cavarsela da soli, via, e allora sì che si potrebbe dargliela. Chi altrimenti gliela concedesse è un debole, che alimenta solo parassiti.
  • La misericordia dovrebbe farla lo stato, non le singole persone. Quindi nessuno disturbi il mortale con queste lamentazioni: lui paga le tasse.
  • Bisogna fare leggi che impediscano la povertà e il dolore. Che, possibilmente, eliminino il povero e il bisognoso una volte per tutte, in maniera che non ci sia più il bisogno di essere buoni.
  • Approccio scientifico. La pietà è una cosa da deboli. Le leggi di Darwin asseriscono che solo il più forte ha diritto a sopravvivere, o giù di lì. Quindi le opere di misericordia sono antiscientifiche. Le facciano i preti.
  • Occuparsi degli altri è faticoso, i bisognosi sono troppo lontani. Vorrei tanto aiutarli, dice il mortale, ma è oltre le mie forze. Meglio pagare qualcuno che sia misericordioso al posto mio. Bastano due euro?

Queste scuse sono solo una piccola parte dei possibili metodi per annullare il misericordioso e i suoi effetti. Il beato sarà presentato di volta in volta come avversario politico, fanatico, impiccione, illuso, rompiballe. Non si dovrà trascurare niente per metterlo in cattiva luce, per evidenziare i risultati negativi del suo comportamento. Non dovreste fare troppo fatica a trovare un irriconoscente, un egoista, un profittatore tra i beneficiati: ne abbiamo sempre una bella scorta a disposizione.

Usando questi metodi possiamo anche riuscire a recuperare quanti fossero rimasti affascinati dalle opere del beato. Come ho detto, assistere ad azioni di pietà può essere estremamente pernicioso per la dannazione eterna dei nostri protetti. Spinge a farsi domande, e sentono dentro di loro un’urgenza a imitare quei maledetti beati. Tutto vogliamo, meno che essi stessi siano poi oggetto di misericordia da parte del Nemico che sta lassù. Incasellare il beato in uno di quegli stereotipi negativi immunizza il nostro aspirante dannato dalle manie di imitazione – sempre che riusciamo a distrarlo abbastanza da quell’urgenza cui accennavo prima.

Soprattutto non devono accorgersi che la prima opera di misericordia che fa il beato è richiamare gli altri e se stessi al male che stanno compiendo. Ormai li abbiamo così indottrinati sul fatto che non devono giudicare da non rendersi conto che un giudizio si terrà comunque, e sarà inappellabile. Se nessuno adesso ha il coraggio di dire chiaramente cosa è bene e cosa è male, tale lusso non si avrà allora. Ci saranno testimoni di accusa, e un giudice implacabile. Un giudice che avrà verso di loro la stessa esatta misericordia che hanno avuto in vita, e li giudicherà con lo stesso metro che loro stessi hanno avuto.

Provate a pensare al defunto che usa le scuse che abbiamo elencato sopra all’udienza del suo primo giorno di vita eterna, e vi renderete conto perché i demoni che testimoniano a quei giudizi sono sempre ilari e sorridenti. Quante risate, misericordia!

hermanitas

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 ottobre 2015 su Maledetti beati. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Oddio, e adesso che faccio? Se mi spello le mani dagli applausi, poi scivolo inavvertitamente verso l’adulazione, anticamera scivolosissima dell’ideologia, alias idolatria….

    Ah ecco, ho trovato: Le dico che questo post è superbo.

    Però una deroga me la concedo (non siamo mica ancora in Quaresima, che diamine!): quella del “Quindi le opere di misericordia sono antiscientifiche. Le facciano i preti.”, è divina! E basta.
    Astenersi perditempo (tanto non cambio idea).

  2. Il mondo ama la filantropia a 36bit.

    Le opere di misericordia infatti, non danno alcuna visibilità, nascoste come sono in un dialogo sussurrato tra un io e un tu che si sentono prossimi.

  3. Filantropia a 36 bit che va a finire in un server a 666 bit (questo 666 e’ il doppio di 333 che a sua volta e’ un numero decisamente trinitario). Ma la visibilità non finisce qui. Ci sta anche Uno che nel tempio vede una povera vedova che senza usare la tromba mette due soldini nel tesoro del tempio ed era tutto quel che aveva. Anche io sono vedovo e ti assicuro che se quel giorno ero a Gerusalemme con 2 soldi in tasca, nella migliore delle ipotesi ne deponevo uno. Ma l’ultima parola spetta a quel Tale che osservava le azioni di ciascuno, e oltretutto osservava non come Padoan o Renzi ma come misericordia e amore. Io speriamo che me la cavo. Ma comunque quel Tale una volta disse “Chi non raccoglie con me, disperde” e non ho dubbi che ha perfettamente ragione

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