Non basta il cuore

Non basta il cuore. No, davvero non basta. Il cuore ci dà il giudizio, ci fa capire cosa è giusto o sbagliato. Ma bisogna chiederglielo. Il cuore non inganna, ma bisognerebbe prima accertarsi che quello che ci sta parlando sia lui, e non il sussurro del nostro desiderio.

Spesso non chiediamo altro che farci ingannare. Mentiamo a noi stessi con la facilità con cui ci si volta verso ciò che sappiamo, sappiamo bene che dovremmo fuggire. Invece ci avviciniamo sorridenti, con la scusa già pronta in tasca.
Perché se non aderisce ad una verità che ha riconosciuta, la libertà dell’uomo va verso quello che gli pare e piace.
E quanto è facile dire che si è ceduto per bisogno, proprio o dell’altro. Ma dire sì ad una bugia, acconsentire consapevolmente ad un’illusione che allontana dalla realtà, non è mai misericordioso. E’ la definizione di peccato: fuggire dalla verità. Ci pensiamo migliori, e siamo solo complici nell’allargare la distanza dal reale, conniventi di un irragionevole inganno. Come si può cadere in fretta.
Si dice che l’inferno sia lastricato di buone intenzioni. Raramente coloro che praticano il male si considerano malvagi.

Prima del cuore c’è la libertà di ascoltare quello che ci dice. Prima della libertà c’è la verità che questa libertà dovrebbe scegliere. Prima della verità non c’è niente.
Nel mezzo c’è la nebulosa inquieta che è quello che siamo. In cerca del sogno perfetto, da cui solo un misericordioso perdono ci potrà salvare.

naufragar

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 settembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Il peccato è fuggire dalla Verità

  2. Credo che prima della verità ci sia qualcosa che è la Grazia, in effetti quando Gesù dice “io sono la via (libertà), la vita (cuore) e la verità” lo comunica e questo è un gesto gratuito. Lo stesso da cui veniamo e verso cui andiamo.

  3. Il problema è cosa “abbiamo messo” dentro il nostro cuore, il nostro secondo disco fisso (essendo il primo quella nostra mente piena di informazioni e di saperi pratici).

    Dentro il nostro cuore c’è un deposito di sapere “emotivo” che ci dice cosa fare ma, soprattutto, cosa sentire e cosa pensare.
    Questo sapere cosa “sentire”, lo acquisiamo in un lungo apprendistato fatto di immagini ideali, racconti, miti e simboli. Ci viene insegnato dalle forme della grande arte che abbiamo imparato a gustare.

    Si chiama cultura,
    attraverso la quale matura il nostro giudizio morale sulle cose in empatia coi nostri simili, e risponde alle nostre domande di senso, traendo linfa dal suo retaggio religioso.
    Ripudiando questo retaggio, la cultura si perde diventando cieca ricerca di sensazioni, finché, tolto quel velo di normalità che ancora ci permette di rapportarci agli altri, libera il mare degli istinti che ci sommerge trascinandoci in un vortice di libertà negli abissi della solitudine.

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