Catastrofe equina

Allarme ambiente: Cavalli estinti nel giro di 25 anni

I cavalli potrebbero essere totalmente estinti nel giro di 25 anni, afferma Brian Small, professore di morosofia nella prestigiosa Università dell’Idaho, Tick. E’ quanto si deduce da uno studio che analizza il numero di equini negli ultimi decenni. “I dati non mentono”, afferma il professore: nell’ultimo secolo il numero di questi animali si è continuamente contratto. Se nel 1915 in USA i cavalli erano 26 milioni e mezzo, cento anni dopo superano appena i cinque milioni. Continuando a questo ritmo, l’intera popolazione equina degli Stati Uniti potrebbe essere spazzata via entro il 2040. “C’è una correlazione diretta tra la scomparsa di questi animali e il crescere dell’inquinamento ambientale, causa del riscaldamento globale. Se non si interviene a limitare l’uso di combustibili fossili con una attenta politica rischiamo di privarci per sempre della compagnia di queste bestie che hanno accompagnato l’uomo per tanta parte della sua storia”, dice il professore.
“Come per i pesci e i ghiacciai, occorre intervenire in fretta” afferma ancora Small “se vogliamo che i nostri bambini possano ancora gioire per una cavalcata.”
Per altri animali della stessa famiglia la situazione meno drammatica: “Da quello che ci è dato sapere”, afferma il morosofo, “sembra che per adesso gli asini non corrano rischio di scomparire”.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 settembre 2015 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 45 commenti.

  1. “Morosofo” deve entrare nel dizionario. Lo esigo!

  2. Ma, è uno scherzo?
    No, perché “I dati non mentono” dicono ben altro…

  3. Scherzo? Come potrei mai scherzare su una cosa così seria come il riscaldamento globale?
    ;-)

  4. L’etimologia di “morosofo” mi sfugge… forse dall’inglese “moron”? :)

  5. Fatto sta che sparate “autorevoli” del genere se ne leggono tutti i giorni.
    In più, ora che ci si mettono anche i Papi, c’è un serio rischio inferno per gli scettici come me. Che debba ri-convertirmi?

  6. Il post nasce da un articolo che ho letto in cui si asseriva: “negli ultimi 50 anni il pesce è diminuito del 50%, interveniamo ecc.”. Poi si guardava il grafico e si vedeva che, se pure i dati fossero stati corretti, tutto il calo avveniva prima degli anni ’90 del secolo scorso e negli ultimi 25 anni era invece stabile.
    Per quanto riguarda i Papi, nella sua enciclica Francesco si è tenuto abbastanza “fuori” dalla discussione. Tant’è che, pubblicata, non ne ha parlato più nessuno…
    A proposito: carino questo.

  7. Ne avevamo parlato già. A me pare non si sia tenuto affatto ‘fuori dalla questione’:

    ” Esiste un consenso scientifico
    molto consistente che indica che siamo in
    presenza di un preoccupante riscaldamento del
    sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento
    è stato accompagnato dal costante
    innalzamento del livello del mare, e inoltre è
    difficile non metterlo in relazione con l’aumento
    degli eventi meteorologici estremi, a prescindere
    dal fatto che non si possa attribuire una causa
    scientificamente determinabile ad ogni fenomeno
    particolare. L’umanità è chiamata a prendere
    coscienza della necessità di cambiamenti di stili
    di vita, di produzione e di consumo, per combattere
    questo riscaldamento o, almeno, le cause
    umane che lo producono o lo accentuano. È vero
    che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le
    variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo
    solare), ma numerosi studi scientifici indicano
    che la maggior parte del riscaldamento globale
    degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione
    di gas serra”

    In sostanza, ha detto quello che qualunque persona profana priva di un pregiudizio ideologico in merito potrebbe dire sul tema ‘riscaldamento globale’.

  8. ”consenso scientifico (…)
    (…) a prescindere
    dal fatto che non si possa attribuire una causa
    scientificamente determinabile (…) numerosi studi scientifici”

    Insomma: molti scienziati dicono quello, ma se hanno ragione o torto non spetta a me dirlo. Se hanno ragione, bisogna agire.

    E sì, è quello che qualunque persona profana priva di un pregiudizio ideologico in merito potrebbe dire. Senza metterci la mano sul fuoco.

  9. Dai ricordi di un parroco di campagna vissuto dalle parti di San Severino Marche ai primi del Settecento: nel 1732 in ottobre fece tanto caldo che cantavano ancora le cicale. Il 4 novembre 1732 continuava a far caldo come estate e le cicale erano sempre all’opera.«Tutto ciò ho notato io D. Antonio Francesco Monti curato.» (ed. in R. Paciaroni, Le memorie di un curato di campagna (secc. XVII-XVIII), Studia Picena, 67, 2002, 247-270).

    Tanto per i telegiornalisti che hanno ribattezzato il 2015 “l’anno più caldo di sempre”, il 23 settembre 2015 ero a San Severino Marche e posso garantire che le cicale non cantavano e le rondini avevano già traslocato.

  10. @senm_webmrs: spero che tu stia scherzando.

    @Berlicche: “molti scienziati dicono quello, ma se hanno ragione o torto non spetta a me dirlo. Se hanno ragione, bisogna agire.”

    Questa interpretazione non ha nessun senso logico, perchè come si farebbe a capire se ‘hanno ragione’? Chi deve deciderlo?

    A me pare che la posizione del Papa sia più del tipo: la grande maggioranza degli scienziati dice che è così, pur nell’impossibilità di essere sicuri che sia vero dobbiamo agire.

  11. Quente,
    “Come si farebbe a capire se ‘hanno ragione’? Chi deve deciderlo?”
    Chi?? Si chiama verifica, e si chiama scienza. Si portano le prove, si vede che reggono, si va avanti. Certamente non è un “chi”, meno che meno gli scienziati stessi.
    Non so se tu abbia afferrato le sfumature. Gli scienziati possono sbagliare; quello che non è certamente errato è trattare con rispetto e accortezza la creazione.
    In questa maniera si esce dalla logica per cui in nome di un supposto riscaldamento globale antropico si giustifica ogni cosa, anche una guerra (come ho linkato più giù).

  12. @ cachorroquente. Non ho ben capito su cosa dovrei stare scherzando.
    Esiste il prestito interbibliotecario, si faccia mandare una copia del volume che ho citato e controlli. Oppure vada direttamente a guardare l’originale, sta nell’Archivio parrocchiale di Santa Maria di Patrignolo, Status animarum 1632-1736, con note cronachistiche ms. di don Antonio Francesco Monti rettore della parrocchia di Santa Maria di Patrignolo dal 1687 al 1736.

  13. Lasciamo perdere, per favore, il “consenso scientifico”.
    Nello studio del clima la separazione fra scienza e politica non esiste da un pezzo. E il cosiddetto “consenso” scientifico si ottiene rapidissimamente con i finanziamenti pubblici alla ricerca.
    Agire poi, significa spostare importanti risorse economiche, e questo apre un discorso di grande responsabilità sociale.

  14. @senm_webmrs stai scherzando sul fatto che lo scarto di temperatura di settembre tra il 1732 e il 2015 in un paese di 13.000 anime possa avere una qualsiasi rilevanza nel decidere se il 2015 sia o non sia l’anno più caldo (in media, su scala GLOBALE) da quando possediamo misurazioni attendibili.

    @Berlicche a me pare di capire che per il papa (o meglio, per gli esperti che ha consultato) se non le prove una ragionevole certezza c’è già. La ‘verifica’ in questo caso quale sarebbe? Che la temperatura continuerà a salire? Perchè finora è esattamente quello che sta succedendo, mi pare. Non è che possiamo costruire un’altra terra e abolire in essa l’uso di combustibili fossili per vedere cosa succede.

    Poi: che la siccità abbia avuto a che fare con l’attuale crisi siriana, se permetti, l’hanno detto fonti un tantino più autorevoli de ‘La nuova bussola quotidiana’; l’articolo che citi è la consueta orgia di non sequitur.

  15. Padiglione del Belize, Cluster Isole Mare e Cibo dell’Expo.
    Leggo:

    “Le previsioni legate all’aumento delle precipitazioni a livello globale porta a considerare un potenziale incremento delle superfici di laghi e fiumi di acqua dolce. In altri termini, in futuro la messa in atto di allevamenti ittici in acqua dolce potrà contare su maggiori superfici disponibili offrendo un contributo interessante alla sicurezza alimentare locale, al miglioramento della dieta tradizionale e al contrasto all’incremento demografico previsto anche in questi Paesi”

    In un contesto di piatte visioni apocalittiche, una vera rarità!

  16. Quente, che ho da dirti? Se per te quella è la ragionevole certezza, prego. Suppongo che i dati che quell’articolo fornisce siano molto meno importanti dell’adeguarti a quel che dice l’Imperatore.
    Ti dispiace indicare esattamente in cosa consista questa “consueta orgia di non sequitur”? O siamo al livello dei tuoi ultimi interventi, è il principio di autorità?

  17. Delizioso — tutto, dal titolo alla foto in chiusura. Quasi senza pietà.
    Roba da andare a dormire coi muscoli della faccia pietrificati in un sorrisone come neanche Julia Roberts nei suoi anni/ruoli…ruggenti.

    “lo studioso Brian SMALL … dell’università di …TICK”. Poi non venitemi a dire che Dio non è un tipo ameno, appassionato di battute davvero spiritose.

  18. Molto carina! Ho letto, da fonti autorevoli, che la teoria del riscaldamento globale faccia parte del Nuovo Ordine Mondiale. Voi ne sapete qualcosa? Ed esiste davvero questo delirante progetto massonico? Berlicche, toglimi qualche dubbio

  19. Francamente tutti i discorsi sul megacomplotto globale mi lasciano sempre abbastanza scettico, anche perché spesso sconfinano nella paranoia. Quello che è oggettivo è che suddetta teoria goda di fortissimi appoggi politici e sia in qualche maniera imposta, così come altre. Poi si possono collegare i punti e cercare di intravedere il disegno globale che sta sotto: il rischio è vedere, per così dire, costellazioni dove ci sono solo stelle separate.
    Dall’altro lato chi ha il potere cerca di mantenerlo, e così manovrare l’opinione pubblica nella direzione desiderata probabilmente rientra negli obiettivi. E’ incredibile a quante cose deliranti si possa credere, e quanto siano deliranti certe cose a cui crediamo. La verità stessa appare delirante a chi la vede in maniera differente – cfr post di ieri.
    La mia opinione è che sì, esista un piano dietro tutto questo, ma che la sua origine sia molto più profonda di quanto comunemente si ritenga. Non avendo prove ma solo indizi non mi sogno di convincere o togliere dubbi ad alcuno. Se esista questo fantomatico Nuovo Ordine Mondiale, o i rettiliani, sinceramente non lo so dire (ma i massoni quelli sì).

  20. Io la vedo così.
    Nel contesto attuale, crollato il mito comunista, il trasferimento di ingenti quantità di denaro dalla disponibilità privata a una gestione pubblica autoritaria e indiscutibile, può avvenire solo in presenza di situazioni emergenziali.
    E cosa c’è di meglio di un’emergenza senza limiti né spaziali né temporali, per cui si impone un sistema di gestione centralizzata di immense risorse finanziarie? e un trasferimento di potere dai popoli ai governi e dai governi a entità globali?
    Un neo-comunismo di fatto oggi si impone per via “scientifica” con la diffusione di report allarmanti sul clima, sulla salute e sulle risorse (comprese quelle finanziarie).

  21. Anch’io non credo in teorie complottiste, credo però che la massoneria esista e punti a mantenere il proprio potere, instaurando un sistema di controllo, anche attraverso l’imposizione di un modo di pensare, che è al limite della dittatura. Io sono trentino; qui da noi in questo periodo, c’è un grande dibattito sul progetto “Buona Scuola” con l’introduzione anche dell’educazione sessuale secondo l’ideologia Gender. È di questi giorni la notizia che un professore di religione di una liceo cattolico della città, sia stato denunciato per omofobia, da un genitore di uno studente che non aveva gradito la difesa della famiglia. E io mi chiedo: qual è l’interesse di diffondere un modo di pensare tanto contorto? Perché tante energie impiegate per imporre questo nuovo modello? Non credo che il motivo sia per adeguarsi ai nuovi modelli sociali, perché ci sono molte nuove realtà sociali per cui la politica non spende così tanta energia!

  22. A Berlicche, fedefrodo, ToniS (ma non solo…)

    Non sono assolutamente in grado di verificare senza ombra di dubbio se un complotto “climatico” sia tecnicamente possibile, né se sia tramato, gestito, camuffato e aggiornato da massoni, o da rettiliani, o da alieni di altre dimensioni parallele alla nostra o da Ultra -umani con basi segrete nei sotterranei d’Antartide o, più semplicemente, dai soliti ammiratori di Hitler, Stalin, Pinochet et similia, in versione “reloaded”, però c’è un generale, ex comandante delle forze NATO in Kosovo, che sembra convinto della realtà incontrovertibile di una congiura internazionale a danno dei comuni cittadini, imperniata sulla manipolazione artificiale ad hoc del clima, da tempo in atto. Si tratta del gen. Fabio Mini, e questo è un link da sbirciare, volendo, per capire un po’ cos’ha da raccontare e mostrare costui in proposito:

    http://www.libreidee.org/2014/01/il-generale-mini-la-guerra-climatica-e-gia-cominciata/.

    Comunque, di due cose sono ormai sicura:

    1) le fonti energetiche fossili, anche se non è affatto certo che siano responsabili degli squilibri climatici e dei ripetuti fenomeni meteo di alta e spesso brusca intensità, che sembrano presentarsi con sempre maggiore e inusuale frequenza nelle aree cosiddette — finora — temperate, rappresentano comunque risorse ad alto rischio, per le scorie molto inquinanti che producono e per la difficoltà, a volte estrema, di controllarne i possibili esiti nefasti a cui, allo stato dell’arte, non sembriamo capaci di far fronte — penso soprattutto al nucleare, ma anche ai disastri petroliferi, devastatori di estese aree oceaniche, a cui abbiamo assistito ripetutamente negli ultimi decenni.

    2) Le fonti cosiddette rinnovabili, non sono in grado di fornire energia sufficiente ad alimentare l’industria pesante su cui si basano le strutture portanti del nostro welfare e del benessere diffuso nelle società cosiddette avanzate (fatto salvo il problema dell’inquinamento di cui sopra).

    Possiamo accantonare automobili e aerei, e ricominciare a spostarci solo in bici o a cavallo, ma non è solo questione di “sobrietà” montiana o nord-coreana. Si tratta di decidere se tornare a morire per un’infezione ai denti (perché gli antibiotici sono stati sì inventati, ma distribuirli a tutti a dorso di mulo o col calesse non è proprio molto pratico e rassicurante) o morire per un appendicite (per motivi simili, e poi anche perché tante sale operatorie ultraattrezzate come le garantiamo, se la produzione di acciaio diventa un lusso?Alimentare le fonderie coi pannelli solari o le pale eoliche non mi sembra fattibile nemmeno in un romanzo di Asimov).

    Mi scuso di nuovo per la lunghezza. Buona notte a tutti (in senso letterale e non metaforico — per ora).

  23. “Ti dispiace indicare esattamente in cosa consista questa “consueta orgia di non sequitur”?”

    Ad esempio: in che modo il numero di morti per catastrofi naturali (in diminuzione) ha a che fare con il ruolo di una siccità nello scoppio della guerra civile in Siria?

    Che il riscaldamento globale non provochi più uragani, poi, lo dicono in primis gli scienziati (forse anzi meno uragani, ma più violenti, non c’è nulla di sicuro comunque). E’ effettivamente uno dei casi in cui sono i mezzi di informazione e i politici ambientalisti a strumentalizzare la paura e la commozione per tragedie tipo Katrina.

    Tra l’altro, la frase che citavi tu (“a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile”) dall’enciclica non riguarda il riscaldamento globale per se, ma l’associazione tra esso e “eventi metereologici estremi”:

    “e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere ecc.”.

    Così come il fatto che ci sia stata una siccità in Siria non significa in nessun modo che sia responsabile il riscaldamento globale (non è certo la prima siccità della storia). Ma se il modello del riscaldamento globale prevede che aumentino le siccità, dobbiamo aspettarci altre crisi regionali come questa.

  24. Quente: ???
    Ma sei sicuro di avere capito bene? Stai dicendo cose che non stanno in piedi. Tipo:
    Così come il fatto che ci sia stata una siccità in Siria non significa in nessun modo che sia responsabile il riscaldamento globale (non è certo la prima siccità della storia). Ma se il modello del riscaldamento globale prevede che aumentino le siccità, dobbiamo aspettarci altre crisi regionali come questa.
    1-La siccità in Siria non c’è stata
    2-Che di questa ipotetica siccità sia stato accusato il riscaldamento globale, cazata che ammetti, è l’operazione fatta da quei politici
    3-che le hanno anche attribuito la crisi siriana, che invece ha cause ben diverse e che quei politici conoscono bene
    4-e la tua conclusione di fronte a questa catena di falsificazioni è che…hanno ragione!

    Mi pare che i non sequitur qui siano tutti tuoi.

  25. 1) che la siccità in Siria NON ci sia stata me lo dici tu. Da wikipedia: “This coincided with the most intense drought ever recorded on Syria which lasted from 2007 to 2010 and that resulted in a widespread crop failure”. Ora, neanche a me piace ricorrere al principio di autorità, ma siccome non sono un climatologo devo decidere di chi fidarmi e non è che se un dilettante trova i dati sulle precipitazioni in Siria devo per forza ascoltare le sue deduzioni, quando tutte le altre fonti che ho trovato non mettono in discussione che ci sia stata una siccità di entità considerevole in quella zona attorno al 2007
    2) E’ impossibile attribuire al riscaldamento globale la responsabilità di una singola siccità; è come attribuire un tumore del polmone all’esposizione all’asbesto. Io so che l’asbesto aumenta i tumori al polmone, so che tu sei stato esposto all’asbesto e ora hai un tumore. Ma non è possibile dimostrare il nesso causale. Ammetto di non sapere se il modello dell’AGW prevede un aumento di frequenza delle siccità; se ciò non è, attribuire la guerra civile al riscaldamento globale è strumentale (come per il caso di Katrina). Rimane il fatto che una cosa è mettere in dubbio l’associazione tra GW e eventi climatici estremi (e dire che l’associazione tra GW e un SINGOLO evento è indimostrabile), come ha fatto anche il Papa, un’altra è mettere in dubbio il GW, cosa che a questo punto è veramente una forzatura ideologica.
    3) Le guerre civili nascono spesso da una sinergia tra fattori economici e politico-ideologici. Quest’articolo del NY Times (http://www.nytimes.com/2015/03/03/science/earth/study-links-syria-conflict-to-drought-caused-by-climate-change.html?_r=0) cita un esperto per cui la siccità ha avuto un ‘catalytic effect’. Certo, questa è una teoria che ha i suoi critici; che però, bada bene, non negano l’esistenza di una siccità, ma la correlazione
    4) what?

    I non sequitur sono tutti nell’articolo della Bussola, mi spiace. Che tra l’altro praticamente glissa sul fatto che il raccolto del 2008 (dati portati da loro!) è stato disastroso, il più basso dal 1991 (quando la popolazione era un tantino più scarsa: https://en.wikipedia.org/wiki/File:Syria-demography.png). Che questo disastro abbia (come detto da praticamente tutte le fonti) costretto molti contadini al trasferimento in città, aumentando la tensione sociale, non mi pare un’idea così assurda (posto che sto anch’io semplicemente provando a interpretare dei dati senza nessuna competenza), e neanche che una siccità cominciata nel 2006 abbia dato i suoi massimi effetti nel raccolto del 2008. Anche se poi l’agricoltura si è ripresa, queste tensioni sociali (in un contesto geopolitico, politico e religioso infiammabilissimo) possono aver contribuito a scatenare l’inferno che è seguito.

    Poi, sempre dal tuo articolo: “Da tale dataset si ricava che la mortalità da disastri naturali è in costante calo dal 2000, dopo che per anni aveva manifestato incrementi graduali (si veda in proposito il diagramma in figura 4). Come si giustificano i profughi climatici provocati da disastri naturali alla luce di tale calo?”
    La domanda è, piuttosto: cosa c’entrano le statistiche sui morti per tornado, o incendi, con la teoria che la desertificazione stia aumentando la pressione migratoria dall’Africa all’Europa, citata in maniera un po’ retorica e imprecisa da quel pamphlet in una chiesa di Milano che ha tanto indignato l’autore dell’articolo?

    E anche: “l’andamento delle produzioni agricole mondiali unitarie (tonnellate/ettaro) delle quattro colture che nutrono il mondo (riso, mais, frumento e soia) visto attraverso le statistiche FAO ci segnala che dal 1961 a oggi è in atto un incremento annuo assai rilevante (+6% l’anno per il mais, +5% per il riso, +4% per il frumento e +3% per la soia) che non si concilia in alcun modo con un un cambiamento climatico a carattere distruttivo”
    Spiegarti perchè questo è un non sequitur sarebbe, credo, un insulto alla tua intelligenza.

    Capisci perchè non apro sempre i link che metti? Perchè decostruirli, per quanto facile, richiede comunque di fare il lavoro che è stato omesso da chi li ha scritti.

  26. A Cachorroquente

    Mi spiace, devo importunarLa di nuovo.

    Lei scrive, nel Suo ultimo commento di stamani: “Che il riscaldamento globale non provochi più uragani, poi, lo dicono in primis gli scienziati (forse anzi meno uragani, ma più violenti (…))”.
    Saprebbe indicarci, magari con l’ausilio di qualche link, chi sono gli scienziati assertori di questa tesi?

    Inoltre, francamente trovo strano che Lei, da una parte, tragga forza argomentativa dal passaggio dell’enciclica in cui il Papa afferma che “gli eventi meteorologici estremi” SONO IN AUMENTO, mentre poi, dall’altra, si avvalga delle convinzioni di — suppongo — altri (fantomatici) scienziati, per sostenere l’esatto contrario.

    A meno che Lei, arbitrariamente, non decida che con “eventi meteorologici estremi” il Papa intenda riferirsi SOLO E SOLTANTO alle siccità e non anche ad alluvioni e uragani. Resta da capire, allora, come mai Francesco abbia usato la perifrasi onnicomprensiva di cui sopra, invece di scrivere “siccità” e basta.

    Ma tanto, purché la tesi del riscaldamento globale sia appoggiata, tutto fa brodo, vero? E tanti saluti sia all’osservazione sperimentale assodata e condivisa, sia alla coerenza.

    Un ultimo appunto. Il 25/9 alle 17:44 Lei, Quente, ha scritto:

    “Non è che possiamo costruire un’altra terra e abolire in essa l’uso di combustibili fossili per vedere cosa succede.”

    Non ce n’è bisogno, abbiamo un altro pianeta roccioso privo di insediamenti umani e attività industriali, — oltre che di un’atmosfera abbastanza spessa da impedire la dispersione del calore — a disposizione delle nostre osservazioni: Marte.
    I dati raccolti tempo fa da quella che ormai è un’anticaglia, dal punto visto tecnologico, come la sonda Mariner 9, ci dicono che su quel pianeta già si rilevavano, decenni fa, aumenti discreti di temperatura, dovuti all’incremento dell’attività solare in quel periodo. Ne scriveva su Famiglia Cristiana il Prof. Zichichi, più o meno quindici anni fa.

    Adesso però il comportamento della nostra stella sembra completamente cambiato, come si può leggere, tra gli altri, anche in questo articolo: http://www.ilnavigatorecurioso.it/2014/04/15/il-rischio-reale-di-un-minimo-di-maunder-e-il-conseguente-raffreddamento-globale/.

    Buona settimana a Lei e a tutti.

  27. Ovviamente quando parlavo di “ultimo commento di stamani”, mi riferivo a quello delle 7 e 27. Non avevo ancora letto questo — adesso davvero ultimo — delle undici.

    Di nuovo Le auguro buona settimana.

  28. Caro Quente, se l’autorità su cui poggi il tuo principio è Wikipedia, non sei ben messo…
    Probabilmente ti sarà sfuggito che la citazione di wiki che fai è il copincolla del medesimo articolo che è in discussione. Peraltro lo stesso del tuo punto 3.
    In altre parole: stai cercando di smentirmi usando esattamente lo stesso “esperto” che sto criticando. E’ come chiedere al ladro se il suo alibi è vero.
    Se vuoi fare una verifica più approfondita, vai ai giornali all’inizio della crisi siriana e prova a trovare traccia di questa siccità e dei suoi effetti. Curioso come dopo così pochi anni la memoria dei fatti sia già svanita.
    Nel tuo punto due stai invertendo: qui si sta parlando di alcuni che stanno dicendo “La siria è stata colpa del GW, che quindi esiste”, e tu mi dici che sono io che nego il GW? Ma scherziamo?
    Quello che poi ti sta sfuggendo, è che non c’è desertificazione: il deserto sta arretrando, la vegetazione sta espandendosi ed è ai massimi da anni. I profughi climatici (qui è un altro argomento) semplicemente non esistono, perché i raccolti aumentano, i disastri non ci sono e da cosa fuggono, allora? Insulta pure la mia intelligenza, perché me lo devi spiegare.
    Capisci perché i link non basta aprirli? E che decostruire qualcosa vuol dire non fermarsi al primo link?

  29. Cachorroquente,

    (mi scusi, Berlicche, ma questa è proprio straordinaria, non posso tacere),

    Lei è davvero spettacolare!

    “siccome non sono un climatologo devo decidere di chi fidarmi e non è che se un dilettante trova i dati sulle precipitazioni in Siria devo per forza ascoltare le sue deduzioni, quando tutte le altre fonti che ho trovato non mettono in discussione che ci sia stata una siccità (ecc.)” (cit.)

    Come sarebbe, scusi? Lei non è un climatologo — cioé, in sostanza, è un DILETTANTE in materia — eppure discredita in partenza le “deduzioni” di altri opinionisti dilettanti solo perché, sulla base di dati che Lei nemmeno si perita di dimostrare essere falsi (e come potrebbe, del resto? E’ solo un dilettante…), elaborano considerazioni inconciliabili con quelle di tanti (tanti o TUTTI?) altri VERI (secondo il Suo certissimo giudizio) esperti dell’argomento. Che poi sarebbero quelli menzionati dall’articolo del NYT.

    Questo modo di ragionare mi ricorda tanto un tornado: attorcigliato e richiuso su se stesso. O, se preferisce i classici, un uroboro. Ha presente, vero? Ne sono sicura (ma non mi chieda perché).

  30. Una politica e una scienza orientate al bene, non sperperano ingenti risorse economiche inseguendo ipotesi fantasiose. E se il “consenso scientifico” deve essere sempre preso in seria considerazione, le autorevoli voci dissonanti non possono essere ignorate. Il “bene” non è un prodotto che appartiene alla maggioranza.

    Nello specifico, constatiamo che dal 1998 la temperatura media della Terra è rimasta pressoché costante, nonostante l’aumento della concentrazione atmosferica di CO2 (col famoso picco di 400ppm nel 2013).
    Questo certo non prova che il GW non esista affatto, ma rappresenta un sonoro schiaffo alla vecchia teoria dell’effetto serra. Il “consenso scientifico” continua a arrampicarsi sugli specchi, mentre da anni fisici del calibro di Robert Wood o Gerhard Gerlich dimostrano le evidenti contraddizioni di una teoria incompatibile con le leggi della termodinamica.

    E comunque, al di là di questo, a me pare che il concetto stesso di un’umanità capace di influenzare il clima sia di una banalità e di un’arroganza sconfinate.

  31. @Marilumari: sinceramente io non so se gli eventi metereologici estremi siano, o meno, in aumento; lo dice il Papa che, immagino, è bene informato. Io dico che, da quello che so, il modello del GW non prevede un aumento del numero degli uragani (nonostante politici e autori ambientalisti abbiano avuto gioco facile ad associare eventi come Katrina ad esso).

    Poi: io, da dilettante, mi sono limitato a vedere i problemi di coerenza interna di un’interpretazione altrettanto dilettantesca. I dati delle precipitazioni non li so interpretare: mi limito ad osservare che nessuno a parte la Bussola nega ci sia stata una siccità in Siria, semmai il fatto che sia stata rilevante nello scatenare la crisi politica. I dati sul raccolto (che poi magari non sono attendibili, non lo so: di nuovo, è un problema di coerenza interna) invece mostrano un crollo nel 2008 (compatibile con la teoria della siccità) in cui i livelli sono alla pari del 1991, quando la popolazione siriana era tipo la metà di oggi. I dati sui morti per catastrofe naturale c’entrano come i cavoli a merenda. Non è che io pretendo di capire la situazione siriana da quei quattro dati (a differenza dell’autore dell’articolo); mi limito a dire che l’interpretazione che ne è data va contro la logica.

    @Berlicche: il tuo problema è che hai un’opinione pregiudizialmente negativa di chi ha idee diverse dalla tua. Una cosa è essere in malafede e utilizzare la Siria come ‘prova’ del GW (come se ce ne fosse bisogno). Un’altra è credere sinceramente che esista un GW, ipotizzare che possa contribuire alla destabilizzazione di aree colpite dalla siccità, e osservare con preoccupazione una possibile concretizzazione di questa teoria.

    “se l’autorità su cui poggi il tuo principio è Wikipedia, non sei ben messo…”

    Non guardare il dito, per piacere. Wikipedia è il frutto di un pout-pourri di informazioni ed ha un minimo di fact-checking in più della Bussola. Cito, se preferisci, un articolo che argomenta CONTRO la correlazione siccità-guerra in Siria (http://www.breitbart.com/national-security/2015/09/09/for-the-last-time-no-the-syrian-crisis-was-not-caused-by-climate-change/): “Yes, it remains true that there was a drought in parts of Syria in the run up to the civil war. But just as “weather” is not “climate” – as the warmists so often like to remind us when the weather doesn’t support their claims – so a drought is, by nature, an event on too short a timescale to be roped into any theory about climate change, let alone man-made climate change”.

    NB: l’articolo ammette che la siccità c’è stata, anche se dice che i dati sulla precipitazione non erano così alterati. Questo perchè, immagino, COME DICE PROPRIO L’ARTICOLO DELLA BUSSOLA, i pluviometri siriani sono pochi. La siccità c’è stata anche se non propriamente registrata: così come c’è stato il terremoto di Lisbona anche se nessuno aveva inventato i sismografi all’epoca. Il raccolto del 2008 è crollato, i contadini sono emigrati nella città, anche se l’autore della Nuova Bussola Quotidiana è insoddisfatto della documentazione fornita.

    @ToniS: basta buttare un occhio alla curva dell’aumento della temperatura dal 1940 ad oggi per capire che un plateau di 10 anni non ha un grande significato. La temperatura media della superficie terrestre non dipende SOLO dai gas serra, penso siamo d’accordo su questi.

    Che tu possa trovare due fisici (del calibro di… de che? Mica sono famosi al di fuori della controversia del GW) che contestano il modello dell’AGW mi pare di incredibile irrilevanza ai fini dell’argomentazione. Io ti trovo due link che ne contestano la posizione: http://rabett.blogspot.it/2008/02/all-you-never-wanted-to-know-about.html o http://www.sourcewatch.org/index.php/Gerhard_Gerlich (chicca: “Neither of these physicists has produced a single peer-reviewed paper bearing on any aspect of climate science, or even on the radiative physics underpinning climate science.”).

    E dove siamo arrivati ora? Qualcuno di noi due ha delle conoscenze adeguate di termodinamica per dire chi ha ragione e chi ha torto? Secondo me, no. Nell’impossibilità di farmi un giudizio competente personale, mi fido del consenso. Potrei sbagliarmi; ma potresti sbagliarti anche tu. Penso di avere le probabilità dalla mia parte, però. E il vostro Papa, per quanto possiate distorcere la sua enciclica, la pensa come me.

  32. A ToniS

    “E comunque, al di là di questo, a me pare che il concetto stesso di un’umanità capace di influenzare il clima sia di una banalità e di un’arroganza sconfinate.” (cit)

    E’ arrogante, certo, perché i fini per cui alcuni scienziati, in combutta coi (o in ostaggio dei) vertici militari di alcuni Paesi potrebbero aver inventato formule e tecnologie per alterare il clima sono sicuramente viziati da tremenda miopia politica, essenzialmente arraffatoria e prevaricatrice. Ma ciò non significa che simili tentativi siano del tutto impossibili all’umanità.

    Non so se Lei sia credente o meno, ToniS, ma, a mio parere, Nostro Signore è un vero signore e non si riprende mai indietro i Suoi doni. Neanche dopo la cacciata dall’Eden o il diluvio. Ragion per cui resta pur sempre valido quando riportato da Genesi 1,28 :

    28 Dio li benedisse e disse loro:
    «Siate fecondi e moltiplicatevi,
    riempite la terra;
    soggiogatela e dominate
    sui pesci del mare
    e sugli uccelli del cielo
    e su ogni essere vivente
    (…)

    E anche San Paolo, nella Lettera ai Romani, al capitolo 8, annota:

    [19]La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; [20]essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza [21]di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. [22]Sappiamo bene infatti che TUTTA LA CREAZIONE GEME E SOFFRE fino ad oggi nelle doglie del parto; [23]essa non è la sola, MA ANCHE NOI, CHE POSSEDIAMO LE PRIMIZIE DELLO SPIRITO, GEMIAMO INTERIORMENTE, aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

    In ogni caso, il generale Fabio Mini sembra convinto che simili manipolazioni su vasta scala siano non solo possibili, ma già effettive. Purtroppo per noi e per la tutta la creazione, “soggiogata” dalle nostre mal indirizzate smanie di dominio.

  33. A Cachorroquente

    La ringrazio innanzitutto della risposta, non solo a me, ma anche a Berlicche e ToniS.

    Il materiale di cui ha indicato i link nelle risposte a ToniS è davvero… sconfinato (come forse direbbe anche ToniS) oltre che molto specifico e in lingua inglese, per cui francamente non ho avuto il tempo e nemmeno la pazienza per visionarlo tutto. Potrebbe per cortesia indicarmi da quale e a quale punto dei due link (rabbetblog o sourcewatch) ha tratto la citazione (da Lei definita “chicca”) che inizia con la frase “Neither of these phisicists has produced a single peer-reviewed paper ecc. ecc.”?

    Per ora, non posso comunque non farLe notare che nessuno dei due siti che sembrano impostati unicamente attorno all’obiettivo di demolire (o decostruire, come direbbe Lei) le posizioni critiche del prof. Gerlich, sembrano accorgersi delle considerazioni e dei lavori del secondo scienziato menzionato da ToniS, che tra l’altro è proprio un climatologo di professione e docente all’università di Washington.

    Mi prefiggo di tornare a risponderLe più accuratamente, per quanto riguarda la parte del Suo commento indirizzata a me, in un secondo momento. Non le posso promettere, però, che mi leggerò tutto lo sterminato papiro ‘decostruente’ del rabbet.blog. Anche perché un po’ spero che lo facciano, per me e per tutti noi, TomiS e/o Berlicche, che mi paiono molto più ferrati in matematica e fisica di quanto non lo siamo io e Lei.

    Grazie ancora e a presto.

    P.S.: E’ indubbio che Papa Bergoglio, pur con le note e anche da Lei ribadite riserve, propenda per il sostegno piuttosto che per la…decostruzione della teoria del GW. Ma anche se queste sue, peraltro caute, preferenze, fanno parte del contenuto di un’enciclica, non per questo diventano automaticamente indiscutibile dogma di fede per i fedeli cattolici.

  34. Quente, pregiudizialmente? Mi pare piuttosto che sia tu che critichi a priori ogni cosa io scriva, giungendo fino a contraddirti con quello che avevi detto in precedenza pur di darmi torto. Se la mia fosse una chiusura pregiudiziale, non ti porterei controargomenti, tantopiù controargomenti ai quali tu ti guardi bene dal rispondere.
    Cosa mi replichi infatti, alla mia osservazione che per confermare quello che sostiene chi sto criticando usi esattamente cosa scritto da chi sto criticando?
    1-Non guardare il dito (eh?)
    2-Wiki ha il fact checking (cosa? e poi, che c’entra?)
    3-C’è un articolo che conferma la Bussola e dà torto marcio a quello che dico, ma ho ragione lo stesso (perché?)
    4-Il Papa è con me (no. “se gli scienziati hanno ragione…”).

    Detto questo, e dopo un po’ di fact-checking
    1-Sì, la siccità in Siria c’è stata, ha colpito il nord-est del paese tra il 2007 e il 2010
    2-L’ONU e vari e ONG, oltre al governo siriano, hanno collaborato fino allo scoppio della “rivolta” per alleviare i danni all’agricoltura e alle popolazioni
    3-Detto aiuto è stato fortemente ostacolato (oltre che dalla crisi) dall’embargo alla Siria stessa e alla Russia; nonostante questo, il governo asseriva che le risorse interne erano sufficienti a fare fronte al problema
    4-La rivolta è scoppiata dopo la fine della siccità, mentre la situazione stava tornando alla normalità
    5-Che abbia causato la rivolta è certamente falso, che abbia avuto influenze è certo, cosa non ne ha?
    6-L’affermare che la causa dei profughi è stato il riscaldamento globale causato dall’uomo, saltando a piè pari i passaggi intermedi di dimostrare le correlazioni, è (a mio modo di vedere) solo un mezzo per cercare di coprire le proprie responsabilità nell’immane tragedia.
    E’ “meglio” dire che la colpa è dei diesel tedeschi piuttosto che ammettere di avere finanziato l’ISIS.

  35. Robert W. Wood, fu professore di Fisica (ottica) Sperimentale alla Johns Hopkins University. Il suo famoso esperimento del 1909 è stato sempre ripetuto con successo in tutto il mondo. Ormai non può più rispondere.
    I professori Gerhard Gerlich e Ralf Tscheuschner hanno recentemente ampiamente risposto alle critiche su metodo logica e conclusioni del loro studio.
    Non è facile lavorare contro il “consenso”, quando nemmeno dopo lo scandalo della Climate Research Unit si è voluto ammettere che esiste una crescente corruzione nell’ambiente della ricerca sul clima.

  36. Infine, …ma è tanto difficile da capire?

    – da una parte c’è un Golia che manovra migliaia di ricercatori noti e meno noti, finanziati per produrre risultati in linea con l’agenda politica dell’emergenza ambientale, sostenuta da interessi finanziari in cerca di nuove (e sicure) opportunità, e pure benedetta da un Papa che sembra il leader di una religione della madre terra dal retrogusto new age.

    – dall’altra c’è un piccolo Davide che raccoglie qualche centinaio di scienziati con scarse risorse e nessun appoggio politico, che utilizzano un approccio scientifico diverso, contestando vecchie teorie, criticando il modellismo climatico, e proponendo un uso delle risorse economiche più prudente e più efficace. Scienziati contestati e processati dalla nuova inquisizione perché osano non allinearsi.

    – in mezzo ci siamo noi e i nostri figli, la massa umana attuale e futura che fatica non conta e non sa, dalle cui tasche però bisogna attingere sempre più denaro per finanziare i piani di Golia, i cui costi non sono neppure quantificabili, e i cui risultati si preannunciano fallimentari.

    Che importa, mi sento ripetere, chissenefrega se i risultati non ci saranno, se tanti sforzi risulteranno inutili, Golia dice che non abbiamo scelta, lui solo allo stato attuale rappresenta la verità, quindi, poche storie e, diamoci da fare perbacco!

    Io dico che sarebbe meglio per tutti seguire quanto meno l’approccio pragmatico dell’ex-greenpeace Lomborg (consiglio la lettura del suo “l’ambientalista scettico”), non sarà esaltante, ma è molto probabile che potremo evitare il più gigantesco fallimento scientifico/economico della storia dell’umanità.

  37. ToniS,

    capisco di aver frainteso del tutto; pensavo si riferisse al climatologo prof. Robert Wood, di cui ho trovato notizia frugando un po’ nella Rete con l’aiuto di google.

    Grazie alla Sua indicazione andrò a vedermi su Wiki la biografia del suo quasi omonimo predecessore nell’insegnamento universitario di fisica, anche se in tutt’altra università. Spero di trovare anche notizie sufficienti del suo famoso esperimento del 1909 e di riuscire a individuare il filo rosso che ne collega incontrovertibilmente le scoperte con l’accesissima diatriba sul clima che imperversa ai giorni nostri.

    Peraltro, comincio a pensare che questo scontro non sia tanto tra Golia e Davide, quanto tra due opposte fazioni create ad arte, a volte anche sfruttando l’ingenua retta coscienza di alcuni scienziati — tra quelli della minoranza derisa e bistrattata, per intenderci — per distogliere l’attenzione pubblica dalla verità più profonda circa il più che volontario (e nefando) influsso umano esercitato sugli agenti atmosferici — ma non solo — di questo pianeta, da gruppi d’interesse o, per adottare la terminologia di Mini, da vere e proprie bande criminali, purtroppo molto ben attrezzate allo scopo e del tutto noncuranti degli effetti collaterali della loro attività.

    Grazie anche del libro di Lomborg da Lei consigliato. Non so se ne troverò copia nella biblioteca comunale, ma farò comunque un tentativo.

    Per quanto riguarda Gerlich e collega, ho cercato, a partire da uno dei link forniti da Cahorroquente, di leggere alcune loro repliche in tedesco che dovrebbero essere disponibili in Rete, ma per motivi che la mia enorme ignoranza soprattutto informatica mi impedisce di aver ben chiari, mi è stato impossibile accedere a quei siti; anche in questo caso, cercherò meglio e più a fondo.

    Saluto cordialmente Lei e tutti.

    A Cachorroquente

    Adesso è piuttosto tardi e la meticolosa risposta che mi proponevo di scriverLe sono costretta a rimandarla. Non so se domani riuscirò a trovare il tempo, ma tenterò in ogni modo entro venerdì o sabato al massimo di tornarci su (giurin giuretto e nodo al fazzoletto)

    Grazie anche a Lei per la Sua pazienza e a presto.

  38. @Marilumari

    “Ma anche se queste sue, peraltro caute, preferenze, fanno parte del contenuto di un’enciclica, non per questo diventano automaticamente indiscutibile dogma di fede per i fedeli cattolici.”

    No, certamente. Però uno puo’ pensare che (in un contesto in cui la dottrina non si è espressa in un senso o nell’altro) prima di scrivere un’enciclica si sia informato e consultato con un gran numero di esperti.

    “Non le posso promettere, però, che mi leggerò tutto lo sterminato papiro ‘decostruente’ del rabbet.blog.”

    Non l’ho letto neanch’io (se nel frattempo te lo sei sorbito tutto, mi scuso). Il messaggio era proprio che non possiamo capire, con il tempo e le conoscenze limitate che abbiamo, giudicare dei lavori scientifici o farci un’idea delle competenze dei loro autori. Quando tu prendi un farmaco per una malattia ti stai, più o meno consciamente, affidando a un consenso scientifico, non a una certezza matematica; questo consenso prevede, in molti casi, un dissenso minoritario (in alcuni casi anti o pseudo-scientifico, come l’omeopatia, in altri casi altrettanto scientifico; e qualche volta, sicuramente, il dissenso alla fine dimostra di essere dalla parte della ragione. Ma questo non può deciderlo il profano con una ricerca su google). Io mi chiedo perchè solo in alcuni campi, ideologicamente carichi, abbiamo la tendenza a seguire per forza il dissenso ‘alternativo’.

    @Berlicche

    Condivido al 95% le affermazioni che fai nell’elenco puntato (sul ruolo dell’embargo mi fido, perchè non ho studiato il problema). Non difendo a prescindere la retorica ambientalista. Mi limito a sottolineare che sono affermazioni assolutamente in contrasto con quanto detto dall’articolo che hai citato tu; e che se dico che sei pregiudizalmente contrario non intendo che non proponi argomentazioni logiche, ma che tendi a denotare negativamente le motivazioni della parte avversa. Esempio: possiamo essere d’accordo sul fatto che la correlazione GW->guerra in Siria è una forzatura retorica, ma ti è così difficile immaginare che chi la avanza sia in buona fede e abbia fondamentalmente buone intenzioni?

    @ToniS

    “da una parte c’è un Golia che manovra migliaia di ricercatori noti e meno noti, finanziati per produrre risultati in linea con l’agenda politica dell’emergenza ambientale, sostenuta da interessi finanziari”

    Questo è il classico esempio di pseudo-narrazione: in realtà è una proposizione priva di reali informazioni, ma solamente volta a descrivere una realtà complessa in maniera negativa. Mi chiedo poi quale sia il grande interesse occuluto a portare avanti la teoria del GW (e invece chiedo a te se l’industria dei combustibili fossili non abbia neanche una briciola di influenza nel mondo politico e finanziario).

    “proponendo un uso delle risorse economiche più prudente e più efficace.”

    Qui e dopo stai confondendo una teoria scientifica, con delle proposte di policy che prendono in considerazione questa teoria. Non è il compito dei climatologi dirci cosa c’è da fare (o se c’è da fare qualcosa) per contrastare il GW. E non so sinceramente come un “uso delle risorse economiche più prudente e più efficace” sia in contrasto con la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

    Infine, è interessante l’uso che fai dell’aggettivo ‘pragmatico’ per definire Lomborg, di cui è la citazione che segue:

    “chapter accepts the reality of man-made global warming but questions the way in which future scenarios have been arrived at and finds that forecasts of climate change of 6 degrees by the end of the century are not plausible”

    E’ pragmatico perchè finge di accettare l’esistenza del GW antropico? O è pragmatico perchè ammette le evidenze scientifiche più che solide in merito, e rinuncia quindi a una santa battaglia su base fideistica contro questa teoria?

  39. @Cachorroquente

    Hai ragione, l’industria dei combustibili fossili influenza eccome, infatti sta entrando massicciamente nell’affare GW.

    L’IPCC è l’interfaccia con la quale gli scienziati del clima scrivono sull’agenda della politica globale.

    Non c’è nessun interesse occulto, è tutto assolutamente palese: l’ho già detto, il GW preso in carico dall’ONU è l’occasione storica per un Governo Mondiale a controllo burocratico, dove non ci sarà più posto per libere democrazie e libere economie nazionali.

    L’ uso delle risorse economiche più prudente e più efficace è in contrasto con la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, quando quest’ultima diventa prioritaria e assurdamente costosa.

    Un po’ come è stato per Galileo (chiedo venia per l’accostamento), Lomborg (accusato addirittura di frode scientifica) ha dovuto parzialmente abiurare, peccato.

    Il Lomborg che pragmaticamente mi piace è quello che nei primi anni 2000, col suo The Skeptical Environmentalist afferma “… the cost and benefits of the proposed measures against global warming. … is the worst way to spend our money.”
    Mi piace perché ci fa capire che con una piccola parte dei costi necessari per i grandi programmi sul clima, si potrebbe intervenire in modo risolutivo sulle grandi malattie ancora epidemiche, salvando milioni di vite nel giro di pochi anni, e invece si preferisce pensare a sforzi pluridecennali di enorme portata e bassissima garanzia di risultati concreti.

    Un caro saluto.

  40. @Berlicche
    a proposito di GW e tedeschi e inquinano…
    …e pensare che nel Cda wolksvagen socialisti e verdi (con pacchetto azionario di controllo) stanno sia nel consiglio esecutivo che il quello di sorveglianza…

    @Marilumari
    Per la risposta alle critiche sollevate a “Falsification of the atmospheric CO2 greenhouse effects within the frame of physics” di G.Gerlich (deceduto nel 2014) e R.D.Tscheuschner

    http://www.worldscientific.com/doi/abs/10.1142/S0217979210055573

    Anche tra i Nobel c’è chi ha il coraggio di dissentire.
    Nel settembre del 2011, il norvegese Ivar Giaever (sostenitore del presidente Obama alle ultime elezioni) premio Nobel per la fisica nel 1973, si è dimesso dalla APS (American Physical Society) con queste parole: “Non ho rinnovato la mia appartenenza perché non posso condividere l’affermazione: “L’evidenza è incontrovertibile: il riscaldamento globale è in corso. Se non vengono subito prese azioni di mitigazione, danni significativi nei sistemi fisici ed ecologici della Terra, nei sistemi sociali, nella sicurezza e salute umana è probabile si verifichino…”

    http://www.mediatheque.lindau-nobel.org/videos/34729/ivar-giaever-global-warming-revisited/laureate-giaever

  41. Quente, l’articolo voleva sottolineare l’inconsistenza di attribuire da un lato la crisi in Siria al GW, e dall’altra usare la Siria per giustificare investimenti sul GW. Come si dice nelle titolazioni, dire che la causa dei migranti è il GW è al minimo una forzatura, ma più probabilmente una frode. Nel caso di alcuni politici, direi certamente. Tra parentesi, quella della correlazione tra siccità e guerra non è certamente una cosa di quest’inizio anno, dato che viene riproposta ad intervalli, con sfumature diverse: ad esempio, nel 2013 sul Washington Post. Gli scienziati tengono spesso a sottolineare che non c’è rapporto diretto, non così chi usa delle loro parole.
    L’inferno è lastricato di buone intenzioni. Non è un modo di dire.

  42. A Cachorroquente

    Allora, Cahorroquente, sono fuori tempo massimo (il colpo di gong della mezzanotte di sabato è già risuonato), ma prima non ho proprio potuto dedicarmi al prosieguo della nostra discussione.

    Inizio col chiederLe di nuovo: da dove ha tratto la certezza (che ha epsresso nel Suo commento del 28 settembre alle 10:41) che”il riscaldamento globale non provochi più uragani, poi, lo dicono in primis gli scienziati (forse anzi meno uragani, ma più violenti (…))”? Non è che potrebbe, gentilmente, indicarmi il documento, l’articolo, lo studio in cui questo gruppo di scienziati a cui Lei fa riferimento, mostra di essere giunto a questa conclusione?

    Poi, di nuovo mi trovo costretta a ripeterLe un domanda: da quale dei due papiri (rabett.blogspot e sourcewatch.org) “decostruenti” le analisi e convinzioni di Gerlich e collega, Lei ha estrapolato la frase: “Neither of these physicists has produced a single peer-reviewed paper bearing on any aspect of climate science, or even on the radiative physics underpinning climate science”? Perché anche se Lei non ha letto tutto il materiale che ha linkato, quest’accusa di mancato consolidamento, tramite ripetibilità, delle prove sperimentali delle proprie conclusioni, indirizzata da quei blogger ai due scienziati tedeschi, deve pur averla letta da qualche parte, in quei siti. O no?

    Riguardo al Papa: Bergoglio avrà, come ogni capo di Stato, i suoi consiglieri scientifici di fiducia ai quali si sarà affidato per capire qualcosa dell’argomento “clima”. Tuttavia, come ripeto, ha dato loro fiducia ma non ha fatto un atto di fede nei confronti della scuola di pensiero climatologica che loro danno per più attendibile; la sua adesione ad essa è in forma molto dubitativa e cauta.

    Riguardo all’articolo “pietra dello scandalo” pubblicato da La Bussola Quotidiana:

    1)il diagramma n.o 1 mostra che il livello delle precipitazioni tra il 2007 e il 2010 si attesta su una media di 300 ml all’anno, poco al di sotto della linea di trend, evidenziata nel diagramma stesso, di una media di 350 ml annuali di pioggia caduta. Non mi sembra un crollo delle precipitazioni tale da far pensare a una siccità severa. Il raccolto del 2008 è stato basso, ma più che buoni sono stati quello dell’anno precedente e del successivo. Lei mi dice che la popolazione siriana è aumentata rispetto agli anni precedenti (ha inserito il link di wiki che non ho guardato, ma Le credo sulla parola); bene, vuol dire che, nonostante tutto, questa media annua di precipitazioni ha consentito all’agricoltura per oltre un cinquantennio una redditività tale da garantire ben più che un’economia di magra e stentata sussistenza al popolo siriano.

    2)Se migrazione dalle campagne alle città c’è stata, allora, non va imputata all’avarizia di una terra non abbastanza annaffiata dal cielo, quanto piuttosto al fatto che quel grado di fecondità che, in quel clima e a quelle latitudini, i terreni sono NORMALMENTE in condizioni di esprimere, non riesce più a far fronte alle esigenze di una popolazione significativamente più numerosa rispetto al passato. E infatti, verso la fine dell’articolo, il giornalista della Bussola suggerisce di cercare le cause di quei flussi migratori dai campi alle città in fattori sociali di cui troviamo traccia nella nostra storia passata, laddove annota: “non può essere però trascurata un’evidenza frutto dell’esperienza italiana degli anni 50-60 e cioè che le agricolture di sussistenza scompaiono a seguito della vita disagiata ritenuta intollerabile da chi le pratica. In tal senso occorre evidenziare che o si trova il modo di fare evolvere le agricolture di sussistenza verso l’economia di mercato (ad es. organizzando i produttori in forme associative rispettose dei costumi e delle tradizioni locali) o tali agricolture sono inesorabilmente destinate a soccombere(…)”.

    3)C’è poi la realtà dell’embrago, che ha limitato ulteriormente la possibilità di integrare la carenza (che non vuol dire la pura e semplice brutale diminuzione della produzione) di cibo con le importazioni dall’estero. E l’embargo è una questione politica, non climatica.

    E’ vero, d’altra parte, che l’inserimento del quarto diagramma nel discorso sembra una forzatura e un non senso. Tanto più che il giornalista parla di una diminuzione di morti per disastri naturali, mentre il diagramma indica una diminuzione proprio delle catastrofi naturali medesime, a partire dal 2008/9 in un po’ tutti e cinque i continenti, eccetto che in Oceania.
    Ma a me sinceramente non basta questa svista per cestinare tutto il resto delle osservazioni e considerazioni riportate nell’articolo.

    Infine, vorrei soffermarmi sull’esempio che Lei riportava, parlando delle medicine, per assumere le quali ci affidiamo a un consenso scientifico di maggioranza, per così dire. Mi permetta di osservare che, nel caso delle medicine, c’è spesso l’urgenza determinata da un disagio o anche da una pesante sofferenza, il bisogno di lenire la quale ci impedisce automaticamente di andare troppo per il sottile nella valutazione dei pro e dei contro sottesi all’assunzione di quel farmaco. Però questo non vuol dire che in un secondo momento, a emergenza superata, non si possa prendere in considerazione quella parte di dissenso scientifico che anche il profano può rintracciare alla voce “effetti collaterali” del bugiardino, e rivolgersi ad altri medici — esperti in diagnosi e cura diversi da quelli che ci hanno prescritto il farmaco in questione — per chiedere altri pareri e indirizzi terapeutici. A me è capitato diverse volte, sia per quanto mi riguarda direttamente, sia a proposito di altri, a me molto cari; in un caso, ascoltare la “voce del dissenso” è stato davvero provvidenziale.

    Adesso chiudo, perché questo papiro che Le ho propinato vale quasi quanto gli altri due in inglese, che abbiamo …quasi letto.

    A ToniS

    Grazie anche dell’ulteriore indicazione di lettura circa l’autodifesa di Gerlich e Tscheuschner. Non ho ancora aperto il link, ma non
    mancherò di farlo. La ringrazio comunque molto e fn da adesso della sollecitudine e della gentilezza con cui mi ha risposto.

  43. Vorrei solo aggiungere che, grazie all’accenno fatto da ToniS a un noto esperimento di ottica con relativa, consolidata dimostrazione effettuato da Robert Williams Wood nel lontano 1909, e grazie anche alle insospettate risorse di goooogle, sono riuscita a rintracciare una coppia di articoli divulgativi e ‘decostruenti’ la vulgata corrente sul famigerato “effetto serra”, che mi è parsa molto ben scritta e degna di menzione.

    Questo è l’indirizzo web da raggiungere per leggerli entrambi:

    http://daltonsminima.altervista.org/2010/10/04/il-%E2%80%9Cmito%E2%80%9D-dell%E2%80%99effetto-serra-va-in-frantumi-prima-parte/

    e

    http://daltonsminima.altervista.org/2010/10/05/il-%E2%80%9Cmito%E2%80%9D-dell%E2%80%99effetto-serra-va-in-frantumi-seconda-parte/

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