Maledetti beati – I – Poveri beati

Cari colleghi tentatori,
Questo corso è stato sviluppato dall’Istituto per lo Studio e la Diffusione del Vizio grazie al patrocinio del Satanico Consiglio Inferiore per la Dannazione del genere umano.
Io, Arcdv. Berlicche, ne sono il Direttore responsabile. Ho al mio attivo oltre ventimila anni-demone di esperienza sul campo e vi guiderò durante la formazione. Alla fine degli incontri sarete in grado di
– riconoscere un beato
– metterlo in condizione di non nuocere.
E’ prevista un’esercitazione pratica e un attestato di avvenuta frequenza.

Quello che vedete nell’immagine è un beato. No, non nascondetevi: è importante scrollarsi di dosso queste paure irrazionali. Il beato normalmente ha più paura di incontrarvi di quanta ne abbiate voi. Anzi, proprio il fatto che tenti di fuggire quando vi manifestate è uno degli indizi che aiutano ad identificare questi flagelli. Altri segni distintivi dei beati sono l’accresciuta resistenza alle tentazioni e l’aura gioiosa che di solito li accompagna.

I beati si dividono in categorie, che esamineremo nel seguito di questo corso; non è raro che uno stesso individuo appartenga a più di una categoria, ad esempio povero di spirito e perseguitato. Molto spesso il beato viaggia in branco. Se il beato solitario è vulnerabile, quando è in gruppo è assolutamente letale. Doveste avvistare un branco di beati, non provate neanche ad avvicinarvi: solo i tentatori più esperti possono sperare di ottenere qualche risultato.

La prima categoria che esamineremo sono quelli noti, negli ambienti del Nemico-che-sta-lassù, come “poveri di spirito”. Rappresentano la parte più consistente del Regno del Nemico. E’ soprattutto per colpa loro che le nostre tentazioni meglio costruite falliscono. Sono coloro che riescono a vedere cosa sta dietro le nostre proposte, non perché dotati di astuzia fuori dal comune ma proprio perché la loro astuzia non la usano.

Più gli esseri umani sono ricchi di spirito più si credono furbi, intelligenti e invulnerabili. Di fronte alle nostre tentazioni è come fossero davanti ad un gioco truccato; dapprima giocano perché credono di potere riuscire meglio degli altri, poi perché pensano di avere un sistema infallibile, poi perché sono convinti di avere capito dove sbagliano; alla fine, per pura abitudine o disperazione. Si rovinano e rovinano quelli attorno a loro.

I poveri di spirito non capiscono perché dovrebbero giocare.

I poveri di spirito sono la voce ragionevole che invita gli uomini a vedere le conseguenze delle loro azioni. Sono coloro che capiscono dove si va a finire proseguendo così, quelli che non credono alla pubblicità ingannevole e alle esagerazioni. Non pensano di essere migliori degli altri, non fanno ragionamenti astrusi, stanno di fronte alla realtà così com’è, senza aggiungerci del loro. Capite che disgrazia sono, per noi?

Tutta la nostra propaganda si basa sul travisamento del vero. Come ci insegna nostro Padre, è la Menzogna che ci dà da mangiare. Non abbiamo nessun potere su chi ha gli occhi puri e riesce a vedere attraverso di essa. Per questo il regno del Nemico-che-sta lassù appartiene a loro.

Per un tentatore, incontrarne uno sulla propria strada è una delle maledizioni peggiori che possono capitare. Questo tipo di beato, infatti, per il suo stesso esistere è in grado di svelare anche ad altri le nostre manipolazioni. Chiama le cose con il loro nome: e tanto basta spesso per rovinare anche la messinscena più elaborata.

Ma non voglio farla più tragica di quello che è. Nel corso dei millenni abbiamo elaborato tutta una serie di contromisure per combattere questi disgraziati seguaci del vero, fino a creare un ambiente dove perseguire la verità e vedere oltre la menzogna è difficile e sconsigliabile. Il povero di spirito, oggi, ha contro l’opinione pubblica; che possibilità può avere?

Prendiamo una qualsiasi delle nostre manipolazioni, ad esempio che chi è appena concepito non sia un essere umano. Il povero di spirito vede che invece lo è, e quindi sarà contrario al suo acquisto, alla sua distruzione, al suo sfruttamento eccetera. Capite il danno che ciò ci causa: quanti ne abbiamo portati quaggiù grazie a queste azioni! Quali sistemi usare allora per neutralizzare ciò che dice il beato?

Il primo è ridicolizzarlo per la sua semplicità. “Il sistema nervoso, le leggi internazionali, i diritti…cosa ne vuoi sapere tu, senza la nostra intelligenza, la nostra cultura?”
Con la giusta arroganza spesso si riesce a farlo tacere. Il tentatore in gamba può anche arrivare a far sentire una nullità tale il poveretto da fargli abbandonare la sua semplicità per aderire alla nostra menzogna. E’ per questo che i beati in gruppo sono pericolosi: perché si fanno forza l’uno con l’altro. Il corruttore attento perciò prima deve provvedere a separarli. Con l’invidia, con l’orgoglio e la vanità, in altre parole cercando di arricchire quella loro povertà di spirito con qualche ingrediente particolarmente speziato, che mascheri il nostro veleno.

Se non si riesce a smuovere il beato dalla sua perniciosa ostinazione, non rimane che isolarlo. Additarlo come un fanatico, un visionario, un cretino incapace di un serio ragionamento è la prassi usuale. Per prima cosa si fabbrica un aggettivo, poi si dà a quell’aggettivo un significato dispregiativo, per quindi affibbiarglielo in maniera tale che non riesca a staccarselo. La gente cesserà di ascoltare quello che dice nell’istante stesso in cui saprà che cos’è: un beghino, un reazionario, un omofobo, un fascista…sono solo esempi, da adeguare alla situazione.

Un’altra possibilità è la persecuzione: metterlo davanti all’alternativa tra rinunciare alla sua povera visione e perdere qualcosa a cui tiene. Ad esempio il posto di lavoro, i suoi soldi, la sua famiglia o la sua vita. E’ un approccio che risulta efficace in moltissimi casi, ma che ha serie controindicazioni che esamineremo più avanti, quando avremo a che fare con gli altri tipi di beati.

Poveretti i poveri di spirito, quando hanno a che fare con noi!

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 settembre 2015 su Maledetti beati. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Difficile rimanere “poveri di spirito” quando l’accettazione ragionevole del senso comune delle cose, non è efficacemente protetta con una rigorosa diffidenza e un’estrema rigidità verso se stessi, e quindi verso il mondo.

  2. Non sono d’accordo sulla rigidità. Essere poveri di spirito per me è proprio non avere rigidità, perché si è al centro delle cose, e non c’è bisogno di irrigidirsi per farle accadere. Si irrigidice chi ha qualcosa da difendere.

  3. Devo comunque ammettere che, per una serena ma severa “rigidità”, in un mercato che prospera tra il morbido e il fluido, non c’è (forse mai stato) posto. E chi pretende (anzitutto da se stesso) fermezza, diventa ipso facto un duro di cuore, un nemico.
    Ma chi si fida troppo di se stesso (e del mondo), prima o poi salta il recinto, saluta il pastore “povero di spirito” e si mette a ballare coi furbissimi lupi.

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