La pancia

Fa una certa impressione vedere un bimbo morto su una spiaggia. Viene voglia di prenderlo su, quel corpicino, di cullarlo. Di domandarsi perché, di quella morte.
Volete sapere il perché? Ve lo dirò.

Perché noi possiamo piangerci sopra.

Sì, quel bambino è morto per le nostre lacrime. Perché noi possiamo sentirci la coscienza bruciare, e fare qualcosa. E’ lo stesso motivo per cui da anni assistiamo allo stillicidio di abomini sempre più grandi perpetrati in tutto il mondo da certi islamici. Che potrebbero essere fermati in poche settimane, volendo. Ma sono invece finanziati, sostenuti, rafforzati dagli stessi che asseriscono di combatterli. Suvvia, siete davvero così fessi da pensare che non ci sia niente di meglio da fare in un paese in guerra del demolire templi antichi o fare uccidere prigionieri inermi da ragazzini? Non c’è praticamente feticcio morale occidentale che non sia stato esplicitamente violato, in quel paese da dove il bambino della spiaggia proveniva. E mostrato.
Domandatevi, perché? Non perché c’è il male, perché c’è un male enorme lì: ma perché ci viene mostrato.

Così in prima pagina ci sono i bambini morti sulle spiagge e non quelli morti sul tavolo dove vengono abortiti, fatti a pezzi e rivenduti come in macelleria. Cervello di bambino estratto a cuore battente, signore, chi offre di più? Ma questo nessuno lo fa vedere. Ne avete avuto notizia, voi? Lo sapevate? No? Anche qui, chiedetevi perché. Chiedetevi perché mentre i nostri figli vengono smembrati e venduti qualcun altro si batte perché possano essere ordinati e comprati al mercato, quantomeno vivi. Se incontrano il gusto di chi ha fatto l’ordinazione.

Sì, cari.
Quel bambino è morto perché l’Imperatore, per i suoi motivi, sta facendo una guerra e ha liberato i suoi mastini feroci. Con il sorriso sulle labbra dice “cane cattivo” mentre gli allunga un croccantino e filma con il telefonino coloro che fuggono o vengono sbranati.
Quel bambino è morto perché siamo incapaci di guardare il vero, capire la causa, usare ragione e cuore.
E’ morto per la nostra pancia, accarezzata dai potenti perché continuiamo a ragionare con essa.
Per non farci smettere di giocare. Per illuderci di avere noi il controllo: il sogno di ogni burattino.

Piangete, piangete, mentre qualcuno pensa come dovrà morire il prossimo bambino da farvi vedere.

2873237195_44b83ae95c_m

Advertisements

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 settembre 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 32 commenti.

  1. L’ha ribloggato su l'ovvio e l'evidentee ha commentato:
    …amara verità…

  2. Qui si sprofonda proprio nel complottismo.

    Gli americani aiutano l’ISIS mentre aiutano i curdi e fanno accordi con l’Iran, che sta con Assad? Cioe’ aiutano tutti allo stesso tempo? E cosa ci guadagnano, di dover tenere ancora per anni truppe in un posto da cui vorrebbero essersene gia’ andati, a costi esorbitanti?

    Il machiavellismo per essere credibile dovrebbe avere un risultato pratico: e questo casino di sicuro non abbassa il prezzo del petrolio, ne’ aiuta a controllare l’area – e’ anzi evidente che nel Medio Oriente oggi tutti fanno quello che vogliono, ben piu’ che durante la guerra fredda.

  3. Anzi, direi che i conflitti mediorientali di oggi sono proprio il risultato della morte o dell’agonia dei regimi sostenuti da US e URSS quando comandavano *davvero* il mondo a bacchetta
    (Anche allora, con dei limiti; probabilmente entrambe le parti avrebbero preferito meno guerre fra israeliani e arabi, con quello che gli e’ costato rifornirli.)

  4. Camillo, forse ti sfugge il fatto che gli USA hanno raggiunto l’indipendenza energetica per quanto riguarda il petrolio. O che di fatto hanno sponsorizzato l’instabilità in TUTTI i territori attorno all’Europa e sulle direttrici di rifornimento del petrolio stesso. Guarda ai fatti. Chi ha esaltato (o fabbricato) le “primavere arabe”? Chi ha fatto fuori Gheddafi, e vuole fare fuori Assad? Non è complottismo, è cercare di capire cosa accade e perché.

  5. Non mi hai detto a cosa gli servirebbe.
    A me, al contrario, sembra proprio che Obama sarebbe contento se il MO scomparisse domattina, che ci ha già sprecato una marea di vite e di soldi, quando nella sua visione dovrebbe preoccuparsi della Cina piuttosto che di un ammasso di litigiosi fanatici il cui petrolio nemmeno gli serve più tanto, come dici te.

  6. “Così in prima pagina ci sono i bambini morti sulle spiagge e non quelli morti sul tavolo dove vengono abortiti, fatti a pezzi e rivenduti come in macelleria. Cervello di bambino estratto a cuore battente, signore, chi offre di più? Ma questo nessuno lo fa vedere. Ne avete avuto notizia, voi? Lo sapevate? No? Anche qui, chiedetevi perché. Chiedetevi perché mentre i nostri figli vengono smembrati e venduti qualcun altro si batte perché possano essere ordinati e comprati al mercato, quantomeno vivi. Se incontrano il gusto di chi ha fatto l’ordinazione.”

    Questa volta non ho resistito, Berli: grazie mille per le tue parole!

  7. Grazie Berli, tu dici il problema… altri ci girano intorno.

    Purtroppo le nostre lacrime sono di coccodrillo, mostriamo al mondo di voler piangere i figli degli altri ma non sappiamo piangere per i nostri figli immolati.

  8. Camillo, cosa servirebbe? Io posso fare parecchie ipotesi. Ma se vedo qualcuno che fomenta instabilità espicitamente tutto attorno a me, queste si concretizzano alquanto. Vorrei ricordarti che, per quanto talvolta ce ne dimentichiamo, che noi non siamo americani, ma rivali degli americani.
    Sul concetto di “sprecare vite e soldi”, forse dovresti prima domandarti se davvero gliene frega. Magari i soldi li vede come un investimento – nelle tasche di chi vanno? – e le vite, oh, quelle sono date per la patria.
    Se vuoi capire davvero la strategia, o almeno non vuoi farti irretire da quel che dicono i giornali unanimi, guarda ai fatti. E anche a quello che dicono i giornali, ma domandandoti perché lo dicono.
    PS: sulla Cina ci sono ultimamente un sacco di fatti interessanti, se solo leggi qualcosa di diverso dai nostri giornali.

  9. Marcel Proust, da “Sentiments filiaux”:
    ” … volli dare uno sguardo al “Figaro”, procedere a quell’atto abominevole e voluttuoso che si chiama leggere il giornale e grazie al quale tutte le sventure e tutti i cataclismi dell’universo delle ultime ventiquattro ore […] e, tramutati per nostro uso personale, per noi che non vi siamo interessati, in un regalo mattutino, si associano in modo eccellente, in modo particolarmente eccitante e tonificante, all’ingestione raccomandata di qualche sorso di caffellatte. […]
    E se per qualche istante qualcosa come una lacrima ha inumidito i nostri occhi soddisfatti, è per la lettura di una frase come questa: “Un silenzio impressionante stringe tutti i cuori, rullano i tamburi, le truppe presentano le armi, risuona un immenso clamore: «Viva Fallières!»”. Ecco che cosa ci strappa il pianto, il pianto che rifiuteremmo a un infelice accanto a noi. Vili commedianti che solo il dolore di Ecuba fa piangere, o, meno ancora, il viaggio del Presidente della Repubblica! “

  10. Lo Stato Islamico distrugge tempi antichi e schiavizza donne yazide e crocifigge cristiani per acquistare ‘street cred’ (oltre per il fatto che sono dei sociopatici trogloditi).

    E’ lo stesso motivo per cui gli eserciti dei tempi che furono impalavano i soldati sconfitti o costruivano piramidi di teschi. Hai mai tagliato una testa? Hai mai impalato un essere umano? Io personalmente no, ma le mie nozioni di anatomia e alcuni espliciti passaggi da Ivo Andric mi fanno immaginare che siano processi piuttosto dispendiosi in termini di tempo e energia. Ma vuoi mettere il tempo che risparmi quando la successiva città sul tuo percorso ti offre le chiavi senza colpo ferire?

    E certo, ammetto che alcune di queste ostentazioni sono più dirette agli spettatori internazionali che non ai diretti avversari curdi o iracheni o siriani (anche se parlare di ‘feticci occidentali’ mi sembra offensivo nei confronti degli ‘orientali’ che sono morti per difendere valori che invece sono condivisi). Ma il principio alla lunga è lo stesso. Lo Stato Islamico non ha nessun interesse a passare per buono, a questo punto; più cattivo è, più potere ha.

    Di fronte a un caos irridemibile come quello siriano, o iracheno (o afghano, o yemenita…) pensare che ci sia un regista occulto che ne trae un beneficio è quasi rassicurante. Purtroppo non credo proprio che sia così. Le colpe di Obama, e degli altri potenti occidentali, sono semplicemente quelle di indifferenza e egoismo.

  11. @ cachorroquente, immagino che abbia dimenticato di aggiungere l’aggettivo qualificativo agli “eserciti dei tempi che furono”. Non mi pare che neanche i lanzichenecchi si dedicassero alle piramidi di teschi o agli impalamenti di massa. Mi pare invece di notare una decisa propensione etnica per certi passatempi. Senza sforzo mentale ricordo qualche piramide di teschi a Otranto e qualche scorticamento a Famagosta (Cipro). Anche il famigerato voivoda di Valacchia aveva imparato dalle parti del Bosforo. Detto questo, che intende significare? Che siccome lo facevano prima, niente di strano che lo facciano oggi? Oppure che non vale la pena di farci caso, per così poco?

  12. Quente, se fosse solo un mostrare i muscoli non avrebbe senso far vedere esecuzioni compiute da ragazzini. Beato te che trovi rassicurante un regista occulto, ma non ti chiedi che potere avrebbe e dove si fermerebbe. Ma d’altra parte, sei un fan dell’Imperatore.

  13. @senm_webmrs

    “Detto questo, che intende significare? Che siccome lo facevano prima, niente di strano che lo facciano oggi? Oppure che non vale la pena di farci caso, per così poco?”

    No, assolutamente, non è questo il filo della nostra discussione. Semplicemente intendevo che cose del genere hanno un loro diabolico razionale. I grandi conquistatori, i turchi come i mongoli e gli assiri, e in parte anche i romani con un pizzico di pietas in più* avevano in genere questa politica: le città che si arrendevano senza nessuna resistenza erano risparmiate (e spesso amministrate da un locale dopo la conquista), le altre distrutte senza pietà con tanto di impalamenti, crocifissioni ecc.
    NB: entrambi i comportamenti (clemenza e spietatezza) fanno parte della stessa cinica strategia, perchè se una città o un forte sa che non ha la possibilità di salvarsi dallo sterminio si difenderà fino all’ultimo uomo.

    La mia risposta a Berlicche può essere riassunta così: lo Stato Islamico ha un motivo razionale (aggiunto al fanatismo e all’idiozia) per comportarsi in quel modo, sia per disincentivare ogni resistenza nei vicini, che per conquistare la simpatia dei fanatici (perchè la loro strategia di marketing è ‘superare a destra’ Al Qaeda), che per far capire all’Occidente che la resistenza a un’invasione sarebbe fanatica e terribile. Quindi non credo sia necessario introdurre un regista occulto.

    @Berlicche “non avrebbe senso far vedere esecuzioni compiute da ragazzini.”
    Mah, non sono così sicuro. Il messaggio mi sembra abbastanza chiaro: addestriamo i nostri fin da piccoli a non avere pietà. Anche le dittature del secolo scorso amavano vestire i bambini da soldati (anche prima che diventasse una tragica necessità).

    ” Beato te che trovi rassicurante un regista occulto, ma non ti chiedi che potere avrebbe e dove si fermerebbe.”

    Rassicurante nel senso che, psicologicamente, ci troviamo meglio in una situazione che ha una sua interna razionalità che non nel caos completo in cui realmente siamo.

    “Ma d’altra parte, sei un fan dell’Imperatore.”

    Non credo di essere fan. Però non sono contrario per default all’esistenza degli imperi. E d’altra parte non vedo perchè tu debba esserlo, d’altra parte da Costantino in poi gli imperi sono più cristiani che non cristiani.

    *e sì, sto parlando di eserciti non cristiani. Non ho nessun problema a riconoscere che, nella maggior parte dei casi, l’influsso cristiano è stato benefico nel limitare queste pratiche

  14. I ragazzini del vangelo sono l’unica categoria umana del vangelo che non fa figuracce

    Neppure una

    Al contrario di donne uomini apostoli ladri centurioni farisei contadini centurioni ciechi lebbrosi soldati ricchi poveri sacerdoti sadducei servi padroni pastori etc etc

    Neppure un solo bambino

    Cosa significa tutto ciò? Che il vangelo dice il vero e pertanto i cristiano debbono per forza essere perseguitati

    Il 15 settembre 1850 il pastore anglicano Henry William Wilberforce lasciava la sua fede e diventava cattolico. Ovviamente fu un brutto colpo per parrocchiani e superiori che gli chiesero cosa avesse di meglio la religione papista di Roma rispetto al sublime anglicanesimo che lo aveva allevato.

    Volle rispondere per iscritto per non lasciare dubbi.

    Ecco il tratto saliente della sua lettera, cioè ad un certo momento l’elenco riassuntivo in 13 punti della sua decisione :

    1- e’ la chiesa fondata da Gesù Cristo e dagli apostoli. Le chiese protestanti sono tutte moderne

    2- e’ infallibile, il che vuol dire che non può insegnare l’errore. E’ l’antica chiesa che ha sempre insegnato quel che oggi insegna

    3- e’ fondata su Pietro primo papa , su cui Cristo edifico’ la sua chiesa

    4- e’ diffusa universalmente nel mondo e non confinata in un paese

    5- insegna le medesime cose in tutti i luoghi e in tutti i tempi

    6- forma un regno a se stante, distinto da tutti i regimi del mondo

    7- rimette i peccati per mano dei sacerdoti e con l’autorità di Gesù Cristo

    8- conserva le usanze degli apostoli

    9- offre sacrifici quotidiani a Dio

    10- conserva tutte le parti della scrittura e le realizza tutte, non in parte

    11- onora e pratica i consigli di perfezione : verginità, povertà, obbedienza

    12- vede compiersi di continuo miracoli nel suo grembo, mentre non avvengono tra i protestanti e gli altri

    13- e’ odiata dal mondo. Secondo la scrittura questo e’ il segno della vera chiesa

    Tutto ciò a casa mia si chiama apologetica ed e’ un dono dello spirito santo e conferendomi la fierezza di essere cristiano mi ricorda che da quando sono nato vengo trattato a pane burro e marmellata in un mondo che o muore di fame spirituale o neppure sa di cosa si nutre. E mi ricorda che il mio battesimo mi e’ stato dato anche a beneficio di chi non l’ha avuto o lo ha gettato via.

  15. Per effetto delle nuove tecnologie, la rivoluzione in corso ha la connotazione assolutamente unica di essere imposta con criteri imperiali ma resa accettabile con un lungo lavoro di ingegneria sociale (modello di Joseph Overton).
    In tal senso, nessun ragionevole confronto col passato è possibile.

    Condivido pienamente il contenuto del post; devo comunque un grazie a cachorroquente per tutte quelle volte che, con efficace critica, incalza Berlicche e gli da modo di chiarire meglio e in modo impeccabile.

  16. Toh, volevo proprio parlare prossimamente della finestra di Overton.

  17. Giusto per ribadire il concetto: bomba
    “Bombardiamo la Siria adesso, per Aylan”

  18. La possibilità che la finestra di Overton “funzioni” davvero è deprimente

  19. La campagna mediatica innescata sulla foto di quel povero bambino è vomitevole, da qualsiasi parte la si guardi. Quanto ai conflitti del medio-oriente, è evidente che da parte degli USA manca la volontà politica di combattere in maniera risolutiva l’Isis (che anzi, nei primi tempi tornava utilissimo come avversario di Assad). Però incentrare tutto il discorso su Obama (che a livello di politica estera è stato un presidente pessimo, così come pessimo era stato il suo predecessore) – e qui concordo con Quente – significa semplificare i problemi e sposare un quadro tutto sommato rassicurante. E, sopratutto, significa in qualche modo ridurre il peso delle responsabilità dei criminali dell’Isis e delle elites di paesi quali Turchia, Arabia Saudita, Qatar ecc. che sovvenzionano il terrorismo, salvo poi defilarsi quando si tratta di assumerne anche le conseguenze (la guerra la sovvenzionano loro, i profughi però li lasciano volentieri a noi).

  20. “E, sopratutto, significa in qualche modo ridurre il peso delle responsabilità dei criminali dell’Isis e delle elites di paesi quali Turchia, Arabia Saudita, Qatar ecc. che sovvenzionano il terrorismo, salvo poi defilarsi quando si tratta di assumerne anche le conseguenze”

    La Turchia è colpevolissima per mille motivi (la ripresa delle ostilità contro i curdi per motivi elettorali mi fa vergognare di tutte le volte che ho parlato bene di Erdogan) però almeno si è accollata una marea di profughi. Arabia Saudita (che tra l’altro sta pure bombardando lo Yemen nell’indifferenza generale) e emirati vari invece sono inqualificabili. Alla faccia della solidarietà tra musulmani (d’altra parte non so come gestirebbe l’Arabia Saudita qualche centinaia di migliaia di donne siriane alfabetizzate e relativamente emancipate. Sarebbe abbastanza da ridere).

    Obama secondo me ha fatto alcune scelte coraggiose in politica estera (su Iran e Cuba), per il resto è stato indeciso, incoerente, alle volte francamente cinico (l’uso di droni alla fine ha sdoganato l’assassinio politico, che a livello di potenze occidentali finora praticava apertamente solo Israele).

  21. Quente, ad Obama imputo in particolare la gestione delle “primavere arabe”, che è stata davvero fallimentare. C’è da dire che è in buona compagnia, perchè anche i nostri leader europei, a partire da Sarkozy con la sua geniale idea (si fa per dire) di attaccare la Libia, non sono stati da meno.

  22. Poiché forse non si è capito, lo ridico: anche Obama è un burattino, alla fin fine.
    L’accordo con l’Iran è alla fine un non-accordo, che permetterà allo stesso di fare la bomba come gli pare e piace (cfr analogo accordo con la Corea del Nord). Con Cuba, non è Obama che ha fatto l’accordo, è Cuba che non reggeva più. Assumersene il merito è puro sciacallaggio.

  23. xEnrico: Primavere arabe fallimentari? Al contrario, hanno ottenuto esattamente quello per cui erano state concepite: destabilizzare completamente tutta l’area attorno all’Europa e il Medio Oriente.

  24. Scusa Berlicche, concepite da chi?

  25. Berlicche, purtroppo temo anch’io che sia così e che non possa essere un caso che le aree destabilizzate coincidano in buona parte con quelle più ricche di giacimenti petroliferi. Ciò non toglie che la gestione delle primavere arabe sia stata fallimentare dal mio punto di vista, che è quello di un “semplice” che non vuole piegarsi al cinismo della real politik e del mondo degli affari (quantomeno, non fino a questo punto!). E penso lo sia stata anche per tutto quel mondo della sinistra radical chic (con gad lerner in testa) che all’epoca salutò le primavere con un irrefrenabile ed acritico entusiasmo, tacciando chi osava sollevare dei dubbi di essere a favore dei dittatori criminali. Oggi i dittatori non ci sono più, in compenso abbiamo una marea di gruppuscoli che si fanno la guerra causando molta più morte, miseria ed emigrazione. Mi chiedo se quei giornalisti erano anche loro al soldo dei padroni del vapore o se si trattava di un entusiasmo ebete ma sincero (il che potrebbe essere, considerando che anche in passato, dal comunismo in giù, ne avevano azzeccate poche). E mi inquieto per il fatto che gli stessi ora sono a favore senza se e senza ma all’accoglienza di tutti i migranti.

  26. Caro Enrico, più che ricche di giacimenti petroliferi quelle attraverso le quali gas e petrolio arrivano in Europa (Ucraina, Libia…).
    Personalmente, fin dal primo momento, non ho riposto nessuna speranza in quelle “primavere”, proprio perché fin da subito mi sono parse totalmente artificili. E poi, nel popolo e nei principi io non confido “a prescindere”…la mia speranza è altrove.

    Concepite da chi? Ottima domanda. Un indizio lo possiamo avere guardando chi si è mosso “a favore”, gli stessi esatti personaggi che si stanno muovendo per altre agende – quindi mi è fin troppo comodo arguire che dietro ci siano le stesse menti. Non so peròindicarti dei nomi precisi, anche perché sono convinto che quelli che noi vediamo siano solo gli esecutori di qualcosa pensato da altri. Come cristiano, potrei indicarti con certezza qualcuno dietro tutto questo, il principe di questo mondo, ma so che scandalizzerei le anime belle e quindi mi astengo.

  27. A dispetto del titolo, questo post è il commento più lucido sulla immane tragedia che da anni insanguina le sponde mediterranee, che mi sia capitato di leggere fino ad ora.

    Anche se è una fortuna di cui sono grata, e di una gratitudine che so indirizzare a un termine, una persona ben precisa — invece che al semplice Caso o alle terribili metastasi che stanno divorando il geniale, amabile, vero dottor Sacks –, c’è una parte di me che vorrebbe poter non averne mai goduto. Sarà pure una crisi di identità, questa mia, ma per favore non catalogatela come “sindrome” o puntello a favore o contro qualsiasi teoria.

    Vorrei ringraziare in particolare anche GiuliaM per la sua lunga e graffiante citazione di Proust. Corroborante per una che, come me, il caffé, con latte o senza, non lo può proprio bere. Più (sigh!).

    Grazie a tutti, sempre, per gli scambi davvero stimolanti di idee e opinioni che posso sempre più spesso leggere in questo sito.

  28. Grazie a te, marilumari, per ogni tuo intervento… Penso anch’io, Berlicche, che non sia sufficiente citare una serie di nomi di capi di stato quali responsabili di quanto sta avvenendo ma definirli soltanto “esecutori” o peggio ancora “burattini” mi pare un po’ eccessivo. Sono responsabili a motivo della loro principale ambizione: farsi eleggere e poi rieleggere ecc. Quindi corteggiano continuamente un’opinione pubblica che crede di essere libera mentre è pesantemente condizionata dai mezzi di comunicazione di massa che rispondono ai gruppi finanziari che li posseggono ed alle lobbies che esercitano pressioni su di essi: ricordo il direttore di un giornale (che ora leggo soltanto quando lo trovo sul bancone del bar) che in un’occasione pubblica spudoratamente disse: “L’impegno per la preservazione di figure che sono importanti … deve essere serissimo da parte di chi, per esempio come noi, orienta l’opinione pubblica”. Che poi ci sia una regia dietro questo circuito “opinione pubblica-potere politico-mass media-potere economico&lobbies-opinione pubblica” riconducibile ad un unico spirito lo credo anch’io, ma non diciamolo a quei tuoi simpatici interlocutori che ne sanno molto più di noi…

  29. Ringrazio a mia volta Lei, Eppe, per la Sua gentilezza, ma devo al contempo riconoscere che non posso del tutto distaccarmi dal proposito espresso da quel non meglio identificato direttore di giornale che Lei definisce uno “spudorato”. Intendo dire che i poltici e i governanti delle nazioni in genere sono investiti di gravi responsabilità e spesso fatti segno, proprio per iniziativa di lobbies non meno potenti — o forse persino più — dei loro bersagli, di attacchi propagandistici e denigratori talora molto violenti, volti a perseguire fini che col bene della collettività non hanno nulla a che vedere. Lo stesso istituto dell’immunità parlamentare, previsto dai nostri padri costituenti, traeva la propria ragion d’essere proprio da questi pericoli concreti a cui sono esposti gli individui incaricati, ai massimi livelli, della tutela degli interessi e principi condivisi di una comunità nazionale.
    Anche se, come sappiamo, questa norma è stata, nel tempo, piegata e abusata proprio per “contrabbandare” in parlamento personaggi che definire discutibili è fin troppo riduttivo.

    Ad ogni modo, per tornare al tema principale di questo mio intervento: l’impegno e l’invito, da parte di un giornalista, alla cautela e al controllo meticoloso fino al limite della paranoia delle sue fonti o “gole profonde”, non mi sembra un attegiamento professionale così deprecabile; la denuncia delle malefatte commesse da chi ha ricevuto una delega e una fiducia così vaste e importanti da parte dei suoi connazionali è cruciale per l’equità e la giusta conduzione di uno Stato, tanto più se democratico, ma non bisogna mai dimenticare che rischia sempre di trasformarsi in vano pettegolezzo diffamatorio o, peggio, in calunnia, per giunta al servizio di pochi e persino spietati interessi criminali.

    Questo è ciò che penso, ma ovviamente non ho idea di quale direttore di giornale Lei stesse parlando e di quanto poco — eventualmente — quel personaggio si preoccupasse di mettere in moto la “macchina del fango” mediatico, quando a farne le spese erano personalità pubbliche di colore politico diverso dal suo, o assertrici di singoli pareri inconciliabili con i suoi.

    Comunque grazie dell’ulteriore spunto di riflessione che ha fornito a me e, forse, anche ad altri che…passano di qua.

  30. Cara marilumari, purtroppo per me coltivo una concezione idealistica del ruolo dell’informazione: dicevo semplicemente che chi fa informazione dovrebbe riportare i fatti col massimo scrupolo tenendoli ben separati dalle opinioni e soprattutto dovrebbe astenersi dallo spacciare una pseudo-realtà mediatica montata ad arte allo scopo di orientare l’opinione pubblica. Un comportamento diverso mi urta e la sua teorizzazione mi urta ancor di più. Quanto al contesto in cui si muovono i politici, concordo con Lei che non sia facile, soprattutto di fronte a certa magistratura.

  31. Le rispondo un po’ in ritardo; me ne scuso, e mi scuso anche se quanto sto per scrivere potrà urtare la Sua sensibilità sull’argomento, ma di nuovo non riesco ad essere in totale accordo con Lei. Perché capisco bene che “spacciare una pseudo realtà mediatica montata ad arte allo scopo di orientare l’opinione pubblica” sia un modo di concepire il giornalismo quanto meno repellente, ma non sempre questa esecranda concezione della professione è la diretta e unica responsabile di un’indebita e più o meno deviante commistione di opinioni e fatti.

    Intendo dire che gli stessi fatti riusciamo a scorgerli e riconoscerli come tali solo dopo una disamina, in cui la personale visione del mondo non può non entrare in gioco con la sua considerevole influenza. Certo, è compito di un bravo giornalista sforzarsi di non fermarsi a quei fatti che suffragano le sue convinzioni per poi accantonare o sminuire quelli che invece le indeboliscono o contraddicono ma, a meno che non sia un cronista o un diretto testimone — il tradizionale ‘inviato speciale’ — delle situazioni che descrive, spesso drammatiche, conflittuali e quindi di per sé confuse e difficili da decifrare con assoluta nettezza di contorni e sequenze cronologiche, in fin dei conti bisogna ammettere che ogni giornalista è anche un po’ un editorialista, cioé un tale che esprime liberamente le proprie opinioni, ossia che ordina e collega i fatti gli uni agli altri secondo le sue personali capacità di osservazione e di analisi, oltre che secondo le sue conoscenze ed esperienze passate in qualche modo assimilabili a quelle di cui altri — fonti private e/o ufficiali, in loco — gli fanno, al presente, giungere notizia.

    Inoltre, non è detto che un giornalista che non sia un diretto testimone dei fatti e sia incline a ingabbiare un po’ troppo questi ultimi nella sua personale “griglia di lettura” del mondo, pur giungendo a conclusioni errate o formulando pronostici che poi la storia futura smentirà, non metta comunque a disposizione del pubblico notizie preziose, che starà poi all’indipendenza critica del singolo lettore ricollocare in una sua diversa e personale visione dell’andamento dei fatti.

    In definitiva, ogni articolo è l’espressione di un punto di vista o, se preferisce, di osservazione del mondo, prettamente personale, non il verdetto, solo limitatamente appellabile e gravido di conseguenze molto concrete per chi lo subisce, di un magistrato.

    A questo punto mi scuso anche con Berlicche per la prolissità, e per essere forse anche andata un po’ troppo fuori tema.

    Grazie sempre per l’ospitalità e buon fine-settimana a tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: