ViViZio – 7 – Accidia?

Carissimi, sono ancora una volta io, l’arcidiavolo Berlicche. Siamo arrivati alla fine del nostro percorso attraverso quelle meravigliose qualità umane che ai più sono note come “Vizi”, o “Peccati Capitali”. L’aggettivo “capitali” indica che, come le capitali delle nazioni umane, queste primizie dello spirito sono posti interessanti da visitare e passarci la vita. L’ultimo della serie non è da meno degli altri: è l’ideale se volete riposarvi in tutta tranquillità. Stiamo parlando, naturalmente, de

l’Accidia.

Vedo tra voi tanti sguardi perplessi, tante espressioni interrogative per questa parola non molto usata. Ma cos’è mai quest’accidia?

Rilassatevi gente. Davvero, rilassatevi. Keep calm. Be cool. Don’t panic.

Ecco, questa è l’accidia. Non prendersela. Lasciare perdere. Fregarsene. L’accidia è la qualità dei fighi, delle persone che sanno cosa vogliono, di quelli che mantengono la calma e sanno come comportarsi in ogni occasione. Sanno che non c’è niente di veramente importante nella vita. Che tanto prima o poi finisce tutto, quindi è inutile darsi tanto da fare, correre-correre-correre, per cosa poi?
L’indifferenza verso ciò che accade intorno è il segno del vero gentleman, del nobile, dell’uomo superiore.
Ricordate, erano i nazisti che dicevano che il lavoro nobilita l’uomo!

Qualcuno di voi, magari chi non ha seguito le mie precedenti lezioni, a questo punto potrebbe dire: ma se fossimo indifferenti a tutto ogni cosa andrebbe a scatafascio. Ci sono tante emergenze, tante necessità a cui…

Stop! Poveretto, ma credi davvero a quello che dici? Guardati attorno: secoli di sforzi di gente animata dalla migliore buona volontà hanno prodotto qualcosa? Ci sono forse meno guerre, meno violenza? No? E allora, lascia perdere. Davvero. Niente di quello che puoi pensare o fare potrà mai cambiare il corso delle cose. A badare che tutto fili dritto ci sono comunque forze molto più grandi di te. Prima di mettere bastoni tra le ruote del potere è meglio pensarci due volte. E’ molto preferibile fare un passo indietro, sistemarsi sul divano con una birra gelata e lasciare fare le cose agli avveduti e saggi padroni del mondo, che sanno come comportarsi.
Dai retta a me: mai offrirsi volontario per niente, questa è la regola d’oro. C’è sempre una fregatura in agguato per coloro che fanno il passo avanti, si impegnano, hanno grandi progetti. Quanti ne hai visti fallire, ritirarsi scornati, venire perseguitati, cacciati, uccisi? Quanti, eh? Te lo dico io: tutti.

Vuoi essere anche tu uno di quei tizi che fanno sudare solo a guardarli? Uno dei falliti in partenza? No? Bravo! Stai indietro, ragazzo, e lascia lavorare. Gli altri.

Se proprio vuoi impiegare il tempo in qualcosa, ricorda come si stava bene una volta. I vecchi tempi. Non ti fa venire la malinconia, a pensarci? Ecco, la malinconia è uno dei sentimenti più nobili che l’uomo possa avere. Quel desiderio di tornare laggiù dove non si potrà mai più, il ricordo lontano della felicità passata. E tutte quelle domande, avrò fatto bene? O male? Ah, se potessi, se avessi, se fossi.
E’ da questi interrogativi che si misura la grandezza dell’animo umano, sempre pronto a crogiolarsi nelle antiche glorie, sulle passate possibilità, e riviverle mille, un milione di volte. Ed è utilissimo tuffarsi nel rimpianto, figlio di quelle decisioni che si prendono se si fa l’errore di trascurare il vertice della ragione umana, che è il dubbio.

Sì, occorre affermarlo con forza: è il dubbio la vera forza dello spirito, ciò che i grandi devono avere per essere davvero grandi. Il rimpianto ce ne insegna l’altissimo valore. E’ il dubbio che ti trattiene dallo sbaglio, dall’azione affrettata. Che ti impedisce di buttarti a capofitto in azioni di cui comunque ti pentiresti.

Andare o non andare? Gettarmi o no? E se poi lei non fosse quella giusta? E se lui non fosse chi pensavo fosse?
Ecco, vedete, i dubbi possono salvarvi la vita, perché sicuramente lei non è quella giusta, e lui non è chi ti immaginavi. Posso giurarvi che ogni cambiamento che farete sarà per il peggio: quindi, che aspettate ancora?

Niente.

Eccola risposta giusta: non aspettatevi niente, non impegnatevi in niente, e sarete davvero contenti. Studio, lavoro, amore, sono solo ostacoli che vi impediscono di esprimere il vostro vero io. Che non vi lasciano il tempo di fare ciò che davvero vi piace.

Quindi, perché perderci tempo dietro? Il vostro futuro vi attende: fate ciò che vi piace, non ciò che gli altri pretenderebbero voi faceste. Riprendetevi la vostra vita. Videogiochi, sesso – anche da soli, perché perdere tempo con chi non vi capisce? – televisione, riposo: mangiare, dormire, che altro serve?

E se qualcuno vi volesse strappare dal vostro sano torpore, dalla vostra vita di sogno, fategli capire che non è aria, che non è gradito. Se aveste bisogno di aiuto o consulenza per sventare i tentativi di quei folli che vorrebbero imporvi le loro priorità, noi siamo qui a vostra completa disposizione, ogni ora del giorno e della notte, per consigliarvi sulla migliore azione da non intraprendere.

Sì, sto parlando dell’Istituto per lo Studio e la Diffusione del Vizio che mi pregio di dirigere. Basta chiamarci, anzi, basta desiderarci e in un attimo saremo da voi.

So già cosa state pensando : ecco, ce l’ha contata a lungo sulle gioie del non fare e ora ci dà questo esempio di efficienza? Ma no, rassicuratevi, per noi indicarvi la strada migliore non è una fatica, non è un pesante fardello, ma il modo gioioso di esprimere tutto il nostro interesse per voi. Qui da noi vi aspetta un’eternità di ozio in cui noi demoni ci prenderemo cura del vostro benessere e provvederemo a ogni vostra necessità. Se dalle parole che vi ho rivolto ora e nei passati articoli troverete l’ispirazione per raggiungerci lungo il delizioso, largo, invitante viale che raggiunge casa nostra, allora il nostro impegno non sarà stato vano.

Venite a me…senza fretta. Abbiamo un’eternità, davanti, per conoscerci meglio.

dante_nico

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 3 settembre 2015 su ViViZio. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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