E pure mazziati

Due paroline sullo scandalo Ashley Madison.
Per chi non lo sapesse, il suddetto era un sito che prometteva di mettere in contatto persone con l’intenzione di tradire il proprio coniuge. Non proprio per filosofare sulla cosa, ovviamente, dato che il motto era “La vita è breve, concediti un’avventura”. Dico era, perché dopo i fatti delle scorse settimane ad iscriversi resteranno solo i masochisti.
Con un colpo di scena dantesco, il sensale di tradimenti è stato tradito: qualcuno ha messo online qualsiasi cosa lo riguardasse, tra cui ovviamente l’elenco completo degli utenti. Un bel contrappasso per chi aveva per simbolo il silenzio, e asseriva di essere sicuro al 100% .

Ashley Madison millantava quaranta milioni di associati. Come a dire, mezza popolazione italiana disposta a cornificare la persona alla quale aveva giurato fedeltà. I numeri reali sono diversi: gli utenti veri e non gonfiati erano “solo” undici milioni. Che fa comunque impressione: quanta gente in cerca di vicini con l’erba più verde, di qualcuno che gratti  i propri pruriti, di una illusoria felicità.
Ma la cifra che fa più impressione è un’altra. Che di tutti questi milioni la stragrande maggioranza fossero maschi.
E con stragrande non sto esagerando. I primi dati suggerivano che il 90-95% dei frequentatori fossero uomini. La realtà è ben più drastica: meno di diecimila profili femminili sembrano autentici, e di questi solo un quarto ha mai risposto a qualche invito. Quanti di questi contatti siano poi andati a cattivo fine, non si può dire.
In altre parole, una donna ogni 3800 uomini. Tutte le altre? Fasulle, se no chi si iscriveva? E sputtanamento totale delle teorie gender.
I desiderosi d’amore sono stati usati, senza ottenere quanto agognavano, e quindi sbattuti sulla pubblica piazza; cornuti e mazziati, si potrebbe dire.

Ma da un sito di tradimenti, cosa altro vi potevate aspettare se non essere traditi?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 settembre 2015 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 48 commenti.

  1. E ma le donne sono ammalate da “Sindrome di mancato desiderio” suvvia ora c’è il viagra rosa…

    Capito? Se non hai voglia vuol dire che sei malata…

    Non vuoi? Tò la pillola per avere il desiderio che non hai! E il diritto a non voler avere desiderio? Siamo al ricatto.

    Questo ora dicono e scrivono, magnificandolo come un progresso, una liberazione, emancipazione.

    Femministe dotate di cervello dove siete? Fatevi sentire, c’è bisogno anche di voi.

  2. Oh, finalmente delle buone notizie!

  3. Benedetto il frutto del tuo seno. Vale per LEI d’accordo ma per chiunque possieda un tabernacolo della vita (alias sesso femminile).

    E il gusto indicibile grandissimo estasiante del rapporto?

    Giustissimo : e’ un frammento di paradiso che Dio ti da come premio, e se non sono frainteso anziché premio potrei dire salario. Purché sia chiaro che non e’ un tuo diritto e se te lo porti via (il godimento) senza aver onorato le istruzioni dell’uso, allora caro mio sei un ladro di salari. E che gli uomini siano più ladri (e in genere più’ peccatori) delle donne (anche nella miscela 99 a 1) non mi sorprende affatto. Succedeva anche nel vangelo. Quella zoccola di Erodiade, quella ballerina di sua figlia Salome’ e una portinaia di Caifa con il dito puntato contro Pietro rinnegatore ….. E poi basta ….. Tutte le altre sono sante ….. E il sito delle corna (anche satana e’ cornuto) lo conferma. VIVA LE DONNE E CHI LE HA INVENTATE

  4. Uno si può chiedere, ma cosa potrebbe succedere se l’ideologia gender si diffonde?

  5. “E sputtanamento totale delle teorie gender.”

    ???

    Grande è la confusione sotto il cielo, sempre di più.

    Del resto quando si inventa una teoria, è molto facile sputtanarla: se tu decidi che esistono questi ‘gender’ e che credono che donne e uomini non esistano e che il sesso biologico non abbia nulla a che fare con il comportamento e che statisticamente il comportamento dei due generi in rapporto al comportamento sessuale o all’utenza di un sito internet (?) non dovrebbe mostrare differenze statisticamente significative, sì, hai sputtanato la teoria gender. Tipo lo straw man di uno straw man di uno straw man. La stessa dignità ontologica del racconto del sogno fatto da un folletto domestico scritto con una penna di fenice sui vestiti nuovi dell’imperatore.

    Al limite, potrebbe avallare la visione delle femministe arrabbiate vecchio stampo dando una misera rappresentazione di maschio fallocentrico e fedifrago.

    Però, siccome gli adulteri avvengono (e non solo da parte di mariti aperti a tendenze omosessuali…) o ci sono pochissime donne molto, molto, molto promiscue oppure le donne sono semplicemente più intelligenti per iscriversi ad Ashley Madison. Ma anche qui rientriamo in una forma un po’ retrò di femminismo.

    @Aleudin: “Non vuoi? Tò la pillola per avere il desiderio che non hai! E il diritto a non voler avere desiderio? Siamo al ricatto.” Effettivamente anch’io ci sono rimasto un po’ così quando hanno deciso di immettere questa sostanza negli acquedotti. Fino a che veniva usata in corso di TSO solo in casi particolari, potevo capire, ma adesso questi gender stanno esagerando.

    D’altra parte ne abbiamo viste di peggio con il viagra originale; pensa a tutti quei poveri uomini strappati dalle gioie dell’impotenza e costretti a delle dolorissisime erezioni.

  6. Qualcuno dice che la verità e le cose buone hanno la caratteristica della semplicità. Io ho cercato cercato cercato sia la verità che la bontà.

    Ne esco a mani vuote.

    Magari verità e bontà c’erano anche, ma io non le ho trovate e per un motivo semplicissimo : non ci ho capito un cazzo!

  7. “Tipo lo straw man di uno straw man di uno straw man.”

    Il termine tecnico è meta-meta-straw man :P

  8. @Chacorro

    La tua risposta è idiota, non da te. E’ evidente che ancora non hai afferrato la portata sociale e concettuale di questa “medicina”. Sei così ingenuo da pensare che l’abbiano studiata solo per i casi particolari? Ma dove vivi? Sù sù.

  9. @Chacorro

    tra l’altro poi il viagra rosa non c’entra nulla con il viagra blu; nel viagra c’è l’uomo che ha desiderio e volontà propria ma non può tecnicamente e quindi viene corretto un deficit, nel caso femminile manca proprio la volontà del desiderio è tutta un’altra cosa, viene introdotta meccanicamente una volontà estranea, vedi tu a quali implicazioni può portare.

    Per non tacere del fatto che pillola blu e pillola rosa sono due nomignoli ovviamente omofobi !!!

  10. Caro Quente, caro Fasullo,
    mi ha sempre stupito la corta memoria degli uomini. Dopo anni passati a discutere del gender, qualcuno vi dice che è una teoria creata dai cattivi cattolici e voi prontamente rimuovete quegli anni e aderite entusiaticamente a questo nuovo verbo. Delegando probabilmente ad allucinazione il tempo in cui ne discutevamo e voi, forti di quanti vi avevano detto che era la nuova frontiera (gli stessi che ora vi dicono che non è mai esistita) mi irridevate.
    Siccome di elenchi e fonti che testimoniano il contrario è pieno il web mi limiterò a ri-fornirvi un link ad un documentario di qualche anno fa, quando ancora la teoria non era stata pubblicamente sputtanata e i suoi sostenitori non erano passati a dire le stesse cose in altro modo. Certo, uno potrebbe dire che L'”Istituto Norvegese di studi gender”, finanziato da quello stato, in realtà fosse una succursale del Vaticano in incognito, o che gli scienziati che vi compaiono siano gesuiti travestiti, e dato l’assurdità delle vostre posizioni non mi stupirebbe.

    Comunque, il vostro è solo uno straw-man che fa deragliare dal post. Che certo, evidenzia il fatto che le donne SONO diverse dagli uomini; non sono io che sputtano la teoria gender, è la realtà e l’evidenza. Ma il cui tema è che a chi cerca il male, il male sarà dato.

  11. “tra l’altro poi il viagra rosa non c’entra nulla con il viagra blu; nel viagra c’è l’uomo che ha desiderio e volontà propria ma non può tecnicamente e quindi viene corretto un deficit, nel caso femminile manca proprio la volontà del desiderio è tutta un’altra cosa, viene introdotta meccanicamente una volontà estranea, vedi tu a quali implicazioni può portare.”

    Tu pensi sinceramente che se metti di nascosto un viagra nel caffè di un uomo giovane e sano non gli venga ‘il desiderio’? Il rapporto tra desiderio sessuale a livello corticale ed eccitazione e reazione degli organi sessuali secondari è bidirezionale.

    Il farmaco è diretto a donne in pre-menopausa, che hanno un calo della libido. Verrà sicuramente usato anche off-label da donne giovani e sane; esattamente com’è successo con il viagra.

    “Istituto Norvegese di studi gender”

    Non è l’istituto norvegese della teoria del gender. Non è neanche l’istituto norvegese di studi gender: questa è una pessima traduzione, come se dicessi Norvegian Istituto of etudes gender. E’ l’Istituto Norvegese per gli studi di genere.

    Che esistono studiosi che si occupano di genere e sessualità, e che hanno idee che tu definisci genericamente ‘gender’ (cioè, seguendo le orme di Simone De Beavouir e Michel Foucalt, sottolineano l’importanza del costrutto socio-culturale e della volontà personale rispetto al substrato biologico), non lo nega nessuno. Sono idee su cui io e altre persone con cui hai discusso in passato possiamo essere parzialmente in accordo.

    Quando tu ascrivi all’applicazione di questi studi (che una teoria coerente non sono mai stati) ogni cosa che non ti va, anche quando non c’entra niente (i matrimoni omosessuali ad esempio sono un fenomeno in larga parte cis-gender e nella maggior parte degli omosessuali il sesso biologico coincide con il genere con cui si identificano) stai semplicemente utilizzando l’espressione ‘teoria gender’ o ancora peggio ‘gender’, un sostantivo praticamente divinizzato, come spauracchio buono per tutte le occasioni. E come tutti gli spauracchi e gli spaventapasseri e in genere le figure umane imbottite di paglia, nulla ti impedisce di prenderle a pugni per sport: tanto non possono difendersi. Come nel caso in questione.

    E come se non fosse abbastanza chiaro quanto questo ‘gender’ ormai abbia staccato ogni ormeggio che lo collegava alla realtà, con la tua risposta espliciti ancora meglio a che livello di strawmanitudine si sia arrivati:

    “Che certo, evidenzia il fatto che le donne SONO diverse dagli uomini; non sono io che sputtano la teoria gender, è la realtà e l’evidenza.”

    Quindi la teoria gender dice che le donne NON SONO diverse dagli uomini. Probabilmente la prossima volta dirai che la teoria gender nega l’esistenza dei caratteri sessuali, e che se noi vediamo peni e vagine anzichè organi indifferenziati e indistinguibili è solamente un effetto del condizionamento sociale, una specie di paraeidolia come quando vediamo gli animali nelle nuvole.

    Vabbè, ripensandoci bene, non escludo al 100% che Michel Foucalt in un momento di estrema fattanza abbia scritto qualcosa del genere. Ma hai capito cosa intendo.

    “che fa deragliare dal post. ”

    Mah, alla fine 11 milioni di persone abbastanza idiote da iscriversi a pagamento a un sito quando la sola iscrizione era la prova della volontà di tradire, e per di più il sito era quasi completamente privo di donne con cui tradire, non è un numero che mi fa molta impressione. Faccio un lavoro che mi mette a contatto con la gente e non sopravvaluto l’intelligenza media.

    Spero di non passare per cinico: non è che consideri il tradimento una cosa bella nè normale nè da poco. Ma tornando ai tuoi ultimi post, ‘galeotto’ può essere un sito internet come un libro, ed evidentemente il secondo è molto più efficace allo scopo.

  12. @chacorro

    ho mai detto o accennato che si tratti di una droga tipo quelle da stupro? No. Queste sono conclusioni tue.

    Ancora non hai capito che viagra blu e viagra rosa NON sono minimamente paragonabili, per l’ultima volta: nel primo caso si ripristina una funzionalità come ad esempio un dito rotto, viene aggiustato ridando la funzionalità alla mano; nel secondo si interviene sulla volontà è completamente un’ altra cosa con tutta un altra portata.

    Il tempo dirà se e come questa pillola rivoluzionerà il rapporto donne sessualità, a mio avviso c’è il serio rischio che piano piano faccia passare la convinzione che non avere desiderio sessuale in certi momenti della vita sia una nevrosi da curare quando così non è.

    Basta guardarsi in giro per vedere che una delle filosofie più in voga sia il “fotto dunque sono”.

    Albert Camus:
    “Una sola frase basterà a descrivere l’uomo moderno: egli fornicava e leggeva i giornali.” …che gli dicono di fornicare. (aggiunta mia)

  13. @ aleudin:

    ti invito paternamente a curare la tua dislessia.
    a me fa solo un curioso effetto emiliofede, ma a berlicche dà molto fastidio, anche se non ti dice niente perché sei suo :)

  14. Quente, parlando di straw-man temo che tu te ne sia fabbricati parecchi.
    “E’ l’Istituto Norvegese per gli studi di genere.”
    Quindi?
    “Che esistono studiosi che si occupano di genere”
    Dunque ammetti che esistano, e non sono un frutto della mia mente malata.
    “Quando tu ascrivi all’applicazione di questi studi… ogni cosa che non ti va”
    Esattamente dove e come l’avrei fatto? Mi puoi citare il punto?
    Per il presente post, mi sono limitato a segnalare il fatto che se la quasi totalità degli uomini biologici ha un comportamento differente dalle donne biologiche allora non è vero che si può indifferentemente decidere cosa essere, a prescindere. Che è quanto dice quella teoria che non esiste che citano anche quegli scienziati di cui sopra che nessuno aveva informato che stavano portando avanti da anni una teoria che non esisteva. Una notazione, quindi, non su “ogni cosa”, ma esattamente sul punto. Mi spiace che la tua coscienza di negazionista si sia sentita offesa. E hai capito cosa intendo.

    Comunque, neanche a me impressionano gli undici milioni. Chissà quanti ce ne sono che si sono convinti che la teoria gender non esista, ma sia vera lo stesso (compresi esponenti di questo governo).
    “Se questa è l’intelligenza media, pensate che la metà delle persone è al di sotto di essa”

    R&S, la dislessia non mi fa problema, mi fa molto più problema quelli che pretendono di parlare a nome mio.

  15. bravo berli’ sei guarito dai tempi di nerone. c’è speranza pe’ tutti allora.

  16. @riccoespietato

    ermetico quanto inutile.

  17. Nella mia ignoranza nn ho capito ancora perché lo scandalo Ashaley Madison distrugga questa fantomatica teoria gender ^^”

    EXPLAIN! EXPLAIN! (cit.)

  18. Tesi: “uomo” e “donna” sono solo costrutti sociali. Un individuo può decidere di essere indifferentemente uno o l’altra. Non c’è niente, salvo la pressione sociale, che ce lo impedisca.
    Corollario: liberi dalla pressione sociale, un individuo compie scelte assolutamente slegate dal sesso “biologico”. I bambini giocano con le bambole, le bambine con le spade.
    Corollario: a loggarsi su un sito anonimo dovrebbe essere un numero pari di “uomini” e “donne”.
    Esercizio: calcolare secondo la teoria della probabilità la validità del risultato, undici milioni a duemilaquattro.
    Ti potevi anche vedere il filmato del link, Fasullo.

  19. Mi sfugge il corollario, perché dovrebbero essere uguali uomini e donne come numero?

    La c.d. teoria gender dice che ognuno può essere ciò che vuole ma non che tutti devono cambiare sesso o gusti sessuali all’occorrenza.
    Un conto è dire “questo è un caso possibile” un conto è dire “questo è il caso medio”.

  20. Perché, Fasullo, gli uomini e donne reali sono più o meno uguali come numero. Se uomini e donne in piena libertà compiono scelte completamente differenti, come in questo caso, vuol dire che l’assunto è negato e che c’è una differenza intrinseca non solo livello esterno.
    In altre parole, non posso permutare indifferentemente tra uomo e donna, perché questi sono realmente diversi a tutti i livelli: sarebbe una menzogna e una forzatura.
    Suvvia, ci puoi arrivare…

  21. “Tesi: “uomo” e “donna” sono solo costrutti sociali. Un individuo può decidere di essere indifferentemente uno o l’altra. Non c’è niente, salvo la pressione sociale, che ce lo impedisca.”

    Penso che nessuno abbia mai detto nulla del genere*, neanche Simone de Beavouir. E anche se qualcuno l’ha detto

    A me pare che tu stia confondendo due piani diversi: quello del rapporto tra identità sessuale e ruolo sociale, e quello dell’identità sessuale individuale, due problemi che sicuramente si intersecano ma non coincidono.

    Dire che la società impone modelli maschili e femminili stereotipati (un argomento caro alle femministe e agli studiosi di genere, quelli veri), non vuol dire che ‘uomo’ e ‘donna’ sono solo costrutti sociali, che invece al massimo è la dichiarazione di un accademico di Berkeley sotto effetto di LSD. Nessuno** nega che ci siano differenze biologiche tra i sessi, e che queste differenze possano avere anche conseguenze comportamentali e psicologiche. E’ altrettanto sicuro che anche i condizionamenti ambientali siano importanti. Il dibattito, tra persone dotate di senno, non è quale delle ultime affermazioni sia vera, ma in quale percentuale relativa i due fenomeni siano rilevanti.

    Esempio: se dessimo gli stessi giocattoli ai bambini di sesso diverso, questi farebbero gli stessi giochi indipendentemente dal loro genere? (risposta: probabilmente no). Oppure: in una società senza condizionamenti sociali sessisti ci sarebbero più donne impiegate nel campo della fisica, della matematica o dell’ingegneria? (risposta: quasi sicuramente sì ***).

    Se invece parliamo di identità sessuale (cioè non quello che io come maschio credo che sia appropriato per il mio sesso, ma se mi considero maschio o meno) penso che, di nuovo, nessuno creda che nulla mi impedisca di diventare femmina (salvo la società). Mi impedisce di diventare femmina il fatto che, come la stragrande maggioranza dei maschi (etero e omosessuali) mi sento maschio perchè il mio cervello è fatto così. Quello che distingue la mia posizione dalla tua non è che io credo che l’identità sessuale sia solo nella società, ma che per me è situata nella corteccia cerebrale e non nelle gonadi. Sei liberissimo di non essere d’accordo con me, ma non tanto di credere che esista una teoria che domina le scelte educative delle organizzazioni internazionali, e che questa teoria (la teoria gender) preveda che ‘ “uomo” e “donna” sono solo costrutti sociali. Un individuo può decidere di essere indifferentemente uno o l’altra. Non c’è niente, salvo la pressione sociale, che ce lo impedisca’.

    O meglio, sei liberissimo di credere pure a questo. Come alla terra cava, o ai folletti.

    E comunque anche se questa teoria esistesse e fosse determinante per il futuro del mondo non sarebbe in nessun modo contraddetta dal fatto che gli utenti di Ashley Madison erano solo uomini. Perchè non è che l’anonimato su internet liberi magicamente dal condizionamento sociale.

    * è un ‘nessuno’ approssimativo. C’è in giro gente che crede alla teoria della terra cava. Spero ci siamo capiti.

    ** vedi nota precedente

    *** e non è un caso che, prima che diventasse importante, il campo dell’informatica era numericamente dominato dalle donne

    E se anche qualche accademico di Berkeley l’ha scritto o pensato, non è assolutamente la teoria che sta dietro ai fantomatici documenti dell’OMS o dietro alle rivendicazioni dei gruppi omosessuali.

  22. @Aleudin: “Ancora non hai capito che viagra blu e viagra rosa NON sono minimamente paragonabili, per l’ultima volta: nel primo caso si ripristina una funzionalità come ad esempio un dito rotto, viene aggiustato ridando la funzionalità alla mano; nel secondo si interviene sulla volontà è completamente un’ altra cosa con tutta un altra portata.”

    Che non siano la stessa cosa siamo d’accordo. Che non siano MINIMAMENTE paragonabili è invece un’affermazione difficilmente sostenibile.

    Io non difendo a spada tratta l’utilizzo di questo farmaco (su cui anche l’FDA aveva dei dubbi). Ma mi pare che i tuoi timori dipendano da un’eccessiva fiducia nel dualismo corpo-anima, che è alle basi della filosofia occidentale ma non per questo scientificamente accurato.

    La disfunzione erettile dell’uomo non è solo organica, e il calo di libido della donna non è indipendente dalle alterazioni dei genitali legate alla menopausa. Il problema, per il paziente, è lo stesso: a te sembra giusto che uno dei due non trovi una soluzione farmacologica? In un caso agisco sulla vasodilatazione, nell’altro sull’attivazione di strutture cerebrali, ma i feedback tra i due sistemi sono potenti e in entrambi i casi la ‘volontà’ viene condizionata.

  23. Quente, chiaramente non hai visto il filmato che proponevo. Guardatelo, così ti accorgi che praticamente tutto il tuo ultimo commento è sbagliato.
    Cos’è il “paradosso norvegese”…?
    PS: è cattiva abitudine rispondere senza avere approfondito quello che dice l’altro.

  24. Eh… ma nella tua premessa non avevi detto che non esistevano differenze tra uomo e donna. Io partivo dall’assunto che ci fossero. Altrimenti non ha neanche senso cambiare sesso, non trovi?

    Anzi, nn ti pare che l’assenza di differenze tra uomo e donna distrugga la teoria gender? Cioè, se tanto gli uomini e le donne sono fondamentalmente uguali perché dovrei desiderare di cambiare sesso? :s

  25. Approfondire va bene, guardare documentari non è sempre pratico. Però se ti fa piacere ora ho letto un articolo che parla (in termini positivi, o meglio ‘anti-gender’) del documentario di cui parli tu: il link è questo http://www.zenit.org/it/articles/ideologia-gender-il-paradosso-norvegese.

    Alcune considerazioni con o senza citazioni dell’articolo:
    a) sarò troppo fiducioso della sanità mentale altrui, ma se qualche scienziato dice che un tratto è esclusivamente ambientale o esclusivamente innato sta semplificando. Ma potrei sbagliarmi.
    b) “emerge che le scelte dei bambini riguardo i giocattoli riscontrano differenze tra maschi e femmine fin dall’età di nove mesi.” l’ho detto anch’io, senza vedere il documentario
    c) “esistono caratteristiche innate e differenti nei cervelli di neonati maschi e femmine e che queste differenze sono dovute anche alla quantità di testosterone prodotto.” Appunto, dal testosterone. Che agisce modellando il cervello in fase di sviluppo. E’ verosimile che nei transessuali questo fenomeno sia alterato in un senso o nell’altro, come ho provato a spiegarti molte volte: l’identità sessuale è nel cervello, non nelle gonadi.
    d) “Dati che dimostrano che in Norvegia, dopo anni di politiche per la parità di genere, le differenze tra uomini e donne sono più marcate rispetto al passato. I cosiddetti “stereotipi” trovano conferma proprio nel Paese che guida la classifica mondiale in campo di rispetto dell’uguaglianza di genere: la dimostrazione è che il 90% degli infermieri sono donne e il 90% degli ingegneri sono uomini. La conclusione cui giungono gli esperti è quindi che, laddove è concessa maggiore libertà d’espressione senza condizionamenti, le donne e gli uomini esprimono scelte differenti. Teoria corroborata anche da un altro fatto: in Paesi in cui l’uguaglianza di genere resta una chimera (Arabia Saudita, Pakistan, Malesia…), le donne prediligono attività professionali tecniche, giacché vengono viste come un mezzo di emancipazione o, semplicemente, come opportunità lavorative con più offerta.”
    L’espressione ‘gli esperti’ è sempre inquietante. Detto questo, che le donne preferiscano fare le dottoresse o le insegnanti che non le ingegnere non è qualcosa che offenda la mia sensibilità. Però se ci sono differenze biologiche così marcate tra uomini e donne, perchè quelle che poi effettivamente fanno ingegneria sono in media più brave?

  26. “Quello che distingue la mia posizione dalla tua non è che io credo che l’identità sessuale sia solo nella società, ma che per me è situata nella corteccia cerebrale e non nelle gonadi.” Penso che anche Berlicche concordi con questa affermazione: mi pare invece che quello che distingue le diverse posizioni sia se una simile condizione debba essere ritenuta normale (o meglio, sullo stesso piano dell’uomo che si sente uomo e della donna che si sente donna) o in qualche modo problematica. Posto che quest’ultima condizione riguarda una minoranza delle persone (e ciò è indirettamente dimostrato anche dai dati da Ashley Madison), è corretto basare l’impianto legislativo di un paese sull’idea che l’identità sessuale sia completamente slegata da quella biologico-genitale, oppure, pur nel pieno rispetto delle auto-coscienze individuali, l’impianto legislativo deve rimanere ancorato all’idea che l’identità sessuale vada identificata con quella biologico-genitale? L’oggetto del contendere sta tutto in questo e se da un lato c’è chi ha fatto della “teoria del gender” una specie di mostro contro cui scagliare ogni strale, dall’altro altrettanto indubbiamente ci si è gettati sul negazionismo della “teoria del gender” per evitare di discutere nel merito degli argomenti. Queste disquisizioni terminologiche hanno davvero poco senso, il problema antropologico (e giuridico) rimane e mi sembra serio.

  27. @chacorro

    non sono d’accordo, insisto sul fatto che sono due cose completamente diverse e non paragonabili.

    Nel caso del viagra (uomo) la volontà è già presente nel paziente a differenza del secondo caso dove manca; la questione “calda” sta proprio nell’attivazione cerebrale, perchè non dovrebbe essere giusto che si “disattivi”?
    Cioè dovremmo essere nel caso in cui una donna voglia volere ciò che al momento non le interessa.
    E’ sano aver voglia sempre o è sano anche non volerne aver voglia?
    Gratta gratta a chi serve veramente sta pillola alle donne o agli uomini…?

    Tra l’altro viene anche propinata la solita illusione che esista la pillolina magica per tutto.

    Per quanto riguarda il dualismo corpo anima lo lascio volentieri a Cartesio e ai manichei, io sono per “l’anima è la forma del corpo” cioè un unico ininidistinguibile a cui si aggiunge lo spirito, semmai da quanto scrivi potrebbero darti del positivista.

  28. “Penso che anche Berlicche concordi con questa affermazione”

    A me pare proprio di no.

    “mi pare invece che quello che distingue le diverse posizioni sia se una simile condizione debba essere ritenuta normale (o meglio, sullo stesso piano dell’uomo che si sente uomo e della donna che si sente donna) o in qualche modo problematica. Posto che quest’ultima condizione riguarda una minoranza delle persone (e ciò è indirettamente dimostrato anche dai dati da Ashley Madison), è corretto basare l’impianto legislativo di un paese sull’idea che l’identità sessuale sia completamente slegata da quella biologico-genitale, oppure, pur nel pieno rispetto delle auto-coscienze individuali, l’impianto legislativo deve rimanere ancorato all’idea che l’identità sessuale vada identificata con quella biologico-genitale”

    Questa è una domanda interessante. La mia posizione (che può essere criticata sia ‘da destra’ che ‘da sinistra’, cioè da quelli che tu o Berlicche potreste definire studiosi ‘gender’, che però non sono rappresentativi che io sappia tra gli attivisti omosessuali quanto meno in questo ambito) è che il transessuale non è ‘normale’ perchè la sua condizione è fonte di stress e sofferenza anche a prescindere dai condizionamenti sociali. La domanda quindi per me va traslata: come l’impianto legislativo può rispondere a questa sofferenza? Io non credo che debba fondarsi sull’idea che ‘l’identità sessuale sia completamente slegata da quella biologico-genitale’, ma che neanche debba irrigidirsi sulla coincidenza dei due fenomeni. Cioè, penso che faccia meno male un eccesso di cautela politicamente corretta rispetto a una maggiore rigidità nell’assegnare il sesso anagrafico. Tra anomalie genitali e cromosomiche di vario tipo e transessuali parliamo sì di una minoranza, ma non così piccola da poter trattare i casi atipici come eccezioni straordinarie.

    Però vorrei aggiungere una cosa al mio ultimo commento. Gli studiosi ‘gender’ norvegesi di cui parla quell’articolo e quel documentario non c’entrano niente con le coppie omosessuali, i matrimoni tra omosessuali e il raccontare ai bambini dell’esistenza di coppie omosessuali con bambini a carico, che sono quello che nella vulgata viene definita la minaccia del gender da individui e organizzazioni come Manif por tous o le Sentinelle in Piedi o quei ragazzi che vanno a torso nudo con delle maschere da damine veneziane, si fanno chiamare Hommen e evidentemente hanno un’idea molto diversa da me su ciò che è o non è tremendamente gay.

  29. In questi giorni sto riguardando “la signora in rosso” di Gene Wilder (sono arrivata a metà). Riflettevo come nel film sia reso evidente il fattore sociale del tradimento: il protagonista non ha mai neanche pensato di tradire la moglie, ma tutti i suoi amici lo fanno… e quindi di fronte ad una attrazione…
    Mitica la scena in cui l’amico si vanta delle sue scappatelle, assicura che sua moglie, figurati, non si accorge di nulla, torna a casa e scopre che la moglie ha saputo di un suo tradimento, ha chiamato una ditta di traslochi e gli ha lasciato solo i muri di casa… Meditate, gente, meditate… :-)

  30. “Gender” naturalmente è innanzitutto un concetto sociologico.

    Ma certamente “di fatto” è anche una teoria – sebbene work in progress – che, negando con affermazioni ideologiche in forte diffusione, l’origine biologica di ogni differenza comportamentale tra maschi e femmine, si propone di attivare politiche pubbliche per l’eradicazione delle cause di tali difformità.

    Parallelamente, le organizzazioni Lgtb vedono nell’attivazione di politiche gender nelle scuole, una formidabile occasione per diffondere tra i bambini il concetto di identità sessuale come libera scelta.

    Umanamente parlando, tutto ciò è piuttosto inquietante.

  31. Quente, quando non rispondi alle richieste di dare un senso alle tue accuse, quando non guardi quello che ti propongo, quando mi rispondi evidenziando l’unica cosa giusta da te detta in un dato commento e irridendo ciò che, non avendo visto, non hai compreso, mi spieghi perché io dovrei continuare a parlare a vuoto? E’ una domanda analoga a quella che si potrebbe fare sul decidere di condizionare tutta la vita di una nazione, o del mondo, per una piccola minoranza deviante. Rispetto, certo; ma se hai deciso che la tua opinione vale di più della realtà, allora saluti.
    Che poi ci sia l’esperto che asserisce con tranquilla sicurezza che l’identità sessuale è nel cervello e non nelle gonadi anche a me inquieta. Per me è nel cervello, nelle gonadi e in ogni cellula del corpo. Tanto è vero che l’esame di un lembo della mia pelle stabilisce se sono maschio o femmina. Ignorare a rischio e pericolo. Come è da ignoranti ignorare quello certi politici o uomini d’affari stanno facendo; ma già ho avvisato troppe volte, e neanche il fatto che le mie previsioni si siano dimostrate corrette sembra scuotere certe certezze. Vabbè.

    Grazie a Nihil che riporta il post al suo ignorato senso originario. In effetti, il ragionamento che ho fatto sul tradimento sessuale andrebbe riportato anche al tradimento delle parole, o del senso. Come sostenevo l’altro giorno,
    Sembra talvolta che il maggior problema di oggi per noi, uomini vaghi e sazi, sia il sesso. Ma non è vero. Il punto della questione, anche con il sesso, non è il sesso stesso: è più profondo.
    Se si tradisce la realtà questa si vendica, obbligandoci a considerarla.

  32. A scanso di equivoci anche a mio parere l’identità sessuale risiede in tutto il corpo, nel cervello, così come nelle gonadi e nei tratti somatici ecc. Ogni semplificazione che voglia ricondurre ad un’unica causa fenomeni complessi si rivela fallimentare. Questo non toglie che ci siano persone che pur avendo gonadi e tratti somatici di un genere, si sentono “cerebralmente” appartenenti all’altro genere. Il mio modestissimo parere è che questa contraddizione sia in qualche modo patologica e sia inevitabilmente destinata a sfociare nell’infelicità/insoddisfazione, indipendentemente da ogni condizionamento sociale, e che per risolverla sia molto più sensato lavorare per far coincidere l’identità cerebrale a quella biologica che non viceversa. Detto questo, condivido in pieno il senso di fondo del post.

  33. Tu mi accusi di non approfondire e non risponderti ma sinceramente non mi pare sia così. Per come uso il computer e per il tipo di orari che ho è difficile inserire un documentario; un riassunto fatto da una fonte che ha la tua stessa visione delle cose mi sembrava un compromesso accettabile.

    Tu pensi che la realtà ti dia ragione; io penso che quando tra venti o trent’anni qualcuno si ricorderà delle manifestazioni contro il gender organizzate mentre il medio-oriente va a fuoco e la xenofobia rialza la testa e penserà ai bizantini che giocavano agli eremiti ai tempi delle invasioni arabe.

    “Tanto è vero che l’esame di un lembo della mia pelle stabilisce se sono maschio o femmina.”

    L’ho detto altre volte, mi ripeto senza problemi: cerca su Wikipedia la sindrome di Morris. Sono persone che io, te, il papa stesso definiremmo femmine (come fenotipo fisico, personalità ecc. ecc.) ma che l’esame del lembo della pelle catalogherebbe senza pietà come maschi. Le loro gonadi producono testosterone, ma il testosterone non ha effetti nè sul cervello nè sugli altri organi. E’ una condizione rarissimissima, certo: ma è il tipo di eccezione che confuta una regola. Siccome è un cervello quello che prova il senso di identità, che ha inventato la parola ‘identità’ e che guida la mia mano mentre la digita, e siccome abbiamo stabilito che questa identità può non coincidere con il sesso cromosomico, mi pare ragionevole in caso di conflitto far decidere al cervello, e non ai cromosomi.

    E tornando al senso del post “il cui tema è che a chi cerca il male, il male sarà dato.”

    A me sembra che per undici milioni di ‘cornificatori mazziati’ ci siano centinaia di milioni di persone che cercano il male e a cui non succede nulla, quanto meno di esteriore. Il tuo mi sembra un ragionamento un tantino calvinista.

  34. Quente,
    Alle mie richieste di chiarimenti non hai risposto, dopo che hai lasciato intendere di avere visto quanto ti proponevo. Ti pare un modo “sincero” di discutere?
    Tra venti o trent’anni credo (o meglio, spero) che ci si domanderà come qualcuno abbia mai potuto credere a questa storia del gender (perché, sorry, non esisterà ma ci sono un sacco che ci credono). Tu stesso, l’attacco più forte che mi hai fatto è proprio per difendere questa teoria che non c’è e cazziarmi. Medico cura te stesso, si potrebbe dire.
    Ma temo che tra venti o trent’anni sarà chiaro dove voleva arrivare il potere (perché sono i potenti che la portano avanti) con questa scusa di teoria.
    Sindrome di Morris: ti faccio notare “Sindrome”. E’ una condizione patologica: non confuta la mia regola, perché la regola non è quella che immagini tu. Io mi immagino di essere un cane: questa è la mia identità, o una menzogna? Gli schizofrenici, quale identità hanno? Il problema è che io posso immaginarmi una cosa, ma la realtà sta altrove. Quindi, capire cosa si intende per identità.
    Centinaia di milioni di persone a cui non accade nulla? Col cavolo che non accade nulla: vivono una vita di menzogna, molto peggiore, aggravando anche quella di chi li circonda e li ama (lo so, l’ho visto, e non c’è da scherzare). E, per chi crede in un dopo, se la vedranno con le loro menzogne.

  35. Ok scusa

    ‘ “Quando tu ascrivi all’applicazione di questi studi… ogni cosa che non ti va”
    Esattamente dove e come l’avrei fatto? Mi puoi citare il punto?’

    Mica in questo post. Per te, e per i movimenti di opinione che hai appoggiato dai tuoi post, gender è il matrimonio omosessuale; gender è parlare di coppie omosessuali ai bambini; gender è il politically correct applicato alle tematiche di sessualità e di genere. Tutte cose che c’entrano relativamente tra di loro e niente con gli studiosi sbertucciati dal documentario.

    Io non difendo la teoria gender. Io difendo la mia visione di certi temi: se tu vuoi dire che questa visione è la teoria gender ok, mettiamoci d’accordo, è solo una questione semantica. Però siccome non credo che ‘uomo e donna siano solo costrutti sociali’ non rientro nella tua personale definizione di tale teoria. Quindi quando parli di gender intendendo gente che la pensa come me (e come una parte non indifferente della popolazione) mi stai attribuendo le opinioni di autori marginali, a loro volta da te semplificate ed esagerate. E crei uno spauracchio invece di affrontare certi problemi uno a uno; che poi TU personalmente i problemi li argomenti anche, è vero e sono il primo ad ammetterlo, ma allora che bisogno hai di utilizzare questa parola d’ordine abusata e ridotta a slogan?

    “Sindrome di Morris: ti faccio notare “Sindrome”. E’ una condizione patologica: non confuta la mia regola, perché la regola non è quella che immagini tu.”

    E’ una condizione patologica*, certo. Ma qualcuno vede una persona con sindrome di Morris e dice che è un maschio, è lui che rientra nella categoria di chi pensa di essere un cane (guarda le foto su google se vuoi, non le linko perchè sono NSFW come dicono i giovani d’oggi). Il cromosoma Y è lì, perfetto in ogni cellula: ma non riesce a lavorare perchè gli ormoni sessuali girano a vuoto e tutte le cellule dell’organismo si sviluppano come quelle di una donna. Il sesso genetico è uno, il sesso fenotipico (non sto parlando di identità di genere) è un altro. Se tu avessi una figlia con questa patologia, la vestiresti da uomo tipo Lady Oscar? Basta questo esempio, per quanto estremo, per dimostrare che l’identità tra sesso genetico, fenotipico e l’identità di genere non è assoluta.

    “Centinaia di milioni di persone a cui non accade nulla? Col cavolo che non accade nulla: vivono una vita di menzogna, molto peggiore, aggravando anche quella di chi li circonda e li ama (lo so, l’ho visto, e non c’è da scherzare). E, per chi crede in un dopo, se la vedranno con le loro menzogne.”

    Il dopo, appunto. Quello posso capirlo (anche se non ci credo). E anche che chi fa soffrire il prossimo (se non è un completo sociopatico) ne risente quanto meno psicologicamente. Ma ci sono persone rovinate dal ‘leaking’ di e-mail di vario tipo che non hanno fatto nulla di male, e adulteri seriali o peggio che la passano liscia.

    Io so che comportandomi moralmente e con equilibrio e senza inseguire gratificazioni immediate ne ho anche dei vantaggi in termini di serenità e felicità. Però non sono questi vantaggi che mi motivano; non credo che tutte le cose belle che mi sono successe (e sono tante) derivino dal mio comportamento corretto, anzi sono grato di esse come di un regalo totalmente disinteressato (anche se, per ovvi motivi, è una gratitudine** che non ha un oggetto…), e al contrario se (o meglio, quando) mi arriverà qualche mazzata non penserò di essermela meritata. Per questo ti ho dato del calvinista.

    * è patologica perchè sono donne infertili, con genitali esterni atresici; ma non patologica nel senso di uomo che si sente donna e soffre per quello

    ** ‘gratitudine’ è una parola che ha usato recentemente Oliver Sachs, per descrivere il suo atteggiamento nei confronti della vita poco dopo aver scoperto di avere un tumore metastatico

  36. Quente,
    “Mica in questo post.”
    Ok, quindi quello di cui mi accusi non è nel post che stavi commentando, ma…dove? “Esattamente” è un po’ diverso da “generamente altrove”; sa tanto di pregiudizio e di attacco gratuito. Quale poi sia la tua visione su questi temi è difficile dirlo, dato che sembra abbastanza plastica…l’unica cosa che ho capito per certo è che asserisci non essere la mia.

    “Sindrome”
    Continua a sfuggirti il punto. “la regola non è quella che immagini tu”. Mi ricordi quella battuta: “Quante braccia hanno gli esseri umani? Unovirgolanovecentotrentasei”. Finché farai distinzioni tra i tipi di sesso che inventi, e ti basi come standard su quello che standard non è sarai fuori strada.

    “ci sono persone rovinate dal ‘leaking’ di e-mail di vario tipo che non hanno fatto nulla di male, e adulteri seriali o peggio che la passano liscia”
    Cosa ho detto? Male chiama male. Il male non si limita a chi lo fa, miete vittime. La prima vittima, comunque, è chi lo fa: e passarla liscia è forse la cosa peggiore che può capitare. Certo, se tu identifichi il bene con il “passarla liscia”, allora è tutto a posto, basta che non si sappia in giro. Il trionfo dell’apparenza. Personalmente sono convinto che non sia così. Perché giudichi la riuscita con il successo: tu sì che sei un protestante. Io al contrario non vorrei mai essere uno di quei ricconi pieni di donne e di soldi ottenuti male. Mai. Perché la felicità sta nell’essenziale, non nel cavarsela (e infatti questi spesso si suicidano, divorziano, drogano, alcolisti…perché il male NON GLI BASTA.

  37. A Cachorroquente e a Alèudin

    Mi inserisco… al volo nel vostro interessante dibattito solo per fare un appunto a Cachorroquente. Nel Suo commento risposta del 2 settembre alle ore 11:03, Lei, Quente, scriveva:

    “Tu pensi sinceramente che se metti di nascosto un viagra nel caffè di un uomo giovane e sano non gli venga ‘il desiderio’? Il rapporto tra desiderio sessuale a livello corticale ed eccitazione e reazione degli organi sessuali secondari è bidirezionale.”

    Ora, la domanda che mi pongo è: è giusto identificare una modificazione di un organo, direttamente indotta da vasodilatazione, con una forma di desiderio realmente agita dalla volontà cosciente, dal ‘libero arbitrio’? Il fatto stesso che Lei, Quente, scriva la parola desiderio tra virgolette, mi porta a pensare che anche per Lei un ‘desiderio’ così suscitato non sia equivalente a un vero e proprio desiderio.

    Quindi, anche se il cervello è in ultima istanza il responsabile ultimo del funzionamento corretto di tutti gli apparati dell’organismo, non sempre si deve intervenire su di esso direttamente per ottenere certi risultati; lo si può bypassare, intervenendo a metà della catena di comando, se così posso dire. Ciò che accade nel caso del viagra blu, ma non in quello del viagra rosa, come tentava di farLe notare Alèudin.
    In questo ultimo caso l’invadenza del farmaco è maggiore, proprio perché punta direttamente a modificare il funzionamento della “centralina di comando”, come una droga. E alterare la chimica del cervello, anche se per quella che a un primo momento appare come una buona ragione, è sempre una faccenda delicata, un azzardo che sarebbe meglio evitare, a meno che non ci siano in gioco minacce serie e pressanti alla vita della persona e/o del suo prossimo.

    Non credo di poter presentare il calo della libido femminile come una situazione di minaccia alla vita delle pazienti. Nè credo che l’insorgere di una eventuale nevrosi a seguito di quella mancanza, possa far aumentare il livello di allarme per la salute fino a quello di “minaccia per la vita”. Certo, se dovesse insorgere una psicosi, la valutazione cambierebbe. Ma a quel punto sarebbe anche più equilibrato, obiettivo — sostanzialmente: più sano — chiedersi se un intervento chimico-meccanico sia la risposta risolutiva del problema, o non lo sia piuttosto uno scavo psicologico profondo, con una terapia di guarigione mentale e morale vera della persona, della sua volontà cosciente e delle sue decisioni e abitudini consapevolmente, liberamente scelte e adottate.

  38. In termini strettamente cristiani, scopare è un dono di Dio da ricevere (il dono) nella grazia dello Spirito Santo che poi è il tizio della Trinità che si occupa a tempo pieno del popolo santo di Dio – anche non cristiani – dopo che gli altri due tizi avevano svolto il loro ruolo nell’antico testamento e poi nei primi 33 anni del nuovo.

    In termini strettamente umani scopare è un capolavoro artistico e in ogni fatica artistica quel che conta è la qualità e non la quantità.

    La Gioconda al Louvre è un quadrettino delle dimensioni di uno zerbino ove c’è scritto “Attenti al gattino” (tutto vero : casa mia).

    Accanto alla Gioconda ci sono alcuni quadri talmente grandi che occorrono cavi d’acciaio grossi così per tenerli su, mentre a tenere Monna Lisa basta un chiodo. Qualità e quantità, dunque.

    Quando abbiamo battuto la Francia a Berlino, Buffon Totti Materazzi Pirlo e compagnia bella, festeggiarono la coppa del mondo al Circo Massimo a Roma e nessuno striscione invocava il quadro (grande come un campo di beach Volley) di Alphonse Delacroix tipo “La zattera dei naufraghi”, ma i miei concittadini con giusta intelligenza esposero uno striscione con scritto “ARIDATECE LA GIOCONDA”.

    Per sommi capi è un po’ come scopare nei tempi e nei modi suggeriti per amore da Dio (creatore di ogni cosa, creatore anche di Darwin e di altri bontemponi che gli danno retta) oppure scopare come una mitragliatrice dove la cartucciera è tutta di munizioni viagrini a due colori …… Delacroix e la Gioconda ….. per l’appunto.

  39. Ah Mario, non La facevo così…giocondo, sa?
    Eppoi a me l’affresco di Delacroix che raffigura sulla volta di Saint Sulpice, a Parigi, la lotta di Giacobbe con l’Angelo — o meglio la lotta di Giacobbe vs. la danza dell’Angelo — mi è sempre piaciuto più della Gioconda. Che però ho sempre e solo ammirato in riproduzioni, perché quell’unica volta che sono stata a Parigi ed ero in condizioni di visitarlo, il Louvre l’ho trovato chiuso a causa di lotte d’altro genere (sindacali).

    Un sorridente e cordiale augurio di buon fine-settimana anche a Lei.

  40. Non me ne volete, giiusto perché sto leggendo le “Pignolerie” di Mauro della Porta Raffo:

    1) La zattera della “Medusa” (Theodore Géricault);
    2) Eugène Delacroix;
    3) Essendo la Gioconda stata regolarmente venduta a Francesco I re di Francia tra il 1517 e il 1519 (chi dice da Leonardo stesso, chi dal suo allievo G.G. Caprotti detto il Salaì) lo striscione sarebbe stato più proficuamente impiegato nel perorare la restituzione – chessò? – delle “Nozze di Cana” del Veronese (666×990 cm), appeso nel totale oblio della massa, a un tiro di carta di caramella dalla Gioconda.

  41. No che non te ne voglio, anzi ringrazio per le precisazioni, senm_.
    Solo temo di non aver ben capito una cosa: vuoi forse dire che i Delacroix esposti al Louvre, cui accennava Mario nel suo commento, non sono del medesimo Eugène, autore dell’affresco nella chiesa di Saint Sulpice? Oppure che nel museo non è custodito alcun dipinto di E. Delacroix?
    Grazie e buon fine-settimana anche a te.

  42. @Marilumari: secondo me il problema è proprio nella metafora che usi, quella della ‘centralina di comando’. In realtà il sistema corpo-cervello è un servo-meccanismo, con feedback negativi e positivi e informazioni afferenti ed efferenti.

    Io non penso che il ‘viagra rosa’ possa incidere sul libero arbitrio (posto che la presa della scienza su questo concetto è molto scarsa); alla fine attiva un sistema, anche se a livello centrale e non periferico, che è estremamente istintuale e inconscio, potremmo quasi dire ‘primitivo’ anche se è un termine che implica delle considerazioni filogenetiche e quindi a rischio di scorrettezza.

  43. L’uomo è anima e corpo, ma se ci si convince che l’anima non esiste rimane solo la parte fisica, per così dire animale. Se non ho ragione di non seguire le gonadi, saranno le gonadi a comandarmi. E quindi, eventualmente, ciò che le gonadi eccita.
    Che la ragione riesca sempre a dominare le tentazioni e le senzazioni, lo sappiamo bene, non accade.

  44. a Cachorroquente

    Dunque, è evidente anche a Lei che il viagra rosa
    “alla fine attiva un sistema, anche se A LIVELLO CENTRALE e non periferico”. (cito dalla Sua risposta)
    Anche se è inevitabile che per esercitare il suo controllo su tutti gli apparati dell’organismo, il cervello abbia bisogno di sfruttare un sistema neuro-chimico di feed-back o, più semplicemente, di scambio di informazioni e comunicazione con quegli stessi apparati, questo fatto non gli sottrae il suo ruolo centrale o, in altri termini, di centralina di comando di cui parlavo nel mio precedente commento.

    Quegli istinti ‘primordiali’ a cui Lei si riferisce hanno sede negli strati più profondi del cervello, l’ipotalamo e l’ipofisi, da un lato, e la tiroide, dall’altro (il chirurgo che me l’ha tolta ci tenne a precisare che non si tratta di una semplice ghiandola, tipo il pancreas o una ghiandola salivare, ma di una componente del cervello a tutti gli effetti). Non sono proprio questi strati profondi cerebrali ad essere investiti dall’azione di barbiturici e sostanze stupefacenti varie? Io mi stavo solo domandando se valga la pena — e il rischio — di alterarne farmacologicamente la biochimica per ottenere uno o più orgasmi e non soltanto per sedare dolori atroci, altrimenti indomabili, o per riuscire a far dormire un poveraccio afflitto da un’insonnia altrettanto pervicace e resistente ad ogni altro trattamento.

    Grazie per la Sua risposta e auguri per un sereno e al contempo corroborante fine-settimana anche a Lei.

  45. @ Marilumari. Intendevo dire che il Delacroix autore dei dipinti del Louvre e di Saint Sulpice si chiamava Eugène, non Alphonse (come scritto nel commento di Mario). Non mi ero neanche posta il problema di verificare la possibile esistenza di Alphonse Delacroix pittore con dipinti al Louvre. L’ho fatto ora e trovo un solo Alphonse Delacroix con pretese alla fama, ma come ARCHEOLOGO e GEOLOGO, non come pittore. Buona domenica.

  46. Ah ecco, era questo il dubbio che mi era sorto; ora è tutto chiaro. Grazie ancora, e buona domenica anche te.

  47. Confermo. Ricordavo delacroix cognome e non il nome e l’omonimo ricercato in internet per ricavare il nome di battesimo mi ha confuso. Ciao a tutti in questa festa di simpatia, VIAGRA si e VIAGRA no a due colori.

  48. A quando la pillola per far nascere la voglia di prendere una pillola? (vediamo se qualcuno riconosce la citazione).

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