Oggi come allora

ATENIESE: (…) E dicono che anche la politica partecipa in piccola parte della natura mentre è connessa in larga misura con l’arte; e così tutto il complesso della legislazione non ha attinenza con la natura ma con l’arte, e quindi le sue fondamenta non si basano sulla verità.

CLINIA: Come dici?

ATENIESE: Innanzitutto essi dicono, amico mio, che gli dèi sono opera dell’arte e non esistono per natura ma grazie a certe leggi, e questi dèi sono diversi a seconda della diversità del luogo perché così decise chi stabilì le leggi. Così, per ciò che è bello vi è una bellezza definita dalla natura e una bellezza definita dalle leggi, mentre la giustizia non si trova affatto in natura, ma al contrario nascerebbe dalle continue dispute che gli uomini hanno tra loro, a causa delle quali essa cambia di continuo. Il giusto sarebbero le singole regole che vengono continuamente cambiate e che risultano prevalenti in quel momento, e quindi sono artificiali, imposte dalle leggi ma non dalla natura.
Queste, amici, sono tutte quelle parole che vengono pronunciate da quegli uomini ritenuti saggi dagli uomini di oggi, privati cittadini e anche poeti, i quali affermano che la giustizia è la prevaricazione del violento: per questa ragione le varie forme di empietà colpiscono gli uomini contemporanei, che non credono che gli dèi esistano così come la legge ordina che dovrebbero pensare; e per questa ragione vi sono i sovvertimenti provocati da coloro che trascinano la gente verso quello che loro affermano essere la giusta vita secondo natura, che in realtà consiste nell’opprimere il prossimo e nel non sottomettersi agli altri secondo la legge.

CLINIA: Quale discorso hai esposto, straniero, e quanto è grande la vergogna degli uomini di oggi, sia pubblicamente per gli stati sia privatamente all’interno delle famiglie!

ATENIESE: Quel che dici è vero, Clinia. Come credi allora che dovrà comportarsi il legislatore dinanzi ad una situazione che si presenta in questo modo sin dai tempi antichi?

Platone, “Leggi”, Libro X

La domanda resta aperta, amici, resta aperta. Dopo quasi duemilacinquecento anni, resta aperta come fosse stata posta ieri.
Platone sappiamo tutti chi fosse. Di quegli uomini di cui si parla nel testo, quelli ritenuti saggi, il nome non ci è giunto se non da epigrafi tombali.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 agosto 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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