ViViZio – 6 – Ira!!!!!!

Cari amici di quelle meravigliose avventure dell’intelletto e della volontà che qualcuno chiama peccati capitali, sono lieto di annunciarvi che, in seguito alle vostre richieste, ho deciso di fondare ufficialmente l’Istituto per lo Studio e la Diffusione del Vizio. Questo Istituto, che nasce sotto il patrocinio del Satanico Consiglio per la Corruzione e la Dannazione del genere umano, avrà in me, l’Arcidiavolo Berlicche, il suo Direttore. Infatti tale e tanto è stato il successo della serie di articoli che esaltano queste qualità troppo spesso sottovalutate che i nostri consulenti non sono stati in grado di smaltire tutte le richieste di informazioni.

Questo potrebbe fare arrabbiare qualcuno: ma come, direte, io faccio un sacco di fatica per riuscire a chiedervi come sfogare la mia lussuria o raffinare la mia superbia, e voi siete troppo occupati per rispondermi?
Io vi dico: bene! Proprio così! Lasciatevi andare, arrabbiatevi sul serio, ribollite di indignazione! Urlate, spaccate tutto! E’ proprio di quest’altro nobile moto dell’animo che vi voglio parlare:

dell’ira.

L’ira rappresenta il motore delle passioni, ciò che vi spinge oltre l’ostacolo. Volete forse essere dei rinunciatari? Volete essere dei perdenti? Lasciate scorrere la vostra rabbia, la potenza, la forza nascosta dentro di voi.

Come affermano anche i vostri scienziati, questo mondo che il Nemico di Lassù ha pensato cerca in tutte le maniere di ostacolarvi ed uccidervi. La chiamano selezione naturale: vuol dire che non c’è nessuno che vi vuole bene, nessuno che tiene a voi, a parte me, ovviamente. Tutti quanti vedono in voi un avversario, un concorrente, un nemico. La vostra sola possibilità contro queste minacce è lasciare libero sfogo a quel sano impeto distruttivo, a quella rigogliosa potenza guerriera che vi consente di sopravvivere e prosperare.

Volete essere degli schiavi? Volete essere dei sottomessi? No, vi dico: queste cose non devono trovare spazio dentro di voi. Tutto il vostro essere deve essere un ribollire contro l’ingiustizia di cui siete oggetto, contro le catene che vi opprimono, contro i deficienti che vi vorrebbero governare, cambiare, comandare.

Vi invito tutti quanti, voi che mi ascoltate, a cercare ospitalità e rifugio nel nostro Istituto, che sorge nel più ampio spazio di libertà che mai troverete. Perché proprio questo è ciò che qualcuno, con malizia e disprezzo, chiama Inferno: il più esteso, popolare, esclusivo luogo disponibile nel quale crescere e nutrire i vostri ideali.

Dove altro la ribellione è istituzionalizzata? Dove altro si contesta tutto e tutti? Dove altro è permesso dare sfogo a tutti i più segreti desideri della vostra anima, nessuno escluso?
Sì, l’Inferno è il luogo della fiamma purificatrice, che elimina e consuma quella nauseabonda oppressione che costringe a quanto è giusto e lecito. E’ il luogo dove osare, dove dire NO! a ciò che pretende di uniformare in una molle normalità. Vi guardo e mi dico: questi non sono tipi da stare a cantare le lodi del Nemico sopra una nuvoletta, ma gente che vuole spaccare il mondo, rovesciarlo, farne un posto migliore per loro.

Se siete stati delusi dalle rivoluzioni umane, dal modo in cui si sono adagiate e corrotte dopo l’impeto iniziale, sappiate che qui non si corre lo stesso rischio: il Nostro Padre che sta Quaggiù è in ribellione permanente da ben prima che la vostra storia cominciasse. E’ lui il nostro faro, la nostra guida, il nostro modello da seguire. Lui vi insegnerà come sfruttare al meglio l’ira che vi portate dentro, per fare di voi dei pirati, dei ribelli, degli eroi, dei dominatori.

Non tenetevi tutto dentro. Non sopite la vostra ira. Non lasciate che vi si accumuli dentro.
Incanalatela. Esaltatela. Sfruttatela. Non è male fare del male a chi vi vuole male. E poi, anche se fosse? Volete essere da meno? Volete rinunciare, perdere, essere ultimi in tutto? No: la vostra rabbia deve diventare strumento, mano, arma, e colpire l’oppressore, il vostro nemico. E qual è il vostro nemico più grande? Proprio lui, il Nemico che sta lassù, che vi vorrebbe vedere umile, vi vorrebbe in ginocchio a domandare perdono per colpe ridicole e che magari non avete neanche mai commesso.

No, vi dico, la colpa non esiste, e se esiste è la sua: ma noi gliela ributtiamo in faccia, gliela sputiamo addosso! Lui e la sua cerchia di benpensanti, di immacolati e santi, non destano forse il vostro odio e la vostra violenza? Sono loro il vero bersaglio di voi ribelli. Una volta eliminati loro, non resterà niente che possa ostacolarvi nel vostro desiderio di felicità. Una volta fatti fuori, anche la vostra ira si calmerà, non avrà più ragione d’essere: avrà raggiunto il suo scopo, la libertà da ogni vincolo, da ogni catena.

Ed ora su, miei guerrieri, alziamoci e marciamo verso la sfolgorante luce dell’avvenire. Lanciamo sopra i servi del Nemico i peggiori epiteti, svuotiamo il letamaio della nostra rabbia. Non esiste termine troppo basso o grossolano. Non esiste tortura tropo pesante o efferata. Non esiste menzogna o invenzione diffamatoria che non sia giustificata di fronte alla purezza del nostro ideale di pulizia morale, al nostro essere superiori a loro. Oggi è il giorno del vaffa, il giorno della marcia dell’ira, il giorno dell’indignazione e della protesta violenta. Spacchiamo tutto quello che c’è, e facciamolo nuovo, a nostra misura.

Chi ci oserà sorgere contro? Chi ci oserà ostacolare? Vi distruggeremo! Tornate nelle vostre sagrestie, bacherozzi, e lasciateci fare quello che vogliamo. Siamo tanti, siamo più forti; lo so che tenterete di mettervi d’accordo con noi, pavidi conigli, perché avete paura della nostra ira. Noi accetteremo volentieri, e poi scateneremo comunque la nostra bestia, godendoci le vostre facce attonite. Se non avete il coraggio di affrontarci adesso, perché dovreste farlo dopo? La nostra rabbia sarà vincitrice.

Riusciremo, in questo nostro insorgere contro il tiranno oppressivo. Vinceremo. E tutti voi, miei compagni di lotta, entrerete con me in quello spazio di libertà di cui vi ho parlato, per l’eternità.

indore19

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 agosto 2015 su ViViZio. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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