Perché?

Alla domanda “perché?” si può rispondere in due maniere.

La prima è spiegare come le cose accadano stabilendo da dove partono e individuando le leggi che le governano.
La seconda è comprendendo le ragioni, i fini che le muovono.
In altre parole, possiamo avere spiegazione oppure comprensione.

Intorno a noi viene applicato quasi sempre solo il primo metodo: nella scuola, nella scienza, si crede di potere esaurire tutto quanto c’è da sapere con il darne una esaustiva spiegazione.
Ma quando mi chiedono perché sono andato in vacanza sì, io posso dire che sono partito da casa mia e ho fatto ottocento chilometri in quella direzione, perché lì c’erano capolavori d’arte e spiaggie e sole, ma tutto ciò alla fine non soddisfa fino in fondo. Quando dico che occorre riposare, o vedere cose belle, non spiego fino in fondo. Rimane una polvere di perché, un non detto, qualcosa che rischia di essere ignorato in una civiltà che nega possa esistere un fine delle cose. Un fine ultimo, qualcosa che non solo spieghi ma ci faccia comprendere.

Spesso la spiegazione rischia di accecarci, di farci vedere solo il particolare. Di impedirci di vedere lo strato più profondo.
Ci illude di avere il controllo, di possedere la realtà; appaga la nostra sete di dominio e di potere. So come si usa una macchina? E mia. So come si fa un bambino? E’ mio.
La comprensione invece ci mostra come la realtà sia esterna a noi: la capiamo ma non la possediamo. Ci rimette al nostro posto: per questo talvolta ci è sgradita.
Ma possedere il reale non ci rende felici. Il dominio non rende felici, anche se può darne l’illusione.

Posso sapere tutto di un filosofo, e ancora non capire cosa ha a che fare quello che dice con la vita. Posso sapere tutto di una persona, e non avere ancora compreso chi è, che ha a che fare con me.
E mi tocca chiedere: perché?

bimbo

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 agosto 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Dato che il post è del 24, buon san Bartolomeo! In ritardo ma per me va sempre bene, è il patrono della mia contrada (e fra l’altro lo festeggiamo sabato e domenica prossimi, per cui se passi da Siena con la famiglia… fatti sentire.

  2. Dalle tue parti, Senm, ci sono passato dieci giorni fa…proprio di lontano, passato e andato. Ma chissà, il futuro.

  3. Ach! Se ci capitate con un po’ di tempo e di preavviso (normalmente, purtroppo, abito altrove) vi faccio fare il giro completo, sacro e profano ;-)

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