ViViZio – 5 – Gola!!!!!

Carissimi ammiratori di tutte quelle qualità umane che secoli di conservatorismo hanno portato a disprezzare! E’ giunto il momento di prendere una posizione pubblica in loro favore. E’ tempo di fare coming-out, di uscire dal guscio; di proclamare ovunque cosa sono quelli che anni di cattiva informazione e pregiudizio hanno osato chiamare “vizi”. Essi sono in realtà il modo che hanno i mortali di acquistare la loro vera statura, di lasciare nel mondo la loro impressione duratura.

Unitevi quindi insieme a me nel celebrare quella qualità spesso svilita che si chiama

Gola.

Ditemi, cosa rappresenta l’ingordigia se non la naturale predisposizione dell’essere umano a prendere il bello e il meglio da ciò che lo circonda? Su, non fate gli ipocriti: quante volte vi siete trovate nella condizione di dovere smettere per forza di fare qualcosa che vi piaceva molto? Quante volte avreste preso un bis di dolce, un altro bicchiere di quello buono, e quelle pollastre le avreste volentieri spennate tutte e tre?
Ma perché vi siete fermati? Chi ve l’ha fatto fare?
Vi siete arrestati perché avete dato retta ad una morale bigotta; ai “buoni consigli” di qualche zia moralista secca come un chiodo, che non sapeva cosa valesse nella vita. Errore! Enorme errore! Ogni lasciata è persa; non tornerà più quella torta, il bicchierino lo berrà qualcun altro. Le pollastrelle scapperanno con il vostro migliore amico. Vi siete dati dei limiti, ma perché? L’essere umano, come già vi ho spiegato nei nostri precedenti appuntamenti, è naturalmente predisposto a prendersi tutto quanto riesce, ed il peccato è piuttosto non riuscire a portare fino in fondo questa evidente tendenza.

Avete paura di quanto dicono gli altri? Ma lasciate che dicano! Sono degli ipocriti invidiosi, che desidererebbero essere al vostro posto ma non hanno abbastanza coraggio. Dovreste forse pensare ai poveri? Ma quando mai! Credete forse che se un povero fosse al vostro posto non arrafferebbe tutto quanto riesce? Non lasciate che il nefasto pensiero degli “altri”, chiunque essi siano, vi ostacoli nella vostra corsa verso la piena soddisfazione carnale. Una sola parola dovete promettere a voi stessi di non pronunciare mai: basta!

Non sapete cosa vi attende per il futuro: è preciso dovere verso voi stessi e quanti vi stanno a cuore prepararsi per ogni eventualità, acquisendo quanto più possibile di tutto ciò che vi circonda.
Se non lo farete, darete una mano alla cultura dello spreco. Avete idea di quanto cibo va sprecato ogni giorno? Non sprecate anche l’occasione: se qualcosa vi piace, afferratela, fatela vostra, senza riguardo. E’ lì per voi.

Lo consigliano libri e film, e ve lo consiglio anch’io: afferrate l’attimo, vivetelo fino in fondo. Se una cosa non vi basta mai, procuratevene più di quanto basta, fatene scorta. Se non lo fate voi, ci penserà qualcun altro: e quando ne vorrete sarà irrimediabilmente finita. Non vi accada!
Questo è il fondamento della civiltà occidentale, della quale siete giustamente orgogliosi: il consumare quanto più possibile, per fare girare l’economia. La vostra ingordigia è il primo motore del benessere economico, della democrazia, di tutti quei valori che fanno di voi uno dei membri di una élite privilegiata e felice.

Pensate solo questo: se voi smetteste di consumare molto più di quanto avete effettivamente bisogno tutta l’economia mondiale avrebbe un contraccolpo letale. Avreste sulla coscienza dei poveri salariati rimasti senza lavoro per colpa vostra: e come potreste giustificarvi? “Ho preso solo l’indispensabile”?
Vergogna! Vorrei limitarmi nello scagliarvi contro tutta la mia indignazione, ma per il vostro stesso bene non posso. Siete degli irresponsabili! E’ il vostro trattenervi che causa le crisi mondiali, la povertà, la fame. Se non siete ingordi, siete dei mostri.

Naturalmente non è solo di cibo che sto parlando. La gola, malgrado il nome, è uno stato dell’animo, una conquista del pensiero. E’ il prendere confidenza con il fatto che siete voi i principi dell’universo, e tutto è al vostro servizio. Meglio un rimorso che un rimpianto, diceva sempre il mio padre spirituale, e rimordere è proprio quello che siete chiamati a fare: mordere ancora e poi ancora il sugoso arrosto della vita.
Se una donna vi arreca piacere, immaginate due. Se un maschio vi piace, perché non due, tre, quanti ne volete? Di quanti telefoni, paia di scarpe, vestiti, gioielli, automobili avete bisogno per rendervi conto che il vero piacere consiste non solo nel possederli, ma anche nel procurarseli? Che è il viaggiare che importa, non la destinazione?

Analizzate il vostro stato d’animo quando mettete le mani su qualcosa che desiderate. E’ quello il massimo momento della goduria, non dopo, quando già possedete. Lì il vostro impeto si raffredda, si tramuta in noia, indifferenza. Ecco la prova! Gli uomini sono fatti apposta per tirare verso di loro ogni cosa che passa accanto. Non credete a chi vi dice “no, non voglio”. Mente. E mentite anche voi se date retta a quella vocina. Quello che davvero desiderate è il rombo del vostro sangue mentre afferrate quello che vi spetta, qualunque cosa sia. Questo moto dell’animo è il naturale completamento della lussuria, è la lussuria presa a vagoni, guidata dalla superbia e rafforzata dall’invidia.

Siate imperatori, siate pirati, siate i grandi della storia. Non siate mai sazi! Rimanete sempre affamati! Non lasciatevi traviare dalle piccinerie di chi vi vorrebbe piccoli, timorosi di esagerare. Tutto vi è stato dato per sfruttarlo fino in fondo, succhiando la buccia finché non rimanga niente. Se pensate di essere dei professionisti al banchetto della vita, aspettate di vedere me e i miei compagni demoni all’opera. Noi siamo i maestri dell’ingordigia, e scommetto che un paio di cose possiamo ancora insegnarvele. Se approfondirete questa vostra vocazione alla gola vi posso promettere fin da subito che potrete vederci all’opera. E’ un invito: la vostra bravura non ci basta mai, e non vediamo l’ora di gustarla direttamente. Nel frattempo…buon appetito!

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 31 luglio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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