Con altri occhi: Amore

Tra tutte le parole che abbiamo esaminato per scoprire come sia cambiato il loro senso con il mutare dei tempi ne mancava una.

Forse la più frequentata, quasi certamente la più abusata, specie di recente: amore.
La mancanza in un certo senso era voluta. Ubi maior, minor cessat: che in questa alterazione di significato stia il cuore dei disastri di questo nostro tempo ce l’aveva ben chiaro uno dei più grandi filosofi e teologi contemporanei, Joseph Ratzinger, incidentalmente Papa, che proprio a ciò ha voluto dedicare la sua prima enciclica, Deus caritas est.

Non voglio certo riscrivere quel capolavoro, o anche solo commentarlo. Mi limiterò a cercare di spiegare con mie parole quanto mi è balenato chiaro oggi, mentre pensavo alla differenza tra comprare un ortaggio e coltivarlo.

Quando io dico “amo i pomodori”, nel senso comune ciò viene inteso come “mi piace mangiare pomodori, quindi adesso ne acquisto un chilo e ci faccio l’insalata”.
Mentre il coltivatore che dice questo intende che farà di tutto perché la pianta di pomodori cresca, si fortifichi, fruttifichi, sacrificando tempo e fatica a questo fine.

Nell’uno e nell’altro caso si parla d’amore, ma il significato è l’opposto: nel primo caso è amore a sé, che si palesa nel procurarmi ciò che mi piace e consumarlo; nel secondo caso è amore di qualcosa che che non sono io, e per il cui bene sono disposto a fare rinunce. Essere serviti, o servire. Sfruttare, o liberamente dare.

L’amore che va per la maggiore adesso è l’amore del primo tipo, che potrebbe essere anche chiamato egoismo. Amore per se stesso e fine a se stesso, che non accetta contrasti perché è centrato verso se stessi. Ti uso, più che ti amo. Ma è destinato a generare infelicità, perché l’oggetto dell’amore, se stesso, non può che deludere.

L’altro tipo d’amore, l’amore che è sacrificio, l’amore che è servire, che è sottomettere la propria misura ad un altro è l’unico che può farci essere veramente noi stessi.
Se ormai ovunque, in Parlamento, negli scranni più alti come in ogni banco, scrivania, tavola, siedono sempre più persone che ci si debba servire dell’uomo e non servirlo, è perché cosa sia davvero l’amore non viene più insegnato, se non da pochi. Insegnato nel solo modo possibile. Con l’esempio.
Ho la responsabilità di te, questo è l’amore.

LoveForever

 

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 luglio 2015 su meditabondazioni, Senza e con. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. “Penso che ora ti daranno a me; o mi daranno un pezzettino di te. Amarti? Ma si! Non mi sono mai cibato di un bocconcino più squisito!”.
    E’ il mio pezzo preferito..dove si vede chiaramente com’è l’amore per l'”affezionatissimo zio” Berlicche.

  2. il desiderio di godere del frutto contrapposto alla dedizione per la salute della pianta si’ che sia messa in condizione di portare frutti
    ora l’ho capita anch’io

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