ViViZio – 4 – Invidia!!!!

Nel nostro itinerario che ci sta portando ad esaltare uno dopo l’altro quei particolari moti dell’animo umano che qualcuno ha chiamato vizi, siamo infine giunti a quello noto come

invidia.

Devo dire che mi trovo in imbarazzo. Io sono un arcidiavolo affermato, un consulente del Basso Consiglio Demonico per la Perdizione degli Esseri Umani, e quindi certamente io non posso invidiare nessuno. Sono molto soddisfatto della mia posizione, e la cambierei con ben poche altre – sono sicuro che avverrà a suo tempo, quando i miei meriti saranno riconosciuti e certi diavoli da strapazzo saranno finalmente rimessi al loro posto. Quindi qualcuno potrebbe affermare che non sono affatto indicato a illustrarvi tutti i vantaggi che si hanno nel perseguire con decisione questa qualità spontanea. Errore! Infatti, per arrivare dove sono giunto, ho usato dell’invidia a pieni artigli.

E’ l’invidia quella che ha mosso il genere umano fin dalla sua creazione, spingendolo a superare un ostacolo dopo l’altro per derubare i fortunati ed i potenti e sostituirsi ad essi. E’ l’invidia che ha dato le mosse al nostro ribellarsi al Tiranno che sta nei Cieli, e che ci incoraggia a proseguire sulla nostra strada. Senza l’invidia noi saremmo solo dei comuni angeli svolazzanti sulle loro nuvolette di felicità, e voi mortali solo delle scimmiette contente di succhiare le loro banane. Senza invidia io sarei solo un demonio comune, un qualunque tentatorello dei gironi minori.

Qualcuno dice che quello che vi muove è il desiderio di infinito, ma io dico che quel qualcuno si sbaglia; come si può desiderare davvero ciò che non si conosce? E’ sempre stato l’invidiare chi ha ingiustamente più di voi che vi ha fatto alzare in piedi e correre per conquistare ciò che non avevate ancora. L’invidia non permette di accontentarsi, di adagiarsi, di lasciare le cose come stanno. L’invidia è sana, perché anche chi è invidiato si sente spronato a fare di tutto per respingere coloro che vorrebbero prendergli il posto. Senza invidia non ci sarebbe mobilità sociale, e tutti si aiuterebbero gli uni con gli altri in una melassa nauseabonda che non condurrebbe a nessun progresso.

Questa virtù parafrasata ci invita a prendere coscienza dell’assolta ingiustizia del mondo che il Nemico ha creato. Per questo lassù l’invidia è tanto aborrita, è un continuo rimprovero all’insipienza celeste. L’essere umano, tramite l’invidia, si rende conto del profondo divario che esiste tra i diversi esseri nel mondo, e comprende davvero quanto sia inutile un’esistenza distaccata dai beni materiali. Cosa c’è di meglio, nella vita, che non il possesso delle cose? Si guarda alla casa più grande, alla moglie più bella, al marito più ricco, ai figli più ubbidienti, al lavoro più pagato, e si comprende come questi beni siano essenziali per la vera felicità. Si capisce quanto poco valgano le cose che già si hanno, e come difficilmente si potranno avere quelle migliori che possiedono altri, proprio perché il mondo è stato progettato da un dilettante che si è guardato dal concedere tutto ciò di cui si avrebbe davvero avuto bisogno.

Quando si è giunti a questa illuminazione, è allora che è il momento di affidarsi ad un buon consulente.
Vi accennavo all’inizio quanto io sia soddisfatto della mia esistenza. Ma per questo devo ringraziare solo l’invidia, che mi ha fatto superare tutti gli ostacoli e tutti i concorrenti. E’ per questo che io e i miei fedeli discepoli dell’Ufficio Lamentazioni, quaggiù all’Inferno, siamo sempre pronti ad ascoltarvi e darvi consigli su come risolvere i vostri dilemmi circa ciò che vorreste avere e non possedete ancora.

Mi sento di promettervi che, seguendo accuratamente i miei consigli e quelli degli esperti che vi saranno assegnati, potrete diventare voi stessi oggetto di invidia. Vi meraviglierete di come, uno dopo l’altro, coloro la cui fortunata esistenza vi faceva rabbia vi cederanno il passo e cadranno ai vostri piedi, sconfitti.

Desiderate una moglie più bella? Prendetevela! E poi, perché una moglie? E perché una sola? Vi possiamo proporre un’intera gamma di soluzioni alternative. Soldi, potere? Perché limitarsi a sbavare? Seguite le tracce dei divi e degli uomini di successo. Prendetevi quello che invidiate, e invidiate qualcosa di meglio ancora.

E se qualcosa fosse davvero irraggiungibile? Allora c’è sempre la soluzione alternativa. Se non potete raggiungerlo, abbassatelo. Se qualcuno è troppo felice, trovate una maniera per renderlo infelice; se una realtà è troppo bella, cercate il modo di guastarla. Pensate ai vantaggi che avrete: senza far fatica diventerete dei numeri uno.

E’ una tecnica che noi stessi, angeli ristrutturati, adottiamo spesso. Quando il Nemico pensa di avere ottenuto qualche successo noi gli facciamo capire quanti inutili siano i suoi sforzi: rovinando tutto. Ogni legge che architetta, ogni miglioramento che porta innanzi, ogni gruppo di persone che attira a sé state sicuri che durerà poco. Troviamo sempre un modo per far marcire ciò che pareva sano. In questo campo siamo i migliori.

Anche i più fedeli servi del Nemico possono essere invidiosi, pronti a diventare grandi come noi, se solo vorranno. E anche voi, se vi eserciterete a lasciar cadere una parolina lì, un’insinuazione là, una critica, un pettegolezzo, riuscirete in breve a capire quanto è dolce veder precipitare coloro che invidiavate. Quella sensazione che arriva dal profondo quando si riesce a far cadere in basso chi si pensava più in alto di noi…ah! Ci sono pochi godimenti migliori al mondo. E’ per questo che l’invidia non finisce mai di affascinare e coinvolgere.

Se farete come vi ho detto diventerete degli esempi per gli uomini e tutti i demoni, guardandovi, vi desidereranno. Ma io dirò loro con piglio deciso “No! Questi sono miei! Crepate di invidia!”
Vi prometto che ricaverete il massimo dalla vostra attitudine: la vostra classe merita il meglio, meritate me, come io mi merito voi. Quelli che dovessero rivolgersi ad altri tentatori? Non li invidio.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 luglio 2015 su ViViZio. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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