Commercio pianificato

Un paio di giorni fa sono capitato su un retweet dall’America che parlava di un video appena caricato su Youtube. Incuriosito, sono andato a vederlo. A metà, mi è presa una forte nausea.
E’ la ripresa fatta di nascosto di una conversazione tra una responsabile di Planned Parenthood e alcune persone che si fingevano dei compratori particolari. Perché particolari? Perché i signori si facevano credere commercianti di parti umane.

Planned Parenthood, letteralmente “Pianificazione Familiare”, è una grossa organizzazione che si occupa, bene, di pianificazione familiare. Cioè come non avere un bambino, e come eliminarlo se ne aspetti uno. Il giro d’affari “legale”, nel 2011, era 185 milioni di dollari. Perché dico legale? Perché nel video la responsabile di cui sopra parla tranquillamente degli affari che si fanno a rivendere discretamente a terzi pezzi di bambini abortiti.

A quanto pare c’è molta richiesta di fegato, il fegato va un sacco. Anche di cuori, e persino di gambe. Durante la conversazione – a tavola, mangiando insalata e bevendo vino – viene descritta minuziosamente la procedura da seguire per evitare di danneggiare quel materiale prezioso mentre si uccide la sua fonte. Il bambino viene tirato fuori a mezzo con il forcipe, e con l’ecografia si vede bene dove l’operatore deve afferrare per non rovinare la merce.

Certo, se il bambino abortito è una cosa e non un essere umano, non si vede perché scandalizzarsi. E’ come il sapone fatto con le vittime dei campi nazisti: per loro non erano uomini, non si vede perché buttare via tutto. Il fatto che quel commercio sia contro la legge è sono un contrattempo: fatta la legge trovato l’inganno, come suggerisce l’inconsapevole responsabile nel video.

Naturalmente capite tutti che ci sono soldoni, dietro. Non so se tra gli interessati ci siano solo laboratori medici o anche qualche sacerdote azteco, praticanti di messe nere o cannibali. Però i prezzi sono adeguati e non vengono chieste referenze. Basta compilare l’apposito modulo.

Naturalmente il libero giornalismo statunitense la notizia ha fatto di tutto per insabbiarla, minimizzarla, dando spazio più alle giustificazioni pelose dei commercianti di organi che  alla notizia stessa. Qualche madre che vuole abortire potrebbe ripensarci, e il business risentirne.

D’altra parte, qui da noi, qualche quotidiano o telegiornale ne ha parlato?

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 luglio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. lavitasempreintorno

    L’ha ribloggato su lavitasempreintornoe ha commentato:
    Commercio equo e solidale.

  2. Non vi meraviglierà sapere che la presidentessa di PP ha rilasciato una dichiarazione in cui osserva che i «programmi di donazione di tessuti fetali sono importanti e compassionevoli, etici e legali, e vanno rispettati perché permettono a donne e famiglie di impegnarsi nel salvataggio di vite umane contribuendo alla ricerca su malattie come i morbi di Parkinson e Alzheimer.”
    La signora ha inoltre osservato che nel video «un nostro dipendente usa espressioni non consone con la compassionevole sollecitudine che è la principale priorità della nostra organizzazione. Ciò è inaccettabile e mi scuso personalmente per il tono e le affermazioni di questa persona.»
    http://time.com/3962098/planned-parenthood-fetal-tissue-donations-video/

  3. Ho visto anche io il video, e avuto la nausea, come è inevitabile. La copertura mediatica della cosa è vergognosa, è chiaro che tutte le forze sono all’opera per non far scoppiare lo scandalo (e credo proprio che non scoppierà): con sorprendente onestà una commentatrice pro choice per esempio ha commentato: “C’è pochissimo spazio per lo scetticismo nei confronti di PP nel mondo pro-choice. E’ di importanza vitale che PP esista. E’ di importanza vitale che noi sosteniamo il suo lavoro…. Mantenere la solidarietà è cruciale” ( http://www.salon.com/2015/07/15/planned_parenthoods_biggest_problem_is_not_selling_baby_parts_what_the_latest_anti_choice_sting_reveals_about_the_abortion_debate/ )
    Ma la cosa che mi ha colpito è che in tutto questo affanno per negare che PP venda gli organi dei bambini, tutti sembrano perfettamente a loro agio con l’idea di procedure d’aborto eseguite con l’intento di massimizzare la resa in termini di organi (oh, per la ricerca, la buona ricerca, si intende). Cuori, fegati (tutti vogliono fegati!), qualcuno chiede gli arti inferiori (quelli sì che sono facili), qualcuno i crani. Pfiiuuu, non è compravendita, sono “donazioni”! Che meraviglia, allora, queste generose “donazioni” alla scienza! Non per denaro, eh, per il bene della scienza: cosa che rende lo scucchiaiare corpicini uccisi ad hoc una cosa lodevole.

  4. Hai avuto modo di controllare che nn fosse una bufala?

  5. Non è una bufala, Fasullo, come puoi facilmente controllare in rete anche dai link forniti.

    Senm_wm, Dile, in effetti il problema non è che lo facessero, ma che lo facessero e tutti facessero finta di niente, pur sapendolo.
    E’ chiaro che si fa finta di non vedere, perché ci sono dietro interessi enormi. Mi ha tanto ricordato gli abitanti dei paesi vicini ai lager, dove si ignorava la morte che avveniva dietro l’angolo pur di sopravvivere.
    Ciò di cui si dispiace la donna del filmato (e la PP) è che la gente non sia “ancora” pronta ad accettare di essere solo un pezzo di carne messo in vendita. La qual cosa potrà essere ottenuta solo eliminando del tutto la religione – e forse neanche allora. Visione avvallata, se non a parole con i fatti, da quello Stato che alcuni invocanocome fonte di tutti i diritti.
    Ma sia la PP che la gente comune capisce che E’ MALE. Perché la verità non si può cancellare neanche pagando bene.

  6. Anche io ho scritto qualcosa in proposito su https://ovvioedevidente.wordpress.com/… E’ veramente terribile

  7. @ F. Fasullo. Il Congresso USA l’ha presa abbastanza sul serio da aprire un’indagine in merito.
    http://www.reuters.com/article/2015/07/15/us-usa-plannedparenthood-video-idUSKCN0PP2XD20150715

    Comunque PP non ha detto che «è una bufala». Ha ammesso di “aiutare” le donne desiderose di donare tessuti fetali per scopi di ricerca e di farlo nel rispetto delle leggi vigenti e degli standard etici.

    I termini di legge federale USA (secondo L’articolo della Reuters citato sopra) vietano la VENDITA interstatale di tessuto fetale umano, punibile con sanzioni pecuniarie fino a mezzo milione di dollari e sanzioni detentive fino a 10 anni di carcere. E’ ammesso solo il pagamento di “somme ragionevoli” per coprire le spese di trasporto e stoccaggio delle donazioni.

    Insomma, nessuno nega il fatto in sé (anzi, se ne gloriano, è tutto a fin di bene e per motivi “compassionevoli”). E’ solo il passaggio di vil pecunia che viene negato con orrore.

  8. Pensate per un momento che la bufala sia altrove : cioè Gesù Cristo (quel Tizio che sentenziava “lasciate che i piccoli vengano a me”. Semmai si fossero inventato tutto e Gesù e compagnia cantando fosse tutta una bufala, e quindi non ci sarà’ alcun risveglio e nessuna dannazione eterna per tutta questa gente!!! Che culo !!!

    Ma …. Codesta enorme fortuna ….. è appesa ad un …. Se …..

    Auguri

  9. E comunque, anche se negato, il fatto c’è, se proprio si ha bisogno di sapere che non solo lo si fa, ma lo si fa per soldi, per scandalizzarsi. La dottoressa ripresa lo dice addirittura in modo esplicito “Miriamo a far pari, ma se c’è un margine di guadagno siamo contenti”. Ovvio, sono contenti per nobili motivi, ossia perchè questo margine va “a servizio di altri pazienti”. E qui scende un brivido, e ci si chiede: *quale* servizio? Nuove tecniche di dissezione, forse.

  10. A ben pensarci il problema di questa notizia è che mette in crisi il sistema di rimozione collettiva che la società attuale ha costruito attorno al “diritto alla gestione dell’utero”. Perché la sua accettazione si basa sul “dimenticare” che il necessario corollario di questo è il diritto all’eliminazione volontaria dei bambini indesiderati.
    Infatti credo non desterebbe alcun problema la cessione per scopi medici, anche con “rimborso spese”, di organi provenienti da aborti naturali. Il fatto è che qui c’è il rischio che nel pubblico scatti un ragionamento del tipo “Ehi, ma se questi organi sono buoni, perché il bambino non è nato? Ah già, qualcuno è intervenuto per evitarlo”. E il ragionamento potrebbe anche andare a ritroso e far nascere dubbi del tipo “Ma se i tessuti fetali sono già così ben organizzati in organi forse il feto nel suo insieme era qualcosa di più di un grumo di cellule”
    E forse a un livello di pensiero profondo si prende coscienza della differenza tra causa accidentale e causa agente (non so se i termini filosofici sono corretti ma spero sia chiaro. Diciamo anche naturalità o intervento umano). Cioè la coscienza “sa”, senza bisogno di ragionare, che è diverso disporre di un corpo (non necessariamente umano) morto naturalmente e di un corpo invece a cui è stata data la morte. Nel primo caso c’è solo da accettare l’evento e regolarsi sul futuro (posso decidere di seppellirlo o donare gli organi per la ricerca per esempio). Nel secondo c’è una voce interiore che ti fa guardare indietro per scoprire il movente dell’uccisione ed eventualmente intervenire perché non si ripeta. È quel tipo di pensiero, credo, che in versione voyeuristica attira masse di persone verso le storie di cronaca nera. Però il meccanismo qui non scatta, o non lo si vuole far scattare, per non mettere in crisi la rimozione collettiva. Spero di essermi spiegato abbastanza.

  11. Sono d’accordo con l’interpretazione di Zimisce. Di fatto, lo scandalo porta alla luce un groviglio così inestricabili di problemi etici che l’unica reazione possibile per una certa parte è la rimozione.
    Prima di tutto, l’aborto non era una tragica inevitabile decisione fatta perchè costretti da cause di forza maggiore a cui sarebbe bigotto obiettare, “raro, sicuro e legale”? Questa specie di mitologia che è stata propinata in tutte le salse diventa difficile da sostenere se improvvisamente siamo posti davanti a moduli per il consenso informato sull’utilizzo di parti etc.
    PP si difende, oltre che col dire che non c’è scopo di lucro (cosa manifestamente falsa, come si è visto), anche col rimarcare che le donne sono informate, quindi si tratta di volontarie “donazioni”. Ma persino il più accecato dai paraocchi ideologici si rende conto queste donne acconsentono alla donazioni di fegati, cuori, gambe, crani etc che non sono i loro: dunque 1) in fin dei conti c’è qualcuno là dentro; 2) avranno poi tutti questi diritti decisionali su questo bendiddio di “tessuti”?
    Certo, in genere si ammette che i genitori possano dare disposizioni sull’eventuale donazione di organi dei loro figli, se questi tragicamente muoiono quando sono ancora incapaci di intendere e di volere, e concordiamo tutti che è un bel gesto. Ma che ne penseremmo di una madre che per qualche raptus uccide il figlioletto *e poi* prende decisioni sulla donazione dei suoi organi? Avrebbe ancora il diritto di farlo?
    Per finire, c’è l’aspetto più epidermico, che però non risparmia nessuno: una dottoressa che senza alcun tipo di remora parla di smembrare cadaverini come di una routine fa piombare bruscamente tutto il mondo prochoice dall’iperuranio dei diritti, dei “grumi di cellule” e della “salute riproduttiva” alla dura realtà dell’aborto in tutta la sua violenza e genera raccapriccio: uno shock che è in grado di svegliare le coscienze. Secondo me non è un caso che sia l’unico aspetto per il quale PP abbia messo in piedi un qualche pelosissimo mea culpa: ai prolife può sembrare pura ipocrisia, ma svela invece una cosa importante, e cioè che nell’ottica prolife all’attacco sul piano legislativo si può sempre rispondere con cavilli, all’attacco mediatico si può opporre il proprio raffinato sistema di sostegno mediatico, si può ribaltare le interpretazioni etc. Quello che è davvero pericoloso è il fatto in sè con tutta la sua crudezza e le emozioni che suscita nel cuore dell’uomo. A *quello* è difficile ribattere, ed è quello che si deve evitare di mostrare, a tutti i costi.
    (Scusate la lunghezza)

  12. Errata corrige: nell’ottica prochoice, non prolife (mi riferisco al penultimo periodo.

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