Non è meraviglioso?

Adesso siamo passati anche vicino a Plutone, gli abbiamo dato una bella occhiata e abbiamo scoperto che non assomiglia per niente a ciò che si era immaginato. Ho appena visto, live, uno degli astronomi responsabile del progetto affermare che non si sarebbe mai aspettato che Plutone non possedesse nessun cratere d’impatto.
In effetti nessuno degli oggetti del sistema solare visti finora si assomiglia. Ognuno di loro – che non sia proprio un piccolo sasso – è molto diverso da tutti gli altri. Ognuno stupisce.
A me stupisce pure come, di fronte a questa continua novità, si possa asserire di conoscere già tutto, di sapere già come il mondo sia fatto. Dando per scontato che qualcosa possa non essere, non possa esistere.

Guardando le facce esaltate degli astronomi dopo il successo dell’impresa a cui hanno dedicato anni, mi sono detto che è proprio lo stupore, il desiderio di essere stupiti che ci spinge sempre un poco più lontano. Come ha detto uno di loro alla fine della conferenza, il sistema di Plutone è meraviglioso, e this was what we came for, questo è ciò per cui siamo venuti; al che un’altra gli ha risposto:
This exceeds what we came for,
questo supera ciò per cui siamo venuti.

Ecco, la realtà supera ciò che possiamo pensare. Vuol dire che non siamo noi a farla. E questo, non è meraviglioso?

CJ-VnHDUYAAtMpb

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 luglio 2015 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Questa foto diventerà un ottimo meme; cosa possiamo far dire al tipo con gli occhi sbarrati?

  2. Ecco delle possibilità:

    – Non credevo fosse così piccolo.
    – Quindi Jon snow è ancora vivo.
    – Ci sono i saldi su Amazon?
    – Questo quindi è Pornhub?

  3. “A me stupisce pure come, di fronte a questa continua novità, si possa asserire di conoscere già tutto, di sapere già come il mondo sia fatto.”

    Non ho nulla da dire contro questa frase o le conclusioni del post, se non per stemperarle con questa considerazione: il semplice fatto di RIUSCIRE a mandare una sonda così vicina a Plutone, o a farla atterrare su una cometa se è per questo, richiede una barilata di conoscenze e di previsioni corrette…

  4. E’ vero per raggiungere i risultati che sono stati raggiunti si rieede una barilata di conoscenze e previsioni corrette ma è proprio qui il punto queste sono solo come un granellino di sabbia i un deserto o una goccia di acqua nel mare essa è fondamentale perché il mare si pieno ma essa non è il mare e se essa si crede il mare allora è il mare che potrà fare a meno di lei. Quello che non viene più insegnato oggi è la Meraviglia e la Bellezza dell’Universo.

  5. @Chacorro

    esatto, conoscenze che ci aprono allo stupore. “So di non sapere” diceva quello là.

  6. io non capisco una cosa però…
    Siamo veramente così contenti delle sonde che mandiamo in giro? Mi spiego meglio:
    perché scomodarsi a mandare Armstrong sulla Luna se bastava un giocattolo a batterie? Perché preoccuparsi di Gagarin quando ci si poteva fermare allo Sputnik? E – perché no – Cristoforo Colombo poteva semplicemente gettare in mare la classica bottiglia col messaggio “prego rimandare in dietro in caso ci sia della terra oltre l’oceano”… (o anche qualcosa di più elaborato)
    Il fatto che in questa società si dia più importanza al perfezionamento di uno smartphone o ad autoveicoli più veloci etc. piuttosto che ad altro mi preoccupa alquanto.

  7. Beh, Ateofago, il problema è che l’essere umano è scomodo da mantenere in vita. Abbiamo difficoltà pure per l’orbita terrestre, figurarsi per più lontano.
    Ma in fondo è una scusa: il vero problema è che non ci interessa più andare. Ne ho già parlato, magari ne riparlerò.

  8. Corrado Esposito

    “Ecco, la realtà supera ciò che possiamo pensare. Vuol dire che non siamo noi a farla. E questo, non è meraviglioso?”

    Caro Berlicche, non penso la sua sia una teoria universale. Lo scorso anno sono stato a trovare un amico in Lombardia, in montagna. Io, che abito accanto al mare, ho sempre pensato che non ce l’avrei fatta ad arrampicarmi sulla ferrata sulla quale il mio amico insisteva di portarmi. Avevo paura, non ero abituato. Poi, dopo qualche tentativo, ce l’ho fatta: sono arrivato sulla cima grazie alla ferrata e confesso che ho sempre pensato che non ce l’avrei fatta. Invece ne sono stato capace: davvero lo scorso anno la realtà ha superato ciò che pensavo. Però sono stato io, a farla, quella realtà. Ed è stato comunque meraviglioso, anche se non è stato qualcun altro a farla, la realtà della mia arrampicata. Grazie. Corrado.

  9. Si potrebbe dire anche che l’arrampicata ha fatto te, nel senso che tu hai risposto allo stimolo con la volontà; cioè provocato hai reagito, vista così l’iniziativa l’ha presa la realtà.

  10. Corrado Esposito

    Vista così, non sei tu che mangi l’impepata di cozze: è l’impepata di cozze che, provocandoti con la sua bellezza e il suo profumo, si è fatta mangiare da te.

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