Un caso qualunque

L’avvocato aveva i capelli grigi, la giacca grigia e il colorito in tono. Sapeva che qualcuno dei nuovi lo chiamava così: Il Griso. Non gliene importava. Ogni presa in giro era fatta scontare in anticipo.
Guardò con un sorrisetto cinico il praticante in giacca e cravatta seduto sull’orlo della sedia. Poveretto. Ne era passata di acqua sotto i ponti da quando si era trovato al suo posto.
“Avvicinati, DeGiorgi. Cominciamo ad esaminare i casi di oggi. Cosa abbiamo qui?”
Mentre il giovincello riposizionava la sua sedia, aprì la prima pratica. Ne lesse le prime righe.
“Interessante. 19 componenti di una squadra di calcio maschile, tutti eterosessuali, ma non è che importi, hanno contratto matrimonio tra di loro.”
Guardò il giovane al di sopra degli occhiali. “Presumo che tu sia al corrente della nuova giurisprudenza sulle unioni, vero, dopo le recenti sentenze della consulta? Specie quelle relative ai matrimoni plurimi…”
“Sì..sissignore” rispose il praticante.
“Bene! E cosa ne pensi?”
L’avvocatino deglutì. Cosa doveva dire per non indisporre il Grande Capo? Meglio stare sul sicuro. “Dopo la redifinizione del matrimonio come diritto a prescindere dalla composizione dei contraenti era ovvio che giuridicamente questo potesse e dovesse essere esteso al caso di molteplicità sia dalla parte femminile che…”
“Ah-ah! Obiezione! Non esiste più una parte femminile o una maschile! Fai bene attenzione quando parli, DeGiorgi, perché è su queste cose si decide una causa oggi. Basta che il giudice oda una parolina di troppo e tu e il tuo cliente siete trombati, per solido che sia il tuo caso.”
“Vuol dire che il caso non viene esaminato, ma…”
“Avanti, avanti, su questo discuteremo dopo. Torniamo a noi. Allora, uno di questi calciatori ha avuto un incidente ed è morto. C’è un’assicurazione con un premio ingente. La vedova…”
“Vedova, signore?”
“Vedova, sì, vedova. Questo era già sposato. Che c’è di strano? Aveva anche due figli. La vedova, dicevo, vorrebbe avere l’assicurazione tutta intera, ma gli altri membri del matrimonio multiplo non sono d’accordo in quanto sostengono che l’assicurazione era stata fatta all’interno del loro nucleo familiare, e che il defunto tornava raramente a casa da quando sua moglie si era sposata.”
“Sposata?”
“Sì, con la sua migliore amica, per consentirle di adottare il figlio che aveva concepito con il defunto tramite inseminazione e utero in affitto.”
“Ah.”
“Naturalmente quest’altra signora reclama a sua volta una fetta dell’assicurazione a nome del figlio naturale ed in virtù del suo matrimonio con la vedova.”
“E…ne ha diritto?”
“Potrebbe, dato che – cretini – non hanno firmato i documenti per l’esclusione del padre organico. Forse per il fatto che lui era comunque sposato con la di lei moglie.”
“E la madre naturale?”
“Quella? Nessuna importanza, l’hanno già pagata e via. Non si distragga, DeGiorgi, badi alle cose importanti.”
“Sissignore”
“Il caso si presenta abbastanza complesso, anche perché alcuni componenti del matrimonio di squadra avevano fatto istanza di divorzio istantaneo dopo la cessione ad altro team calcistico. Qui occorre acquisire con certezza tutte le tempistiche dei vari matrimoni e separazioni.”
“Sissignore” ripetè ancora l’avvocatino, scrivendo furiosamente sul tablet.
“Noi in questo caso rappresentiamo i diciotto vedovi. Per prima cosa faremo domanda per l’affidamento dei figli della vedova, in quanto erano figli del defunto a loro coniugato…”
“Ma…c’è possibilità che effettivamente…”
“Scarse, ma ci sono. Almeno l’affidamento condiviso, un giorno a testa per ciascuno, che diviso diciannove o venti fa…”
“Poveri bambini!”
“DeGiorgi, che c’entrano i bambini?”
“Scusi, signore.”
“…e poi, naturalmente, tireremo fuori la poliamorifobia e l’omofobia latente della donna, per non parlare del fatto che il suo comportamento aveva determinato l’abbandono eccetera, eccetera. DeGiorgi, per stasera mi faccia trovare una bozza.”
“Signore, ma pensavo: e l’amore?”
“Non mi deluda, DeGiorgi. L’amore non c’entra niente con il matrimonio, né ora né prima. Non si lasci infinocchiare dai politici. Non c’è nessuna legge che lo possa certificare, quindi per noi non esiste. Il casino attuale c’è perché qualcuno ha fatto credere che fosse indispensabile per potersi sposare con chi pareva; il risultato è che ci si sposa con chiunque per qualunque motivo.”
“Signore, questo caso mi sembra orribilmente complesso ed intricato. Rischia di trascinarsi per anni! Ma non sente la nostalgia di quando i casi erano semplici, quando c’era solo una moglie e un marito?”
“Io?” Il Griso si fregò le mani. “Ma stai scherzando?”

esame-avvocato-2013

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 luglio 2015 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Griso, l’emblema manzoniano del cinismo… cinismo che poi lo frega sul finale.

  2. lavitasempreintorno

    L’ha ribloggato su lavitasempreintorno.

  1. Pingback: Italiani bigotti? Ma se è da quando esiste il matrimonio che gli omosessuali possono sposarsi! | Croce-Via

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